{"id":73158,"date":"2019-02-27T23:14:09","date_gmt":"2019-02-27T22:14:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73158"},"modified":"2019-03-08T09:59:47","modified_gmt":"2019-03-08T08:59:47","slug":"edf-regole-difesa-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/","title":{"rendered":"Edf: decise le regole del gioco della difesa europea"},"content":{"rendered":"<p>Nella notte del 19 febbraio i rappresentanti di Consiglio, Parlamento e Commissione europei hanno raggiunto un accordo preliminare sul regolamento per il <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-ue-italia-sfide\/\">Fondo europeo di Difesa<\/a><\/strong>, iniziativa che mira a rafforzare innovazione e competitivit\u00e0 dell\u2019industria della difesa europea, a sostegno dell\u2019autonomia strategica europea. Ora che si \u00e8 conclusa la fase di negoziato inter-istituzionale, il cosiddetto trilogo, il regolamento dovr\u00e0 essere approvato formalmente da parte di Consiglio e Parlamento per poter entrare in vigore. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di raggiungere questo traguardo entro la fine della legislatura.<\/p>\n<p><strong>Sostanziale continuit\u00e0 con il regolamento Edidp<\/strong><br \/>\nI negoziati hanno rispettato tempi parecchio serrati, soprattutto se si considera che la prima seduta del trilogo si \u00e8 tenuta a met\u00e0 gennaio, dopo che Consiglio e Parlamento avevano approvato le proprie proposte rispettivamente a novembre e dicembre. In tal senso, l\u2019aver ripreso molti dei punti gi\u00e0 negoziati nell&#8217;ambito dello <strong><a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/RegData\/etudes\/BRIE\/2018\/623534\/EPRS_BRI(2018)623534_EN.pdf\">European Defence Industrial Development Programme<\/a><\/strong> (Edidp) ha certamente agevolato il raggiungimento di un compromesso. Eppure, nonostante le visioni istituzionali fossero abbastanza allineate anche su punti che avevano creato divisioni nella trattativa precedente, su altri il negoziato \u00e8 stato tutt&#8217;altro che facile.<\/p>\n<p>In particolare, mentre per la partecipazione di Paesi terzi e aziende controllate da entit\u00e0 non europee \u00e8 stato sostanzialmente riconfermato quanto previsto per l\u2019Edidp &#8211; anche se alcuni aspetti dovranno essere ulteriormente finalizzati-, \u00a0il raggiungimento di un accordo su questioni relative alla percentuale di cofinanziamento e costi indiretti \u00e8 stato parecchio controverso.<\/p>\n<p><strong>\u201cL\u2019Unione europea non esclude nessuno\u201d<\/strong><br \/>\nCome recita il <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-19-1269_it.htm\">comunicato stampa<\/a> della Commissione, \u201cL&#8217;Ue non esclude quindi nessuno dal Fondo europeo per la difesa, ma fissa condizioni per ricevere finanziamenti simili a quelle cui le imprese dell&#8217;Ue sono soggette sui mercati dei Paesi terzi\u201d. Secondo il regolamento, infatti, solo i Paesi membri dell\u2019Unione europea e gli Stati parte della European Free Trade Association e membri della European Economic Area hanno diritto di accedere al fondo, mentre per gli altri Paesi \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di partecipare ai progetti di cooperazione, ma solo a certe condizioni e senza ricevere fondi.<\/p>\n<p>Questo approccio \u00e8 maggiormente inclusivo rispetto a quello adottato per Edidp poich\u00e9 allarga il pool dei potenziali beneficiari, includendo Paesi quali Liechtenstein, Norvegia e Islanda, ma soprattutto strizza l\u2019occhio ad una possibile partecipazione del Regno Unito in uno scenario post-<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/brexit-difesa-scelta-ue\/\">Brexit<\/a><\/strong>, naturalmente qualora Londra volesse o riuscisse a negoziare un accordo in tal senso.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, invece, le societ\u00e0 stabilite in territorio Ue, ma controllate da entit\u00e0 non europee, si prevede che possano beneficiare dei fondi, a patto che lo Stato in cui sono stabilite fornisca delle garanzie alla Commissione riguardo a struttura della governance, risultati dell\u2019azione e informazioni sensibili. Questo \u00e8 il punto sul quale l\u2019Italia si \u00e8 spesa molto per difendere i propri interessi nazionali. In particolare, si \u00e8 voluto impedire che importanti realt\u00e0 industriali italiane rischiassero di essere escluse.<\/p>\n<p><strong>Novit\u00e0 e punti controversi<\/strong><br \/>\nRispetto a quanto stabilito per l\u2019Edidp, l\u2019attuale bozza di regolamento per l\u2019Edf introduce alcuni elementi di novit\u00e0 riguardo alla questione del cofinanziamento. Nello specifico, l\u2019attuale compromesso mantiene una quota di finanziamento che pu\u00f2 raggiungere il 100% per le fasi di ricerca e progettazione, il 20% per quanto riguarda lo sviluppo di prototipi, mentre introduce un tetto massimo dell\u201980% per attivit\u00e0 relative a collaudo, qualificazione e certificazione. Questa percentuale nell\u2019Edidp poteva invece arrivare al 100%.