{"id":73139,"date":"2019-02-25T23:55:54","date_gmt":"2019-02-25T22:55:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73139"},"modified":"2019-02-28T23:47:33","modified_gmt":"2019-02-28T22:47:33","slug":"isagor-unione-repubblica-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/isagor-unione-repubblica-europa\/","title":{"rendered":"Isagor, fare dall&#8217;Unione la Repubblica d&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>A cent\u2019anni dal primo numero dell\u2019<strong>Ordine Nuovo<\/strong>, gli imperativi gramsciani che fecero da sottotitolo alla testata diventano l\u2019acronimo di una nuova iniziativa politico-culturale che ha l\u2019ambizione di contrastare i <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/italia-europa-sovranisti-governo\/\"><strong>nazional-populismi<\/strong><\/a>. Si chiama <strong>Isagor<\/strong> (istruitevi, agitatevi, organizzatevi) e la sua nascita avviene in concomitanza con la pubblicazione di un libro-manifesto: &#8216;<a href=\"https:\/\/www.addeditore.it\/catalogo\/isagor-la-repubblica-deuropa\/\">La Repubblica d\u2019 Europa. Oltre gli Stati nazionali<\/a>&#8216;.<\/p>\n<p>Il riferimento a <strong>Gramsci<\/strong> non deve trarre in inganno. Non \u00e8 un richiamo nostalgico, un rispolverare ideologie vetero-comuniste; anzi, del segretario del partito comunista d\u2019 Italia accoglie, caso mai, tutta l\u2019eredit\u00e0 di un pensiero lungimirante capace di intuizioni tuttora d\u2019attualit\u00e0, vedi la questione meridionale, e di uscire dal dogmatismo di un\u2019ideologia che nel tempo si sarebbe ingessata, conservatrice pi\u00f9 che rinnovatrice.<\/p>\n<p><strong>Ottimismo sul futuro degli europei<\/strong><br \/>\n\u201cAbbiamo una convinzione \u2013 spiegano i promotori di Isagor \u2013. Gli europei possono costruire un futuro nel quale le guerre siano illegali, la terra viva e vegeta, i bambini liberi di crescere fuori dalla paura e dal bisogno. Tutti, non soltanto quelli che nascono ai piani alti della ziqqurat terribile che chiamiamo societ\u00e0 globale. Per farlo \u2013 ed \u00e8 qui l\u2019idea architrave dell\u2019intero progetto \u2013 \u00e8 necessario trasformare l\u2019 Unione europea in una Repubblica: la Repubblica d\u2019 Europa. Una Repubblica unita e indivisibile, democratica, fondata sulla libert\u00e0 e sulla responsabilit\u00e0. Niente di meno\u201d.<\/p>\n<p>Il laboratorio di gestazione del nuovo ordine europeo ha visto al lavoro otto tra ricercatori, scrittori, politici, esponenti del mondo del volontariato e della comunicazione. Ma il loro sogno \u00e8 che Isagor proliferi, in varie citt\u00e0, in Francia come in Germania, a Parigi come a Berlino come a Roma.<\/p>\n<p><strong>Il rischio \u00e8 che non ci sia n\u00e9 Europa n\u00e9 Stato<\/strong><br \/>\n\u201cPerch\u00e9 \u2013 spiega uno di loro, Davide <strong>Mattiello<\/strong>, presidente del centro di ricerca \u2018Benvenuti in Italia\u2019 \u00a0&#8211; non ha copyright e, se la prima minaccia \u00e8 l\u2019internazionale nera, la seconda \u00e8 diventare cittadini di Amazon piuttosto che di Facebook o di Google. Da un lato incombono i nazionalismi dall\u2019altro la dissoluzione di ogni spazio pubblico\u201d.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 che non ci sia n\u00e9 Europa n\u00e9 Stato. Con lui la costituzionalista Anna Mastromarino, la storica delle religioni Maria Chiara Giorda, i sociologi Marco Omizzoli (anche ricercatore Eurispes) e Leonardo Pamisano, lo scrittore Luca Mariani, l\u2019antropologa Sara Hejazi e Francesca Rispoli, dell\u2019ufficio di presidenza di Libera. Il gruppo ha elaborato una proposta d\u2019Europa declinandola nei diversi temi, dal lavoro alla legalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ombra di Utoya sulle speranze europee<\/strong><br \/>\nIl libro-manifesto si apre con i due attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, a due ore uno dall\u2019altro: a Oslo si contarono 8 vittime, sull\u2019isola di Utoya 69 giovani socialisti. Il terrorista Anders Behring <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/07\/il-terrorista-uscito-dalle-viscere-del-paese-perfetto\/\"><strong>Breivik<\/strong><\/a>, durante il processo, punt\u00f2 il dito contro quella che chiam\u00f2 l\u2019immigrazione in massa dei musulmani. Mariani, che \u00a0sui quei fatti ci ha scritto un libro, &#8216;Il silenzio sugli innocenti&#8217;, si chiede che cosa accadrebbe se le idee di Brevik, che non sono di un solo pazzo isolato, diventassero maggioritarie in Europa.