{"id":73142,"date":"2019-02-25T23:57:25","date_gmt":"2019-02-25T22:57:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73142"},"modified":"2019-02-28T23:46:58","modified_gmt":"2019-02-28T22:46:58","slug":"galileo-punto-programma-spaziale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/galileo-punto-programma-spaziale\/","title":{"rendered":"Galileo: a che punto \u00e8 un top programma spaziale europeo"},"content":{"rendered":"<p>Dallo<strong> spazio<\/strong> ormai si governa la maggior parte delle attivit\u00e0 di Terra mare e cielo. Basta pensare alle telecomunicazioni, radio, televisione, navigazione aerea, navigazione marittima, controllo dei treni, controllo dei movimenti di persone o mezzi di ogni tipo. Il nostro smartphone, attraverso i satelliti, ci dice in quale parte del mondo siamo, ci guida nei percorsi stradali, ci permette di attivare e pagare una sosta nei parcheggi, di inviare messaggi e foto, di ascoltare le web radio, di seguire il nostro trekking, di vedere l\u2019immagine di una strada e di un negozio, solo per indicare alcuni dei servizi possibili. Tutto via satellite, ma per molti di questi servizi siamo spesso legati a satelliti americani, come quelli del <strong>Gps<\/strong> (Global Positioning System). Con <strong>Galileo<\/strong>, non sar\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>Dall&#8217;Esa a Galileo e Copernicus, la presenza spaziale europea<\/strong><br \/>\nDopo la Seconda Guerra Mondiale l\u2019Europa ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo delle attivit\u00e0 spaziali. Fin dagli Anni 50 del secolo scorso Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna hanno sviluppato attivit\u00e0 spaziali attraverso le loro agenzie, ma \u00e8 solo con la costituzione dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.esa.int\/ita\/ESA_in_your_country\/Italy\">Agenzia Spaziale Europea<\/a> (<strong>Esa<\/strong>) che queste attivit\u00e0 hanno trovato una strategia comune che ha ottimizzato i rendimenti degli investimenti effettuati. Gi\u00e0 verso la fine degli Anni 40 e 50, l&#8217;integrazione europea negli sviluppi scientifici e tecnologici era nell&#8217;aria. Dobbiamo soprattutto al fisico Edoardo Amaldi (uno dei ragazzi di Via Panisperna) e al francese Pierre Auger i primi passi verso la creazione di una significativa presenza europea nello spazio. A Edoardo Amaldi si deve anche la creazione dell\u2019Esa e del Cern di Ginevra.<\/p>\n<p>L\u2019Esa fu costituita nel 1964. Ora ne fanno parte 22 Stati. Oltre ai principali Stati dell\u2019Unione europea (Ue), sono membri anche Norvegia, Svizzera e Canada. L\u2019Esa ha vari centri in Europa, tra i quali l\u2019Esrin con sede a Frascati. All\u2019Esa si deve lo sviluppo di molti progetti spaziali come la Stazione Spaziale Internazionale (Iss), varie missioni verso i corpi celesti, il veicolo di trasferimento spaziale Edoardo Amaldi (Atv) e i due grandi progetti spaziali recenti: Galileo e Copernicus. Il primo \u00e8<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/galileo-satelliti-futuro-europa\/\"> il sistema europeo di posizionamento e navigazione satellitare globale<\/a>, simile al Gps americano, il secondo il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/spazio-asi-scelte-italia\/\">sistema europeo di osservazione della Terra<\/a>. Entrambi sono basati su una costellazione di satelliti in orbita spaziale.