{"id":73318,"date":"2019-03-12T00:38:32","date_gmt":"2019-03-11T23:38:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73318"},"modified":"2019-03-15T09:35:52","modified_gmt":"2019-03-15T08:35:52","slug":"haiti-rivolte-piazza-corruzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/haiti-rivolte-piazza-corruzione\/","title":{"rendered":"Haiti: rivolte di piazza contro la corruzione"},"content":{"rendered":"<p>Un terremoto catastrofico che nel 2010 ha causato pi\u00f9 di 200 mila morti. Un&#8217;epidemia di colera micidiale che ha contagiato circa 500 mila persone, uccidendone pi\u00f9 di 9 mila. Le devastazioni e le vittime dell&#8217;uragano Matthew nel 2016. La siccit\u00e0 che per anni ha contribuito ad aggravare insicurezza alimentare e malnutrizione. Ma anche l&#8217;instabilit\u00e0 politica che ha segnato la sofferta storia democratica haitiana dopo la fuga del presidente Jean Claude Duvalier nel 1986. I colpi di Stato del 1981 e poi del 2004 che decisero la duplice deposizione dell&#8217;ex presidente Jean-Bertrande Aristide. Gli interventi e la presenza militare statunitense.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo e la natura sembrano essersi accaniti contro il piccolo Stato caraibico di <strong>Haiti<\/strong> negli ultimi quarant&#8217;anni. Ed oggi l&#8217;ex colonia francese deve fare i conti con le proteste degli oppositori del presidente <strong>Jovenel Mo\u00efse<\/strong>, culminate con gli scontri tra manifestanti e polizia che avrebbero provocato circa una decina di vittime. Numero che secondo fonti dell&#8217;opposizione potrebbe arrivare anche a 50.<\/p>\n<p><strong>Lo scandalo Petrocaribe<\/strong><br \/>\nDopo le manifestazioni che nel 2016 infiammarono la presidenza di Michel Martelly al termine del suo mandato, oggi la situazione politica haitiana torna ad essere dominata da forti tensioni. \u00a0A febbraio, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza e nelle strade della capitale e di altre citt\u00e0 del Paese per chiedere le dimissioni del presidente Mo\u00efse. Ad innescare le proteste un caso di corruzione e malversazione che coinvolgerebbe il presidente ed il precedente governo.<\/p>\n<p>I manifestanti pretendono infatti che si svolga un&#8217;indagine sull&#8217;utilizzo di 3.800 milioni di dollari che Haiti avrebbe ricevuto in quanto membro del programma <strong>Petrocaribe<\/strong>, organizzazione internazionale di mutua assistenza fondata nel 2005 dall&#8217;ex presidente venezuelano Hugo Ch\u00e1vez con alcuni paesi dei Caraibi.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;organizzazione sarebbe l&#8217;acquisizione da parte dei Paesi caraibici di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-presidenti-scacchiera-internazionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">petrolio venezuelano<\/a> a prezzi preferenziali. L&#8217;accordo si proponeva sin dal principio l&#8217;eliminazione di intermediari per la compravendita del greggio, favorendo enti diretti dai governi. Jovenel Mo\u00efse sarebbe accusato di aver preso parte al meccanismo di corruzione che avrebbe favorito l&#8217;appropriazione indebita dei fondi di Petrocaribe durante la presidenza del suo predecessore.<\/p>\n<p>Nei giorni precedenti le proteste, la Corte dei Conti haitiana aveva reso note delle revisioni secondo le quali risultano delle irregolarit\u00e0 nella gestione del denaro di Petrocaribe tra il 2008 ed il 2016 che coinvolgerebbero 15 tra ex ministri e attuali funzionari. Tra gli enti implicati nello scandalo per il tribunale ci sarebbe anche un&#8217;impresa gestita da Mo\u00efse prima di ottenere il mandato presidenziale. Le verifiche dimostrerebbero poi che i fondi ottenuti da Petrocaribe per la realizzazione di infrastrutture, progetti economici e sociali sarebbero stati dirottati per la realizzazione di opere rimaste inconcluse.