{"id":73401,"date":"2019-03-18T23:12:04","date_gmt":"2019-03-18T22:12:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73401"},"modified":"2019-03-22T11:42:44","modified_gmt":"2019-03-22T10:42:44","slug":"brexit-ue-regno-unito-rinvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/brexit-ue-regno-unito-rinvio\/","title":{"rendered":"Brexit: s\u00ec al rinvio, ma la palla passa all\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 due senza tre per Theresa <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brexit-may-nebbia-accordo\/\"><strong>May<\/strong><\/a>. E intanto la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/08\/ue-gb-brexit-soft\/\"><strong>Brexit<\/strong><\/a> rischia il\u00a0<strong>rinvio<\/strong> a giugno. Andando con ordine, nel giro di 72 ore, la Camera dei Comuni ha infatti sancito la bocciatura bis dell\u2019intesa raggiunta dalla premier con l&#8217;Ue, respinto e approvato rispettivamente l\u2019emendamento per un secondo referendum e quello per evitare in ogni caso un\u2019uscita senza accordo, concesso un\u2019ultima chance al primo ministro.<\/p>\n<p>Voti che mettono in luce, da un lato, la ferma volont\u00e0 di uscire dall\u2019Unione e, dall\u2019altro, la paura di Londra del &#8216;no deal, l&#8217;uscita senza accordo. A colpi di emendamenti a catena, \u00e8 stata cos\u00ec tracciata la linea dell\u2019esecutivo per il futuro prossimo e la strada del Paese a lungo termine. Questa tregua \u00e8 per\u00f2 insufficiente a placare le tensioni interne al Regno, specie quelle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/brexit-irlanda-pace-confine\/\">sul confine irlandese<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Via libera all\u2019estensione dell\u2019art. 50<br \/>\n<\/strong>Sul fronte europeo, ancor pi\u00f9 del terzo tentativo di ratifica strappato dalla May, che pare per\u00f2 destinato a non concretizzarsi, appare significativo il via libera di Westminster alla richiesta di rinvio breve della Brexit in caso di approvazione del Withdrawal Agreement. Salta dunque la data del 29 marzo e si fa avanti quella del 30 giugno, dopo le elezioni europee di fine maggio.<\/p>\n<p>Si tratterebbe di un semplice posticipo necessario a garantire i tempi tecnici per la ratifica dell\u2019accordo da parte del Parlamento europeo uscente. La neo-eletta Assemblea, priva dei suoi rappresentanti britannici, dovrebbe infatti insediarsi ai primi di luglio. Tuttavia, non c\u2019\u00e8 niente di automatico.<\/p>\n<p>L\u2019estensione dell\u2019art. 50 del Trattato di Lisbona &#8211; quello che regolamenta la procedura di uscita di uno stato dall\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brexit-accordo-rilancio-ue\/\"><strong>Ue<\/strong><\/a> &#8211; deve essere accettata all&#8217;unanimit\u00e0 dai 27 Paesi membri dell\u2019Unione europea: quindi, al Consiglio europeo del 21 e 22 marzo si voter\u00e0 sul rinvio voluto da Londra. Si terr\u00e0 conto della durata della dilazione proposta e delle mosse concrete che la May intende fare. E su questo aspetto i leader europei non hanno nascosto il loro scetticismo, nonch\u00e9 una certa irritazione. Qualora tutto filasse liscio, dal 1\u00b0 luglio il Regno Unito potr\u00e0 dirsi effettivamente fuori dall\u2019Unione.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 intricati gli scenari che si aprirebbero nell&#8217;eventualit\u00e0 in cui l\u2019accordo venisse di nuovo respinto dalla Camera, quando gli sar\u00e0 sottoposto. La dilazione dei tempi sarebbe pi\u00f9 lunga e in quel caso la Gran Bretagna sarebbe tenuta a partecipare alle elezioni europee. Questa \u00e8 l\u2019unica clausola posta dai Paesi dell\u2019Unione ai quali spetta pur sempre l\u2019ultima parola. Sebbene il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk si sia mostrato piuttosto accondiscendente sulle richieste d\u2019Oltremanica, l\u2019inconcludente tira e molla degli ultimi due anni costituisce un grosso ostacolo a concedere un\u2019estensione pi\u00f9 sostanziosa.