{"id":73027,"date":"2019-02-21T11:31:47","date_gmt":"2019-02-21T10:31:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73027"},"modified":"2019-02-25T23:56:01","modified_gmt":"2019-02-25T22:56:01","slug":"italia-francia-crisi-problemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-francia-crisi-problemi\/","title":{"rendered":"Italia\/Francia: finita la crisi, restano i problemi"},"content":{"rendered":"<p>Il ritorno in Italia dell\u2019ambasciatore di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-francia-elezioni-europee\/\"><strong>Francia<\/strong> <\/a>Christian Masset, che ha subito incontrato il presidente Sergio <strong>Mattarella<\/strong> recapitandogli un invito ufficiale da parte di Emmanuel <strong>Macron<\/strong> a recarsi a Parigi in visita di Stato, chiude formalmente la crisi diplomatica fra i due Paesi.<\/p>\n<p>La visita di Stato rappresenta un messaggio diplomatico molto forte, segno della pi\u00f9 alta considerazione formale per il leader e il Paese a cui viene rivolta. Vediamo quindi emergere un canale privilegiato fra le pi\u00f9 alte cariche dello Stato francese e italiano, che si muovono per riportare i rapporti fra i due Paesi a una relativa normalit\u00e0. \u00c8 stata proprio una telefonata di Sergio Mattarella alla sua controparte francese a sbloccare il ritorno a Roma dell\u2019ambasciatore, a conferma del ruolo chiave svolto dal Quirinale nella gestione di questa crisi.<\/p>\n<p><strong>Un (quasi) cauto ritorno alla normalit\u00e0<\/strong><br \/>\nQuesto momento diplomatico permette di dare rilievo all&#8217;interpretazione del ruolo di presidente da parte di Mattarella, che &#8211; pur rimanendo in modo rigoroso nei limiti costituzionali dell\u2019azione presidenziale -, gioca di fatto un ruolo molto importante di <strong>indirizzo politico europeista<\/strong> nel contesto attuale.<\/p>\n<p>L\u2019attivismo della presidenza della Repubblica mette anche in luce il contrasto con il governo italiano, fonte della crisi diplomatica fra Parigi e Roma, e caratterizzato da prese di posizioni contraddittorie a seconda dei vari dicasteri.<\/p>\n<p>L\u2019agenda partigiana delle elezioni europee non sembra poter lasciare margini a un ritorno a una normalit\u00e0 sistematica tra Francia e Italia. Un ritorno che andrebbe sancito da un vertice governativo bilaterale, da tenere su invito dell\u2019Italia, visto che l\u2019ultimo si \u00e8 svolto a Lione nel settembre del 2017, mentre non si \u00e8 tenuto nel 2018.<\/p>\n<p>Per questo motivo la visita di Stato di Mattarella a Parigi, su iniziativa francese, ha la funzione di riempire lo spazio diplomatico della primavera, lasciando poi al dopo-europee la ripresa in mano dei <strong>numerosi dossier bilaterali in sofferenza<\/strong>, che richiederebbero un confronto diretto fra i vari ministeri francesi e italiani.<\/p>\n<p><strong>Difficolt\u00e0 di comprensione reciproca<\/strong><br \/>\nL&#8217;incepparsi delle relazioni fra Francia e Italia \u00e8 il segno di una profonda crisi, nella quale osserviamo la crescita dell\u2019ignoranza della cultura e dei meccanismi delle societ\u00e0 europee. Il tutto a beneficio di posizioni manichee, aggressive e semplicistiche, rimbalzate sui social network, anche sotto la spinta dell\u2019azione di <strong>propaganda esterna<\/strong>, spesso russa, che mira a sfaldare l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Europa.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto, possiamo anche constatare l\u2019inesorabile erosione dell\u2019apprendimento della lingua francese in Italia e di quella italiana in Francia, ulteriore segno della debolezza della capacit\u00e0 di comprendersi. In parole povere, gli italiani non capiscono pi\u00f9 i francesi e viceversa; e questo indebolisce gli anticorpi contro i numerosi teorici del complotto.<\/p>\n<p>La Francia ha sempre avuto una relativa simpatia per l\u2019Italia, anche ignorandone i meccanismi, una sorta di &#8220;benevola indifferenza&#8221; tuttora presente. L\u2019Italia, invece, \u00e8 sempre stata molto sensibile alle posizioni francesi, immaginando spesso meccanismi di causalit\u00e0 non corrisposti.<\/p>\n<p>Il fatto che le \u00e9lite italiane si connettano con il mondo tramite la lingua inglese e la cultura anglo-sassone non aiuta poi a capire la Francia. Questo <strong>allontanamento culturale<\/strong> si pu\u00f2 anche osservare nell&#8217;ambito della produzione cinematografica o audiovisiva, dove sono sparite &#8211; anche per motivi di modifiche dei circuiti commerciali &#8211; le produzioni franco-italiane che nella seconda parte del secolo scorso avevano creato una grammatica culturale comune. Anche la mancata partecipazione dell\u2019Italia ad <strong>Arte,<\/strong> la televisione culturale franco-tedesca, ha rappresentato un\u2019occasione persa da questo punto di vista.