{"id":73292,"date":"2019-03-10T22:31:14","date_gmt":"2019-03-10T21:31:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73292"},"modified":"2019-03-10T22:31:14","modified_gmt":"2019-03-10T21:31:14","slug":"isis-foreign-fighters-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/isis-foreign-fighters-ritorno\/","title":{"rendered":"Isis: perch\u00e9 i &#8216;Foreign Fighters&#8217; devono tornare in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Sin dall&#8217;inizio della rivolta siriana e in maniera pi\u00f9 evidente dalla proclamazione del sedicente Stato islamico (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/isis-lotta-allestremismo-linformazione\/\"><strong>Isis<\/strong><\/a>) nel giugno del 2014, tra i cinque ed i sei mila individui, in larga misura cittadini europei, hanno deciso di raggiungere la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/siria-alleanze-lotte-curdi\/\"><strong>Siria<\/strong><\/a> e l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/iraq-coabitazione-usa-iran\/\"><strong>Iraq<\/strong><\/a> principalmente per vivere (e combattere) nei territori controllati dell\u2019organizzazione iconicamente guidata da Abu Bakr al-Baghdadi. I Paesi pi\u00f9 esposti a questo fenomeno sono stati la Francia (2000 partenti circa), la Germania (960), il Regno Unito (850), il Belgio (500) e i Paesi Bassi (300). L\u2019Italia ha circa 135 <strong>foreign fighters<\/strong> presunti o riconosciuti.<\/p>\n<p>Da una prospettiva europea, al di l\u00e0 della questione prettamente semantica &#8211; ovverosia, l\u2019utilizzo del termine \u201cforeign fighter\u201d da parte degli operatori dei media e dei politici europei per descrivere il nucleo di cittadini continentali che hanno deciso di unirsi al sedicente Stato Islamico, quando per \u201cforeign\u201d si intende, di fatto, \u201c<em>belonging or connected to a country that is not your own<\/em>\u201d (Cambridge Dictionary<em>)<\/em> -, le sfide poste da questo fenomeno &#8211; non un unicum storico, ma tuttavia originale in termini quantitativi ed ideologici &#8211; sono molteplici.<\/p>\n<p><strong>L\u2019evoluzione del jihad<br \/>\n<\/strong>Comprendere le dinamiche legate alla radicalizzazione dell\u2019Islam, come affermato dallo studioso Gilles Kepel, in opposizione all\u2019islamizzazione della radicalit\u00e0, ipotesi difesa principalmente da Olivier Roy e Fran\u00e7ois Burgat, \u00e8 a tal proposito fondamentale. Troppo a lungo, nel tentativo di comprendere il contesto (pur essendo questo importante), si \u00e8 perso di vista l\u2019oggetto dell\u2019analisi: ossia, il salafismo. Una corrente teologica propria dell\u2019islam sunnita che si sintetizza in tre linee direttrici (quietista, politica e a carattere jihadista, ovvero, di immolazione violenta) che ne definiscono la ragione sociale e\/o politica in quanto elemento di rottura culturale \u2013 di \u201cfaglia\u201d alla Huntington (concetto, questo, da relativizzare) \u2013 rispetto, nel caso europeo, alla societ\u00e0 occidentale.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio quest\u2019ultima declinazione violenta, e le sue espressioni concrete nella realt\u00e0, ovvero le sue modalit\u00e0 di propagazione &#8211; carcere, legami familiari, luoghi di culto (di rado, e quasi sempre non ufficiali), internet, reti sociali &#8211; la cui comprensione pu\u00f2 ridurre la minaccia alla sicurezza dei Paesi europei; infatti, pi\u00f9 che una realt\u00e0 fattuale, i \u201clupi solitari\u201d rappresentano un mito mediatico.<\/p>\n<p>Pur riconoscendo la continuit\u00e0 storica del fenomeno jihadista transnazionale di oggigiorno rispetto alle esperienze passate, pur apprezzandone appieno le similitudini, si rischia di non tenere in considerazione i progressi dottrinali compiuti negli ultimi quindici anni dai dogmi salafiti-jihadisti \u2013 in breve, l\u2019architettura ideologica che si esplica in un condensato politico-religioso sul quale si fondano \u2013 con diverse varianti &#8211; le attivit\u00e0 di uno spettro di organizzazioni islamiste, tra le quali, <em>Daesh, cioe\u00e8 l&#8217;Isis,\u00a0<\/em>ed<em> al-Qaeda<\/em> in Yemen. \u00c8 proprio questo cambio di strategia a rappresentare una minaccia potenzialmente maggiore per i paesi europei rispetto al passato.<\/p>\n<p>Tentando di semplificare un concetto complesso come l\u2019evoluzione della dottrina strategica che i teorici jihadisti hanno sviluppato nel corso degli ultimi quattro decenni per dare ciclicamente nuova linfa al movimento (pu\u00f2 sembrare paradossale, ma gli attentati dell\u201911 settembre 2001 furono compiuti da<em> al-Qaeda <\/em>in un momento in cui il fascino delle organizzazioni jihadiste sunnite era decadente nel mondo musulmano; da qui, la necessit\u00e0 di dare nuovo vigore al movimento), oggi ci si trova verosimilmente alla fine della terza generazione del<strong> jihad<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La lezione di al-Suri alla generazione post-Osama<\/strong><br \/>\nUna generazione nata a seguito di quella di Osama <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2011\/05\/al-qaida-dopo-bin-laden\/\">Bin Laden<\/a>\u00a0<\/strong>e chiamata cos\u00ec proprio dal suo principale teorico \u2013 un ingegnere siriano con nazionalit\u00e0 spagnola, nome di guerra Abu Mus\u2019ab al-Suri, il quale, nel 2005, usufruendo dei mezzi di comunicazione concessi dalla modernit\u00e0 \u2013 il <em>World Wide Web <\/em>&#8211; mette in linea un testo dal titolo \u201cAppello alla Resistenza Islamica Mondiale\u201d. In questa riforma, l\u2019eredit\u00e0 di Bin Laden \u00e8 quella di aver dato l\u2019esempio: \u201csiamo tutti Osama bin Laden\u201d \u00e8 la frase che si pu\u00f2 sentire in qualche \u2013 non in tutti (!) &#8211; ambiente salafita.