{"id":72870,"date":"2019-02-08T13:15:51","date_gmt":"2019-02-08T12:15:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72870"},"modified":"2019-02-08T13:18:22","modified_gmt":"2019-02-08T12:18:22","slug":"libano-sfide-missione-onu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/libano-sfide-missione-onu\/","title":{"rendered":"Libano: le sfide per il Paese e per la missione Onu"},"content":{"rendered":"<p>Il 31 gennaio, in <strong>Libano<\/strong>, il primo ministro S\u2019ad <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/libano-hezbollah-strategia-elezioni\/\"><strong>Hariri<\/strong><\/a> ha annunciato la formazione del nuovo governo, a conclusione di otto mesi di trattative fra le diverse forze politiche. La tornata elettorale dello scorso maggio ha fatto registrare la perdita di un terzo dei seggi della coalizione sunnita 14 marzo, parte dei quali sono andati a favore di quella sciita 8 marzo, guidata da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/libano-voto-hariri-hezbollah\/\"><strong>Hezbollah<\/strong> <\/a>e Amal e che oggi pu\u00f2 contare su 70 seggi dei 128 disponibili.<\/p>\n<p><strong>La presenza dell&#8217;Onu in Libano: la lunga storia dell&#8217;Unifil<br \/>\n<\/strong>In Libano opera la United Nations Interim Force in Lebanon (Unifil), per la quale le Nazioni Unite si sono nuovamente affidate ad una guida italiana, nominando ad agosto scorso il generale di divisione Stefano <a href=\"https:\/\/www.difesa.it\/Primo_Piano\/Pagine\/Libano-il-Generale-Del-Col-al-comando-della-missione-Unifil.aspx\"><strong>Del Col<\/strong><\/a> nella duplice veste di capo della missione e comandante, incarico\u00a0gi\u00e0 ricoperto precedentemente dai generali Graziano, Serra e Portolano.<\/p>\n<p>Unifil trae origine dalle risoluzioni Un425 e Un426 del 1978, emesse a seguito della prima guerra israelo-libanese, ed \u00e8 stata successivamente prorogata nel 2006, con la Un1701, a causa della ripresa degli scontri. La risoluzione prevede il mantenimento di una forza multinazionale di interposizione schierata nel sud del Libano con l\u2019obiettivo, fra l\u2019altro, di monitorare il cessate il fuoco fra le parti, il rispetto della linea di separazione tracciata (<em>Blue Line<\/em>) e il disarmo di tutti i gruppi armati irregolari.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;opera di destabilizzazione di Hezbollah<\/strong><br \/>\nLa ragione del perdurare della missione dipende dalle instabili condizioni di sicurezza all&#8217;interno dell\u2019area di operazioni, dovute a due fattori in particolare: i continui scontri fra Hezbollah e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/israele-elezioni-netanyahu-favorito\/\"><strong>Israele<\/strong><\/a> lungo il confine e la presenza di profughi palestinesi nel sud del Libano.<\/p>\n<p>Nata durante la prima occupazione israeliana e alleata dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/iran-europa-tempo-accordo\/\">Iran<\/a><\/strong>, la milizia libanese ha saputo ottenere il consenso della popolazione grazie a un\u2019intensa campagna basata su ambiziosi programmi assistenziali a garanzia dei diritti fondamentali come istruzione, sanit\u00e0, lavoro e sicurezza sociale, affiancata da un\u2019assidua propaganda d\u2019odio contro Israele. Secondo alcuni analisti, oggi rappresenta l\u2019organizzazione militare non statale pi\u00f9 potente al mondo, tale da essere chiamata dal 2011 a supportare le forze fedeli al presidente Al Assad nel conflitto civile siriano.<\/p>\n<p>Nonostante la risoluzione dell\u2019Onu, Hezbollah si \u00e8 sempre rifiutato di consegnare le armi, approfittando della debolezza del governo libanese, che non \u00e8 stato finora in grado di imporre il pieno rispetto dell\u2019accordo. I suoi arsenali sono stati costanti obiettivi dei raid israeliani, la cui strategia difensiva \u00e8 volta ad impedire che il gruppo possa acquisire maggiori capacit\u00e0 belliche.<\/p>\n<p><strong>I campi palestinesi, terreno fertile per la jihad<\/strong><br \/>\nLa partecipazione al conflitto siriano ha solamente ampliato l\u2019area degli scontri, includendo la regione di Damasco. Parallelamente, gli insediamenti palestinesi si sono evidenziati per le azioni in supporto alla lotta contro Israele e sono stati responsabili di numerosi lanci di razzi dal sud del Libano.