{"id":73273,"date":"2019-03-07T23:07:28","date_gmt":"2019-03-07T22:07:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73273"},"modified":"2019-03-12T08:07:05","modified_gmt":"2019-03-12T07:07:05","slug":"italia-vaticano-francesco-m5s-lega","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/italia-vaticano-francesco-m5s-lega\/","title":{"rendered":"Italia-Vaticano: i binari paralleli di Francesco e M5S\/Lega"},"content":{"rendered":"<p>Che i rapporti tra <strong>Italia<\/strong> e <strong>Vaticano<\/strong> non siano idilliaci non \u00e8 certo una novit\u00e0. N\u00e9, tantomeno, una scoperta. In questo senso, quindi, il vertice bilaterale in occasione del novantesimo anniversario dei\u00a0 <strong>Patti lateranensi<\/strong>\u00a0\u2013 firmati dal cardinal Pietro Gasparri e dal primo ministro del Regno, Benito Mussolini \u2013 svoltosi a febbraio a Palazzo Borromeo, sede dell\u2019ambasciata italiana presso la Santa Sede, non fa notizia. Pi\u00f9 interessante, invece, \u00e8 indagare sulla prima volta (ufficiale) del governo gialloverde di fronte alla gerarchia cattolica.<\/p>\n<p>Senza star a rimestare nel passato quasi centenario delle relazioni tra le due sponde del Tevere, \u00e8 sufficiente osservare gli ultimi venti anni. In questo periodo, al soglio pontificio, si sono succeduti Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Con <strong>Karol Wojtyla<\/strong>, dopo un avvio promettente, le cose si complicarono prima con la Guerra del Golfo, poi con il coinvolgimento indiretto dell\u2019Italia nell\u2019invasione dell\u2019Iraq nel 2003. Nessun miglioramento con <strong>Joseph Ratzinger<\/strong>, avversato dalla consistente frangia filostatunitense del sistema politico italiano. Da quando il vescovo di Roma \u00e8 <strong>Jorge Mario Bergoglio<\/strong>, i rapporti tra Italia e Vaticano hanno un andamento sinusoidale: buoni, ad esempio, con gli esecutivi di Enrico Letta e Paolo Gentiloni \u2013 non a caso, due personalit\u00e0 molto vicine al mondo cattolico \u2013, meno sgargianti oggi.<\/p>\n<p>Lo scarso risalto dato all\u2019appuntamento fa capire gi\u00e0 da s\u00e9 come vi sia freddezza tra Santa Sede e il governo di <strong>Lega<\/strong> e <strong>Movimento 5 Stelle<\/strong>. Eppure, da parte di almeno uno dei due contraenti dell\u2019esecutivo, la volont\u00e0 di avvicinarsi al voto cattolico non manca. Il riferimento \u00e8 alla Lega di Matteo Salvini, che pi\u00f9 di una volta ha tentato di strizzare l\u2019occhio ai seguaci di papa Francesco. Sfruttando, a proprio favore, le fratture interne al Vaticano stesso.<\/p>\n<p><strong>Convergenze e divergenze<\/strong><br \/>\nL\u2019immagine di Matteo Salvini con crocifisso e Vangelo \u00e8 stata tra le pi\u00f9 iconiche della campagna elettorale per le politiche del 4 marzo 2018. Una scelta, quella del leader leghista, assolutamente non casuale e, se vogliamo, neppure troppo originale. Ingraziarsi l\u2019elettorato cattolico in vista del voto \u00e8 pratica usuale in Italia. Salvini, quantomeno, ci \u00e8 in parte riuscito. Le politiche della Lega, soprattutto in materia di accoglienza e immigrazione, hanno spesso trovato sponda nella corrente tradizionalista del cattolicesimo. In modo pi\u00f9 o meno celato, il ministro dell\u2019Interno ha delle \u201caffinit\u00e0 elettive\u201d con chi avversa, ormai da anni, il pontificato aperturista e progressista di papa Francesco.<\/p>\n<p>Spostandosi verso Bergoglio, per\u00f2, il rapporto si incrina. O meglio: non decolla. Anche il Movimento 5 Stelle, che ha provato spesso \u2013 soprattutto attraverso l\u2019azione diplomatica del proprio leader politico, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio \u2013 a presentarsi come partner dialogante con i sacri palazzi, non riesce a sfondare. Del resto, anche se la questione \u00e8 stata in parte sottaciuta dall\u2019esecutivo, il recupero dell\u2019Imu sugli immobili della Chiesa \u00e8, da sempre, un cavallo di battaglia almeno della fronda pi\u00f9 calda dei pentastellati. Come anche, agli esordi, l\u2019abolizione del Concordato del 1929. Non certo un bel biglietto da visita.