{"id":73420,"date":"2019-03-21T13:33:36","date_gmt":"2019-03-21T12:33:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73420"},"modified":"2019-03-25T14:00:44","modified_gmt":"2019-03-25T13:00:44","slug":"xi-roma-immunita-giurisdizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-immunita-giurisdizione\/","title":{"rendered":"Xi a Roma: intesa Italia-Cina e immunit\u00e0 dalla giurisdizione"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 certo la prima volta che il governo italiano sottoscrive un accordo bilaterale con la Cina. Nel maggio 2004, presso la commissione Esteri della Camera dei deputati si concludeva ad esempio la discussione in sede referente dell\u2019atto 4811 &#8220;Ratifica ed esecuzione dell&#8217;Accordo tra il ministero della Difesa della Repubblica italiana e il ministero della Difesa della Repubblica popolare cinese nel campo della tecnologia e degli equipaggiamenti militari, fatto a Roma il 26 febbraio 1999&#8221;.<\/p>\n<p>Il testo, recante una vasta <strong>cooperazione<\/strong> nel settore della transazione di armamenti e tecnologie, per\u00f2, non arriv\u00f2 mai in Aula e non fu conseguentemente mai approvato.<\/p>\n<p>Analogo accordo con connotati pi\u00f9 operativi era stato firmato nello stesso anno tra le Difese dei due Paesi ed ebbe lo stesso esito del precedente.<\/p>\n<p>A distanza di molti anni, i due accordi, sebbene calendarizzati anche in successive legislature, non hanno mai potuto concludere l&#8217;iter approvativo.<\/p>\n<p><strong>All\u2019origine dello stallo delle ratifiche<\/strong><br \/>\nLe ragioni emerse dai relativi dibattiti parlamentari sono asseritamente riconducibili all\u2019<strong>embargo sulle armi <\/strong>vigente con la Cina sin dai tempi dei fatti di piazza Tienammen o alla questione della mancata osservanza dei <strong>diritti umani<\/strong> che periodicamente viene ribadita per i primati che il Paese tuttora mantiene nel settore.<\/p>\n<p>Il vero problema \u00e8 in realt\u00e0 un altro ed \u00e8 molto tecnico. L&#8217;accordo sottoscritto nel 1999 prevedeva l&#8217;istituzione di un Comitato misto, con funzioni di vigilanza sull&#8217;applicazione del testo, che si sarebbe dovuto incontrare periodicamente sia in Italia sia in Cina, Paese in cui vige la <strong>pena di morte<\/strong> e non solo per reati terribili come omicidio, banda armata, terrorismo o strage ma anche per fattispecie di minor pericolosit\u00e0 sociale quali corruzione, frode, truffa ai danni dello Stato, furto aggravato ed altri, ad esempio, nel campo della pirateria informatica.<\/p>\n<p>Il numero annuale di esecuzioni \u00e8 un dato non facilmente reperibile poich\u00e9 coperto da segreto ma pare si aggiri intorno a diecimila unit\u00e0 l\u2019anno. L&#8217;ultima modifica al codice penale ha aumentato le fattispecie punibili con la pena capitale ed ha introdotto l&#8217;esecuzione mediante iniezione letale considerata pi\u00f9 umana rispetto alla fucilazione, procedura per\u00f2 mantenuta in alternativa.<\/p>\n<p><strong>La clausola di esclusione <\/strong><br \/>\nIl nostro Paese, al pari degli altri Stati europei, all\u2019interno degli accordi che prevedano l\u2019invio di personale in un Paese in cui vige la pena capitale, \u00e8 obbligato ad inserire una clausola che ne escluda l\u2019applicazione ai propri cittadini qualora si rendessero responsabili di reati commessi sia nel contesto delle funzioni che al di fuori di esse.<\/p>\n<p>Di fatto si tratta di una rinuncia alla sovranit\u00e0 giurisdizionale che alcuni Stati non accettano, anche perch\u00e9 una clausola di quel tipo non pu\u00f2 avere il carattere della reciprocit\u00e0, tipica degli accordi bilaterali, per ovvi motivi.<\/p>\n<p>Solitamente in questo tipo di accordi si riesce ad ottenere una formula in base alla quale lo Stato inviante si avoca la giurisdizione per i crimini eventualmente commessi dai suoi funzionari sul territorio dello Stato di soggiorno, ma con la Cina non si \u00e8 arrivati neppure a questo compromesso.<\/p>\n<p>In anni pi\u00f9 recenti, negoziazioni di accordi nel campo dell&#8217;aeronautica non sono potuti giungere neppure alla firma in quanto la posizione di quelle autorit\u00e0 non \u00e8 cambiata. Al massimo vengono proposte formule che rimandano a soluzioni diplomatiche successive nel caso un nostro militare incorra in reati che prevedano la massima pena ma non \u00e8 accettata alcuna deroga alla giurisdizione neppure per reati commessi in attivit\u00e0 di servizio.<\/p>\n<p><strong>Una soluzione per il MoU sulla Nuova Via della Seta<\/strong><br \/>\n\u00c8 argomento di questi giorni la firma di un <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-globalismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Memorandum of Understanding<\/em> (MoU)<\/a> recante una collaborazione tra i due Paesi in svariati settori nell\u2019ambito della Nuova Via della Seta di Pechino, che inevitabilmente comporteranno anche <strong>scambi di personale<\/strong>. Per sua natura tecnica, un Memorandum non pu\u00f2 per\u00f2 contenere clausole giurisdizionali poich\u00e9 il testo entrer\u00e0 in vigore alla firma e non verr\u00e0 sottoposto a legge di autorizzazione parlamentare alla ratifica, obbligatoria quando si parla di giustizia.<\/p>\n<p>Non si sa se le posizioni tenute sino ad ora nei confronti dei Paesi che mantengono in vigore la pena capitale nei loro ordinamenti siano improvvisamente mutate o se, pi\u00f9 semplicemente, pur nell&#8217;imminenza della sottoscrizione del Memorandum il problema non sia stato ancora stato valutato. In ogni caso, per poter dare esecuzione ai contenuti del MoU l&#8217;unica soluzione consister\u00e0 nel munire il personale inviato in Cina per motivi istituzionali di <strong>passaporto diplomatico<\/strong> o di servizio e iscriverlo in lista diplomatica per garantirgli l&#8217;immunit\u00e0 dalla giurisdizione di quel Paese ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Ahmed Gomaa\/Xinhua via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 certo la prima volta che il governo italiano sottoscrive un accordo bilaterale con la Cina. 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