<\/p>\n<p>Criticando al-Qaeda per aver attaccato gli Stati Uniti \u2013 troppo potenti, troppo lontani-, egli traccia una parabola del jihad dell\u2019avvenire, il cui obiettivo principale \u00e8 l\u2019Europa (e gli europei) \u2013 \u201cventre molle\u201d dell\u2019Occidente \u2013 da colpire organizzandosi secondo un sistema non pi\u00f9 piramidale (come quello fatta proprio da al-Qaeda e dal suo principale ideologo, l\u2019egiziano Ayman al-Zawahiri), bens\u00ec tramite una struttura de-centralizzata \u2013 concentrica \u2013 ossia composta da anelli via via pi\u00f9 distanti dall\u2019epicentro \u2013 il nucleo guida \u2013 che funziona da collegio direttivo, ma non sempre da attivo reclutatore e finanziatore (come accadeva per al-Qaeda), per una serie di altre unit\u00e0 man mano pi\u00f9 dislocate, con le quali non \u00e8 necessario sussista un contatto diretto e\/o materiale, con l\u2019obiettivo di compiere attacchi spontanei nell&#8217;azione, ma non nell&#8217;intenzione.<\/p>\n<p>In sostanza, oltre a frammentare i meccanismi operativo-decisionali, al-Suri preconizza che l\u2019addestramento di eventuali reclute jihadiste sarebbe dovuto avvenire in zone limitrofe al Vecchio Continente, per colpirlo negli obiettivi pi\u00f9 vulnerabili \u2013 non pi\u00f9 solo \u201csimbolici\u201d come avvenne l\u201911 Settembre \u2013, tentando di trascinare le societ\u00e0 europee verso una polarizzazione di fatto e, in una elucubrazione avveniristica, verso una guerra civile, colpendo miscredenti, apostati, ebrei.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, gli attentati del 2015 contro Charlie Hebdo ed il supermercato della catena \u201cHyper Cacher\u201d, nonch\u00e9 l\u2019uccisione del poliziotto di fede musulmana \u201capostata\u201d Ahmed Merabet , compiuti da personaggi grotteschi quali i fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly sintetizzano da un lato, come la dottrina di al-Suri sia ancora presente nella teologia jihadista odierna; dall\u2019altro, che tutti i cittadini europei, di qualsiasi estrazione, sono un potenziale obiettivo.<\/p>\n<p><strong>Questa volta \u00e8 differente<br \/>\n<\/strong>Il capitale ideologico di cui si \u00e8 accennato, oltre ad essere ancora presente nelle reti jihadiste, \u00e8 pericoloso; esso delinea infatti una giustificazione ideologica (ed ideale) per l\u2019utilizzo della violenza. \u00a0La storia ci indica che l\u2019eredit\u00e0 intellettuale dei pensatori islamisti fondamentalisti\u2013 dal precursore del moderno salafismo-jihadista Sayyd Qutb ad Abu Musab al-Suri \u2013 \u00e8 difficile da cancellare; questa si pu\u00f2 tuttavia alleviare, e contrastare intelligentemente.<\/p>\n<p>Per questo, i Paesi europei dovrebbero rimpatriare i &#8216;foreign fighters&#8217; presenti nelle prigioni del proto-stato curdo e in Iraq ed evitare di rompere quel legame giuridico &#8211; la cittadinanza \u2013 con i combattenti jihadisti europei. \u00a0L\u2019esempio di Osama bin Laden, anch\u2019egli privato dal governo saudita di questa (1994), \u00e8 emblematico e dimostra il fallimento di tale politica.<\/p>\n<p>Scelta coraggiosa &#8211; impopolare &#8211; quella di rimpatriare i &#8216;foreign fighters&#8217;, i figli &#8216;perduti&#8217; europei, ma pi\u00f9 che mai necessaria per garantire, quanto possibile, la sicurezza del continente europeo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sin dall&#8217;inizio della rivolta siriana e in maniera pi\u00f9 evidente dalla proclamazione del sedicente Stato islamico (Isis) nel giugno del 2014, tra i cinque ed i sei mila individui, in larga misura cittadini europei, hanno deciso di raggiungere la Siria e l\u2019Iraq principalmente per vivere (e combattere) nei territori controllati dell\u2019organizzazione iconicamente guidata da Abu [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73293,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[652,436,1544,114],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73292"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73292"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73292\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73294,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73292\/revisions\/73294"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}