<\/p>\n<p><strong>Alla prova dei dossier internazionali\u00a0<\/strong><br \/>\nSui temi internazionali le relazioni tra papa Francesco e il governo gialloverde divergono diametralmente. Su tutte, come detto, \u00e8 la <strong>questione migratoria<\/strong> a tener banco. Il pontificato di Bergoglio promuove una politica di apertura, di inclusione e di integrazione del prossimo, non compiendo certo l\u2019errore di ridurre alla sola Italia il governo del fenomeno. Come ha affermato anche il segretario di Stato <strong>Pietro Parolin<\/strong>, si tratta di una questione di carattere globale, per la quale dev\u2019essere l\u2019Europa unita a legiferare. Tratto distintivo, questo, della <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/vaticano-manifesto-geopolitica-spirito\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>&#8220;geopolitica dello spirito&#8221; <\/strong><\/a>del successore di Pietro,\u00a0che fa del multilateralismo il metro di valutazione con il quale misurare \u2013 e risolvere \u2013 le crisi internazionali.<\/p>\n<p>Alla base, vi \u00e8 un&#8217;incomprensione di fondo tra Chiesa cattolica ed esecutivo Lega-M5S. Tutto dipende da modi concettualmente antitetici di vedere la politica estera. In Italia, la politica internazionale non ha mai avuto grande risalto e, oggi, al tempo del sovranismo, ne ha ancor meno. Il governo del presidente del Consiglio Giuseppe Conte \u00e8 per sua essenza rivolto al proprio interno, impegnato costantemente nel guardarsi l\u2019ombelico.<\/p>\n<p>I dossier internazionali \u2013 dal <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-riconoscimento-governi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Venezuela<\/a> alla Libia, passando dalla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/italia-brexit-legame-non-scontato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brexit<\/a> al rapporto con Washington \u2013 hanno spazio marginale nelle dinamiche governative, contribuendo a isolare Roma fra i partner europei e internazionali. \u00a0Al contrario, la Santa Sede \u00e8 per sua natura \u2013 e in particolare dall\u2019elezione di papa Francesco in poi \u2013 votata all\u2019internazionalismo e, in particolare, alle periferie del mondo. Cosa del tutto normale per un impero transnazionale che conta pi\u00f9 di un miliardo di fedeli sparsi nel mondo.<\/p>\n<p><strong>Una collaborazione difficile sulla scena globale<\/strong><br \/>\nUna vocazione, quella vaticana, che l\u2019Italia spesso non ha saputo sfruttare. Il vettore petrino potrebbe essere un vero e proprio megafono per l\u2019azione internazionale del nostro Paese, che come media potenza dovrebbe approfittare di pi\u00f9 dei mezzi e del <em>soft power<\/em> che il Vaticano possiede.<\/p>\n<p>Per qualche anno, questa sinergia sembrava realizzabile, grazie alla presenza di personaggi come Andrea Riccardi, presidente della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, e di Mario Giro negli esecutivi da Mario Monti a Gentiloni. Oggi pi\u00f9 che mai, per\u00f2, la collaborazione diplomatica tra Vaticano e Italia nella dimensione internazionale risulta infattibile<\/p>\n<p><em>\u00a0Foto di copertina\u00a0\u00a9 Giuseppe Ciccia\/Pacific Press via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che i rapporti tra Italia e Vaticano non siano idilliaci non \u00e8 certo una novit\u00e0. N\u00e9, tantomeno, una scoperta. 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