{"id":73209,"date":"2019-03-03T00:21:43","date_gmt":"2019-03-02T23:21:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73209"},"modified":"2019-03-08T10:00:43","modified_gmt":"2019-03-08T09:00:43","slug":"parlamento-europeo-elezioni-populismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/parlamento-europeo-elezioni-populismo\/","title":{"rendered":"Parlamento europeo: elezioni, l&#8217;Italia roccaforte del populismo"},"content":{"rendered":"<p>Le <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/04\/parlamento-europeo-coalizioni-governo-ue\/\"><strong>elezioni<\/strong><\/a> per il <strong>Parlamento europeo<\/strong> si avvicinano rapidamente. In questi giorni, nell\u2019<strong>Unione<\/strong> \u00e8 un fiorire di sondaggi e analisi sui possibili risultati elettorali. Fra gli altri, un gruppo di giornalisti del giornale tedesco <em>Der Spiegel<\/em> ha prodotto un\u2019analisi dal titolo: 2019 l\u2019anno del <strong>populismo<\/strong>. In effetti i partiti populisti e di estrema destra in Europa sono usciti dall\u2019ombra. Oggi sono diffusi in quasi tutti i paesi dell\u2019Ue. In alcuni casi governano, come nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ungheria-i-volti-della-piazza-che-sfida-orban\/\">Ungheria di Orb\u00e0n<\/a> o nella <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/polonia-sfida-bruxelles\/\">Polonia di Kaczynski<\/a>, in altri sostengono governi di coalizione, come il neofascista Heinz-Christian Strache nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/austria-anno-governo-kurz-ue\/\">Austria di Sebastian Kurz<\/a>, leader del partito popolare e primo ministro.<\/p>\n<p><strong>I sondaggi e il contributo dell&#8217;Italia all&#8217;euroscetticicmo<\/strong><br \/>\nI <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/press-room\/20190228IPR29246\/europee-2019-nuove-proiezioni-del-prossimo-parlamento\">sondaggi sulle intenzioni di voto<\/a>, condotti con scadenza bimensile dallo stesso Parlamento europeo, segnalano in effetti la concreta possibilit\u00e0 che i partiti euroscettici raggiungano all\u2019incirca i 250 seggi in un\u2019Assemblea che sar\u00e0 composta da 705 rappresentanti nazionali. Insomma, un terzo dei deputati dell&#8217;emiciclo di Strasburgo potr\u00e0 essere di orientamento anti-Ue.<\/p>\n<p>A questa inusuale e preoccupante percentuale l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">Italia<\/a> dar\u00e0 un sostanzioso contributo: la Lega di Salvini \u00e8 data in netta crescita, dagli attuali 6 seggi a 28, il M5S da 14 a 21. Mentre il Pd che nel 2014 aveva stupito l\u2019Europa con ben 31 seggi \u00e8 dato oggi in calo a 14. Stesso destino per Forza Italia, dagli attuali 13 rappresentanti a 8. Per i due partiti di governo \u00e8 per\u00f2 di fondamentale importanza costruire alleanze con analoghe forze politiche europee per riuscire ad incidere all&#8217;interno del Parlamento europeo e per meglio controllare la &#8216;odiatissima\u201d Commissione&#8217;. Ma anche in questa particolare vicenda i destini di M5S e della Lega divaricano nettamente.<\/p>\n<p><strong>M5S, strada in salita. Pi\u00f9 facile per Salvini<\/strong><br \/>\nPer gli uomini di Di Maio la strada \u00e8 davvero in salita. Oggi i 5 Stelle fanno parte di un gruppo pomposamente chiamato Europa della Libert\u00e0 e della Democrazia Diretta (Efdd), che \u00e8 stato per\u00f2 fondato da Nigel Farage, il promotore dell\u2019uscita della Gran Bretagna dalla Ue (oggi ben 17 seggi) e che al proprio interno ha anche un rappresentante del partito neo-nazista tedesco AfD, dato oggi in crescita a 12 seggi.<\/p>\n<p>Compagnia davvero poco raccomandabile e senza vera prospettiva, anche perch\u00e9 a seguito della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brexit-may-nebbia-accordo\/\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> gli inglesi non ci saranno pi\u00f9. Di qui la disperata ricerca da parte di Di Maio di futuri alleati, magari un po&#8217; pi\u00f9 presentabili. Peccato che in questa ansiosa ricerca il leader dei 5 Stelle abbia addirittura rischiato la rottura dei rapporti diplomatici con la Francia, andando ad incontrare i rappresentanti dell\u2019ala pi\u00f9 violenta dei Gilet Gialli. Rapida retromarcia e quindi nuovo tentativo di trovare alleati in quattro piccolissimi partiti di Croazia, Polonia, Finlandia e Grecia, tanto per fare una \u201cfoto di famiglia\u201d. Davvero troppo poco, almeno per ora, dal momento che per formare un gruppo all\u2019interno del Parlamento europeo ci voglio 25 membri da almeno 7 diversi paesi.