<\/p>\n<p><strong>Le altre strade possibili<br \/>\n<\/strong>Legalmente non esistono vincoli in merito al numero di proroghe o al prolungamento delle scadenze, fermo restando che per l\u2019intera durata della fase negoziale rinnovata il Regno Unito continuer\u00e0 a essere un membro effettivo dell\u2019Ue, con tutti gli obblighi e i privilegi che ne derivano. Se il rinvio dell\u2019uscita, breve o lungo che sia, dovesse essere respinto dai membri dell\u2019Unione, il 29 marzo verrebbe confermato come data del divorzio.<\/p>\n<p>A opporsi a un spostamento lungo della Brexit sono poi i nord-irlandesi del Partito Democratico Unionista, stampella fondamentale del governo May, i quali premono per mettere fine il prima possibile al caos che sta corrodendo il Paese. Nonostante negli ultimi giorni sembri esserci stato un certo riallineamento con le posizioni dei tories radicali, resta irrisolto infatti il capitolo backstop, il tanto discusso meccanismo atto a mantenere un confine aperto tra <strong>Eire<\/strong> e <strong>Ulster<\/strong> nel pieno rispetto dell\u2019Accordo del Venerd\u00ec Santo.<\/p>\n<p>I deputati del Dup hanno pertanto riaffermato la volont\u00e0 di votare contro qualsiasi accordo che non chiarisca il funzionamento della clausola, soprattutto in merito alla possibilit\u00e0 di recedervi in modo unilaterale, e che non garantisca loro le giuste assicurazioni legali sulla parit\u00e0 di trattamento con gli altri &#8216;regni&#8217; dell\u2019isola maggiore. Bench\u00e9 la premier sia stata privata di uno strumento di minaccia di cui ha fatto abbondante uso &#8211; il &#8216;no deal&#8217; &#8211; per fare approvare il suo accordo, l\u2019unico al momento sul tavolo, non vi \u00e8 di fatto alcuna certezza sulla possibilit\u00e0 di procedere a un divorzio ordinato.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Ulster teme una nuova militarizzazione<br \/>\n<\/strong>La tensione in Irlanda del Nord intanto resta alle stelle. Due nuovi episodi di carattere paramilitare lo scorso 8 marzo hanno fatto riaccendere la paura. Quasi simultaneamente, a Derry e a Belfast due uomini sono stati raggiunti alle gambe da alcuni colpi di pistola e lo stesso \u00e8 accaduto all&#8217;inizio di febbraio sempre a Derry. Azioni che puntano a restaurare un clima di terrore nel Paese da parte di gruppi isolati miranti a esercitare un controllo coercitivo sulla comunit\u00e0. Il timore perci\u00f2 \u00e8 che le organizzazioni paramilitari che avevano dichiarato il cessate il fuoco negliAanni Novanta, rimaste attive nell\u2019ombra negli ultimi vent\u2019anni, possano risvegliarsi e si debba tornare a militarizzare il confine.<\/p>\n<p>Permangono anche le preoccupazioni sul fronte economico da parte del mondo imprenditoriale. Una cinquantina di aziende ha sottoscritto all\u2019inizio del mese una lettera aperta rivolta al Parlamento mettendolo in guardia sul rallentamento in corso dell\u2019economia nord-irlandese, sui danni riportati dalle piccole imprese e sul venir meno degli investimenti vista l\u2019incertezza della situazione.<\/p>\n<p>Alcuni cittadini di Belfast hanno infatti affermato che per quanto il divorzio dall\u2019Unione non sia ancora ufficiale, nei fatti \u00e8 come se la Brexit ci sia gi\u00e0. E con un Parlamento sospeso da pi\u00f9 di due anni, dopo le dimissioni del vice-premier Martin McGuinness per divergenze con l\u2019allora primo ministro Arlene Foster, oggi leader del Dup, \u00e8 chiaro che in Irlanda del Nord non resti altro che navigare a vista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 due senza tre per Theresa May. E intanto la Brexit rischia il\u00a0rinvio a giugno. Andando con ordine, nel giro di 72 ore, la Camera dei Comuni ha infatti sancito la bocciatura bis dell\u2019intesa raggiunta dalla premier con l&#8217;Ue, respinto e approvato rispettivamente l\u2019emendamento per un secondo referendum e quello per evitare in ogni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73402,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[462,90,566,1564,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73401"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73401"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73405,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73401\/revisions\/73405"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73401"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73401"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}