{"id":73041,"date":"2019-02-21T11:32:14","date_gmt":"2019-02-21T10:32:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73041"},"modified":"2019-02-21T17:40:42","modified_gmt":"2019-02-21T16:40:42","slug":"italia-germania-alleanza-imprescindibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-germania-alleanza-imprescindibile\/","title":{"rendered":"Italia\/Germania: un\u2019alleanza imprescindibile"},"content":{"rendered":"<p>Nei rapporti tra il nostro Paese e il resto del mondo ce ne sono alcuni da cui non \u00e8 possibile prescindere. Legami che travalicano qualsiasi governo o attriti pi\u00f9 o meno passeggeri perch\u00e9 espressione di un inequivocabile <strong>interesse nazionale<\/strong>. Questo \u00e8 il senso del legame che unisce l\u2019<strong>Italia<\/strong> alla <strong>Germania<\/strong>.<\/p>\n<p>Partire dalle <strong>relazioni economiche<\/strong> tra i due Paesi risulta quasi riduttivo rispetto alla profondit\u00e0 e all&#8217;estensione di legami che hanno portata storica e culturale. Ma in un momento in cui la crescita economica segna il passo dentro e fuori l\u2019Eurozona, l\u2019economia pu\u00f2 rappresentare un buon punto di partenza.<\/p>\n<p><strong>Profondi legami in ambito economico<\/strong><br \/>\nPer l\u2019Italia, Berlino rappresenta il <strong>primo partner commerciale<\/strong> al mondo, con un interscambio che lo scorso anno ha superato i 121 miliardi di euro. Un partner cui \u00e8 destinato oltre il 12% delle nostre esportazioni. Ma questi dati macro, di per s\u00e9 gi\u00e0 importanti, segnalano solo in parte la profondit\u00e0 dei legami economici tra i <strong>due principali Paesi manifatturieri<\/strong> dell\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi pi\u00f9 micro permette infatti di cogliere meglio la natura spesso <strong>pi\u00f9 complementare che competitiva<\/strong> dei due sistemi produttivi. Questo \u00e8 il caso di settori di punta della nostra economia (meccanica strumentale, chimico-farmaceutico, settore metallurgico e automobilistico) che si collocano spesso a monte della filiera produttiva tedesca.<\/p>\n<p>Riconoscere la profondit\u00e0 dei rapporti commerciali impone per\u00f2 anche una riflessione sulla interazione tra le politiche economiche dei due Paesi. Ci\u00f2 che viene deciso a Berlino ha <strong>profonde ricadute sull\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n<p>Da diversi anni la crescita economica tedesca poggia molto sulle esportazioni al punto da far registrare a Berlino un surplus commerciale con il resto del mondo di oltre 287 miliardi di euro, pari a quasi l\u20198% del Pil. Un dato che la pone al di fuori delle regole europee, che prescrivono di non superare il 6%. Si tratta a ben vedere di un vero e proprio record mondiale tra le principali economie avanzate che <strong>espone l\u2019Italia a un duplice rischio<\/strong>: diventare oggetto \u2013 insieme agli altri paesi Ue \u2013 delle rappresaglie degli Stati Uniti di Donald Trump, e risultare molto sensibile a una contrazione della manifattura <em>export-oriented<\/em> della Germania in caso di rallentamento dell\u2019economia mondiale.<\/p>\n<p>Proprio per questo, ai primi segnali di caduta della produzione industriale tedesca (-1,9% lo scorso novembre) e di riduzione delle stime di crescita per il 2019 (dall\u20191,8% all\u20191,1%) ha fatto seguito una caduta speculare da parte italiana, anche se pi\u00f9 marcata a causa delle croniche debolezze del nostro Paese sul piano della produttivit\u00e0 e delle finanze pubbliche.<\/p>\n<p><strong>Scenari di cooperazione su migrazioni e bilancio europeo<\/strong><br \/>\nBasterebbero queste considerazioni per comprendere quanto risulti importante mantenere e addirittura <strong>approfondire il dialogo con Berlino<\/strong> sia in chiave bilaterale sia in quella comunitaria. Tanto pi\u00f9 nel contesto politico attuale in cui i rapporti con la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/italia-francia-elezioni-europee\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Francia<\/a><\/strong>, l\u2019altro grande partner commerciale italiano, registrano un deterioramento senza precedenti.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che dagli esponenti di governo italiani non siano mancati segnali di apertura verso il governo Merkel. D\u2019altra parte, il gioco di sponda con la Germania risulta essenziale su una serie di dossier aperti a Bruxelles.