{"id":73398,"date":"2019-03-19T08:17:16","date_gmt":"2019-03-19T07:17:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73398"},"modified":"2019-03-19T08:17:16","modified_gmt":"2019-03-19T07:17:16","slug":"orban-ppe-fidesz-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/orban-ppe-fidesz-destino\/","title":{"rendered":"Ue\/Ungheria: il Ppe decide il destino del Fidesz di Orb\u00e1n"},"content":{"rendered":"<p>Il premier ungherese Viktor <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/ungheria-orban-elezioni-europee\/\"><strong>Orb\u00e1n<\/strong><\/a> fa mostra di non volere rinunciare alle sue battaglie nel confronto con il Partito popolare europeo, il <a href=\"https:\/\/www.eppgroup.eu\/it\/\"><strong>Ppe<\/strong>.<\/a> Orban si scusa per l\u2019appellativo \u201cutili idioti\u201d da lui utilizzato in un\u2019intervista rilasciata di recente alla Welt am Sonntag, riferendosi agli esponenti del Ppe favorevoli all&#8217;espulsione del suo partito <strong>Fidesz<\/strong>. Il premier spiega di avere fatto ricorso a una citazione di Lenin per criticare una certa politica e non certi politici.<\/p>\n<p><strong>Scuse non sufficienti e divergenze persistenti<\/strong><br \/>\nLe scuse, quindi, ci sono state, ma non appaiono sufficienti a smorzare le tensioni esistenti tra Ppe e Fidesz, che rischia l\u2019espulsione dal novero dei popolari europei per la politica portata avanti dal governo ungherese di cui \u00e8 partito guida. Orban riconosce che le divergenze esistenti su temi come migranti, preservazione della cultura cristiana e futuro dell\u2019Europa non sono un mistero. Divergenze che non sembrano facilmente superabili, anche per ammissione del candidato del Ppe alla presidenza della Commissione europea, il tedesco bavarese Manfred <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/ue-spitzenkandidat-democratizzazione\/\">Weber<\/a>, che, pure, non considera le scuse del premier ungherese sufficienti a ripristinare la fiducia verso il Fidesz e i suoi dirigenti.<\/p>\n<p><strong>Europeismo vs sovranismo e punti di attrito<\/strong><br \/>\nIl Ppe deve prendere una decisione mercoled\u00ec 20 marzo sulla posizione del partito leader dell\u2019esecutivo magiaro: i popolari europei chiedono a Orb\u00e1n di stabilire quale direzione prendere a titolo definitivo, se compatibile con i valori condivisi dai popolari europei o in senso contrario. L\u2019europeismo del Ppe e il cosiddetto sovranismo di Fidesz appaiono due agende inconciliabili; finora le parti sono riuscite a stabilire dei compromessi ma da un po\u2019 di tempo a questa parte la convivenza \u00e8 diventata particolarmente problematica.<\/p>\n<p>I popolari europei avevano posto tre condizioni: le scuse; la fine della campagna anti-europea con i manifesti recanti i volti di George Soros e Jean-Claude Juncker in giro per citt\u00e0 e strade del Paese; e la permanenza a Budapest della Central European University, la Ceu, di Soros. Qualcosa sembra si sia ottenuto rispetto ai primi due punti; sul terzo, Weber ha offerto una sponda menzionando la possibilit\u00e0 che la Baviera ospiti alcuni corsi della Ceu.<\/p>\n<p><strong>Margini di incertezza e possibili alternative<\/strong><br \/>\nAl di l\u00e0 di tutto questo, per\u00f2, la situazione del Fidesz nel Ppe appare precaria. Non \u00e8 comunque detta l\u2019ultima parola. Bisogna, infatti, fare i conti con le dinamiche che si inseriranno in questi giorni nel dibattito interno ai popolari europei o l\u2019insorgere di possibili tendenze atte a evitare situazioni divisorie, anche nella prospettiva delle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/parlamento-europeo-elezioni-populismo\/\">elezioni europee<\/a> del prossimo maggio.<\/p>\n<p>Orb\u00e1n sottolinea, dal canto suo, le differenze esistenti fra il Ppe e il suo partito, ma non bisogna dimenticare l\u2019opportunismo politico che lo caratterizza. Il sogno da lui accarezzato sarebbe quello di riformare il Partito popolare europeo in senso conservatore e nazionalista, ma il suo intuito di uomo politico attento alle convenienze dovrebbe consentirgli di verificare la fattibilit\u00e0 di tale operazione che sembrerebbe attualmente tutt\u2019altro che semplice.<\/p>\n<p>Ci sono comunque voci secondo le quali Orb\u00e1n starebbe riflettendo anche su collocazioni alternative al Ppe per il suo Fidesz e sarebbe propenso a discutere con il partito governativo polacco <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/10\/polonia-sfida-bruxelles\/\">Diritto e Giustizia<\/a> (PiS), in caso di espulsione dai popolari europei. Per sua ammissione, il premier preferirebbe restare nel Ppe, ma se ci\u00f2 non fosse possibile troverebbe nel PiS, sempre secondo le sue affermazioni, l\u2019interlocutore preferenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il premier ungherese Viktor Orb\u00e1n fa mostra di non volere rinunciare alle sue battaglie nel confronto con il Partito popolare europeo, il Ppe. Orban si scusa per l\u2019appellativo \u201cutili idioti\u201d da lui utilizzato in un\u2019intervista rilasciata di recente alla Welt am Sonntag, riferendosi agli esponenti del Ppe favorevoli all&#8217;espulsione del suo partito Fidesz. 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