{"id":73016,"date":"2019-02-18T13:21:52","date_gmt":"2019-02-18T12:21:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73016"},"modified":"2019-02-21T17:38:40","modified_gmt":"2019-02-21T16:38:40","slug":"venezuela-riconoscimento-governi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-riconoscimento-governi\/","title":{"rendered":"Venezuela: sul riconoscimento e disconoscimento dei governi"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda venezuelana dimostra che si riconoscono non solo gli Stati, ma anche i governi. Per i primi, si tratta di Stati di nuova formazione; per i secondi, il <strong>riconoscimento<\/strong> viene esteso (o negato) a governi che siano il risultato di un mutamento di regime rivoluzionario. Nel caso del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/venezuela-guaido-maduro-presidenti\/\"><strong>Venezuela<\/strong><\/a> non si tratta ovviamente di un riconoscimento di Stati, ma di governi.<\/p>\n<p>Juan <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-guaido-brasile-bolsonaro\/\"><strong>Guaid\u00f3<\/strong><\/a>, presidente dell\u2019Assemblea nazionale, si \u00e8 autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, in contrapposizione al governo di Nicolas <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-presidenti-scacchiera-internazionale\/\"><strong>Maduro<\/strong><\/a>, accusato di aver vinto le elezioni presidenziali con brogli elettorali.<\/p>\n<p>Guaid\u00f3, che intende convocare libere elezioni, invoca a suo favore l\u2019art. 233 della <strong>Costituzione<\/strong>, che consente un cambio presidenziale, non solo in caso di morte o di rinuncia del presidente in carica, ma anche di sua destituzione da parte del Tribunale supremo di giustizia, incapacit\u00e0 fisica o mentale certificate, abbandono della carica, dichiarato come tale dall&#8217;Assemblea nazionale, o revoca popolare. Secondo la disposizione, in attesa dell\u2019insediamento del nuovo presidente la carica \u00e8 esercitata, ad interim, dal presidente dell\u2019Assemblea nazionale.<\/p>\n<p>Di fatto il governo Guaid\u00f3 gode di scarsa o nulla effettivit\u00e0, mentre il potere effettivo, cio\u00e8 il controllo politico del territorio, \u00e8 saldamente nelle mani di Maduro, che ha l\u2019appoggio determinante dei militari.<\/p>\n<p><strong>Le modalit\u00e0 del riconoscimento<br \/>\n<\/strong>Il riconoscimento \u00e8 un atto politico, che pu\u00f2 provocare conseguenze giuridiche di non poco momento. Gli Stati Uniti sono stati i primi a riconoscere Guaid\u00f3, seguiti da Australia, Canada e da un buon numero di stati latino-americani. Quanto agli europei, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito si sono mossi in sintonia, ma in differita, con \u00a0il comportamento degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>S&#8217;\u00e8 trattato di un atto di riconoscimento di Guaid\u00f3 e conseguentemente di disconoscimento di Maduro. Una prassi tutto sommato anomala. Gli Stati Uniti, ad esempio, nel 2011 in Libia avevano disconosciuto il governo Gheddafi, ma si erano limitati a riconoscere l&#8217;insieme dei ribelli come ente rappresentativo del popolo libico, e non come governo. Atteggiamento tenuto tutto sommato anche nei confronti della Siria.<\/p>\n<p>Anomalo \u00e8 stato anche \u00a0il comportamento del Regno Unito, la cui <em>policy<\/em>, negli ultimi anni, \u00e8 stata quella di riconoscere gli Stati e non i governi, allo scopo di evitare la legittimazione di regimi dittatoriali.<\/p>\n<p>L\u2019Italia non ha preso posizione ed \u00e8 stata accusata di avere rotto il fronte europeo (e occidentale) per allinearsi \u00a0alle posizioni di Cina e Russia, nonch\u00e9 a quelle dei pochi Stati latino-americani che mantengono le relazioni con Maduro.