{"id":72938,"date":"2019-02-12T00:24:12","date_gmt":"2019-02-11T23:24:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72938"},"modified":"2019-02-12T00:24:12","modified_gmt":"2019-02-11T23:24:12","slug":"cristianesimo-islam-luci-e-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/cristianesimo-islam-luci-e-ombre\/","title":{"rendered":"Cristianesimo\/Islam: il dialogo continua tra luci e ombre"},"content":{"rendered":"<p>In \u201cNot in God\u2019s Name\u201d il rabbino e teologo\u00a0 Jonatham Sacks ci ricorda che ebraismo, cristianesimo e islam \u201csi definiscono come religioni di pace e tuttavia tutte e tre hanno dato origine alla violenza in alcuni momenti della loro storia\u201d. A osservare la folla oceanica che ha partecipato alla messa celebrata da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/vaticano-francesco-abu-dhabi-confronto-civilta\/\"><strong>Papa Francesco<\/strong><\/a> nello Zayad Sports City di Abu Dhabi, ci sarebbe da sperare che le pagine buie della storia dei tre monoteismi fratelli siano state scritte una volta per sempre e che non si aggiungeranno altri capitoli di sangue.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;avanzamento del dialogo interreligioso<\/strong><br \/>\nNel contesto della <strong>Global conference of human fraternity<\/strong>, organizzata dal Consiglio musulmano degli anziani nell\u2019 Anno internazionale della Moderazione, a cui hanno partecipato 700 rappresentanti di diverse religioni, il pontefice e Ahamad<strong> al-Tayyb<\/strong>, imam di al-Azhar, centro universitario teologico (sunnita) del Cairo, hanno firmato un <a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/papa\/pagine\/conferenza-stampa-rientro-da-abu-dhabi\">documento sulla fratellanza umana<\/a>.<\/p>\n<p>Il sito d\u2019informazione del Pd ha addirittura gridato al miracolo e tutti i grandi media italiani e internazionali hanno sottolineato la portata storica dell\u2019iniziativa. Letta come pietra miliare di un faticoso ma inarrestabile processo di dialogo inter-religioso, sicuramente \u00e8 una stella polare a cui guardare per fare delle religioni \u201cl\u2019antidoto all\u2019odio e\u00a0in particolar modo al flagello del razzismo\u201d. Questa la dichiarazione di Olav Fykse <strong>Tveit<\/strong>, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec).<\/p>\n<p><strong>I passi falsi dell&#8217;imam al-Tayyb<\/strong><br \/>\nMa alcune considerazioni sono doverose proprio nell&#8217;ottica di vedere in quel documento non un fine, ma un mezzo per proseguire su un cammino comune. Intanto non possiamo dimenticare che Ahamad al-Tayyb \u00e8 figura molto ambivalente.<\/p>\n<p>Da un lato acerrimo nemico dell\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/papa\/pagine\/conferenza-stampa-rientro-da-abu-dhabihttps:\/\/www.avvenire.it\/papa\/pagine\/conferenza-stampa-rientro-da-abu-dhabi\">Isis<\/a><\/strong> e dei Fratelli musulmani, dall&#8217;altro pi\u00f9 volte al centro di polemiche per i suoi attacchi a Israele tanto da essere accusato di anti-semitismo, cosa che nel 2015 costrinse Laura Boldrini, presidente della Camera, a revocare una sua <em>lectio magistralis<\/em>\u00a0a Montecitorio. Per non parlare di alcune sue dichiarazioni sul diritto dei mariti a picchiare le donne.<\/p>\n<p>Si aggiunga lo strappo con il Vaticano di Benedetto XVI, reo, agli occhi del grande imam, di avere sollecitato nel gennaio 2011, poco dopo l\u2019attentato ai copti di Alessandria, misure efficaci per proteggere le minoranze religiose. Strappo ricucito da Bergoglio, che ha incontrato al Tayyeb tre volte prima del meeting degli Emirati: altro che \u2018miracolo\u2019, piuttosto una lenta ritessitura.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ebraismo lasciato in secondo piano?<\/strong><br \/>\n\u00c8\u00a0vero anche che fu tra i 138 musulmani firmatari della lettera allo stesso Papa Benedetto XVI dopo la sua lezione a Ratisbona nel 2006, lettera dove si posero le basi del documento sottoscritto ad Abu Dhabi. \u00a0Per\u00f2 come dare torto a Gabriel Levi, che in questi giorni, sulle pagine della Stampa, ha notato come nel triangolo fra le tre religioni monoteiste manchi Abramo?<\/p>\n<p>Ogni riflessione cristiano-islamica resta incompleta se non si riconoscono gli eredi del Patriarca. Non gli unici eredi, certo, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 anche la discendenza di Ismaele e Ges\u00f9 che ha dato ai gentili diritto d\u2019accesso all&#8217;eredit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma proprio quelli che provengono da Isacco, quelli che strinsero l\u2019alleanza con Dio attraverso Mos\u00e8, s\u00ec, insomma, gli ebrei, quelli chiamati per primi a vocazione, non perch\u00e9 se ne facessero un privilegio, ma per portare a Dio tutti i popoli. Come parlare di pace se si escludono gli ebrei e il loro mito fondatore e identitario, la terra promessa, la terra d\u2019Israele?