{"id":73045,"date":"2019-02-19T00:47:08","date_gmt":"2019-02-18T23:47:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73045"},"modified":"2019-02-21T17:35:07","modified_gmt":"2019-02-21T16:35:07","slug":"sicurezza-monaco-ue-usa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/sicurezza-monaco-ue-usa\/","title":{"rendered":"Sicurezza: da Monaco, luci livide sul rapporto Ue\/Usa"},"content":{"rendered":"<p>La maratona di <strong>Monaco<\/strong>, l\u2019annuale conferenza sulla sicurezza (<a href=\"https:\/\/www.securityconference.de\/en\/activities\/munich-security-conference\/munich-security-conference\/msc-2019\/\"><em>Munich Security Conference<\/em>, <em>Msc<\/em><\/a>), che da 55 anni si svolge nel capoluogo bavarese, \u00e8, senza alcun dubbio, l\u2019evento di punta per chi si occupa di <strong>relazioni internazionali<\/strong>. Quest\u2019anno, \u00e8 stata una maratona tanto illuminante quanto avvilente. Di ritorno da Monaco, \u00e8 il caso di rimettere insieme i pezzi, pensando ai principali messaggi emersi.<\/p>\n<p><strong>Europa e America, due visioni del Mondo completamente diverse<\/strong><br \/>\nAlla conferenza di quest&#8217;anno, si \u00e8 arrivati pensando che la discussione si sarebbe concentrata sul rapporto tra europei e americani. E in effetti cos\u00ec \u00e8 stato, come ogni anno. Ma in modo diverso da come mi aspettavo.<\/p>\n<p>La spaccatura tra la maggior parte degli europei e l&#8217;attuale amministrazione statunitense non \u00e8 costituita soltanto dai pareri divergenti su <strong>commercio<\/strong>, <strong>Iran<\/strong>, <strong>clima<\/strong>, <strong>Siria<\/strong> o <strong>Nato<\/strong>. Siamo davanti a due visioni del mondo completamente diverse, soprattutto per quanto riguarda il modo migliore \u2013 \u00a0o forse l&#8217;unico \u2013 di affrontare con successo le numerose sfide che ci attendono.<\/p>\n<p>La cancelliera tedesca Angela <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/ue-germania-vocazione-merkel\/\"><strong>Merkel<\/strong><\/a>, probabilmente consapevole che questa sarebbe stata tra le sue ultime, se non l\u2019ultima, conferenza di Monaco, ha dimostrato una passione senza precedenti in difesa di multilateralismo, regole e norme condivise e cooperazione. Non ha vacillato nel suo impegno verso questi principi e non ha usato mezzi termini per spiegare qual \u00e8, secondo lei, l&#8217;unica strada da percorrere. Ha ricevuto una &#8216;standing ovation&#8217; da un pubblico che vede ancora in lei il leader pi\u00f9 forte e risoluto di un ordine internazionale che, con tutte le sue imperfezioni, ha funzionato per decenni.<\/p>\n<p><strong>Riformare l&#8217;ordine internazionale, ma difenderne spirito e principi<\/strong><br \/>\nCi\u00f2 non significa che quest&#8217;ordine debba restare immutato. Al contrario, deve essere riformato e trasformato per adattarlo alle mutevoli realt\u00e0 globali. Ma lo spirito e i principi su cui si fonda devono essere difesi con le unghie e con i denti.<\/p>\n<p>Il contrasto con il vicepresidente statunitense Mike Pence non avrebbe potuto essere pi\u00f9 netto. Pence sembrava rivolgersi a un pubblico di una sola persona, che non era nemmeno presente. Non ha risposto a nessuna domanda e ha attaccato proprio quei principi che la cancelliera aveva difeso appassionatamente. Per lui, la cooperazione, se cos\u00ec vogliamo chiamarla, va benissimo finch\u00e9 gli europei (e gli altri) si adeguano alle decisioni degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, giusto per citare l&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante, noi europei, in quanto alleati e partner commerciali pi\u00f9 stretti degli <strong>Usa<\/strong>, dovremmo uscire <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/05\/iran-nucleare-strategia-europa\/\">dall&#8217;accordo sul nucleare iraniano<\/a>. Altrimenti saremo puniti per il rispetto e la difesa di un\u2019intesa multilaterale che Washington stessa aveva firmato e che si d\u00e0 il caso sia inquadrata nel diritto internazionale&#8230; Questa sarebbe cooperazione internazionale?