{"id":73299,"date":"2019-03-11T18:03:30","date_gmt":"2019-03-11T17:03:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73299"},"modified":"2019-03-14T06:02:34","modified_gmt":"2019-03-14T05:02:34","slug":"sierra-leone-sfruttamento-minorile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/sierra-leone-sfruttamento-minorile\/","title":{"rendered":"Sierra Leone: lotta a sfruttamento sessuale minorile"},"content":{"rendered":"<p>Un prete e una ragazza sono in cammino in Europa per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su una piaga che sta distruggendo la meglio giovent\u00f9 della <strong>Sierra Leone<\/strong>: la violenza e lo sfruttamento sessuale di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/09\/parita-di-genere-cooperazione-onu\/\">bambine e ragazze<\/a>. Tappe principali il Parlamento europeo a Bruxelles e la Santa Sede, dove li attende Papa Francesco.<\/p>\n<p>Lui \u00e8 don Jorge Crisafulli, missionario \u00a0in Africa dal 1994 e direttore della <strong><a href=\"https:\/\/donboscofambulsl.org\/\">Don Bosco Fambul<\/a><\/strong> di Freetown, lei \u00e8 Augusta, 22 anni, ex ragazza di strada e ora cuoca in procinto di aprire un piccolo ristorante. Raccontano storie strazianti di bimbe di 9 anni e anche meno gi\u00e0 colpite da malattie come la sifilide o l\u2019Aids a causa degli abusi subiti. I Salesiani stimano che circa in 2.500 si trovino in queste condizioni.<\/p>\n<p><strong>Violenza e sfruttamento sessuale, un&#8217;emergenza in Sierra Leone<\/strong><br \/>\nEppure, nella desolazione di una realt\u00e0 di abbandono e miseria, qualcosa si muove: \u201cIl nuovo presidente \u2013 dice speranzoso padre Jorge \u2013 ha dichiarato lo stupro emergenza nazionale, ha emanato una sua risoluzione perch\u00e9 gli ospedali prestino trattamento sanitario gratuito a tutte le vittime di violenza dando loro assistenza, medicine e un certificato medico\u00a0 utilizzabile in sede penale. Ha attivato un gruppo speciale di polizia, ha stabilito che per questo tipo di reati si proceda subito con processi per direttissima e ha dichiarato che d\u2019ora in poi chi \u00e8 colpevole di stupro non rischier\u00e0 dai 5 ai 15 anni di carcere, ma l\u2019ergastolo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIo e Augusta siamo stati in 12 citt\u00e0 della Spagna, a Malta e Vienna non per promuovere il nome di don Bosco, ma &#8211; aggiunge &#8211;\u00a0 per aiutare la Sierra Leone in questo momento di cambiamento\u201d. La grande sfida del neopresidente Julius Maada <strong>Bio<\/strong>, infatti, \u00e8 nella ricostruzione economica del Paese. Un Paese devastato dalla guerra civile, poi dall\u2019epidemia di ebola e, nell\u2019agosto dell\u2019anno scorso, da un\u2019inondazione che ha causato almeno mille morti. In quell\u2019occasione la Cei intervenne a denunciare le responsabilit\u00e0 politiche del dissesto idrogeologico.<\/p>\n<p><strong>La necessit\u00e0 di costruire un&#8217;alternativa per i giovani<\/strong><br \/>\n\u201cLa miseria \u2013 insiste padre Jorge \u2013 \u00e8 all\u2019origine della prostituzione minorile. L\u201980% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Per un incontro sessuale con protezione alla ragazzina va l\u2019equivalente di 50 centesimi di euro, senza protezione un euro. Per loro arrivare a racimolare cinque euro a notte \u00e8 gi\u00e0 tanto. Alcune riescono persino ad avere fino a 10 rapporti a notte, assumendo dei calmanti a base di droghe per non sentire dolore. Un giorno, per\u00f2, una giovane uscita da quell\u2019inferno, dopo aver aperto un negozio da parrucchiera ci ha detto quanto fosse stata stupida ad accontentarsi di quei pochi soldi, quando facendo la parrucchiera ne guadagna cinque volte tanto. Bisogna dare loro un\u2019alternativa, fare capire che \u00e8 possibile, dare speranza\u201d.