<\/p>\n<p>Tutto sommato la posizione assunta dal nostro Paese appare ragionevole. Vengono auspicate nuove e democratiche elezioni, ma non si riconosce Guaid\u00f3. Forse si poteva fare qualcosa di pi\u00f9: mantenere le relazioni diplomatiche solo a livello di incaricato di affari, come fu fatto con il governo Pinochet dopo il colpo di stato in Cile<\/p>\n<p><strong>Quali conseguenze<br \/>\n<\/strong>Per noi non cambia niente. Cambia invece nei rapporti \u00a0tra il Venezuela e gli Stati che hanno riconosciuto Guaid\u00f3 e disconosciuto Maduro. Intanto sul piano delle relazioni diplomatiche. Maduro ha intimato ai diplomatici americani di lasciare Caracas entro poche ore. Poi l\u2019ultimatum \u00e8 stato prorogato e sembra che siano in corso trattative sotterranee per intrattenere rapporti de facto tra Maduro e l\u2019Amministrazione americana.<\/p>\n<p>Ma cosa succede per gli altri Stati?, Guaid\u00f3 nominer\u00e0 nuovi ambasciatori al posto di quelli che non hanno defezionato? Vi \u00e8 poi il punto dolente della titolarit\u00e0 dei beni detenuti dal Venezuela all\u2019estero, tuttora esistenti nonostante che il Paese sia disastrato e pieno di debiti. Quale governo ne potr\u00e0 disporre?. quello Guaid\u00f3 o quello Maduro?, e come si comporteranno i tribunali esteri in caso di immancabili liti?<\/p>\n<p><strong>L\u2019intervento armato<br \/>\n<\/strong>La situazione umanitaria in Venezuela \u00e8 terribile. Non occorre dilungarsi a descriverla. La tentazione di un intervento armato \u00e8 nelle cose. Trump lo ha evocato, Guaid\u00f3 non lo ha osteggiato, e ovviamente Maduro lo ha respinto. La scusa potrebbe essere un intervento umanitario per porre fine alla violenza nel Paese o pi\u00f9 semplicemente per scortare i convogli di derrate e medicinali fermi alla frontiera. Un intervento armato, anche come semplice scorta ai convogli, pu\u00f2 legittimamente avvenire in due modi: tramite una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite oppure con il consenso del governo venezuelano.<\/p>\n<p>La prima strada \u00e8 impercorribile, a causa del contrasto tra i membri permanenti del Consiglio (Cina e Russia porrebbero certamente il veto). La seconda \u00e8 egualmente priva di credibilit\u00e0 (giuridica), poich\u00e9 il consenso all\u2019intervento sarebbe espresso dal governo Guaid\u00f3, che manca totalmente di effettivit\u00e0.<\/p>\n<p>Un problema anche per l\u2019Italia. Il nostro governo, sia nell&#8217;intervento del ministro degli Esteri Enzo Moavero, sia nella<a href=\"http:\/\/www.senato.it\/japp\/bgt\/showdoc\/18\/Resaula\/0\/1098905\/index.html?part=doc_dc-allegatoa_aa\"> mozione approvata in Parlamento<\/a>, si \u00e8 espresso a favore della distribuzione degli aiuti umanitari in conformit\u00e0 al diritto internazionale. Quale posizione prender\u00e0, qualora l\u2019ingresso in territorio venezuelano dovesse avvenire solo con il consenso di Guaid\u00f3?<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<br \/>\n<\/strong>Non si vede per il momento come si possa uscire dall\u2019impasse. Lo spettro di una sanguinosa guerra civile si fa ogni giorno sempre pi\u00f9 attuale. Anche la mediazione papale, che negli Anni Ottanta fu effettuata con successo nella controversia tra Argentina e Cile per il Canale di Beagle, non si \u00e8 rivelata fattibile.\u00a0 C\u2019\u00e8 solo da sperare in una svolta (miracolosa) che scongiuri un nuovo conflitto e tenga al riparo il Venezuela dai tentativi di &#8216;esportazione della democrazia mediante l\u2019intervento militare: una dottrina sui cui insuccessi non c\u2019\u00e8 bisogno di spendere molte parole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda venezuelana dimostra che si riconoscono non solo gli Stati, ma anche i governi. 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