{"id":73243,"date":"2019-03-07T19:47:56","date_gmt":"2019-03-07T18:47:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73243"},"modified":"2019-03-12T07:25:32","modified_gmt":"2019-03-12T06:25:32","slug":"israele-elezioni-netanyahu-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/israele-elezioni-netanyahu-solo\/","title":{"rendered":"Israele: verso voto, sono tutti contro Netanyahu"},"content":{"rendered":"<p>A un mese dalle prossime\u00a0<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/israele-opposizione-crescita-elezioni\/\"><strong>elezioni politiche anticipate<\/strong><\/a>, la campagna elettorale in\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/israele-elezioni-netanyahu-favorito\/\">Israele<\/a> <\/strong>\u00e8 entrata nel vivo, con grandi novit\u00e0 che interessano i diversi schieramenti. Tutti, o quasi, contro Benjamin\u00a0<strong>Netanyahu<\/strong>, attuale leader con possibilit\u00e0 di una riconferma che lo lancerebbe verso il quinto mandato \u2013 il quarto consecutivo &#8211; in qualit\u00e0 di primo ministro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-73251\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/livni.png\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"229\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/livni.png 192w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/livni-125x149.png 125w\" sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/><strong>Il suicidio della sinistra sionista, il rinnovamento del centrodestra<\/strong><br \/>\nIl 1 gennaio, durante una conferenza stampa, il leader laburista Avi <a href=\"https:\/\/www.timesofisrael.com\/zionist-union-chief-gabbay-abruptly-ends-partnership-with-livni\/\"><strong>Gabbay<\/strong> <\/a>ha annunciato a sorpresa la rottura con Tzipi <strong>Livni<\/strong>, ex agente del Mossad e capo del partito liberalsocialista <strong>HaTnuah<\/strong> (\u2018Il Movimento&#8217;), con il quale i laburisti formavano l\u2019Unione sionista. In seguito all&#8217;inaspettata dichiarazione, Livni ha reso noto, lo scorso 18 febbraio, il proprio ritiro dalla scena politica nazionale, segno inequivocabile di un crollo delle forze politiche di sinistra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-73255\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/yaalon.png\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"214\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/yaalon.png 252w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/yaalon-125x106.png 125w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/>Per gli schieramenti moderati, si segnala la nascita di nuovi partiti fra cui si evidenziano <strong>Telem<\/strong> (\u2018Movimento per il Rinnovamento Nazionale\u2019), <strong>Gesher<\/strong> (\u2018Ponte\u2019) e <strong>Hosen L\u2019Yisrael<\/strong> (\u2018Resilienza per Israele\u2019). In realt\u00e0, Telem e Gesher non appaiono per la prima volta sulla scena politica israeliana. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-73252\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/levy.png\" alt=\"\" width=\"158\" height=\"268\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/levy.png 158w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/levy-106x180.png 106w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/>Il primo, fondato da Moshe Dayan nel 1981, si divise due anni pi\u00f9 tardi dando vita al Movimento per il rinnovamento del sionismo sociale e alla Lista nazionale. Viene riproposto da Moshe <strong>Ya\u2019alon<\/strong>, ex ministro della Difesa esautorato dal premier nel 2016.<\/p>\n<p>Il secondo \u00e8 stato protagonista della politica israeliana dal 1996 al 2007 e sar\u00e0 guidato da Orly <strong>Levy-Abekasis<\/strong>, che ha abbandonato <strong>Yisrael Beiteinu<\/strong> (\u2018Israele casa nostra\u2019), partito nazionalista dell\u2019ex ministro della Difesa Avigdor <strong>Lieberman<\/strong>, punto di riferimento per gli immigrati ebrei russi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-73253\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/gantzlapid-300x188.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/gantzlapid-300x188.png 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/gantzlapid-125x78.png 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/gantzlapid.png 637w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Mentre <strong>Hosen L\u2019Yisrael<\/strong> nasce dall\u2019idea di Benny <strong>Gantz<\/strong>, gi\u00e0 ai vertici militari in qualit\u00e0 di capo di Stato maggiore delle forze di difesa israeliane dal 2011 al 2015, che, dopo aver rifiutato le avances di molti partiti, ha deciso di costruire lui stesso un nuovo movimento. Il 21 febbraio \u00e8 stata annunciata la nascita di una nuova coalizione centrista, <strong>Kachol-Lavan <\/strong>(\u2018Blu e bianco\u2019), il cui nome richiama inequivocabilmente i colori della bandiera israeliana e unisce il nuovo partito Hosen L\u2019Yisrael con i centristi del <strong>Yesh Atid<\/strong> (\u2018C\u2019\u00e8 un futuro\u2019), guidati dall\u2019ambizioso Yair <strong>Lapid, <\/strong>e<strong> Telem<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La spaccatura della lega araba e le novit\u00e0 della destra nazionalista<\/strong><br \/>\nAria di crisi anche nella Lista Araba dove Haneen<strong> Zo\u2019abi<\/strong>, nota sia per <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-73254\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zoabi.png\" alt=\"\" width=\"152\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zoabi.png 