<\/p>\n<p>La Sierra Leone \u00e8 una terra giovanissima: l\u2019et\u00e0 media \u00e8 di 25 anni, ma l\u2019aspettativa di vita \u00e8 di 50 anni per le donne, 47 per gli uomini. Giovent\u00f9 bruciata se non muteranno le politiche economiche e sociali, se la grande risorsa mineraria continuer\u00e0 a essere depredata da potenze straniere, se il governo non punter\u00e0 sullo sviluppo, non ultimo quello culturale, a partire dalla scuola. E la risorsa principale sono i giovani. \u201cLe giovani, le bambine \u2013 sottolinea padre Jorge \u2013 che quando noi incontriamo hanno gi\u00e0 sofferto ogni tipo di abuso, di mutilazione genitale, inserite nel traffico della prostituzione. Sono ragazzine vulnerabili, chiunque pu\u00f2 avvicinarle per strada, convincerle a fare qualsiasi cosa. Sicuramente una parte viene costretta a espatriare entrando nel traffico internazionale\u201d.<\/p>\n<p><strong>Il progetto antiviolenza dei salesiani a Freetown<\/strong><br \/>\n\u201cDopo la guerra e l\u2019epidemia, buona parte dei giovani \u00e8 rimasta totalmente abbandonata, indifesa. Abbiamo scoperto quanto fosse terribilmente diffusa la prostituzione minorile mentre cercavamo i bambini che vagavano per le strade della capitale. Siamo diventati una Chiesa in uscita, come ci chiede Papa Francesco, specialmente di notte\u201d. Tutto \u00e8 iniziato regalando peluche. Era la prima volta che il missionario Crisafulli, nonostante la sua lunga esperienza tra gli emarginati, si avvicinava a un gruppo di adolescenti mentre venivano adescate da alcuni uomini. Le invit\u00f2 a recarsi il giorno dopo nella sede missionaria per mangiare un piatto di riso e sottoporsi a una visita medica. Quando loro andarono, padre Jorge porse loro anche alcuni pupazzi.<\/p>\n<p>\u201cCominciarono a giocare, a ridere. In quel momento compresi a pieno che erano bambine. Pensavano come bambine, quindi dovevamo partire da l\u00ec recuperando i sogni delle bambine, dell\u2019infanzia che avevano perduto. Quando attraversiamo le strade di Freetown con il nostro pullman, partendo ogni sera alle 18, non offriamo loro nulla di speciale: da mangiare, da vestire, un tetto, la possibilit\u00e0 di studiare e di imparare un mestiere\u201d.<\/p>\n<p>Il \u201cnulla di speciale\u201d si trova nel centro Don Bosco Fambul, nel cuore di Freetown: dal settembre 2016, quando \u00e8 stato avviato il progetto, sono state 356 le ragazzine tolte dai marciapiedi. \u201cOtto di loro \u2013 precisa amareggiato don Jorge \u2013 sono ritornate alla vita di prima\u201d. \u201cDa quando sono alla Fambul \u2013 testimonia Augusta \u2013 la mia esistenza \u00e8 cambiata. In questo momento sto insegnando cucina alle nuove arrivate nel centro, ma presto mi metter\u00f2 in proprio\u201d.<\/p>\n<p>Le ultime statistiche della polizia hanno registrato in Sierra Leone 4.750 stupri nel 2017, 8.505 nel 2018; tre quarti di questi erano a danno di bambine e ragazze sotto i 15 anni. Ogni mese 150 di loro restano incinte. Due mesi fa, la moglie del presidente, Fatima Bio, ha lanciato l\u2019iniziativa <strong><a href=\"https:\/\/statehouse.gov.sl\/remarks-by-his-excellency-president-julius-maada-bio-on-the-occasion-of-the-launch-of-the-flagship-programme-of-the-first-lady-hands-off-our-girls-14-december-2018-2\/\">Ne touchez pas \u00e0 nos filles<\/a><\/strong> assieme alle first lady di Liberia, Niger, Ghana, Chad, Gambia. Il giorno dopo, una manifestazione con centinaia di partecipanti ha portato il problema nelle piazze di Freetown. Ma le baraccopoli della citt\u00e0 sono ancora l\u00ec a mostrare la realt\u00e0 di un Paese che fa fatica a liberarsi dalle nuove, anzi vecchie, schiavit\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un prete e una ragazza sono in cammino in Europa per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su una piaga che sta distruggendo la meglio giovent\u00f9 della Sierra Leone: la violenza e lo sfruttamento sessuale di bambine e ragazze. Tappe principali il Parlamento europeo a Bruxelles e la Santa Sede, dove li attende Papa Francesco. 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