{"id":73183,"date":"2019-03-01T15:17:29","date_gmt":"2019-03-01T14:17:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73183"},"modified":"2019-03-07T10:02:05","modified_gmt":"2019-03-07T09:02:05","slug":"cyber-sicurezza-privacy-antiterrorismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/cyber-sicurezza-privacy-antiterrorismo\/","title":{"rendered":"Cyber-sicurezza: la sottile linea tra privacy e antiterrorismo"},"content":{"rendered":"<p>Nel quadro della lotta al terrorismo e della cyber-sicurezza, \u00e8 stato promulgato dal governo australiano l\u2019<strong>Assistance Access Act<\/strong>, legge unica nel panorama mondiale. Fornisce infatti alla polizia e ai servizi segreti australiani l\u2019accesso alle chat aventi sistemi crittografici end-to-end (per esempio WhatsApp); e obbliga\u00a0le aziende proprietarie di tali app a consentire l\u2019installazione &#8211; da parte delle autorit\u00e0 competenti &#8211; di backdoor e spyware nei loro servizi.<\/p>\n<p>Un caso simile si verific\u00f2 tempo addietro in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/information-warfare-conflitti-internazionali\/\"><strong>Russia<\/strong><\/a>, dove il governo fece la stessa richiesta a Telegram, ottenendo per\u00f2 un rifiuto da parte di quest\u2019ultima &#8211; e la conseguente &#8216;messa al bando&#8217; da parte del Cremlino-,\u00a0 poich\u00e9 &#8211; venne spiegato &#8211; la privacy \u00e8 pilastro fondante della politica aziendale.<\/p>\n<p>Ora la palla passa alle aziende IT, che si potrebbero trovare costrette a rinunciare ad un bacino di utenza di 25 milioni di abitanti. Le finalit\u00e0 dell\u2019Assistance Access Act sono senz&#8217;altro nobili: garantire la tutela anti-terrorismo a milioni di cittadini australiani e del resto del mondo (nel caso in cui intrattengano conversazioni con cittadini australiani), attualmente tutelata da regolamenti e codificazioni decisamente pi\u00f9 restrittive, come il Gdpr (General Data Protection Regulation) Ue.<\/p>\n<p>Ma misure cos\u00ec invasive andrebbero predisposte dalle autorit\u00e0 internazionali e non statali. Del resto, il primo &#8216;data breach&#8217; del 2019 s&#8217;\u00e8 verificato proprio in Australia, Paese che non \u00e8 nuovo ad attacchi di questo genere (uno, di entit\u00e0 minore, c&#8217;era stato pochi giorni prima).<\/p>\n<p><strong>La situazione nell&#8217;Unione<\/strong><br \/>\nIl 14 giugno 2018, il Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti dei 28 presso l&#8217;Ue) ha approvato due regolamenti aventi lo scopo di migliorare la sicurezza nell&#8217;Ue tramite l&#8217;interscambio e l&#8217;interazione nei campi dell&#8217;informatica e delle telecomunicazioni. I regolamenti, in questo senso, sono portatori di quattro innovazioni:<\/p>\n<ol>\n<li>un portale di ricerca europeo, utilizzando sia dati biografici che biometrici;<\/li>\n<li>un servizio di abbinamento biometrico condiviso;<\/li>\n<li>una banca dati di identit\u00e0 comune<\/li>\n<li>un rilevatore d&#8217;identit\u00e0 multiple.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ovviamente il <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2018\/06\/14\/improving-security-through-information-sharing-council-agrees-negotiating-mandate-on-interoperability\/\">sistema<\/a> mostrer\u00e0 a ciascuno Stato solo i dati cui ha diritto di accesso.<\/p>\n<p>Nel novembre 2018 il Consiglio Ue ha adottato ulteriori pareri sul sistema d&#8217;informazione Schengen, finalizzato a rafforzare la cyber-sicurezza all&#8217;interno dell\u2019 Unione. Viene inoltre introdotta la possibilit\u00e0 di utilizzare immagini facciali e il profilo del Dna\u00a0per scopi identificativi, qualora altri dati in possesso non siano sufficienti a garantire l\u2019identificazione dei soggetti.<\/p>\n<p>Per l&#8217;accesso a questi dati,\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/en\/press\/press-releases\/2018\/06\/14\/improving-security-through-information-sharing-council-agrees-negotiating-mandate-on-interoperability\/\">Europol<\/a><\/strong> avr\u00e0 libert\u00e0 di movimento. Gli Stati membri avranno l\u2019obbligo di informarlo su soggetti responsabili di attacchi\/attentati terroristici.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;importanza del fattore umano nell&#8217;era digitale<\/strong><br \/>\nPer quanto si possano avere <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/segnalazioni\/segreti-cybermondo-foresi-caravelli\/\">sistemi<\/a> di <strong>cyber-sicurezza<\/strong> all&#8217;avanguardia, non \u00e8 detto che essi siano sufficienti a garantire un\u2019adeguata protezione. Il fattore umano, infatti, resta sempre un elemento ad alto rischio; non a caso, il 30% degli attacchi hacker aventi successo sono stati determinati proprio da questo fattore.<\/p>\n<p>E&#8217; opportuno insistere sul concetto che queste minacce possono essere scongiurate o meglio prevenute con una corretta formazione del personale addetto. Per quanto implichi dei costi, si tratta di cifre decisamente irrisorie rispetto alle perdite, di denaro e di immagine, che si possono avere al verificarsi di brecce nella cyber-sicurezza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel quadro della lotta al terrorismo e della cyber-sicurezza, \u00e8 stato promulgato dal governo australiano l\u2019Assistance Access Act, legge unica nel panorama mondiale. 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