{"id":73386,"date":"2019-03-19T00:07:18","date_gmt":"2019-03-18T23:07:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73386"},"modified":"2019-03-19T16:43:22","modified_gmt":"2019-03-19T15:43:22","slug":"xi-a-roma-litalia-indebolisce-se-stessa-e-lue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-a-roma-litalia-indebolisce-se-stessa-e-lue\/","title":{"rendered":"Xi a Roma: l\u2019Italia indebolisce se stessa e l\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Con la visita imminente del presidente cinese <strong>Xi Jinping<\/strong>, l\u2019<strong>Italia<\/strong> si prepara a firmare un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/italia-cina-visita-xi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Memorandum d\u2019intesa<\/a> con la <strong>Cina<\/strong> che sigla l\u2019adesione ufficiale del Paese alla <em>Belt and Road Initiative<\/em> (Bri), la Nuova Via della Seta di Pechino. Mentre le critiche del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca verso la scelta dell\u2019Italia di concludere l\u2019accordo hanno innescato un dibattito politico acceso, non si \u00e8 discusso altrettanto di come l\u2019avvicinamento tra Roma e Pechino influir\u00e0 sui rapporti tra il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-italia-sovranista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">governo italiano<\/a> e l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>, nonch\u00e9 sulla politica estera dell\u2019Europa nei confronti della Cina. Allontanandosi dall\u2019Europa per avvicinarsi a Pechino, l\u2019Italia indebolisce se stessa e l\u2019Ue.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa si attrezza per affrontare Pechino<\/strong><br \/>\nAl momento, Ue e Italia vanno in due direzioni opposte sulla strategia da adottare per confrontarsi con la Cina. L\u2019Ue si prepara ad affrontare \u201cla crescente percezione in Europa che l\u2019equilibrio tra sfide e opportunit\u00e0 presentate dalla Cina sia cambiato\u201d, come delineato nell\u2019ultimo <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/publications\/eu-china-strategic-outlook-commission-contribution-european-council-21-22-march-2019_it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u201c<strong>Outlook strategico\u201d<\/strong><\/a> che dovrebbe essere adottato dal Consiglio europeo il 21 marzo. Da tempo, l\u2019Ue si \u00e8 resa conto che l\u2019ascesa economica della Cina ha dei risvolti politici, e si sta attrezzando per meglio rispondere alle ambizioni geopolitiche di Pechino.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, d\u2019altro canto, sembra invece continuare a guardare alla Cina come un attore prettamente economico, senza considerare l\u2019impatto che la politica estera e commerciale cinesi hanno sugli interessi italiani ed europei. Sottovalutando i rischi che l\u2019avvicinamento politico a Pechino comporta, la <strong>\u201cTask Force Cina\u201d<\/strong> del ministero dello Sviluppo economico (Mise), guidata dal sottosegretario Michele Geraci e dal vicepremier Luigi Di Maio, promuove <strong>legami pi\u00f9 stretti<\/strong> con il governo cinese nella speranza di ottenere in cambio <strong>accesso privilegiato a opportunit\u00e0 economiche<\/strong>. La firma fortemente simbolica di un Memorandum d\u2019intesa sulla \u201cBelt and Road Initiative\u201d fa parte di questa \u201cstrategia\u201d promossa dalla Task Force.<\/p>\n<p><strong>A rischio la politica estera europea verso la Cina<\/strong><br \/>\nL\u2019Outlook strategico dell\u2019Ue riflette anche sul fatto che per affrontare le sfide poste dalla Cina sia necessaria <strong>la comunione di intenti dell\u2019Unione e dei suoi Stati membri<\/strong>. Questa riflessione nasce dalla consapevolezza che da soli, l\u2019Ue o qualsiasi Paese europeo, non hanno il peso economico e politico necessario per confrontarsi con Pechino. Cos\u00ec come negli ultimi anni economie in difficolt\u00e0 come la <strong>Grecia<\/strong>, o Paesi vicini politicamente a Pechino come l\u2019<strong>Ungheria<\/strong>, hanno talvolta bloccato azioni unitarie Ue verso la Cina su violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale per non irritare il governo di Pechino, ora l\u2019Italia \u2013 che a detta del sottosegretario Geraci mira a diventare \u201cil principale partner politico ed economico della Cina in Europa\u201d \u2013 rischia di indebolire le politiche europee sulla Cina.