<\/p>\n<p><strong>Due Paesi interconnessi, volenti o nolenti<\/strong><br \/>\nLa crisi diplomatica fra Parigi e Roma ha rivelato anche l\u2019intensit\u00e0 e la complessit\u00e0 dei rapporti fra i due Paesi, entrambi membri fondatori dell\u2019Unione europea. Il livello di integrazione \u00e8 tale che richiede constanti interazioni per aspetti gestionali e regolamentari. Inoltre, la frontiera fra Francia e Italia \u00e8 diventata un concetto relativo, con l\u2019importanza dei flussi che si muovono in una logica interregionale talmente integrata che diventa difficile, a volte, coglierne la separazione.<\/p>\n<p>Per esempio, la riviera ligure di Ponente \u00e8 molto integrata con l\u2019area metropolitana di Nizza e la provincia delle Alpes Maritimes, e utilizza la piattaforma dell\u2019aeroporto di Nizza, che offre numerosi collegamenti internazionali, incluse le tre-cinque connessioni quotidiane per Roma.<\/p>\n<p>Questa logica \u00e8 stata anche espressa nella recente <a href=\"http:\/\/www.ansa.it\/piemonte\/notizie\/2019\/02\/15\/italia-francia-a-nizza-in-segno-amicizia_94aa0949-f2a1-40ef-b7bd-b700daa714e2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">manifestazione<\/a> organizzata da Christian Estrosi, sindaco di Nizza, a sostegno dell\u2019amicizia franco-italiana, con la partecipazione di amministratori comunali liguri. Una testimonianza del carattere fondamentale dell\u2019integrazione transfrontaliera che mal si concilia con le baruffe intergovernative.<\/p>\n<p>Ma gli stessi riflessi possono osservarsi nella <strong>comunit\u00e0 accademica<\/strong> e di ricerca, o nel mondo degli affari franco-italiani, con preoccupazioni sull&#8217;asse aziendale Parigi-Milano per una crisi che crea un\u2019atmosfera di sfiducia fra i due governi. Un fattore nocivo per gli affari, anche perch\u00e9 rende complicato l\u2019accompagnamento pubblico di importanti dossier di investimenti comuni, dalla tecnologia alle infrastrutture.<\/p>\n<p><strong>Necessario un ritorno alla cooperazione bilaterale<\/strong><br \/>\nLa crisi dei <strong>gilet gialli<\/strong> rappresenta un momento politico delicatissimo, che sta per\u00f2 anche offrendo la possibilit\u00e0 di un rilancio della presidenza Macron: il presidente ritrova infatti legittimit\u00e0 nel contesto del grande dibattito nazionale e di un riformismo passato al vaglio dei territori, ma anche di fronte alla progressiva radicalizzazione del movimento di protesta, <em>in cauda venenum<\/em>.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 paradossale, ma anche significativo, che il ritiro dell\u2019ambasciatore di Francia sia avvenuto sul tentativo di alleanza politica fra alcuni gilet gialli, oppositori violenti del governo francese, e il <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong>, rappresentato dal vicepremier italiano Luigi Di Maio.<\/p>\n<p>Questo divario fra funzione governativa e protesta radicale rivela un\u2019integrazione fra spazi politici interni francesi e italiani che richiede meccanismi ulteriori di governance. Gi\u00e0 i difficili tentativi di investimenti di societ\u00e0 pubbliche in un contesto bilaterale avevano palesato una serie di problemi, come nel caso dell\u2019Opa di Edf su Edison, in quello di Enel su Suez ma anche nel dossier <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/fincantieri-chantiers-anti-trust-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fincantieri-Stx Naval Group<\/a>. Operazioni industriali con conseguenze politiche che non potevano essere gestite senza un lavoro bilaterale intergovernativo.<\/p>\n<p>I progressi dell\u2019integrazione europea hanno anche fatto dimenticare la necessit\u00e0 di strutturare la politica con forti relazioni bilaterali. Bisogna augurarsi non soltanto un relativo ritorno alla normalit\u00e0 degli strumenti bilaterali dopo le elezioni europee, ma anche la messa a punto di meccanismi potenziati &#8211; sul modello del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/francia-trattato-aquisgrana-quirinale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Trattato franco-tedesco,\u00a0<\/a>dopo il rinnovo dell&#8217;intesa ad Aquisgrana &#8211; necessari per gestire le complesse intensit\u00e0 delle relazioni fra due Paesi, Francia e Italia, profondamente integrati.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ritorno in Italia dell\u2019ambasciatore di Francia Christian Masset, che ha subito incontrato il presidente Sergio Mattarella recapitandogli un invito ufficiale da parte di Emmanuel Macron a recarsi a Parigi in visita di Stato, chiude formalmente la crisi diplomatica fra i due Paesi. 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