<\/p>\n<p><strong>Dalla contestazione agli scontri<\/strong><br \/>\nLa difficilissima situazione economica e sociale in cui il Paese caraibico versa da ormai diversi anni ha favorito l&#8217;immediata <strong>radicalizzazione delle proteste<\/strong> che si sono trasformate in vere e proprie rivolte. Lo scandalo destabilizza la posizione gi\u00e0 debole del presidente Mo\u00efse agli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Candidato del \u201cPartito Haitiano delle Teste Rasate\u201d,\u00a0 Mo\u00efse era stato eletto una prima volta nel 2015, ma la vittoria era stata contestata ed annullata per brogli ed irregolarit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale mandato \u00e8 stato invece assegnato a seguito delle elezioni del 2016, vinte con 590 mila voti ed un&#8217;affluenza pari a un misero 20% della popolazione in una situazione di assoluta emergenza per i danni provocati poche settimane prima dall&#8217;uragano Matthew.<\/p>\n<p>Nonostante le condizioni particolari in cui si tennero le operazioni di voto, per\u00f2, i risultati furono confermati e Mo\u00efse ottenne la presidenza del Paese.<\/p>\n<p>Fino ad ora, per\u00f2, la crisi di Haiti non sembra essere una priorit\u00e0 nell&#8217;agenda della comunit\u00e0 internazionale. I riflettori politici e mediatici restano quasi esclusivamente puntati sul Venezuela. La <strong>Comunit\u00e0 Caraibica<\/strong> (Caricom) ha espresso la propria preoccupazione per la perdita di vite umane al culmine degli scontri tra i manifestanti e le forze governative. Mentre Stati Uniti e Canada hanno emesso allerta di viaggio raccomandando ai propri cittadini di non recarsi ad Haiti alla luce degli ultimi sviluppi.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo delle Nazioni Unite<\/strong><br \/>\nPort-au-Prince rappresenta per le organizzazioni internazionali, ed in particolare per l&#8217;<strong>Onu<\/strong>, un vero e proprio campo minato. La missione Minustah &#8211; Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite ad Haiti &#8211; promossa dal Consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro nel 2004 e conclusasi nel 2017, avente come obiettivo una transizione democratica del Paese dopo la destituzione del presidente Aristide &#8211; non ha sortito alcun effetto positivo. Anzi, si potrebbe dire il contrario.<\/p>\n<p><em>Peacekeeper<\/em> dello Sri Lanka sono stati coinvolti in uno scandalo di prostituzione minorile e i caschi blu sarebbero stati responsabili della diffusione dell&#8217;epidemia di colera che dal 2010 ha portato alla morte di circa 9 mila persone. L&#8217;1 dicembre 2017 l&#8217;allora segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ammise pubblicamente per la prima volta il ruolo del contingente Onu nella diffusione dell&#8217;epidemia. Il primo caso di colera era stato infatti causato a Mirebalais nel 2010 dall&#8217;acqua di scarico di un accampamento dell&#8217;Onu &#8211; dove risiedevano 454 caschi blu arrivati dal Nepal &#8211; che defluiva nel fiume Meille, usato dagli abitanti del centro haitiano per lavarsi.<\/p>\n<p>Se il ruolo dell&#8217;Onu ad Haiti in passato \u00e8 stato disastroso, \u00e8 per\u00f2 legittimo chiedersi quale possa essere per il futuro del Paese. Dall&#8217;ottobre 2017, infatti, l&#8217;Onu promuove nello Stato caraibico una nuova missione, la Minujusth, di cui fanno parte 1.300 agenti di polizia internazionale e 350 civili che hanno il compito di sviluppare la polizia locale, promuovere una riforma del sistema giudiziario e favorire il rispetto dei diritti umani.<\/p>\n<p>Il mandato sembra difficilissimo se si guarda al passato ed al presente dell&#8217;Onu nel Paese. E in particolare, se si considera che ad oggi Haiti \u00e8 il Paese pi\u00f9 povero dell&#8217;emisfero occidentale, con l&#8217;indice di sviluppo umano pi\u00f9 basso del continente americano. La rinascita per Haiti sembra ancora una possibilit\u00e0 lontanissima. E, aspetto ancora pi\u00f9 grave, sembra difficile trovare dei compromessi e delle soluzioni risolutive per le gravi condizioni che pesano sul popolo haitiano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un terremoto catastrofico che nel 2010 ha causato pi\u00f9 di 200 mila morti. 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