{"id":73162,"date":"2019-02-28T00:09:08","date_gmt":"2019-02-27T23:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73162"},"modified":"2019-02-28T07:13:20","modified_gmt":"2019-02-28T06:13:20","slug":"disarmo-appello-uspid-parlamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-appello-uspid-parlamento\/","title":{"rendered":"Disarmo: appello degli scienziati dell&#8217;Uspid al Parlamento"},"content":{"rendered":"<p>Il 31 gennaio scorso, l\u2019Unione degli Scienziati (italiani) per il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-inf-usa-russia\/\"><strong>Disarmo<\/strong><\/a> (<strong>Uspid<\/strong>) ha portato all&#8217;attenzione dei presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento l\u2019Appello sul disarmo e la sicurezza sostenibile indirizzato ai massimi dirigenti mondiali e lanciato a Basilea il 29 gennaio scorso dall&#8217;organismo internazionale\u00a0\u00a0 Parlamentari per la non proliferazione e il disarmo nucleare (Parlamentarians for Nuclear Non Proliferation and Disarmament, Pnnd).<\/p>\n<p>L&#8217;appello, cui si \u00e8 associato anche l&#8217;organismo internazionale dei Sindaci per la Pace (<em>Mayors for Peace<\/em>), esprime viva preoccupazione per i rischi crescenti di una corsa agli armamenti nucleari, con riferimento in primo luogo al territorio europeo con particolare attenzione al <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-inf-usa-russia\/\"><strong>Trattato Inf<\/strong><\/a> (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), da cui il presidente Trump ha recentemente annunciato il ritiro.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;impatto storico degli scienziati sugli armamenti e il loro controllo<\/strong><br \/>\nL&#8217;iniziativa degli scienziati italiani si pone nel quadro pi\u00f9 ampio del ruolo e delle responsabilit\u00e0 che gli scienziati portano nel settore degli armamenti e del loro controllo. Non \u00e8 necessario scomodare Archimede e gli \u2018specchi ustorii\u2019 da lui inventati per incendiare le navi romane durante l&#8217;assedio di Siracusa o ricordare le macchine da guerra di Leonardo per dimostrare il legame antico tra il mondo degli armamenti e quello della scienza.<\/p>\n<p>In un passato meno remoto, gli americani mobilitarono migliaia di scienziati per essere i primi a produrre l&#8217;arma atomica nel 1945. Dopo quattro anni, furono raggiunti dai sovietici, dando cos\u00ec origine a una corsa agli armamenti nucleari che non \u00e8 mai cessata. Fermo restando che la responsabilit\u00e0 primaria per la produzione e l\u2019uso dell\u2019arma nucleare \u00e8 politica, gli scienziati nucleari furono i primi a rendersi conto delle implicazioni morali che ricadevano anche su di loro per aver contribuito alle prime esplosioni nucleari.<\/p>\n<p>Sin dal 1945, alcuni fisici americani che avevano lavorato per il progetto Manhattan iniziarono a pubblicare il \u2018Bulletin of Atomic Scientists\u2019 e lanciarono il Doomsday Clock, l&#8217;orologio simbolico che segna i minuti che distano da un&#8217;apocalisse nucleare. Oggi indica una vicinanza all&#8217;apocalisse pari a quella dei tempi pi\u00f9 cupi della Guerra Fredda. Gli scienziati del Mit di Boston costituirono a loro volta nel 1968 la Union of Concerned Scientists, l\u2019Unione degli scienziati preoccupati.<\/p>\n<p><strong>Le responsabilit\u00e0 dell&#8217;America e il fattore Obama<\/strong><br \/>\nIl concetto che sull&#8217;America, primo e unico Paese ad aver impiegato l&#8217;arma nucleare, ricadessero particolari responsabilit\u00e0 fu riconosciuto dal presidente Obama nel suo storico discorso di Praga del 2009, cui segu\u00ec nel 2016 una sua vista, senza precedenti, al sacrario di Hiroshima.<\/p>\n<p>A livello internazionale, molto significativa fu la creazione nel 1957 del movimento Pugwash Conferences on Science and World Affairs, che prese il nome dalla localit\u00e0 canadese dove si riunirono inizialmente scienziati dei due lati della cortina di ferro, che affrontarono congiuntamente, nonostante le divergenze ideologiche, i problemi della sicurezza internazionale e della corsa agli armamenti.<\/p>\n<p>Nel 1995 alle Conferenze Pugwash, originariamente ispirate da un manifesto di due eminenti scienziati come Albert Einstein e Bertrand Russell, fu conferito il premio Nobel per la Pace.