<\/p>\n<p>Mastromarino firma il capitolo sull\u2019ordinamento che dovrebbe avere la Repubblica d\u2019 Europa, Omizzolo quello sul lavoro: diritti, retribuzioni, orari dovrebbero essere regolamentati da normative uniformi che mettono al centro la dignit\u00e0 dei lavoratori. Su un orizzonte europeo unito, sono trattati \u00a0da Palmisano la legalit\u00e0 e la lotta alle mafie, i cui tentacoli si sono ormai estesi, questi s\u00ec, ben oltre i confini nazionali. Giorda e Hejazi hanno scritto sulle religioni mettendo bene in luce come il pluralismo, la multiculturalit\u00e0 e la multireligiosit\u00e0 siano un dato di fatto, un fenomeno irreversibile: sar\u00e0 compito della nuova Europa farsi carico della libert\u00e0 di culto e dei diritti di tutti i cittadini.<\/p>\n<p><strong>La memoria corta degli anti-europeisti e dei &#8216;gilet gialli&#8217;<\/strong><br \/>\nGli anti-europeisti \u201channo dimenticato i 70 milioni di morti delle due guerre mondiali\u2013 sostiene Mattiello \u2013, i rastrellamenti, i campi di concentramento, i coprifuoco, le discriminazioni razziali e \u00a0si sono abituati agli ultimi 70 anni di pace\u201d.<\/p>\n<p>Una miscela di emarginazione e povert\u00e0 di ceti sempre pi\u00f9 ampi di popolazione, di frustrazione e di noia causata dalla perdita di senso della vita, scatena rabbia, volont\u00e0 distruttiva senza sbocco, senza progetto alternativo. Isagor contro i gilet gialli?<\/p>\n<p>I fondatori lo definiscono consorzio perch\u00e9 \u00e8 una parola che \u201cesprime il concetto di un sodalizio che voglia farsi carico dell\u2019azione politica. Il termine consorzio rimanda al comune destino che lega diversi individui, rimanda alla corresponsabilit\u00e0 e cio\u00e8 all\u2019interdipendenza di ciascuno da tutti gli altri\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le idee positive di un&#8217;Europa Repubblica<\/strong><br \/>\nSi presenta chiara sul loro manifesto l\u2019idea di un\u2019Europa capace di garantire a se stessa e ai suoi cittadini \u201cuno spazio di diritti condivisi, di sviluppo sostenibile e di capacit\u00e0 di accoglienza dei nuovi flussi migratori del mondo. Uno spazio che sappia governare il proprio tempo e non subirlo\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019 intento \u00e8 \u201cripensare in maniera radicale la forma che vogliamo dare all\u2019Europa\u201d andando nella direzione di una Repubblica che, superando gli Stati nazionali, diventi una realt\u00e0 politica, economica e culturale strategica. Altrettanto chiara \u00e8 l\u2019idea di mobilitare tutte le forze della societ\u00e0 civile, tutti i soggetti, singoli e organizzati, che hanno voglia di spendersi per la realizzazione di questo programma.<\/p>\n<p>Nel dibattito che si \u00e8 aperto sulle vecchie e le nuove \u00e9lite, tra chi le delegittima e chi ne vede l\u2019inevitabilit\u00e0 storica, Isagor, cos\u00ec come si presenta allo stato nascente, s\u2019inserisce forse proprio in quell&#8217;intuizione gramsciana di intellettuale organico che rinviava a un\u2019intellettualit\u00e0 diffusa che non separa l\u2019homo faber dall\u2019homo sapiens, il professore dal contadino, i colletti bianchi dagli operai.<\/p>\n<p>Una forma organizzata che potrebbe risvegliare le forze migliori di pezzi di societ\u00e0 civile oggi dormienti per delusione, senso d\u2019impotenza, incredulit\u00e0. Dietro l\u2019angolo per il neonato Isagor incombe il pericolo di trasformarsi subito in una delle tante \u00e9lite aristocratiche, assolutamente incapaci di ascoltare i bisogni dei popoli, di avere uno sguardo critico sull\u2019esistente e, di fatto, accodarsi a questa o quella formazione politica diventandone collettore di voti. Sarebbe un\u2019occasione perduta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cent\u2019anni dal primo numero dell\u2019Ordine Nuovo, gli imperativi gramsciani che fecero da sottotitolo alla testata diventano l\u2019acronimo di una nuova iniziativa politico-culturale che ha l\u2019ambizione di contrastare i nazional-populismi. Si chiama Isagor (istruitevi, agitatevi, organizzatevi) e la sua nascita avviene in concomitanza con la pubblicazione di un libro-manifesto: &#8216;La Repubblica d\u2019 Europa. 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