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;islam moderato in cerca di rispettabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nLe prove di dialogo, dunque, che hanno dato prova brillante ad Abu Dhabi, non possono essere lette solo in chiave religioso-teologica. In questo momento \u00e8 forte in Egitto come negli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/hedges-tutela-diritti-umani\/\">Emirati Arabi Uniti<\/a> il desiderio di accreditarsi davanti al mondo, ma in particolare all&#8217;Occidente, come nazioni moderne, democratiche, sicure, politicamente affidabili, rispettose dei diritti umani e delle libert\u00e0 individuali, in grado di respingere il terrorismo.<\/p>\n<p>Ancora di pi\u00f9 per gli Emirati in vista di Expo 2020. E l\u2019 Universit\u00e0 di Al Azhar \u00e8 l\u00ec a fornire le credenziali di un islam pacifico, tollerante, umano. Tutto questo a dispetto dei report di Amnesty International, nient\u2019affatto rassicuranti nel registrare violazioni e soprusi di ogni genere. Inoltre fa fatica a decollare l\u2019idea di uno Stato laico, equidistante da ogni confessione religiosa.<\/p>\n<p>Fa fatica a realizzarsi a pieno in Italia, dove ancora esiste la legge sui \u201cculti ammessi\u201d di stampo fascista, figuriamoci in Paesi retti dal connubio religione-Stato! Negli Emirati l\u2019Islam \u00e8 religione di Stato, nonostante nella Costituzione si sancisca la libert\u00e0 di culto e la parit\u00e0 di diritti tra tutti i cittadini.<\/p>\n<p>Non \u00e8 secondario sottolineare, infine, come il Vaticano sia impegnato in prima linea nella protezione delle minoranze cristiane nei Paesi arabi e che sia oggi una delle poche voci autorevoli del panorama geo-politico globale.<\/p>\n<p>Si sta formando un asse cattolicesimo romano-islam? Si spera non sia cos\u00ec. Ad Abu Dhabi il pluralismo religioso era rappresentato ampiamente e una polarizzazione tra due big andrebbe a discapito di quel pluralismo e di conseguenza, a lungo termine, della pace.<\/p>\n<p>Si tratta, inoltre, di due grandi religioni che proprio sulla parit\u00e0 dei diritti hanno ancora molti passi da fare. Pensiamo, soltanto, al sacerdozio femminile. Come predicare la parit\u00e0 quando non l\u2019applichiamo in casa nostra?\u00a0 Pi\u00f9 in generale, merita una particolare annotazione la reazione del mondo politico italiano, almeno di una gran parte, all\u2019evento di Abu Dhabi.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo politico delle grandi religioni<\/strong><br \/>\nPossibile che ci sia tanto interesse per le chiese, le religioni, le teologie, le convention ecumeniche, inter-religiose? \u00a0I media hanno rilevato indubbiamente una notizia, una &#8216;prima volta&#8217;. Ma i politici?<\/p>\n<p>Da tempo il Papa \u00e8 vissuto pi\u00f9 come leader politico e la vicenda di Abu Dhabi rafforza questa immagine da parte di coloro che sono a corto di leadership.\u00a0 Delegare a una chiesa, anzi alla Chiesa con la C maiuscola il discorso politico contiene due limiti: per la chiesa contribuisce a affievolire la voce profetica e a innalzare il volume di quella istituzionale; per la politica porta a cercare surrogati alla propria mancanza di idealit\u00e0, di prospettiva, di progetto storico.<\/p>\n<p><strong>Le violazioni dei diritti umani negli Emirati<\/strong><br \/>\nD\u2019altra parte, la diplomazia vuole che, in consessi di menti illuminate come \u00e8 stato quello nello Zayed Sports City, si taccia sulle molte contraddizioni di una federazione di sette Stati dove l\u2019 80% dei lavoratori sono immigrati le cui condizioni di lavoro e di vita sono state spesso denunciate come \u2018nuove schiavit\u00f9\u2019 dagli osservatori internazionali.<\/p>\n<p>Si taccia sul fiorente mercato delle armi &#8211; in crescita dall\u2019Italia agli Emirati. Risuonano le parole del profeta Geremia, alla vigilia della deportazione degli ebrei in Babilonia: \u201cEssi curano alla leggera la piaga del mio popolo; dicono: \u2018Pace, pace\u2019, mentre pace non c\u2019\u00e8\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In \u201cNot in God\u2019s Name\u201d il rabbino e teologo\u00a0 Jonatham Sacks ci ricorda che ebraismo, cristianesimo e islam \u201csi definiscono come religioni di pace e tuttavia tutte e tre hanno dato origine alla violenza in alcuni momenti della loro storia\u201d. 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