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea ha acquisito competenza in materia di politica spaziale con il Trattato di Lisbona. In particolare, l\u2019articolo 189 del TFUE invita l\u2019Unione ad elaborare una specifica politica spaziale europea al fine di promuovere il progresso tecnico e scientifico e la competitivit\u00e0 industriale. Le recenti comunicazioni sulla politica spaziale dell\u2019Ue confermano il pieno sostegno ai due maggiori progetti spaziali: Galileo e Copernicus finanziati con miliardi di Euro da parte dei tax-payers europei attraverso l\u2019Esa e l\u2019Ue.<\/p>\n<p><strong>Il programma Galileo<br \/>\n<\/strong>Il programma Galileo fu avviato ufficialmente il 26 maggio 2003 con un accordo tra l&#8217;Unione europea e l\u2019Esa. Diversamente dal sistema Gps, sviluppato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti d&#8217;America (che si riserva il diritto di ridurre la copertura del segnale o la sua accuratezza o di sospendere del tutto il servizio in qualunque momento), Galileo \u00e8 nato come sistema civile rivolto principalmente al settore civile-commerciale.<\/p>\n<p>Tuttavia, Galileo comprende anche i Public Regulated Services (Prs), servizi riservati alle autorit\u00e0 governative per un utilizzo destinato alla difesa e sicurezza nazionale. In questo caso il segnale \u00e8 criptato e protetto da interferenze ostili (jamming e spoofing). Nel novembre 2007 si giunse finalmente all&#8217;accordo finale per il finanziamento ultimo e l\u2019affidamento all\u2019Esa degli appalti per la costruzione dei satelliti, superando gli ostacoli posti dal Regno Unito che preferiva affidarsi al sistema Gps americano per ragioni politiche. Ma proprio per non dipendere dal sistema Gps l\u2019Ue volle il suo sistema Gnss (Global Navigation Satellite System), cio\u00e8 Galileo.<\/p>\n<p><strong>I sistemi di controllo e la governance di Galileo<br \/>\n<\/strong>Dal 2008, dunque, \u00e8 iniziata la costruzione e il lancio dei satelliti in orbita. Attualmente la costellazione di Galileo \u00e8 formata da 26 satelliti che coprono quasi tutta la Terra. Ad esso si affianca dal 2009 Egnos, un sistema basato su tre satelliti che aumentano e migliorano il segnale del Gps americano completandoli con un segnale di integrit\u00e0, per servire principalmente il settore dell\u2019aviazione civile.<\/p>\n<p>Il 12 luglio del 2004, l\u2019Ue costitu\u00ec la Galileo Supervisory Authority, evolutasi poi nel 2014 in European Gnss Agency (Gsa), l\u2019Agenzia europea che ha come scopo principale quello di mantenere un elevato livello di servizio dei due sistemi: Galileo ed Egnos. Il controllo dei satelliti, delle loro orbite e del segnale viene effettuato da tre centri di controllo (Gcc) uno dei quali \u00e8 basato al Fucino sotto il controllo di Telespazio. Gli altri due sono in Germania e Spagna.<\/p>\n<p><strong>Il mercato potenziale di Galileo<br \/>\n<\/strong>Considerando che chiunque utilizzi uno smartphone \u00e8 di fatto un utilizzatore di servizi di navigazione satellitare, e che nel 2017 circolavano al mondo cinque miliardi di cellulari, l\u2019impatto dei sistemi satellitari sull&#8217;economia europea \u00e8 sicuramente pi\u00f9 grande di quanto si possa immaginare. I sistemi di navigazione satellitare sono il cardine attorno al quale ruota un mercato (incluso hardware, software e servizi aggiuntivi) che si prevede toccher\u00e0 i 268 miliardi di euro nel 2025.<\/p>\n<p>Ma l\u2019impatto dei sistemi di navigazione satellitare va ben oltre, generando numerosi benefici, ad esempio rendendo pi\u00f9 sicuro ed efficiente il trasporto aereo, marittimo e ferroviario, ottimizzando le risorse in agricoltura e sostenendo il cosiddetto \u201csmart-farming\u201d, oppure riducendo i tempi dei servizi di pronto intervento come il 118, o il 112 che sar\u00e0 quello europeo.<\/p>\n<p>\u00c8 gi\u00e0 funzionante anche il servizio di Chiamata Automatica di Emergenza Europeo che include un\u2019accurata localizzazione del veicolo in caso di incidente.