{"id":73055,"date":"2019-02-18T06:48:30","date_gmt":"2019-02-18T05:48:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73055"},"modified":"2019-02-19T07:25:11","modified_gmt":"2019-02-19T06:25:11","slug":"migranti-consenso-linea-salvini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/migranti-consenso-linea-salvini\/","title":{"rendered":"Migranti: consenso a linea Salvini, radici (e soluzioni) europee"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, la Giunta per le Immunit\u00e0 del Senato si riunisce per decidere in merito al caso Diciotti e alla relativa richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania nei confronti del ministro dell\u2019Interno, Matteo <strong>Salvini<\/strong> &#8211; una decisione in larga parte svuotata di pathos dall&#8217;esito della consultazione interna al M5S, la cui base \u00e8 contraria all&#8217;autorizzazione -. &#8216;Ministro dell\u2019Interno&#8217;, ma soprattutto &#8216;della Pubblica Sicurezza&#8217;: mai un titolo \u00e8 stato pi\u00f9 adeguato per la retorica e la linea politica del suo titolare.<\/p>\n<p>Da quando Salvini ha voluto i porti italiani chiusi alle Ong, si sono susseguiti dibattiti politici e sociali sui vari casi di navi attraccate al largo delle coste italiane con a bordo uomini, donne e bambini in condizioni a volte disperate. La linea dura del ministro, ribadita a ogni possibile sbarco che si profila all&#8217;orizzonte, segue una serie di promesse elettorali e la ferma convinzione che l\u2019entrata in Italia di altri <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\"><strong>migranti<\/strong><\/a>, spesso dipinti come violenti, criminali e stupratori, metterebbe a rischio la <strong>sicurezza<\/strong> dei cittadini italiani.<\/p>\n<p><strong>I dati italiani sui crimini compiuti da stranieri<\/strong><br \/>\nEppure dati statistici dimostrano che le percentuali di stupri e crimini che vedono colpevoli o coinvolti migranti sono molto inferiori a quelli commessi da italiani. Inoltre, fra il 2007 e il 2015 il numero degli stranieri residenti in <strong>Italia<\/strong> \u00e8 passato da circa 3 milioni a poco pi\u00f9 di 5, ma nel frattempo, tutti i principali indicatori con cui misuriamo la criminalit\u00e0 sono diminuiti. Il numero delle denunce di delitti \u2013 cio\u00e8 dei reati pi\u00f9 gravi \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/gentiloni_ha_ragione_in_italia_negli_ultimi_anni_ci_sono_sempre_meno_violenze-1496295\/news\/2017-02-15\/\">\u00e8 passato<\/a>\u00a0da 2,9 milioni a 2,6. Sono diminuiti gli omicidi, ma anche\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lenius.it\/immigrazione-e-criminalita\/\">le rapine<\/a>\u00a0e\u00a0<a href=\"https:\/\/www.agi.it\/fact-checking\/gentiloni_ha_ragione_in_italia_negli_ultimi_anni_ci_sono_sempre_meno_violenze-1496295\/news\/2017-02-15\/\">le violenze sessuali,<\/a>\u00a0scese dalle quasi cinquemila alle quattromila del 2015. Il numero dei furti \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato.<\/p>\n<p>Di vero c\u2019\u00e8 che il 70% dei crimini commessi da stranieri hanno come protagonisti immigrati irregolari, ma ci\u00f2 non toglie che migranti nei centri di accoglienza e adeguatamente integrati non sono inclini a delinquere. Dati alla mano e sorvolando sulla mancanza di un piano di integrazione efficiente in Italia \u2013 che risolverebbe il problema dell\u2019irregolarit\u00e0 e criminalit\u00e0 pi\u00f9 della chiusura dei porti \u2013 si evince che non \u00e8 la sicurezza individuale o nazionale ad essere messa a repentaglio dalle migrazioni. E\u2019 quindi lecito pensare che Salvini si appelli ad un altro concetto di sicurezza: la sicurezza civile.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;evoluzione del concetto di sicurezza<\/strong><br \/>\nStudi di sicurezza internazionale hanno rilevato un cambiamento del concetto di sicurezza dalla fine della Guerra Fredda. Negli Anni 90, infatti, il concetto si distacca dall\u2019aspetto puramente militare e legato alla sopravvivenza dello Stato per permeare diversi strati della societ\u00e0 e diversi temi sociali. Lo Stato non \u00e8 pi\u00f9 considerato responsabile unicamente della sopravvivenza istituzionale della collettivit\u00e0 e della protezione dei confini nazionali, ma anche della sopravvivenza della persona singola. Il successo dell\u2019azione di sicurezza si basa sulla percezione di quest\u2019ultima da parte della popolazione, che \u00e8 sempre condizionata dal contesto interno e globale e legata intrinsecamente con il concetto di <strong>identit\u00e0<\/strong> collettiva.<\/p>\n<p>Identit\u00e0 cos\u00ec cara e effimera che a partire dagli Anni 80 \u00e8 stata sempre pi\u00f9 esposta ai processi di globalizzazione ed europeizzazione. Questi, fondati su valori comuni e condivisione, contribuiscono paradossalmente a un sentimento di destrutturazione e perdita di collettivit\u00e0: improvvisamente i cittadini europei si sono trovati ad essere tutti e nessuno. Senza un\u2019identit\u00e0 nazionali ben definita, ma neanche con una solida identit\u00e0 europea con la quale sostituirla.