{"id":72962,"date":"2019-02-13T10:55:39","date_gmt":"2019-02-13T09:55:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72962"},"modified":"2019-02-19T00:47:53","modified_gmt":"2019-02-18T23:47:53","slug":"italia-ue-conte-parlamento-europeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-ue-conte-parlamento-europeo\/","title":{"rendered":"Italia\/Ue: Conte e un Paese solo, irriconoscibile, inaffidabile"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 stato davvero una facile passeggiata il dibattito al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/parlamento-europeo-coalizioni-governo-ue\/\"><strong>Parlamento europeo<\/strong><\/a> del presidente del Consiglio Giuseppe <strong>Conte<\/strong>. I lunghi mesi di contesa con la Commissione sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/italia-ue-def-scommessa-politica\/\">legge di bilancio<\/a>, il drammatico peggioramento dei rapporti bilaterali con la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-francia-elezioni-europee\/\"><strong>Francia<\/strong><\/a>, il veto su una dichiarazione comune dei 28 sul <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-presidenti-scacchiera-internazionale\/\"><strong>Venezuela<\/strong><\/a>, tanto per citare i fatti pi\u00f9 clamorosi, hanno lasciato il segno nella diffusa percezione europea di un nostro ruolo euroscettico nei confronti dell\u2019<strong>Ue<\/strong>. Come c\u2019era da aspettarsi, Giuseppe Conte ha cercato di rovesciare questa narrativa anti-europea con una serie di affermazioni rassicuranti. Dopo avere incontrato brevemente il presidente della Commissione Jean-Claude\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/09\/ue-urra-pe-juncker\/\"><strong>Juncker<\/strong><\/a>, che ha poi disertato l\u2019aula, Conte ha ripreso lo slogan di un\u2019intervista della vigilia a <em>Politico.EU<\/em>: \u201cIl <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">governo italiano<\/a> vuole dare una scossa all\u2019Europa\u201d.<\/p>\n<p>Ci sarebbe da dire che, in negativo, questa scossa l\u2019<strong>Italia<\/strong> l\u2019ha gi\u00e0 data all\u2019Unione, proponendosi come il paese meno in linea con le politiche di Bruxelles e dei nostri maggiori partner. Ma, evidentemente, la scossa che Conte aveva in testa era quella di un\u2019Europa diversa dall\u2019attuale, \u201cun\u2019Europa del popolo, pi\u00f9 vicina ai bisogni della gente\u201d, poich\u00e9 la colpa dell\u2019euro-scetticismo non \u00e8 dei singoli governi, ma dell\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Ue di ascoltare i bisogni dei propri cittadini.<\/p>\n<p><strong>Tra la retorica e i fatti<\/strong><br \/>\nDal punto di vista retorico questo approccio pu\u00f2 anche avere senso, ma forse sarebbe il caso di ricordare al nostro premier che l\u2019Ue \u00e8 fatta dai governi e non da generiche istituzioni brussellesi cui addossare tutte le colpe di ci\u00f2 che non funziona. Perch\u00e9 se \u00e8 vero, come ha affermato Conte, che le politiche migratorie e quelle relative alla governance economica e fiscale non sono all&#8217;altezza delle sfide che devono affrontare, non \u00e8 certo attraverso un generico \u201cj\u2019accuse\u201d che si risolvono i problemi.<\/p>\n<p>E non \u00e8 neppure dichiarando che l\u2019Italia non si sente isolata nell&#8217;esprimere le proprie opinioni, anche quando non sono in linea con quelle di Bruxelles, che si riacquista la credibilit\u00e0 perduta in questi mesi d&#8217;atteggiamenti divergenti e di sprezzanti giudizi sui nostri maggiori partner.