<\/p>\n<p>A ben vedere, su alcuni di questi emergono possibili convergenze tra Italia e Germania, mentre su altri si aprono scenari di scontro, anche aspro. Un dossier particolarmente delicato per entrambi i governi ma su cui ci sono gi\u00e0 state convergenze \u00e8 quello delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/migranti-consenso-linea-salvini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>migrazioni<\/strong><\/a>. Malgrado i dissidi, poi rientrati, tra Angela Merkel e l\u2019alleata Csu bavarese di Horst Seehofer, la Germania si \u00e8 spinta molto pi\u00f9 di altri Paesi nel riconoscere all\u2019Italia gli sforzi fatti sul fronte delle migrazioni, ed \u00e8 il Paese che ha ricollocato al suo interno pi\u00f9 migranti provenienti dall&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Non gli 11 mila che avrebbe dovuto accogliere, ma comunque oltre <strong>4 mila<\/strong>. Molto pi\u00f9 di quanto abbiano fatto la <strong>Francia<\/strong> (636 migranti) o i Paesi di <strong>Visegr\u00e1d<\/strong> (che non hanno accettato un solo migrante). La sensibilit\u00e0 politica del tema in Italia e all&#8217;estero non pu\u00f2 indurre a grande ottimismo, ma sembrano esserci margini per una collaborazione con il governo Merkel.<\/p>\n<p>Anche sul fronte del negoziato sul <strong>bilancio dell\u2019Ue <\/strong>per il periodo 2021-2027, i due Paesi potrebbero trovare vari punti di incontro a partire dalla proposta fatta dalla Commissione, soprattutto in merito all&#8217;aumento delle risorse da destinare alla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/difesa-germania-caccia-f35\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>difesa comune<\/strong><\/a> dei confini dell\u2019Ue e al ricalcolo dei <strong>fondi strutturali<\/strong>, che non penalizzerebbe l\u2019Italia, anche grazie a una riduzione delle risorse destinate ai Paesi dell\u2019est Europa.<\/p>\n<p><strong>Possibili occasioni di scontro o divergenza<\/strong><br \/>\nLe cose si complicano, e non di poco, quando si passa ad altri dossier, come quello dei vincoli di bilancio e del rafforzamento dell\u2019euro. Qui l\u2019intransigenza tedesca \u00e8 ben nota, cos\u00ec come la sua adesione alle visioni rigoriste degli altri Paesi del Nord Europa. Particolarmente spinoso per l\u2019Italia \u00e8 il dossier relativo al <strong>rafforzamento dell\u2019Eurozona<\/strong>, momentaneamente congelato in vista delle elezioni Ue, ma che non mancher\u00e0 di tornare in auge subito dopo.<\/p>\n<p>Alcune proposte franco-tedesche \u2013 anche se non ufficialmente a livello di governo \u2013 prevedono il superamento del Patto di stabilit\u00e0 e crescita, incluso il famoso 3% del rapporto deficit\/Pil, ma a un patto ben preciso: una maggiore disciplina finanziaria operata attraverso i mercati. Una logica potenzialmente pericolosa per l\u2019Italia perch\u00e9 rischierebbe di far lievitare il gi\u00e0 alto <strong>spread sui titoli di Stato<\/strong> e gli oneri a carico delle nostre banche.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte i tedeschi hanno gi\u00e0 messo in chiaro da anni che non cederanno su una ulteriore condivisione dei rischi tra i Paesi dell\u2019Eurozona se prima i singoli governi non avranno provveduto a una sostanziale riduzione dei rischi stessi.<\/p>\n<p>Se dunque appare difficile cercare l\u2019appoggio dei tedeschi su questi dossier, risulterebbe comunque controproducente limitarsi a un intransigente \u2018no\u2019 italiano. Il rafforzamento della moneta unica \u00e8 infatti anche nell\u2019interesse del nostro Paese. Bisognerebbe semmai muoversi d\u2019anticipo presentando proposte alternative capaci di coagulare l\u2019interesse di altri Paesi dell\u2019Eurozona e, in prospettiva, cercando di recuperare l\u2019appoggio francese verso una soluzione di compromesso.<\/p>\n<p>Se quindi su questi e altri dossier il rapporto con la Germania rimane fondamentale, bisogner\u00e0 per\u00f2 attendere l\u2019indomani delle elezioni per il Parlamento europeo per comprendere meglio come potr\u00e0 evolvere.<\/p>\n<p>Il primo scoglio sar\u00e0 quello della nomina dei nuovi vertici delle istituzioni europee, incluso il successore di Mario Draghi alla guida della <strong>Banca centrale europea<\/strong>. Italia e Germania potrebbero trovarsi a sostenere candidati diversi. Ma il muro contro muro sulle cariche va evitato. In fin dei conti, dopo che le nuove figure di vertice si saranno insediate, bisogner\u00e0 rimettere mano ai dossier aperti. E\u00a0<strong>mantenere buoni rapporti con Berlino<\/strong> continuer\u00e0 ad essere imprescindibile.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei rapporti tra il nostro Paese e il resto del mondo ce ne sono alcuni da cui non \u00e8 possibile prescindere. Legami che travalicano qualsiasi governo o attriti pi\u00f9 o meno passeggeri perch\u00e9 espressione di un inequivocabile interesse nazionale. Questo \u00e8 il senso del legame che unisce l\u2019Italia alla Germania. 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