<\/p>\n<p>Ma il punto che ha fatto maggiormente discutere e sul quale sono emerse le principali divisioni riguarda la definizione dei costi indiretti ammissibili. Si tratta di quei costi che non derivano direttamente dal progetto, ma che sono invece legati al funzionamento delle imprese, come costi di gestione, amministrazione, utenze, affitti, etc.<\/p>\n<p>Nell\u2019Edidp, i costi indiretti ammissibili al cofinanziamento sono determinati applicando un tasso forfettario del 25% del totale dei costi diretti ammissibili, ricalcando, di fatto, la metodologia adottata per i programmi di ricerca Horizon 2020 della Commissione, ma non tenendo conto della specificit\u00e0 del settore difesa.<\/p>\n<p>Innanzitutto, applicare un tasso fisso per il calcolo dei costi indiretti non consente di ottenere una stima veritiera rispetto alle spese sostenute. Inoltre, questa misura metterebbe le aziende europee in una posizione svantaggiata rispetto ai concorrenti internazionali, i cui prodotti sono invece pienamente supportati dai mercati nazionali.<\/p>\n<p>L\u2019attuale bozza di regolamento, invece, introduce la possibilit\u00e0 di determinare questi costi sulla base di una metodologia che sia certificata a livello nazionale. Su questo punto, il trilogo ha anche escluso una disposizione, introdotta dal Consiglio, che fissava un tetto massimo per il calcolo dei costi indiretti pari all\u201980% dei costi diretti ammissibili. Una misura del genere non avrebbe fatto che aumentare la quota di cofinanziamento in carico agli Stati membri per la parte relativa allo sviluppo di capacit\u00e0, e alle aziende stesse per la parte di ricerca.<\/p>\n<p><strong>La vera partita comincia adesso<\/strong><br \/>\nIl raggiungimento di questo compromesso rappresenta certamente un passo importante e un buon risultato anche per l\u2019Italia, ma la partita \u00e8 appena cominciata. A livello europeo sar\u00e0 molto importante che Parlamento e Consiglio procedano all&#8217;approvazione di questo accordo parziale prima della fine della legislatura, in modo da evitare che le elezioni europee possano ritardare il processo, e che eventuali nuovi equilibri politici possano introdurre degli stravolgimenti.<\/p>\n<p>Per il Consiglio, il Coreper dovrebbe pronunciarsi gi\u00e0 a fine febbraio, mentre per il Parlamento vi sono due finestre di opportunit\u00e0 per l\u2019adozione in plenaria: fine marzo e fine aprile. Similmente, anche per conoscere le effettive risorse destinate al Fondo si dovr\u00e0 attendere la valutazione del Consiglio sul quadro finanziario pluriennale, che dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Se venisse confermata la proposta della commissione Juncker, il fondo avrebbe una dotazione di 13 miliardi per il periodo 2021-2027.<\/p>\n<p>In ogni caso, \u00e8 importante tenere a mente che queste risorse costituiscono un cofinanziamento e non sostituiscono in alcun modo l\u2019impegno degli Stati membri. L\u2019altra sfida sar\u00e0 quindi proprio quella di garantire un adeguato sostegno da parte nazionale.<\/p>\n<p>I presupposti per rafforzare la difesa europea e sostenere la sua base industriale sembrano esserci tutti. L\u2019Europa ha fatto e sta facendo la sua parte. Ora tocca agli Stati cogliere questa opportunit\u00e0, e se l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-progetti-pesco-italia\/\">Italia<\/a><\/strong> non vuole perdere questo treno dovr\u00e0 necessariamente cambiare rotta e decidersi a investire di pi\u00f9 per la propria difesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte del 19 febbraio i rappresentanti di Consiglio, Parlamento e Commissione europei hanno raggiunto un accordo preliminare sul regolamento per il Fondo europeo di Difesa, iniziativa che mira a rafforzare innovazione e competitivit\u00e0 dell\u2019industria della difesa europea, a sostegno dell\u2019autonomia strategica europea. Ora che si \u00e8 conclusa la fase di negoziato inter-istituzionale, il cosiddetto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73160,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,458,1528,533,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73158"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73158"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73158\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73168,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73158\/revisions\/73168"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73160"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}