<\/p>\n<p>La situazione nei campi \u00e8 peggiorata con lo scoppio del conflitto siriano, in quanto si sono trasformati in veri e propri ricettacoli di pericolosi terroristi appartenenti a diversi gruppi jihadisti. Tutti, da Al-Qaeda all&#8217;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/isis-lotta-allestremismo-linformazione\/\">Isis<\/a><\/strong>, hanno sfruttato la permeabilit\u00e0 dei confini e il flusso di profughi in fuga per entrare in Libano e trovare rifugio negli insediamenti palestinesi. La loro presenza ha aumentato il pericolo di attentati nell&#8217;area dove opera il contingente e causato scontri armati sia all&#8217;interno che all&#8217;esterno dei campi profughi.<\/p>\n<p><strong>Hezbollah e la fine della guerra in Siria<\/strong><br \/>\nCon l\u2019accordo di Sochi del 17 settembre fra Russia e <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-turchia-trappola-curdi\/\">Turchia<\/a> <\/strong>sulla demilitarizzazione dell\u2019ultima enclave ribelle di Idlib, la guerra civile siriana sembrerebbe essere giunta alle battute conclusive. Terminato l\u2019attuale impegno militare, Hezbollah rientrer\u00e0 in patria considerevolmente ridimensionato a causa delle ingenti risorse investite e dell\u2019elevato numero di caduti che, unitamente ai continui raid israeliani, ne hanno abbassato decisamente il livello di &#8216;combat power&#8217;.<\/p>\n<p>Inoltre, la milizia si trover\u00e0 ad affrontare\u00a0 la progressiva perdita di supporto della popolazione, che l\u2019accusa di essere in parte responsabile dell\u2019ingresso dei tanti profughi siriani.Questi ultimi, vendendo la propria mano d\u2019opera a prezzi decisamente inferiori, sono la causa dell\u2019incremento di un gi\u00e0 elevato tasso di disoccupazione.<\/p>\n<p>Secondo alcune fonti, la fine del conflitto in Siria potrebbe portare, nel medio-lungo termine, all&#8217;inizio di uno scontro pi\u00f9 ampio e aspro fra Iran ed Israele nella regione del Golan, con l\u2019assai probabile coinvolgimento del gruppo libanese. Ma, prima di poter sostenere nuovamente le strategie iraniane, \u00e8 evidente che Hezbollah avr\u00e0 bisogno di un consistente periodo di ricondizionamento, teso non solo alla riorganizzazione delle proprie forze ma soprattutto alla riconquista del consenso popolare.<\/p>\n<p><strong>Le prossime sfide di Unifil in Libano<\/strong><br \/>\nSulla base di tali premesse, il nuovo capo della missione Unifil in Libano dovr\u00e0 fare fronte a numerose difficolt\u00e0 connesse al ripiegamento di Hezbollah. Problemi che riguarderanno la sicurezza del Paese, in quanto la volont\u00e0 della milizia di portare con s\u00e9 il maggior numero di armi e sistemi d\u2019arma possibile, esponendosi ai raid israeliani, si aggiunger\u00e0 al gi\u00e0 elevato rischio di attentati terroristici.<\/p>\n<p>Ma anche problemi legati alla sicurezza della missione, poich\u00e9 Hezbollah tenter\u00e0 di riguadagnare il sostegno della popolazione riproponendo una narrativa\u00a0consolidata, che accusa il contingente multinazionale di tutelare gli interessi israeliani. Ne consegue che il nuovo comandante<em>\u00a0<\/em>sar\u00e0 chiamato a un\u2019intensa attivit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Diplomatica<\/strong>, tesa ad ottenere la piena collaborazione del governo locale per impedire l\u2019ingresso di armamenti e di Israele per evitare rappresaglie che mettano a rischio il contingente.<\/li>\n<li><strong>Operativa<\/strong>, incrementando le attivit\u00e0 volte a garantire elevate condizioni sicurezza nel sud del Libano e a individuare eventuali nuovi depositi di Hezbollah nell\u2019area di operazioni.<\/li>\n<li><strong>Sociale<\/strong>, mirata a mantenere il consenso della popolazione locale &#8211; che in passato ha mostrato qualche insofferenza nei confronti del contingente multinazionale &#8211; sviluppando strategie efficaci per contrastare la probabile ripresa della campagna propagandistica denigratoria della milizia libanese.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 31 gennaio, in Libano, il primo ministro S\u2019ad Hariri ha annunciato la formazione del nuovo governo, a conclusione di otto mesi di trattative fra le diverse forze politiche. 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