{"id":72888,"date":"2019-02-06T08:56:21","date_gmt":"2019-02-06T07:56:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72888"},"modified":"2019-02-12T08:22:42","modified_gmt":"2019-02-12T07:22:42","slug":"disarmo-inf-usa-russia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-inf-usa-russia\/","title":{"rendered":"Disarmo: Inf, a rischio rapporto pragmatico Usa-Russia"},"content":{"rendered":"<p>Il sistema degli Stati impegnati in un difficile processo di adeguamento della propria linea di politica estera, in considerazione delle sfide maturate in una situazione di diffusa instabilita , \u00e8 attualmente in crisi. A motivare un sentimento di allarme \u00e8 la sensazione di incertezza circa l&#8217;andamento del rapporto \u00a0tra le grandi potenze garanti e arbitri in ultima istanza della tenuta dell\u2019ordine mondiale . La decisione da parte di Washington, fatta propria senza esitazione da Mosca, di sospendere il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/trattato-inf-cina-russia\/\"><strong>trattato Inf<\/strong><\/a> sulle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/disarmo-inf-trattato-euromissili\/\">armi nucleari a medio raggio,<\/a> oggetto da ambedue le parti di ripetute violazioni, evidenzia il progressivo deterioramento intervenuto nelle relazioni tra <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/inf-equilibrio-nucleare-europeo\/\">Stati Uniti<\/a><\/strong> e <strong>Russia<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Un passo significativo, cui altri potrebbero seguire<\/strong><br \/>\nSi tratta infatti di un passo significativo, alimentato da una campagna di informazione volutamente manipolata , riguardo allo stato dei rapporti di forza alla base dell&#8217;equilibrio di potenza fra i due Stati. La decisione di rimuovere un pilastro del sistema di sicurezza sul continente europeo, stabilito di comune accordo nel 1987, conferma quanto pronunciato sia ormai il livello di sfiducia nelle relazioni russo americane.<\/p>\n<p>Se a questa scelta seguir\u00e0 alla scadenza del 2021 il mancato rinnovo del trattato nuovo Start sulle armi nucleari a lungo raggio, si arriver\u00e0 allo smantellamenteo del sistema di regolamentazione che ha sostenuto bene o male fino ai giorni nostri la politica di controllo degli armamenti. Questa politica originata negli anni del bipolarismo di sostegno a una condizione di stabilit\u00e0 strategica ha permesso di superare i momenti di massima tensione nel corso della guerra fredda .<\/p>\n<p><strong>La contrapposizione Usa-Russia torna al centro dell&#8217;attenzione<\/strong><br \/>\nA rischio \u00e8 l\u2019impostazione del rapporto russo americano, ispirata al pragmatismo, da tempo in via di esaurimento, alla quale si deve, grazie al senso di responsabilita delle leadership rivali e a una fortuita concatenazione di eventi , un prolungato periodo (1947-&#8217;91) di relativa pace sul continente europeo. Il ricordo di quegli anni ha dato luogo a un fenomeno che merita di essere sottolineato: le manifestazioni di nostalgia registrate da pi\u00f9 parti per un&#8217;esperienza caratterizzata da un ordinamento definito con chiarezza, che contrasta con il clima di indeterminatezza prevalente nell\u2019 attuale congiuntura.<\/p>\n<p>Superata la fase, definita pi\u00f9 propriamente del &#8216;dopo guerra fredda&#8217; (1991 &#8211; 2010), che aveva portato &#8211; all\u2019insegna dell&#8217;unipolarismo sotto l\u2019egida statunitense &#8211; a una condizione di relativa normalizzazione delle relazioni reciproche, torna al centro dell\u2019attenzione la contrapposizione tra Stati Uniti e Russia Il tema della stabilit\u00e0 strategica continua a suscitare preoccupazioni alla luce di una ripresa della corsa al <strong>riarmo nucleare<\/strong> sempre pi\u00f9 perfezionato e sofisticato nelle sue potenzialit\u00e0 distruttive.<\/p>\n<p><strong>Parametri di valutazione inadeguati sotto il profilo della sicurezza<\/strong><br \/>\nNella prospettiva di un accelerato processo di trasformazione dello scenario mondiale sotto la spinta di un programma generalizzato di modernizzazione dell\u2019apparato militare, i parametri abituali di valutazione della situazione appaiono inadeguati sotto il profilo della sicurezza. A determinare l\u2019 andamento delle relazioni fra gli Stati, in un quadro di diffusa conflittualit\u00e0 che va dal Medio Oriente all\u2018Asia Centrale, contribuisce il processo di evoluzione in direzione del multipolarismo.