<\/p>\n<p><strong>Abbandonare il multilateralismo senza un&#8217;alternativa<\/strong><br \/>\nQuello che stupisce \u2013 e in realt\u00e0 spaventa \u2013 \u00e8 che gli Usa abbandonano il multilateralismo, a volte (come nel caso del Trattato Inf sui missili nucleari a medio raggio) citando motivazioni cui gli europei non si oppongono (la violazione russa del trattato stesso), ma senza un piano o un accordo alternativo in mente. Il motivo della mancata esistenza di un piano alternativo \u00e8 che l&#8217;Amministrazione americana non d\u00e0 valore al dialogo, alla cooperazione e al multilateralismo che questo comporterebbe.<\/p>\n<p>Cos\u00ec noi europei \u2013 ma lo stesso vale per canadesi, giapponesi e altri ancora \u2013 ci ritroviamo scossi, increduli e rattristati: scossi ascoltando Jeichi Yang, membro del Politburo cinese, e Sergei Lavrov, ministro degli Esteri russo, che cantano le lodi del multilateralismo e dell&#8217;integrazione europea, sapendo bene che ci\u00f2 che intendono loro con questi termini \u00e8 molto diverso da ci\u00f2 che vi vediamo noi europei.<\/p>\n<p><strong>Incredulit\u00e0 e responsabilit\u00e0<\/strong><br \/>\nTutti &#8211; o almeno io &#8211; siamo increduli nel vedere il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi fingere di essere un grande difensore dei diritti umani, del diritto internazionale e della libert\u00e0 di religione. E siamo invece rattristati dall&#8217;assenza di questi temi nei discorsi dell&#8217;Amministrazione statunitense; e per quanto ci piacerebbe credere alle parole rassicuranti dell&#8217;ex vicepresidente Joe Biden &#8211; &#8220;Torneremo&#8221; -, in fondo sappiamo, come sa anche lui, che non si pu\u00f2 tornare al passato.<\/p>\n<p>Sappiamo che \u00e8 giunto il momento &#8211; in realt\u00e0 \u00e8 giunto da tempo &#8211; di diventare pi\u00f9 responsabili, pi\u00f9 creativi e pi\u00f9 proiettati al futuro nella nostra leadership. Ma si tratta di un passo avanti psicologico, prima ancora che materiale, molto difficile da fare; e di conseguenza esitiamo. Quando le \u00e8 stato chiesto quale fosse il suo pi\u00f9 grande rimpianto, la cancelliera Merkel ha menzionato la titubanza che la Germania ha tradizionalmente dimostrato quando si trattava di assumere pi\u00f9 decisamente la guida del processo di integrazione europea. Berlino, ha detto, reagisce spesso in ritardo.<\/p>\n<p>Lo stesso ragionamento pu\u00f2 essere applicato a tutti gli europei e non solo. In effetti, non possiamo pi\u00f9 esitare sulla necessit\u00e0 di uscire dal guscio, assumendoci maggiori responsabilit\u00e0 e instaurando rapporti di collaborazione pi\u00f9 creativi per garantire che multilateralismo, regole condivise e diritto internazionale rimangano il fulcro della societ\u00e0 internazionale nella transizione da un sistema globale al prossimo che verr\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maratona di Monaco, l\u2019annuale conferenza sulla sicurezza (Munich Security Conference, Msc), che da 55 anni si svolge nel capoluogo bavarese, \u00e8, senza alcun dubbio, l\u2019evento di punta per chi si occupa di relazioni internazionali. Quest\u2019anno, \u00e8 stata una maratona tanto illuminante quanto avvilente. 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