{"id":73194,"date":"2019-03-01T10:43:27","date_gmt":"2019-03-01T09:43:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73194"},"modified":"2019-03-03T13:15:31","modified_gmt":"2019-03-03T12:15:31","slug":"corea-hanoi-vertice-kim-trump","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/corea-hanoi-vertice-kim-trump\/","title":{"rendered":"Corea: Hanoi, il Vertice un fallimento pi\u00f9 per Trump che per Kim"},"content":{"rendered":"<p>Un fallimento. Non c\u2019\u00e8 altro termine che possa spiegare l\u2019esito del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/corea-hanoi-trump-kim\/\"><strong>Vertice<\/strong><\/a>\u00a0di <strong>Hanoi<\/strong> tra Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/corea-tela-moon-kim-madman-trump\/\"><strong>Kim<\/strong><\/a> Jong-un. O, meglio, un fallimento per gli Usa, perch\u00e9 il leader nordcoreano ha comunque continuato a portare avanti il suo piano di accreditamento internazionale.<\/p>\n<p>Il Vertice \u00e8 fallito subito. I due leader non hanno trovato l\u2019accordo. Troppo distanti, nonostante il loro incontro fosse stato preparato per tempo e da tempo ed \u00e8 difficile pensare che le due diplomazie non conoscessero ciascuna i dettagli delle richieste dell\u2019altra parte.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Amministrazione statunitense s&#8217;affida al &#8216;faccia a faccia&#8217;<br \/>\n<\/strong>Ma, soprattutto la diplomazia americana ai tempi di Trump, ha dimostrato che l\u2019Amministrazione a stelle e strisce preferisce un approccio faccia a faccia a un negoziato preventivo. Un modo rischioso, soprattutto se di fronte hai qualcuno del quale non puoi fidarti del tutto e che ha tutto da guadagnare, anche dal fallimento di un Vertice.<\/p>\n<p>Trump invece \u00e8 uscito con le ossa rotte, anche se ovviamente la propaganda intorno a lui e lui stesso in conferenza stampa hanno detto il contrario. Si \u00e8 parlato di condizioni che non era possibile accettare, ma di dialogo che va avanti. Intanto Kim fa la parte di quello che era disposto a dare, di quello che subisce, di quello che si \u00e8 aperto, di quello che vuole cambiare il Paese.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo accresciuto della Cina e di Xi<\/strong><br \/>\nLasciando poi al presidente cinese <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cina-xi-jinping-leader\/\"><strong>Xi<\/strong> <\/a>Jinping, l\u2019unico al momento che pu\u00f2 in qualche modo &#8216;controllare&#8217; e sa &#8216;gestire&#8217; il leader nord coreano, il pallino del gioco. Gi\u00e0 perch\u00e9 una Corea del Nord nuclearizzata \u00e8 prima di tutto un pericolo e un ostacolo per la Cina: sia perch\u00e9 \u00e8 il maggior partner e in un certo senso garante di Pyongyang a livello internazionale; sia perch\u00e9 lo stato pessimo della economica nordcoreana, con milioni di persone affamante, non fa altro (anche nello sventurato caso di una guerra) che aumentare per la Cina il rischio di vedersi arrivare tantissimi migranti.<\/p>\n<p>Kim ha vinto. Ha dimostrato apertura ed \u00e8 rimasto in Vietnam a studiare la seconda economia socialista asiatica (dopo quella cinese) con liberalizzazioni e spinte di carattere capitalistico, visitando fabbriche e dichiarando di voler esportare il modello Hanoi nel suo Paese.<\/p>\n<p><strong>Dove s&#8217;\u00e8 arenata la trattativa Trump-Kim<\/strong><br \/>\nMa perch\u00e9 si sono arenati i colloqui? Come dicevamo alla vigilia, ci si aspettava qualcosa di concreto. Gli Stati Uniti hanno chiesto la completa denuclearizzazione. E Kim \u00e8 stato al gioco: ha offerto la chiusura del sito di Yongbyon. E\u2019 qui che si produce il plutonio nord-coreano, \u00e8 il pi\u00f9 importante sito di Pyongyang. Il pi\u00f9 importante, ufficialmente, ma non l\u2019unico, ufficiosamente.