152w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/zoabi-125x156.png 125w\" sizes=\"(max-width: 152px) 100vw, 152px\" \/>essere la prima donna araba della Knesset sia per la sua retorica anti-israeliana, ha annunciato il suo ritiro dalla scena politica. Al momento, i partiti arabi non hanno trovato un accordo comune, ma si sono divisi in due distinte liste: da una parte troviamo <strong>Ta\u2019al<\/strong> (\u2018Movimento arabo per il rinnovamento\u2019) e <strong>Hadash <\/strong>(\u2018Fronte democratico per la pace e l&#8217;uguaglianza\u2019); dall\u2019altra\u00a0<strong>Ra\u2019am<\/strong> (\u2018Lista araba unita\u2019) correr\u00e0 in solitaria, considerando che <strong>Balad<\/strong> (\u2018Assemblea nazionale democratica\u2019) \u00e8 stato estromesso dalla Commissione elettorale con l&#8217;accusa di &#8220;terrorismo e di volere eliminare Israele come Stato ebraico&#8221;. Pertanto, sembra annunciata la dispersione del voto tra gli elettori arabi israeliani, a conferma di un trend che nella storia della Knesset non ha mai visto un solo arabo israeliano rivestire il ruolo di ministro.<\/p>\n<p>Infine, appare sempre pi\u00f9 salda l\u2019unione fra Naftali <strong>Bennett<\/strong> e Ayelet <strong>Shaked<\/strong>, che lo scorso 29 dicembre hanno annunciato la formazione di <strong>HaYamin HeHadash<\/strong> (\u2018Nuova Destra\u2019), separandosi dalla Casa Ebraica. La grande novit\u00e0, fortemente voluta da Shaked, \u00e8 rappresentata dalla connotazione spiccatamente laica del partito, con un abbandono della concezione \u00a0rigidamente religiosa che caratterizzava il precedente schieramento. In prospettiva, il cambiamento mira ad attirare i consensi anche della societ\u00e0 civile laica di ideologia sionista.<\/p>\n<p><b>Verso un governo di coalizione di centrodestra<\/b><br \/>\nNonostante il moderato aumento di consensi fatto registrare nelle ultime Amministrative del novembre 2018, la frattura nell\u2019Unione sionista ha, con ogni probabilit\u00e0, consegnato nuovamente il Paese alle forze di centrodestra.<\/p>\n<p>Tutto lascerebbe presagire una corsa a due fra Netanyahu e la nascente coalizione Kachol-Lavan che raggruppa tutti i maggiori nemici politici dell\u2019attuale primo ministro. Infatti, Gantz quando era a capo delle Forze armate, Lapid quando era ministro delle Finanze e Ya\u2019alon in qualit\u00e0 di ministro della Difesa hanno tutti maturato contrasti con l\u2019attuale premier.<\/p>\n<p>Secondo i sondaggi, oggi Kachol-Lavan pu\u00f2 contare su 37 seggi contro i 25 del partito di Netanyahu e, in caso di vittoria, non \u00e8 da escludere una possibile alleanza con la componente interna del <strong>Likud<\/strong> distante dalle posizioni del primo ministro, garantendosi cos\u00ec una rassicurante maggioranza in Parlamento, fondamentale per evitare continui rimpasti come accaduto nel corso dell\u2019ultima legislatura.<\/p>\n<p>In questo caso, gli esponenti del Likud che potrebbero appoggiare la nuova maggioranza giustificherebbero tale atto come un\u2019azione dovuta per il bene del Paese. Pertanto, il nuovo schieramento assumerebbe natura di coalizione nazionale di ampie vedute, collocandosi nel centrodestra moderato, distinguendosi dall&#8217;attuale leadership per un approccio meno reattivo sulla sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Gli ultimi tentativi di Netanyahu per la rielezione<\/strong><br \/>\nContrasti decisivi si potrebbero, per\u00f2, determinare in seno all&#8217;alleanza allargata per temi relativi all&#8217;espansionismo delle colonie nei territori occupati e per l\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio di leva per gli ebrei ortodossi. A oggi, l&#8217;esenzione che questi ultimi hanno \u00e8 al centro di numerose contestazioni proprio da parte di quell&#8217;elettorato che sostiene Lapid e che ha chiesto tagli ai benefici di cui godono storicamente i religiosi ortodossi.<\/p>\n<p>Di contro, Netanyahu sa perfettamente che gli ultimi mesi di mandato rappresenteranno la migliore campagna elettorale possibile e non si pu\u00f2 escludere che da qui al giorno delle elezioni possano verificarsi eventi tali da richiedere un deciso impiego dello strumento militare per garantire la sicurezza del Paese.<\/p>\n<p>Pertanto, nonostante il premier sia stato inquisito ufficialmente il 28 febbraio dall\u2019Avvocatura generale dello Stato per le note accuse di corruzione e frode e sebbene la scelta impopolare di accettare il sostegno della destra razzista <strong>Otzma Yehudit<\/strong> (&#8216;Potere ebraico&#8217;) ne abbia eroso parte del consenso, le leve della paura di un elettorato a maggioranza ebraica potrebbero far dirottare le citate previsioni verso una nuova conferma dell\u2019attuale <em>leader<\/em>. In tempi d\u2019insicurezza e d\u2019instabilit\u00e0, difatti, la politica risoluta di Netanyahu si \u00e8 rivelata la migliore medicina per curare i timori apparenti e reali di un Paese dove la componente ideologica resta prioritaria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A un mese dalle prossime\u00a0elezioni politiche anticipate, la campagna elettorale in\u00a0Israele \u00e8 entrata nel vivo, con grandi novit\u00e0 che interessano i diversi schieramenti. Tutti, o quasi, contro Benjamin\u00a0Netanyahu, attuale leader con possibilit\u00e0 di una riconferma che lo lancerebbe verso il quinto mandato \u2013 il quarto consecutivo &#8211; in qualit\u00e0 di primo ministro. 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