<\/p>\n<p><strong>Un dibattito sull&#8217;Italia, non sull&#8217;Europa<\/strong><br \/>\nPur di fronte ad un discorso articolato e piuttosto lungo (una quarantina di minuti), nel quale il premier si \u00e8 sforzato di delineare le priorit\u00e0 per la futura Unione, il tono del dibattito che \u00e8 seguito in un emiciclo desolatamente vuoto non \u00e8 stato dei migliori. In effetti nei numerosi interventi che sono seguiti il tema trattato non \u00e8 stato quello del futuro dell\u2019Europa, che era il titolo della relazione di Conte, quanto una critica, spesso impietosa, sullo stato di salute del governo, della politica e dell\u2019economia italiana.<\/p>\n<p>Forse le dichiarazioni meno ostili sono venute dal vicepresidente della Commissione e commissario per il lavoro, il finlandese Jyrki Katainen, in passato assai severo con le politiche economiche dell\u2019Italia, che tuttavia ha riconosciuto l\u2019enorme sforzo in tema di accoglienza degli immigrati fatto dal nostro Paese e l\u2019obbligo per l\u2019Unione di sperimentare il valore della solidariet\u00e0 proprio nel caso italiano.<\/p>\n<p>Ma, come ha poi sottolineato in un successivo intervento del tedesco Manfred Weber del Ppe, senza che l\u2019Italia conducesse una vera e propria battaglia nel Consiglio europeo, il solo organo che pu\u00f2 sostenere le proposte della Commissione e del Parlamento di riformare l\u2019accordo di Dublino che ci obbliga ad accogliere gli immigrati arrivati sulle nostre coste.<\/p>\n<p>Non tanto diverso \u00e8 stato il tono dei discorsi degli altri deputati europei che hanno partecipato al dibattito. In generale si possono notare alcuni orientamenti largamente condivisi.<\/p>\n<p><strong>Solitudine, irriconoscibilit\u00e0, inaffidabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nIl primo \u00e8 quello della \u201csolitudine\u201d del nostro Paese che ha aperto tutta una serie di fronti di contesa, ritenuti profondamente ingiustificati, con i propri partner, siano essi la Francia, la Germania o l\u2019Olanda. Si \u00e8 davvero toccato con mano il sentimento diffuso di un\u2019Italia priva di sponde anche su quei temi dove ha ragioni da vendere, come quello dell\u2019immigrazione. In altre parole, non s&#8217;intravvede, neppure su questo fronte, un abbozzo di politica delle alleanze con altri Paesi e con le istituzioni europee: solo un atteggiamento antagonist,a che non ci porta molto lontano.<\/p>\n<p>La seconda osservazione, che \u00e8 nata dal dibattito, ha riguardato la non-riconoscibilit\u00e0 del nostro Paese in qualit\u00e0 di fondatore dell\u2019Unione: si sono sprecate le menzioni dei padri fondatori italiani, da De Gasperi a Spinelli, che hanno rappresentato una specie di Dna del nostro spirito europeista. E neppure si riesce a comprendere la politica economica nazionalista, in dispregio delle regole comunitarie, che sta portando ad una decrescita economica in un Paese che fa parte del gruppo delle sette potenze mondiali.<\/p>\n<p>In terzo luogo, al di l\u00e0 della stupida e inopportuna battuta del liberale Guy Verhofstadt su un Giuseppe Conte burattino di Di Maio e Salvini, sorge il dubbio di una generale mancanza di affidabilit\u00e0 del nostro governo come interlocutore credibile sui vari dossier dell\u2019Unione europea: non si sa con chi e come trattare per arrivare a decisioni concrete che riguardino anche i nostri interessi, oltre che quelli dei nostri partner.<\/p>\n<p>Insomma l\u2019intervento del presidente del Consiglio Conte al Parlamento europeo, al di l\u00e0 della correttezza di alcune sue affermazioni e proposte, \u00e8 sembrato davvero cadere nel vuoto di un\u2019Europa che non riesce pi\u00f9 a riconoscerci. Speriamo solo che, visto il risultato complessivamente negativo del dibattito a Strasburgo, non riprenda con rinnovata violenza lo scontro fra noi e il resto dell\u2019Europa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 stato davvero una facile passeggiata il dibattito al Parlamento europeo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 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