{"id":72965,"date":"2019-02-14T22:57:20","date_gmt":"2019-02-14T21:57:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=72965"},"modified":"2019-02-16T09:26:34","modified_gmt":"2019-02-16T08:26:34","slug":"brexit-energia-clima-buio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/brexit-energia-clima-buio\/","title":{"rendered":"Brexit: su energia e clima Londra brancola nel buio"},"content":{"rendered":"<p>Il dramma politico chiamato <strong>Brexit<\/strong> si avvicina e non sappiamo ancora se il divorzio chiesto dal <strong>Regno Unito<\/strong> all&#8217;<strong>Ue<\/strong> sar\u00e0 &#8216;ammorbidito&#8217;, ritardato o addirittura annullato. Theresa <strong>May<\/strong> intende strappare concessioni dopo la disfatta sulla bozza d&#8217;accordo a Westminster, ma Bruxelles sembra non aver alcuna intenzione di assecondarla. \u00a0In assenza di soluzioni funzionali e tempestive, le due parti dovranno fare i conti con il tanto temuto &#8216;<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-accordo-trasporto-aereo\/\">no-deal<\/a><\/strong>&#8216;; il peggior scenario possibile, che non aiuta di certo Londra e non piace per niente nemmeno alla controparte.<\/p>\n<p><strong>Grande confusione sotto il cielo londinese<\/strong><br \/>\nIl costo della separazione comincia a definirsi su alcuni fronti \u2013 si pensi al lavoro o ai capitali \u2013, ma il quadro \u00e8 ancora particolarmente confuso su materie assai sensibili come l\u2019energia e il clima. Entrambi i settori sono progressivamente pi\u00f9 integrati a livello europeo e sono rappresentativi dei vantaggi di una maggiore cooperazione regionale.<\/p>\n<p>Se da una parte \u00e8 verosimile che l&#8217;Unione europea potr\u00e0 in ogni caso completare il suo mercato, garantendo la sicurezza energetica ai suoi Stati membri e raggiungendo gli ambiziosi obiettivi climatici ed energetici che si \u00e8 posta, potr\u00e0 farlo solo grazie a un bel numero di aggiustamenti a livello comunitario. Per il Regno Unito, le condizioni del divorzio determineranno l\u2019accesso alle regole Ue del commercio di energia e della protezione ambientale, con effetti tutt&#8217;altro che irrilevanti, in particolare per l\u2019Irlanda del Nord.<\/p>\n<p><strong>Gran Bretagna, un&#8217;isola interconnessa<\/strong><br \/>\nNonostante i singoli Stati membri dell\u2019Unione europea siano in ultima istanza responsabili del mix energetico domestico e dell\u2019approvvigionamento di energia per i propri cittadini, i Paesi devono sottostare a regolamenti comuni, sono interconnessi, legati da obiettivi comunitari in materia e dallo scambio di energia.<\/p>\n<p>Legami, questi, necessari per rafforzare la flessibilit\u00e0 e la sicurezza dei sistemi energetici, ma anche per bilanciare la produzione crescente ma purtroppo intermittente di <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/europa-2020-energia-ue-rinnovabile\/\">energia rinnovabile<\/a><\/strong>, sostenendo cos\u00ec il consumo di energia pulita. Il Regno Unito non fa eccezione. Proprio mentre si discute di come slacciare i rapporti tra l\u2019isola e l\u2019Europa continentale, il Paese inaugura il primo scambio di elettricit\u00e0 con il Belgio tramite un cavo sottomarino di 80 miglia.<\/p>\n<p>Il Regno Unito \u00e8 membro del mercato interno dell&#8217;energia, che consente scambi di gas ed elettricit\u00e0 armonizzati e privi di tariffe, importa elettricit\u00e0 e gas dall&#8217;Ue27 e dallo Spazio economico europeo e funge da Paese di transito per gli scambi dell\u2019Europa continentale con l\u2019Irlanda e la Norvegia. Legami che aumenteranno ulteriormente se le interconnessioni al momento pianificate tra il Regno Unito e l&#8217;Europa continentale vedranno la luce.<\/p>\n<p>Sia chiaro, anche in caso di &#8216;no-deal&#8217; non significa che improvvisamente si spezzeranno i ponti energetici col continente: questi continueranno a esistere, ma opereranno in termini inefficienti. Peraltro, con i giapponesi di Hitachi, ultimi in ordine di tempo ad abbandonare il programma per lo sviluppo del nucleare del Regno Unito, il Paese potrebbe avere adesso un buco pari a circa il 15% nella sua futura fornitura di energia elettrica.