<\/p>\n<p>La chiusura di questo sito, attivo anche se in alcune parti inutilizzato, che comunque comporterebbe una spesa di oltre 6 milioni di dollari, non toglierebbe a Pyongyang le sue armi nucleari. Almeno, non del tutto. E quando gli americani hanno chiesto lo smantellamento di tutto l\u2019arsenale, anche di quello che rilevano solo i satelliti spia, i nordcoreani hanno fatto muro.<\/p>\n<p>Kim sa bene che il suo arsenale nucleare \u00e8 l\u2019unica carta che si pu\u00f2 giocare a livello internazionale per ottenere quello che vuole. Per ora ha avuto, e non \u00e8 cosa da poco, il riconoscimento di potenza mondiale stringendo la mano all\u2019uomo pi\u00f9 potente del mondo e sedendosi da pari due volte di fronte a lui. Una situazione fino a qualche tempo fa inimmaginabile.<\/p>\n<p><strong>Il baratto non riuscito tra denuclearizzazione e sanzioni<\/strong><br \/>\nDi contro, i nordcoreani hanno chiesto la totale rimozione di tutte le sanzioni. Trump e i suoi erano disposti a concederne una parziale rimozione. Come detto, \u00e8 improbabile che le due parti non sapessero sin dall&#8217;inizio che cosa sarebbe successo ad Hanoi e quali erano le reciproche richieste, anche se dai due Paesi al termine del Vertice, si \u00e8 detto tutto e il contrario di tutto.<\/p>\n<p>Il capo negoziatore americano Stephen Biegun ha detto che negli incontri preparatori i nordcoreani si erano impegnati per il completo smantellamento delle loro istallazioni nucleari dietro la promessa di alcune misure americane. Ri Yong-ho, ministro degli Esteri di Pyongyang, ha detto che si era sempre parlato della completa rimozione delle sanzioni internazionali ed \u00e8 questo il punto di partenza anche per prossimi incontri (semmai ce ne saranno).<\/p>\n<p><strong>Le carte che restano in mano a Trump<\/strong><br \/>\nTrump non poteva comunque rifiutarsi di incontrare Kim ed \u00e8 andato ad Hanoi fidandosi troppo del suo carisma e del suo potere di convincimento. Dopotutto, il periodo non \u00e8 favorevole e il presidente statunitense non si pu\u00f2 permettere un\u2019altra falla nelle sue promesse e nella sua credibilit\u00e0, specie dopo le accuse del suo ex legale Michael Cohen. Trump ha puntato molto sulla relazione con Kim e non potr\u00e0 accettare una sconfitta.<\/p>\n<p>A questo punto il magnate presidente, anche se da Hanoi esce come sconfitto, ha un&#8217;altra carta da giocare: le relazioni con la Cina e la Corea del Sud. Con l\u2019alleato di Seul, che ha aperto un buon canale con Pyongyang, ha pi\u00f9 facilit\u00e0 di dialogo; pi\u00f9 difficile \u00e8 la situazione con Pechino, con cui l\u2019inquilino di Pennsylvania Avenue ha alti e bassi, legati in particolare alle promesse elettorali poi attuate di dazi sull&#8217;import cinese.<\/p>\n<p>Ma agli osservatori non \u00e8 sfuggito che la tregua commerciale sui dazi con la Cina, che doveva scadere il primo marzo, \u00e8 stata estesa sine die la settimana scorsa. Uno strumento in pi\u00f9 nelle mani degli Usa per fare pressione sulla Cina perch\u00e9 intervenga su Pyongyang. O uno strumento nelle mani della Cina per tenere in pugno Trump sfruttando l\u2019influenza su Pyongyang?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un fallimento. Non c\u2019\u00e8 altro termine che possa spiegare l\u2019esito del Vertice\u00a0di Hanoi tra Donald Trump e Kim Jong-un. 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