<\/p>\n<p>Sono numerosi oggi gli scienziati che si dedicano direttamente al controllo degli armamenti. Essi lavorano in prevalenza presso organizzazioni internazionali. A Vienna, il Comprehensive Test Ban Treaty Organization (Ctbto) li impiega per progettare sofisticati sensori in grado di distinguere le esplosioni nucleari da altri eventi sismici e a rilevare nell&#8217;atmosfera particelle e radiazioni indicative di un test nucleare.<\/p>\n<p>Sempre a Vienna, l&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia Atomica (Aiea) dispone di laboratori, apparecchiature e squadre di esperti capaci di individuare la diversione di materiali nucleari da scopi civili a quelli militari. Di analoghe sofisticate strutture dispone all&#8217;Aja l&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opac).<\/p>\n<p><strong>Disparit\u00e0 tra quanti lavorano e quanti remano contro<\/strong><br \/>\nNon tutti gli scienziati lavorano per ridurre il rischio nucleare. \u00c8 noto il caso di A.Q. Khan, che approfitt\u00f2 degli anni di servizio presso il consorzio europeo Urenco per appropriarsi della tecnologia di arricchimento dell&#8217;uranio che permise al proprio Paese, il Pakistan, di lanciare il suo programma militare nucleare.<\/p>\n<p>Resta comunque inalterata a livello internazionale la tradizionale inferiorit\u00e0 numerica degli scienziati e accademici impegnati nel settore della riduzione e del controllo degli armamenti rispetto ai colleghi che lavorano per la produzione delle armi. Analoga disparit\u00e0 sussiste tra le potenti lobby industriali\/militari rispetto a quelle dei gruppi che mirano al contenimento della corsa agli armamenti.<\/p>\n<p>Tali disparit\u00e0 sussistono anche in Italia, dove peraltro la comunit\u00e0 scientifica, nella scia di eminenti scienziati come Enrico Fermi e Edoardo Amaldi, si \u00e8 distinta non solo nel campo della ricerca, ma anche in quello del controllo degli armamenti e delle responsabilit\u00e0 della classe scientifica.<\/p>\n<p>Risale al 1982 la creazione dell&#8217;Unione degli Scienziati per il Disarmo (Uspid), che persegue l\u2019obiettivo di fornire informazioni e analisi sul controllo degli armamenti e disarmo, incluse quelle relative all&#8217;impatto ambientale. I suoi membri ritengono che questi compiti siano un imperativo morale e di responsabilit\u00e0 sociale per gli scienziati.<\/p>\n<p><strong>Le origini e il ruolo dell&#8217;Uspid<\/strong><br \/>\nLa costituzione dell&#8217;Uspid avvenne in concomitanza con il dibattito in Italia sugli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/disarmo-inf-trattato-euromissili\/\">euromissili<\/a> e della negoziazione del Trattato Inf. Da allora, l&#8217;Uspid ha mantenuto vivo il dibattito in Italia su tali temi, impegnando anche la classe politica e gli opinion maker italiani. Dal 1985 essa organizza, con cadenza biennale, un convegno internazionale a Castiglioncello che \u00e8 divenuto un evento di riferimento per la comunit\u00e0 del controllo delle armi. La sua prossima edizione si terr\u00e0 in ottobre.<\/p>\n<p>Di recente, oltre all&#8217;iniziativa gi\u00e0 menzionata presso il Parlamento italiano, l&#8217;Uspid ha chiesto al Governo di confermare l&#8217;effettiva rimozione dell&#8217;uranio altamente arricchito e del plutonio ancora presenti in territorio italiano. Nel 2017 si adoper\u00f2 affinch\u00e9 l&#8217;Italia e i Paesi Nato partecipassero al negoziato Onu sul Trattato sulla proibizione delle armi nucleari.<\/p>\n<p>All&#8217; azione dell&#8217;Uspid si affiancano rispettivamente a Pisa e a Bari il Centro interdisciplinare di scienze per la pace (Cisp) e il Centro interdipartimentale di ricerca per la pace (Cirp).<\/p>\n<p>Anche il movimento Pugwash ha posto radici in Italia grazie ai professori Francesco Calogero e Paolo Cotta Ramusino, i quali, in qualit\u00e0 di segretari generali, si sono alternati alla guida negli ultimi decenni. Il primo ricevette a nome di Pugwash il Premio Nobel per la Pace nel 1995: il secondo, quale attuale segretario generale, si prodiga nella soluzione delle varie situazioni di crisi in cui \u00e8 attiva la sua organizzazione.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito Pugwash si inserisce anche l&#8217;attivit\u00e0 didattica svolta da oltre cinquant&#8217;anni, soprattutto in Italia, dalla International school on disarmament and research on conflicts (Isodarco), un riconosciuto centro internazionale di formazione nel campo delle armi nucleari diretto dal professor Carlo Schaerf dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata.