{"id":72945,"date":"2019-02-10T18:19:25","date_gmt":"2019-02-10T17:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72945"},"modified":"2019-07-12T16:21:32","modified_gmt":"2019-07-12T14:21:32","slug":"franco-cfa-francia-colonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/franco-cfa-francia-colonie\/","title":{"rendered":"Francia: Franco Cfa, legame a doppio filo con le ex colonie"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019influenza francese nel continente africano e l\u2019ambizione di Parigi di ricoprire un ruolo da protagonista in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/sahel-francia-passato-futuro\/\"><strong>Africa<\/strong><\/a> non sono certamente un mistero. Una conferma indiretta dell\u2019interesse francese a mantenere il proprio status sulla scena africana \u00e8 giunta quando il Ministero degli Esteri ha reagito pubblicamente alle polemiche politiche sorte in <a href=\"https:\/\/www.agi.it\/politica\/italia_francia_moneta_franco_cfa-4877832\/news\/2019-01-21\/\">Italia <\/a>sul ruolo del Franco Cfa (<em>Franc de la Comunaut\u00e9 fran\u00e7ais d&#8217;Afrique<\/em>).<\/p>\n<p><strong>I legami politici ed economici tra Francia e Africa<\/strong><br \/>\nIl dibattito su questa moneta adottata da 14 Paesi dell\u2019Africa occidentale e centrale, sebbene sia stato principalmente legato ai fenomeni migratori, tocca in realt\u00e0 una questione strutturale: il ruolo centrale della Francia nelle relazioni fra <strong>Europa<\/strong> ed Africa.<\/p>\n<p>Parigi \u00e8 infatti attiva in molte aree del continente: non solo gestisce la moneta nazionale di alcuni Paesi, ma agisce su molteplici fronti, dai legami politico-clientelari fra le elite africane e i vertici francesi alla condivisione della lingua, dalla significativa presenza militare nell&#8217;area agli interessi economici nel settore minerario.<\/p>\n<p>Senza dimenticare il ruolo della cooperazione allo sviluppo e delle politiche commerciali, nei cui ambiti l\u2019azione francese \u00e8 inquadrata all&#8217;interno delle politiche promosse dall&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p><strong>Due valute, un tasso di cambio fisso<\/strong><br \/>\nCon la sigla Cfa si indicano in realt\u00e0 due valute: la prima viene utilizzata nei Paesi dell\u2019Africa occidentale aderenti all\u2019<em>Union Economique et Mon\u00e9taire Ouest-Africaine<\/em>; la seconda, invece, circola in Africa centrale, nei Paesi della <em>Communaut\u00e9 Economique et Mon\u00e9taire de l\u2019Afrique<\/em>.<\/p>\n<p>Le due valute sono legate da un cambio fisso e possono circolare liberamente nelle due regioni indifferentemente. Storicamente, il cambio fisso era stabilito rispetta al franco francese, ma dall&#8217;ingresso della Francia nell&#8217;eurozona, la valuta di riferimento per il Franco Cfa \u00e8 diventato l\u2019euro.<\/p>\n<p>Ancora oggi, la Francia si assume l\u2019onere di intervenire sui mercati valutari per sostenere il tasso fisso e garantire la convertibilit\u00e0 della valuta. In cambio di questo impegno, i Paesi che utilizzano il Franco Cfa sono chiamati a depositare il 50% delle proprie riserve valutarie su un conto fruttifero presso la Banca di Francia.<\/p>\n<p><strong>Il tasso fisso Franco Cfa &#8211; Euro, vantaggi e svantaggi<\/strong><br \/>\nI costi e i benefici derivanti dall&#8217;adozione di un regime di cambi fissi sono oggetto di acceso dibattito. Alcuni Paesi che utilizzano il Franco Cfa, in particolare in Africa occidentale, hanno potuto godere di una stabilit\u00e0 finanziaria significativa rispetto ad altre regioni del continente, mentre l\u2019integrazione monetaria garantisce maggiore libert\u00e0 negli scambi economici regionali.