<\/p>\n<p>Gli interrogativi circa il grado di stabilit\u00e0 di un ordine globale caratterizzato dalla presenza di una pluralit\u00e0 di grandi potenze sono al centro del dibattito fra gli esperti di dottrine strategiche. Ai vertici di un sistema internazionle rigidamente gerarchico figurano gli Stati Uniti, in posizione preminente, ma non pi\u00f9 dominante, affiancati da Russia, Cina, India e Unione europea.<\/p>\n<p>Fatta eccezione per l\u2019 Unione europea, si tratta di Stati sosteuti da un forte senso della propria ritrovata identit\u00e0 nazionale, determinati, se del caso ricorrendo anche all\u2019uso della forza, ad affermarsi nel ruolo di soggetti riconosciuti a tutti gli effetti indipendenti. La Russia e il nuovo astro emergente la Cina, principali fautori di una revisione dell\u2019ordine mondiale, portano avanti &#8211; ciascuno seguendo una specifica linea strategica &#8211; una politica di contrasto all\u2019egemonia degli Stati Uniti.<\/p>\n<p><strong>Nel rapporto Mosca &#8211; Washington, rischio di escalation<\/strong><br \/>\nPer quanto il rapporto Mosca &#8211; Washington non costituisca pi\u00f9 l\u2019asse portante del gioco politico strategico globale \u00e8 a questo livello che \u00a0si manifesta pi\u00f9 evidente il rischio di escalation in un conflitto generale. In un clima di \u00a0accentuata ostilit\u00e0, Stati Uniti e Russia, le due superpotenze nucleari, risultano \u00a0impigliate in un groviglio di contrasti lungo l\u2019intero arco degli interessi e dei valori.<\/p>\n<p>Al confronto politico-diplomatico correlato alla contrapposizione strategico militare si somma la competizione economico commerciale, per arrivare &#8211; fattore particolarmente insidioso &#8211; alla campagna di delegittimazione dell\u2019assetto istituzionale dei rispettivi regimi . All\u2019origine di un antagonismo di lunga data riemerso con particolare virulenza negli ultimi anni figura una concezione idealizzata del proprio status di grande potenza fondata sull \u201ceccezionalismo\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Europa epicentro del confronto Usa-Russia<\/strong><br \/>\nEpicentro del confronto nella logica dell \u201coffshore balancing\u201d americano si conferma, nonostante il crescente rilievo strategico dell\u2019Asia Orientale, ancora una volta l\u2019Europa. E\u2019 in questa area, ai confini dello spazio post-sovietico e dove gli schieramenti militari sono a diretto contatto, che la Russia si trova a fronteggiare la politica di contenimento statunitense condotta attraverso la Nato.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo casuale, infatti, che a innescare la crisi attuale nei rapporti fra Washington e Mosca sia stata la competizione per assicurarsi l&#8217;allineamento dell\u2019Ucraina, ppedina principale per garantirsi una posizione di vantaggio sul continente. Assodato, come dimostra il salto di tensione suscitato dalla sospensione del trattato Inf, che su questo fronte l\u2019impegno delle parti appare particolarmente risoluto, \u00e8 evidente che solo mantenendo lo status quo a livello regionale sia possibile garantire anche nelle nuove condizioni una situazione di stabilit\u00e0 strategica.<\/p>\n<p>L\u2019enfasi posta sia da parte russa che statunitense di operare da una posizione di forza, facendo affidamento eventualmente sull arma nucleare, non lascia spazio a concessioni in grado di portare a un&#8217;attenuazione del confronto Stati Uniti &#8211; Russia. La fiducia, in assenza della quale viene meno ogni possibilit\u00e0 di normalizzazione, non rappresenta un obiettivo realistico, ma non per questo va esclusa la prospettiva di rilanciare un negoziato volto a evitare un conflitto fra le due grandi potenze dalle conseguenze catastrofiche.<\/p>\n<p>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema degli Stati impegnati in un difficile processo di adeguamento della propria linea di politica estera, in considerazione delle sfide maturate in una situazione di diffusa instabilita , \u00e8 attualmente in crisi. 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