<\/p>\n<p>Nel 2010, cinque eminenti personalit\u00e0 italiane (Francesco Calogero, Massimo D&#8217;Alema, Arturo Parisi, Gianfranco Fini e Giorgio La Malfa), in analogia con quanto fatto dai rappresentanti di Paesi delle due sponde dell\u2019Atlantico, si espressero pubblicamente a favore di un mondo privo di armi nucleari. I cinque furono anche tra i fondatori, insieme a Federica Mogherini, del Gruppo italiano della rete dell\u2019European Leadership Network (Eln), un think tank con sede a Londra composto da eminenti leader europei che promuovono la sicurezza in Europa attraverso il dialogo, l&#8217;analisi e il controllo degli armamenti.<\/p>\n<p><strong>La dimensione europea e le latitanze italiane<\/strong><br \/>\nIl quadro prospettato non sarebbe completo senza un riferimento alla sua dimensione europea, alla quale l&#8217;Italia partecipa attivamente attraverso enti non governativi del nostro Paese. Nel 2010 il Consiglio europeo adott\u00f2 la decisione di costituire un European Non-Proliferation and Disarmament Consortium (Enpdc), con il compito di promuovere a livello accademico e di ricerca politico\/scientifica l&#8217;applicazione delle strategie dell&#8217;Ue nel campo della non-proliferazione e del disarmo.<\/p>\n<p>Fa parte di questo Consorzio una rete di oltre 60 think tank europei, tra cui quelli italiani gi\u00e0 citati e altri ancora, appartenenti al nostro mondo scientifico, accademico e delle organizzazioni non governative, attivi nel settore del controllo degli armamenti e nella ricerca della pace. Dal 2018 l&#8217;Istituto per gli Affari Internazionali \u00e8 stato incluso nella ristretta cerchia dei sei istituti europei che guidano il Consorzio e coordinano la rete dei 60 centri europei che ne sono parte.<\/p>\n<p>Nel suo insieme, la consistenza di questi istituti e gruppi italiani \u00e8 assai significativa. Ciononostante, non \u00e8 facile per loro l&#8217;accesso al mondo politico. \u00c8 stato gi\u00e0 notato in altri articoli su AffarInternazionali che il tema del controllo degli armamenti non \u00e8 menzionato nel contratto di governo dell&#8217;attuale maggioranza alla guida del Paese.<\/p>\n<p>Tale carenza si riscontra anche a livello parlamentare: nessuno dei nostri legislatori ha sinora sottoscritto il citato Appello di Basilea dei parlamentari internazionali. Tra i sindaci, lo ha sottoscritto in Italia solo quello del Comune di Collebeato (provincia di Brescia, 4.600 abitanti), mentre i sindaci dei grandi centri non si lasciano evidentemente impressionare dalle ultimissime minacce nucleari di Putin nei confronti delle grandi citt\u00e0 europee che ospitano centri decisionali strategici.<\/p>\n<p>In un mondo ideale, la politica dovrebbe essere <em>demandeur<\/em> nei confronti del mondo scientifico e dell&#8217;accademia. Nella realt\u00e0 succede il contrario: sono quest&#8217;ultimi a incoraggiare le forze politiche a prendere coscienza dei rischi connessi con la corsa agli armamenti e a spronarli a prendere posizione in questo campo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 31 gennaio scorso, l\u2019Unione degli Scienziati (italiani) per il Disarmo (Uspid) ha portato all&#8217;attenzione dei presidenti delle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento l\u2019Appello sul disarmo e la sicurezza sostenibile indirizzato ai massimi dirigenti mondiali e lanciato a Basilea il 29 gennaio scorso dall&#8217;organismo internazionale\u00a0\u00a0 Parlamentari per la non proliferazione e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73169,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[582,1376,101,1537],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73162"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73162"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73162\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73171,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73162\/revisions\/73171"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73169"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73162"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73162"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73162"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}