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, questi Stati soffrono di un\u2019autonomia limitata nella gestione della propria politica monetaria. Inoltre, un cambio fisso costituisce un rischio per i Paesi importatori di materie prime e per quegli Stati gravati da un debito pubblico eccessivamente denominato in valuta estera. In entrambi i casi, gli oneri finanziari da sostenere aumenterebbero nel caso di una svalutazione dell\u2019euro, su cui questi Paesi non hanno voce in capitolo.<\/p>\n<p>Non bisogna infine sottovalutare anche i vantaggi economici che la Francia ha potuto ricavare da questa soluzione: quando la valuta regionale era legata al franco francese, le imprese d\u2019Oltralpe hanno potuto investire in Africa occidentale e centrale senza significativi rischi di cambio. Tuttavia, guardando al giorno d\u2019oggi, da quando il cambio fisso \u00e8 regolato sull&#8217;euro, questo vantaggio non \u00e8 pi\u00f9 appannaggio solo della Francia, ma di tutti i Paesi europei che adottano tale moneta.<\/p>\n<p><strong>Il Franco Cfa, uno strumento clientelare?<\/strong><br \/>\nLa <em>Fran\u00e7afrique<\/em>, l\u2019insieme delle relazioni economiche, politiche, culturali e militari che uniscono la Francia alle ex colonie in Africa, affonda le proprie radici nella storia e difficilmente Parigi rinuncer\u00e0 alla propria sfera di influenza.<\/p>\n<p>Non potrebbe essere altrimenti: durante la Guerra Fredda la presenza in Africa costituiva uno dei fattori chiave per consentire ai francesi di presentarsi come una grande potenza. Oggi, mentre sempre pi\u00f9 attori esterni competono per influenza e risorse nel continente, i legami con i vecchi possedimenti coloniali mantengono un ruolo chiave nella politica estera di Parigi.<\/p>\n<p>Il Franco Cfa si inserisce in questo quadro come uno dei principali strumenti con cui la Francia mantiene saldi legami con le elite di governo in molti Stati africani, il vero elemento fondante della sua influenza e della sua penetrazione economica.<\/p>\n<p>A questo proposito, l\u2019economista togolese Kako <strong>Nubukpo<\/strong>, tra i principali critici del regime valutario del Franco Cfa, sostiene che una moneta cos\u00ec concepita gioca un ruolo cruciale nella \u201cperpetuazione delle attivit\u00e0 predatorie delle elite politiche ed economiche\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il nuovo corso di Macron in Africa limitato dagli interessi economici<\/strong><br \/>\nDurante la campagna elettorale precedente alla sua elezione a presidente, Emmanuel <strong>Macron<\/strong> aveva suscitato nuove speranze nei promotori di un cambiamento nelle relazioni fra la Francia e le ex colonie in Africa.<\/p>\n<p>La sua promessa di rapporto paritario e trasparente per superare le logiche del \u201cclientelismo\u201d pareva chiamare in causa decenni di rapporti intimi e non sempre trasparenti fra i vertici degli Stati africani con la vecchia madrepatria. Anche a proposito del Franco Cfa, Macron era stato particolarmente chiaro nel affermare che la decisione di abbandonarlo spettava ai governi africani e non alla Francia.<\/p>\n<p>Tuttavia, al momento la presenza francese in Africa poggia su interessi economici ingenti: colossi francesi come Bollor\u00e9 e Total sono i protagonisti di una penetrazione importante nei settori delle infrastrutture e delle estrazioni petrolifere.<\/p>\n<p>Senza dimenticare che in alcuni Paesi della regione la Francia ha degli interessi strategici cruciali, che vanno oltre alle comunque onnipresenti ragioni di sicurezza. Si pensi al Niger, dove si estrae una quota consistente dell\u2019uranio che alimenta le centrali nucleari francesi.<\/p>\n<p>Questi interessi cos\u00ec radicati e strategici difficilmente consentiranno una revisione radicale dei rapporti tra la Francia e molti Paesi africani: la Francia in Africa rimarr\u00e0 un attore con cui fare i conti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019influenza francese nel continente africano e l\u2019ambizione di Parigi di ricoprire un ruolo da protagonista in Africa non sono certamente un mistero. 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