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 facile sembrerebbe la via che sta seguendo Matteo Salvini. Oltre alla ormai consolidata amicizia con Marie Le Pen, la leader dell\u2019estrema destra francese, Salvini sta muovendosi a tutto campo per costruire il grande fronte dei partiti di ultra-destra europei, dall\u2019austriaco Strache all\u2019olandese Wilders. In ci\u00f2 Salvini, a differenza di Di Maio, \u00e8 facilitato dalla sua lunga esperienza di parlamentare europeo e dalla conoscenza diretta di molti leader continentali della destra. Cos\u00ec egli punta al bersaglio grosso, cio\u00e8 a quegli interlocutori di destra che oggi governano: il primo ministro ungherese, Viktor Orb\u00e0n, e il capo del partito polacco di governo (PiS), Jaroslaw Kaczynski. Di qui le visite a Budapest e a Varsavia per creare un solido legame con l\u2019obiettivo di cambiare l\u2019Unione e cacciare a casa l\u2019attuale Commissione. In realt\u00e0 le cose non sono cos\u00ec semplici.<\/p>\n<p><strong>Strategie dei populisti dell&#8217;Unione<\/strong><br \/>\nLa strategia dell\u2019antidemocratico Orb\u00e0n, che paradossalmente \u00e8 ancora membro del Partito Popolare Europeo (Ppe), il Partito europeo in cui siede anche la Merkel, non \u00e8 di abbandonare il Ppe per una nuova formazione, ma di trascinarlo sempre pi\u00f9 a destra. In ci\u00f2 Orb\u00e0n, malgrado i recenti tentativi di estrometterlo, trova silenziosi ma solidi alleati nei cristiano-democratici della Baviera, nel premier austriaco Kurz, anche lui nel Ppe, oltre che nei partiti di centro in Croazia, Slovenia e perfino in Forza Italia. Insomma, difficile che Orb\u00e0n voglia fare un salto nell\u2019ignoto assieme a Salvini.<\/p>\n<p>Similmente in Polonia il partito di Kaczynki, che nel Parlamento europeo \u00e8 membro del gruppo dei Conservatori e Riformisti, vede la possibilit\u00e0, con l\u2019uscita degli inglesi dal medesimo gruppo, di divenire il leader assoluto dei futuri conservatori europei. Anche in questo caso, quindi, \u00e8 difficile che le probabili fortune elettorali della Lega possano intersecarsi con quelle del leader polacco.<\/p>\n<p>Certo, le forze di estrema destra e i populisti riusciranno, come sopra ricordato, ad avere una notevole affermazione nella futura Assemblea di Strasburgo e a cercare tutte le possibili strade per rovesciare in senso nazionalistico la natura sovranazionale dell\u2019Ue. Anche se poi, nella realt\u00e0, le politiche concrete di questo variegato e fino ad oggi frammentato fronte non sono per nulla condivise, a cominciare dall\u2019immigrazione con il rifiuto dei partner di Salvini di accogliere anche un solo immigrato nei loro rispettivi Paesi.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;Italia un elemento di punta del populismo<\/strong><br \/>\nComunque vadano le cose, va constatato come l\u2019Italia di oggi venga considerata in Europa elemento di punta nella schiera dei populisti e dell\u2019estrema destra. Un primato davvero stupefacente e anche un po&#8217; sconvolgente per un Paese che dal dopoguerra in poi ha contribuito con grande generosit\u00e0 allo sviluppo del processo di integrazione europea. Soprattutto fa specie l\u2019allontanamento progressivo dai nostri tradizionali partner, Francia e Germania, con cui abbiamo sempre condiviso il progetto di Unione. Oggi si pu\u00f2 davvero parlare di una specie di \u201cItalexit politica\u201d dal gruppo dei paesi che ancora considerano l\u2019Ue come un valore e un obiettivo irrinunciabile.<\/p>\n<p>Magari qualcuno pu\u00f2 credere che cos\u00ec facendo l\u2019Italia conti oggi di pi\u00f9 in Europa. Ma l\u2019isolamento in cui si trova il Paese dice esattamente il contrario. Le conseguenze non sono solo quelle di non partecipare pi\u00f9 ai progetti per il futuro dell\u2019Ue, ma anche di scontare conseguenze negative sia nel campo economico che in quello della nostra politica estera. Non \u00e8 nel Dna originario del nostro Paese il rifiuto del progetto europeo e non \u00e8 neppure nei nostri interessi. Ma sembra che il governo di oggi non sia di questo avviso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le elezioni per il Parlamento europeo si avvicinano rapidamente. 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