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ansia della perdita d&#8217;identit\u00e0<\/strong><br \/>\nGi\u00e0 allora si poteva intravedere una progressiva transizione nelle argomentazioni politiche da discorsi sulla classe lavoratrice al ruolo degli immigrati (con relativi valori e religioni diverse) e la connessione con la delinquenza. Il rafforzamento di partiti estremisti con retoriche anti-immigrazione e il loro successo elettorale hanno contribuito alla formulazione della teoria che l\u2019opinione pubblica fosse sensibile a tali argomenti, portando i partiti politici a cavalcare l\u2019onda &#8216;dell&#8217;etnicizzazione&#8217; di problemi urbani e sociali.<\/p>\n<p>All&#8217;epoca, inoltre, la situazione nel Medio Oriente inflazion\u00f2 il clima di ansia e concentr\u00f2 l\u2019attenzione mediatica e politica sugli immigrati dai Paesi arabi, stabilendo una connessione forte e duratura tra flussi migratori e crimini che in realt\u00e0 affondava le sue radici nel sentimento di insicurezza sociologica dato dalla progressiva perdita di identit\u00e0 combinata con l\u2019aumento di stranieri sui suoli nazionali. I cittadini si sentivano insicuri e minacciati non tanto dai flussi migratori, quanto dalla conseguente perdita ulteriore di identit\u00e0 collettiva. Il bisogno di ritrovare una dimensione comune porta dunque alla chiusura ed esclusione di ci\u00f2 che non si riconosce come appartenente ad una gi\u00e0 corrosa e debole idea di collettivit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Contraddizioni tra nazionalismi e auspici di soluzione europea<\/strong><br \/>\nQuesto quadro ha un che di inquietante e familiare. Il nesso immigrazione-sicurezza perdura nella politica odierna e sembra aver raggiunto il proprio apice espressivo nella figura del ministro Salvini e nella rete di governi anti-immigrazione dei Paesi dell\u2019Europa dell&#8217;Est. Tuttavia, esso si basa anche su un fondamentale discorso identitario e nazionalista, in una cornice anti-europeista che risulta \u00a0controproducente, in quanto in un contesto simile la reazione di un\u2019Unione europea unita, coesa e pronta \u00e8 quanto di pi\u00f9 auspicabile ci sia sul piatto delle possibili soluzioni.<\/p>\n<p>Salvini non manca di ribadirlo a ogni nave carica di migranti che si affaccia sull&#8217;orizzonte mediterraneo siciliano o di Lampedusa, ma il suo discorso \u00e8 fortemente contraddittorio date le radici sociali e in un certo senso europee di questo clima di insicurezza su cui si basa il suo successo elettorale: lui \u00e8 al governo perch\u00e9 euro-critico e paladino della sicurezza identitaria italiana, ma \u00e8 alla ricerca di una soluzione cooperativa a livello europeo.<\/p>\n<p>Gli sguardi critici puntano dunque sull\u2019Europa per soddisfare richieste e aspettative, senza per\u00f2 fornire strumenti adatti alla cooperazione e anzi implementando una politica di chiusura. Non si pu\u00f2 certo dire, infatti, che Salvini e il governo giallo-verde abbiano curato e coltivato le relazioni diplomatiche europee e internazionali, contribuendo a un clima di cooperazione nell\u2019Ue. Un\u2019Unione che rimane impotente, vittima di uno stallo apparentemente senza uscita causato dalla mancanza di poteri e volont\u00e0 politica di quelli stessi sguardi e nel quale un accordo sembra sempre pi\u00f9 lontano.<\/p>\n<p>Tuttavia, la situazione odierna \u00e8 destinata a perdere la connotazione di emergenza per diventare una condizione duratura. Un accordo europeo porrebbe un &#8216;tappo&#8217;, permettendo una riorganizzazione e distribuzione equa degli oneri dei Paesi di frontiera dell\u2019Unione. Ma in quest\u2019ottica la vera soluzione duratura, a lungo termine e pi\u00f9 auspicabile ancora per un insieme di aspetti che trascendono la politica d\u2019immigrazione, appare la costruzione dall&#8217;interno di una nuova coscienza e identit\u00e0 comune: una collettivit\u00e0 europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, la Giunta per le Immunit\u00e0 del Senato si riunisce per decidere in merito al caso Diciotti e alla relativa richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania nei confronti del ministro dell\u2019Interno, Matteo Salvini &#8211; una decisione in larga parte svuotata di pathos dall&#8217;esito della consultazione interna al M5S, la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73056,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[585,96,441,1285,533],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73055"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73055"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73055\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73058,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73055\/revisions\/73058"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73056"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73055"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73055"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73055"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}