\u00a0 Infatti, la legislazione europea eCall richiede che ogni nuovo modello di auto omologato da aprile 2018 per essere venduto nell\u2019Unione deve avere a bordo un sistema eCall che fornisca la posizione al centro di emergenza utilizzando una soluzione che include Egnos e Galileo. Quindi i sistemi hanno normalmente Gps (corretto da Egnos) e Galileo.<\/p>\n<p>In futuro si prevede l\u2019utilizzo dei servizi di Galileo anche per i veicoli a guida autonoma come i droni, che gi\u00e0 utilizzano il Gps americano. \u00c8 in progetto anche l\u2019integrazione dei segnali satellitari emessi da altri sistemi, come il Glonass russo e il cinese Compass-Beidou.<\/p>\n<p>I terminali Galileo sono gi\u00e0 in vendita in diversi settori, anche grazie a tutte le azioni della Gsa per preparare il mercato e gli utenti. Complessivamente, a fine 2018, risultavano 600 milioni di utenti Gnss, cio\u00e8 Galileo Gps, Glonass o altre costellazioni di sistemi con una copertura regionale come quello giapponese o quello indiano.<\/p>\n<p><strong>I servizi disponibili<br \/>\n<\/strong>Ci sono ad oggi molte applicazioni che utilizzano Galileo, sia nei sistemi operativi Android che in quelli Apple. Non sempre per\u00f2 \u00e8 facile rendersene conto. Nel caso di Apple, il dispositivo non permette di vedere quali satelliti sono in un certo momento utilizzati per calcolare la posizione, quindi l\u2019utente non sa se sta utilizzando Galileo anche se lo sta facendo.<\/p>\n<p>Chi invece ha un telefono Android pu\u00f2 scaricare molte applicazioni che gi\u00e0 mostrano i satelliti in vista e i segnali utilizzati, inclusi ovviamente quelli Galileo. La Gsa ha appena lanciato una gara per sviluppatori di applicazioni che si chiama <a href=\"https:\/\/www.gsa.europa.eu\/mygalileoapp\">MyGalileoApp<\/a>\u00a0e offre interessanti premi a giovani sviluppatori e imprenditori per sviluppare tante nuove applicazioni Galileo per gli smartphones.<\/p>\n<p><strong>Le azioni necessarie per il suo posizionamento nel mercato<br \/>\n<\/strong>In conclusione il sistema Galileo offre una serie infinita di servizi di altissimo valore economico, ma la sua diffusione e il suo utilizzo non hanno ancora espresso tutto il potenziale. E il sistema \u00e8 poco visibile al grande pubblico. Anche grazie agli sforzi della Gsa si stanno facendo passi da gigante. Ma l\u2019Ue \u2013 che ha investito alcuni miliardi di euro in questo progetto &#8211; dovrebbe ora investire maggiormente nello sviluppo del settore downstream per valorizzare Galileo all\u2019interno delle soluzioni multi costellazione che hanno preso piede in questi anni e che utilizzano i vari sistemi Gnss. Questo \u00e8 ancora pi\u00f9 importante ora che Galileo offrir\u00e0 i suoi differenziatori, come l\u2019autenticazione e l\u2019alta precisione che lo renderanno ancora pi\u00f9 competitivo a livello internazionale.<\/p>\n<p><em>(E\u2019 possibile verificare se uno smartphone (o qualsiasi altro strumento che utilizzi la navigazione satellitare) usa Galileo, collegandosi a <\/em><a href=\"https:\/\/www.usegalileo.eu\/IT\/\"><em>https:\/\/www.usegalileo.eu\/IT\/<\/em><\/a>, un\u00a0<em>database aggiornato che raccoglie tutti i dispositivi che utilizzano Galileo. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dallo spazio ormai si governa la maggior parte delle attivit\u00e0 di Terra mare e cielo. Basta pensare alle telecomunicazioni, radio, televisione, navigazione aerea, navigazione marittima, controllo dei treni, controllo dei movimenti di persone o mezzi di ogni tipo. 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