<\/p>\n<p><strong>Questione irlandese e politiche sul clima<\/strong><br \/>\nSenza un accordo, la legislazione dell&#8217;Ue in materia di energia non si applicher\u00e0 al Regno Unito, che di conseguenza non avr\u00e0 pi\u00f9 voce in capitolo neanche nella struttura che la attua, come nell&#8217;<a href=\"https:\/\/europa.eu\/european-union\/about-eu\/agencies\/acer_it\">Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell&#8217;energia (Acer)<\/a>. Analogamente, i finanziamenti europei, tra cui <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/inea\/en\/connecting-europe-facility\">Connecting Europe Facility<\/a>, non sarebbero pi\u00f9 accessibili al Paese.<\/p>\n<p>La doppia questione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/irlanda-cambiamenti-sociali-oltre-referendum\/\"><strong>Irlanda<\/strong><\/a> come Stato membro dell\u2019Ue e come vicina di casa dell\u2019uscente Irlanda del Nord \u00e8 uno degli elementi di pi\u00f9 complessa risoluzione. In primis perch\u00e9 il Paese si potrebbe trovare di fronte a un problema di sicurezza energetica\u00a0 &#8211; importa circa il 42% del suo fabbisogno di gas dalla Gran Bretagna tramite la Scozia &#8211; ma anche di fronte a minori ricavi dalle sue esportazioni di eolico e a prezzi dell&#8217;elettricit\u00e0 pi\u00f9 volatili.<\/p>\n<p>Una seconda dimensione del problema riguarda poi il funzionamento e il completamento del Single Electricity Market (Sem), istituito oltre un decennio fa con l\u2019Irlanda del Nord per lo scambio di energia senza barriere nell\u2019isola. Una sua messa in discussione potrebbe provocare blackout\u00a0 &#8211; la capacit\u00e0 nell\u2019Irlanda del Nord \u00e8 gi\u00e0 ridotta e le vecchie centrali a carbone e a gas sono prossime alla chiusura -, nonch\u00e9 problemi legati ai diversi codici di rete sul lato Ue e Regno Unito.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda le politiche climatiche, il governo britannico ha assicurato la propria intenzione di salvaguardare gli standard ambientali europei, indipendentemente dall&#8217;esito dei negoziati. Sui tanti strumenti messi in piedi in questi anni, come il sistema di scambio delle quote di emissione (Ets) per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, si dovr\u00e0 trovare una soluzione.<\/p>\n<p>Il governo sta in ogni caso pensando agli standard post-Brexit, prevedendo anche un&#8217;agenzia per monitorare politiche e obiettivi, ma questa potrebbe vedere la luce solo dopo il 2021. L&#8217;Ue si sta nel frattempo attrezzando per tenere conto dell&#8217;uscita di uno Stato dal blocco di Paesi precedentemente calcolati negli obiettivi comuni, come ha appena fatto sull&#8217;efficienza energetica.<\/p>\n<p><strong>Mind the gap: soluzioni rapide cercasi<\/strong><br \/>\nLa cooperazione lungimirante dell&#8217;Ue in materia di politiche, standard e infrastrutture per il clima e l&#8217;energia ha avuto un ruolo importante nel contenimento dei costi energetici e nel supporto a una transizione a basse emissioni di carbonio. La Brexit potrebbe portare a bollette pi\u00f9 elevate, insicurezza energetica e ambizioni al ribasso sul clima.\u00a0\u00c8 quindi facile comprendere come sia nell&#8217;interesse di entrambe le parti mantenere e continuare a costruire dall&#8217;eredit\u00e0 positiva della cooperazione di questi anni.<\/p>\n<p>Ma gli interessi condivisi si scontrano con lo stallo totale di questi giorni e con una vecchia disputa di principio. L&#8217;Unione europea non vuole condividere con il Regno Unito solo onori e non oneri. La May, d&#8217;altro canto, non sembra proporre alternative concrete all&#8217;accordo bocciato, risultato di faticosi negoziati. Le lancette, intanto, scorrono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dramma politico chiamato Brexit si avvicina e non sappiamo ancora se il divorzio chiesto dal Regno Unito all&#8217;Ue sar\u00e0 &#8216;ammorbidito&#8217;, ritardato o addirittura annullato. 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