{"id":73122,"date":"2019-02-25T21:23:11","date_gmt":"2019-02-25T20:23:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73122"},"modified":"2019-02-28T00:10:21","modified_gmt":"2019-02-27T23:10:21","slug":"edf-ue-italia-sfide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-ue-italia-sfide\/","title":{"rendered":"Edf: l&#8217;Ue, l&#8217;Italia e le nuove sfide europee"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019approvazione dello\u00a0<strong>European Defence Fund<\/strong>\u00a0(Edf) chiude una legislatura europea destinata a cambiare radicalmente il mercato europeo della <strong>difesa<\/strong> e lascia in eredit\u00e0 ai prossimi governanti il pi\u00f9 importante strumento di ogni politica pubblica: la leva finanziaria. Con la dotazione dell&#8217;Edf di 13 miliardi di euro in sette anni (1,7 all\u2019anno in media) per la ricerca e lo sviluppo di nuovi equipaggiamenti militari, l\u2019<strong>Unione europea<\/strong> diventer\u00e0 il principale investitore del continente. Anche perch\u00e9 col meccanismo del co-finanziamento condizioner\u00e0 e attrarr\u00e0 una quota degli investimenti nazionali, con un inevitabile effetto valanga.<\/p>\n<p>L\u2019Europa sar\u00e0 costretta ad uscire dal torpore che ha caratterizzato l\u2019innovazione tecnologica e l\u2019ammodernamento delle sue Forze Armate in quest\u2019ultimo ventennio. Si rafforzeranno cos\u00ec la base tecnologica e industriale e le capacit\u00e0 di difesa e<strong> sicurezza<\/strong> europee.<\/p>\n<p><strong>Le sfide per gli Stati membri<br \/>\n<\/strong>I 13 miliardi dell&#8217;Edf verranno dal bilancio europeo, finanziato dai suoi Stati membri. Serviranno per realizzare programmi comuni di ricerca e sviluppo assegnati su base competitiva: le imprese e gli Stati dovranno accordarsi per presentare progetti che risultino vincenti. Quelli che non ci riusciranno finanzieranno indirettamente i progetti degli altri.<\/p>\n<p>Peggio ancora, questi ultimi diventeranno la base di prodotti europei che pi\u00f9 facilmente si imporranno sul nostro mercato continentale. Coinvolgendo i rispettivi Paesi, quei consorzi industriali raggiungeranno pi\u00f9 facilmente economie di scala e potranno puntare sulla spinta alla comunalit\u00e0 degli equipaggiamenti in servizio presso le Forze Armate europee, indispensabile per essere militarmente pi\u00f9 efficienti e abbattere i costi dell\u2019addestramento e del supporto logistico.<\/p>\n<p><strong>Le sfide per l&#8217;Italia<br \/>\n<\/strong>L\u2019Italia \u00e8 stata uno degli artefici dell\u2019allargamento a un minimo di tre imprese di tre Stati membri, superando il numero di due previsto dalla prima bozza del Regolamento per il programma biennale sperimentale 2019-20 presentato nel giugno 2017. Questo ha ora consentito di indicare lo stesso numero anche nel Regolamento EDF.<\/p>\n<p>La preoccupazione italiana era che nei maggiori sistemi Francia e Germania potessero agire da sole. Certo, niente avrebbe garantito che il terzo Paese sarebbe stato l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a>, ma, tenendo conto delle nostre capacit\u00e0 tecnologiche e industriali, questa prospettiva poteva diventare pi\u00f9 realistica. Negli altri sistemi si sarebbe, invece, stimolata una collaborazione pi\u00f9 ampia, di cui anche il nostro Paese avrebbe potuto avvantaggiarsi.<\/p>\n<p>Era, per\u00f2, chiaro fin dall\u2019inizio che non sarebbe bastato cambiare le regole del gioco dell&#8217;EDF: i tecnici potevano contribuire a rimuovere gli elementi penalizzanti, ma poi toccava ai politici decidere di giocare. \u00a0I Governi sono, infatti, chiamati ad un doppio impegno: 1) manifestare la loro volont\u00e0 di acquistare in comune i prodotti frutto di questi sviluppi tecnologici; 2) coprire la quota di finanziamento residua (che, nel caso dei prototipi, pu\u00f2 arrivare all\u201980%).<\/p>\n<p>E se nel prossimo programma biennale, si tratter\u00e0 di decine di milioni di euro, in quello settennale si tratterr\u00e0 di centinaia. In ogni caso, visto<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/difesa-spesa-italiana-fuoco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> l\u2019attuale livello della spesa militare italian<\/a>a e i tagli recentemente decisi dal Governo, non sar\u00e0 facile coprire nemmeno le esigenze iniziali.<\/p>\n<p><strong>Le conseguenze delle scelte dell&#8217;attuale governo<\/strong><br \/>\nA questa difficolt\u00e0 se ne aggiungeranno altre due, frutto delle scelte compiute dall&#8217;attuale Governo:<\/p>\n<ul>\n<li>Se \u00e8 sempre stato difficile per l\u2019Italia inserirsi nell&#8217;asse franco-tedesco, cos\u00ec come in passato in quello franco-britannico, oggi l\u2019operazione \u00e8 molto pi\u00f9 complicata. Il pessimo stato dei nostri rapporti con la Francia non favorir\u00e0 di sicuro la nostra partecipazione ai progetti europei pi\u00f9 importanti dove Francia e Germania sono partner indispensabili. In qualche settore possiamo puntare sul partner tedesco, ma non va dimenticato che fino ad ora \u00e8 stata <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/italia-francia-partner-difesa\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la Francia il nostro partner privilegiato <\/a>in campo militare (navale, spaziale, missilistico), mentre solo nei velivoli militari abbiamo collaborato soprattutto con il Regno Unito, e cos\u00ec dovr\u00e0 necessariamente continuare in futuro (nonostante gli effetti della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>).<\/li>\n<li>Dobbiamo, inoltre, pagare una significativa perdita di credibilit\u00e0 e affidabilit\u00e0. La facilit\u00e0 con cui sono state annunciate nostre decisioni unilaterali che annullano o minacciano di annullare impegni internazionali (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/afghanistan-ritiro-italiano-sbagliando\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Afghanistan<\/strong><\/a>), aumento delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/difesa-indifesa-italia-tagli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spese militari<\/a>, forse F 35, ma anche Tav e prima Patto di Stabilit\u00e0, hanno disperso un patrimonio che avevamo impiegato anni ad accumulare. E, ovviamente, i nostri partner (che sono anche nostri competitori) non ci sconteranno niente e la nostra strada diventer\u00e0 ancora pi\u00f9 in salita.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Bisogna solo sperare che non venga buttata altra benzina sul fuoco perch\u00e9 questa volta rischiamo di bruciarci davvero. Al contrario, vi sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di dimostrare chi ha un\u2019effettiva volont\u00e0 di tutelare gli interessi nazionali, cercando di far pesare di pi\u00f9 il nostro Paese nell\u2019Unione europea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019approvazione dello\u00a0European Defence Fund\u00a0(Edf) chiude una legislatura europea destinata a cambiare radicalmente il mercato europeo della difesa e lascia in eredit\u00e0 ai prossimi governanti il pi\u00f9 importante strumento di ogni politica pubblica: la leva finanziaria. 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