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ancora che il framework per la cooperazione tra Cina e Paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est \u201c16+1\u201d, spesso definito come il &#8220;cavallo di Troia&#8221; cinese in Europa, la vicinanza Roma-Pechino, sigillata dalla firma solenne di un Memorandum sulla \u201cBelt and Road Initiative\u201d, mette a rischio la coesione europea con l\u2019influenza che l\u2019Italia \u2013 membro del G7, Paese fondatore dell\u2019Ue e terza economia dell\u2019Eurozona \u2013 pu\u00f2 esercitare a Bruxelles. Un assaggio di questi rischi l\u2019Ue l\u2019ha gi\u00e0 avuto durante i negoziati per la creazione di un meccanismo di screening degli investimenti stranieri, che il governo italiano precedente aveva patrocinato insieme a Francia e Germania per difendersi da investimenti predatori cinesi. Nel voto finale per l\u2019entrata in vigore del meccanismo, sostenuto da tutti i Paesi Ue, solo Italia e Regno Unito si sono astenute. Sulla stessa \u201cBelt and Road Initiative\u201d, l\u2019ambasciatore italiano a Pechino aveva firmato assieme ad altri 26 capi di missione europei (escluso l\u2019ambasciatore ungherese) a febbraio del 2018 un report critico dell\u2019iniziativa, affermando che, lungi dall\u2019essere una situazione \u201cwin-win\u201d, questa promuove quasi esclusivamente gli interessi delle aziende cinesi.<\/p>\n<p><strong>La necessit\u00e0 di una strategia di lungo termine <\/strong><br \/>\nAnzich\u00e9 puntare sul fatto che rapporti politici pi\u00f9 stretti con Pechino &#8211; simboleggiati dall\u2019adesione ufficiale alla Nuova Via della Seta &#8211; possano trasformarsi in vantaggi economici, l\u2019Italia dovrebbe elaborare una strategia a lungo termine nei confronti della Cina che integri l\u2019<strong>analisi delle opportunit\u00e0 economiche<\/strong> con una <strong>valutazione dei rischi<\/strong>, economici e politici. L\u2019idea di una partnership sullo stesso livello con Pechino non \u00e8 realistica. In varie occasioni, la Cina \u00e8 ricorsa a ritorsioni economiche contro Paesi europei e altre democrazie che non si sono allineate alle sue posizioni politiche.<\/p>\n<p>Se non altro, i dibattiti accesi che stanno avendo luogo in preparazione alla visita di Stato del presidente Xi Jinping hanno messo in luce le implicazioni geopolitiche del rapporto con Pechino, dando la possibilit\u00e0 a un dibattito pubblico sulla Cina &#8211; non solo economico, ma anche politico e strategico &#8211; di affermarsi in Italia. Questo dibattito potrebbe confluire nell\u2019elaborazione di una <strong>strategia di lungo termine<\/strong>. Per cominciare, lavorando internamente per rilanciare la competitivit\u00e0 dell\u2019industria italiana, e nel frattempo spingere insieme ai partner europei perch\u00e9 la Cina apra di pi\u00f9 i suoi mercati, l\u2019Italia avrebbe pi\u00f9 chance di assicurarsi risultati economici duraturi, proteggendosi dalla crescente assertivit\u00e0 cinese nei rapporti bilaterali.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Wiktor Dabkowski\/DPA via ZUMA Press<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la visita imminente del presidente cinese Xi Jinping, l\u2019Italia si prepara a firmare un Memorandum d\u2019intesa con la Cina che sigla l\u2019adesione ufficiale del Paese alla Belt and Road Initiative (Bri), la Nuova Via della Seta di Pechino. 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