{"id":73442,"date":"2019-03-22T12:34:50","date_gmt":"2019-03-22T11:34:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73442"},"modified":"2019-03-22T12:36:24","modified_gmt":"2019-03-22T11:36:24","slug":"usa-muro-veto-narcos","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/usa-muro-veto-narcos\/","title":{"rendered":"Usa: muro, il veto di Trump tra migranti e guerra ai narcos"},"content":{"rendered":"<p>Decidendo di porre il veto contro il Congresso per assicurarsi il proseguimento dello stato di emergenza nazionale, il presidente Usa Donald <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong>Trump<\/strong><\/a> ha inasprito la battaglia politica sul confine meridionale degli <strong>Stati Uniti<\/strong>, dove ha promesso di costruire un grande <strong>muro<\/strong>.<\/p>\n<p>La frontiera con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/01\/messico-nuvole-alla-casa-bianca\/\"><strong>Messico<\/strong><\/a> rappresenta per Trump una terra di conflitto, dove proiettare lo scontro con i democratici in vista della campagna per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/usa-2020-democratici-trump\/\">rielezione nel 2020<\/a>. Mantenere alta la tensione sul confine Sud, farsi vedere dagli americani mentre lotta per realizzare lo slogan <em>Build the Wall<\/em>, costruire il muro, rifiutare il compromesso anche a costo di uno <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/usa-stato-unione-trump\/\"><em>shutdown<\/em><\/a>: rientra tutto in una strategia finalizzata ad ottenere un nuovo mandato.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza americana minacciata da migranti e narcos<br \/>\n<\/strong>Per Trump il muro con il Messico \u00e8 necessario perch\u00e9 la situazione al confine \u00e8 un\u2019emergenza nazionale. Il presidente ne ha dichiarato lo stato a febbraio, giustificandolo con l\u2019aumento del numero di migranti che arrivano alla frontiera e che, a suo dire, rappresentano una minaccia alla sicurezza degli Usa.<\/p>\n<p>Gli arresti di migranti sono in aumento \u2013 a febbraio sono stati pi\u00f9 di 76mila, soprattutto famiglie con bambini provenienti dall&#8217;America centrale \u2013 e ci si aspetta una crescita dei flussi durante la primavera, ma le cifre rimangono pi\u00f9 basse di quelle degli scorsi decenni. Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/usa-accordo-migranti-messico\/\">nuovo accordo con il Messico<\/a>, bench\u00e9 applicato ora anche ai minori ed esteso in altre citt\u00e0, \u00e8 in una fase iniziale e non sta riducendo di molto la pressione sul sistema dell\u2019immigrazione americano.<\/p>\n<p>Oltre alla questione migratoria, Trump ritiene che il muro sia necessario per impedire che la crisi della violenza in Messico possa propagarsi negli Usa. Nel 2018 in Messico ci sono stati oltre 33mila omicidi, un record, che il presidente americano ritiene siano stati causati dal narcotraffico. Di recente, in un\u2019intervista a <a href=\"https:\/\/www.breitbart.com\/politics\/2019\/03\/12\/exclusive-president-donald-trump-were-thinking-very-seriously-about-designating-mexican-cartels-as-foreign-terrorist-organizations\/\"><em>Breitbart<\/em><\/a>, Trump ha detto che il Messico \u201cha perso il controllo\u201d sui propri gruppi criminali \u2013 i cosiddetti cartelli della droga \u2013 e che lui sta pensando \u201cmolto seriamente\u201d di classificare questi ultimi come organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p>Richieste simili sono state avanzate pi\u00f9 volte da esponenti del Partito Repubblicano, senza mai risolversi in nulla di concreto. Adesso per\u00f2 l\u2019iniziativa arriva direttamente dalla Casa Bianca: se dovesse avere seguito, fornirebbe una maggiore legittimit\u00e0 alle politiche di chiusura della frontiera e di rafforzamento del confine, anche con l&#8217;innalzamento del muro.<\/p>\n<p><strong>La guerra alla droga in Messico<br \/>\n<\/strong>Nel 2006, con l\u2019inizio della presidenza di Felipe Calder\u00f3n, in Messico \u00e8 iniziata una lunga guerra alle droghe, proseguita con Enrique Pe\u00f1a Nieto (2012-2018). L\u2019attuale presidente <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/messico-lopez-obrador-presidente\/\">Andr\u00e9s Manuel L\u00f3pez Obrador<\/a> ne ha annunciato la fine, ma \u00e8 ancora presto per capire se si tratter\u00e0 di una conclusione effettiva o soltanto formale.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo principale della \u2018guerra\u2019 era quello di eliminare le grandi organizzazioni del narcotraffico attraverso la rimozione delle persone al loro comando. In questo senso, la strategia di \u2018decapitazione\u2019 ha avuto successo: cartelli che un decennio fa erano molto potenti oggi non esistono pi\u00f9 o hanno un raggio d\u2019azione ristretto, come Los Zetas, il Cartello dei Beltr\u00e1n Leyva, la Famiglia Michoacana o il Cartello di Ju\u00e1rez. I grandi capi sono stati eliminati o arrestati: il pi\u00f9 famoso di loro \u00e8 Joaqu\u00edn Guzm\u00e1n detto El Chapo, in prigione negli Usa e condannato di recente. La sua organizzazione per\u00f2, il Cartello di Sinaloa, resta ancora la pi\u00f9 importante sul territorio messicano.<\/p>\n<p><strong>Meno cartelli, pi\u00f9 gang<br \/>\n<\/strong>Accanto a questi successi, la guerra non ha risolto invece la crisi della sicurezza ma anzi l\u2019ha aggravata, provocando un aumento del numero dei morti e degli abusi sulla popolazione. Il collasso dei grandi cartelli ha causato infatti la loro frammentazione in tanti piccoli gruppi criminali, innescando feroci lotte per il controllo del territorio.<\/p>\n<p>La parola \u2018cartelli\u2019 ha acquisito sempre meno senso in Messico, perch\u00e9 oggi si pu\u00f2 applicare davvero solo a un numero molto ristretto di organizzazioni, come il Cartello di Sinaloa o il Cartello di Jalisco Nuova Generazione, in forte ascesa. Attualmente nel Paese operano soprattutto gruppi di piccole o medie dimensioni, di portata locale, che spesso non hanno le capacit\u00e0 per entrare nel narcotraffico internazionale e che quindi agiscono in altri settori: l\u2019estorsione, il furto di combustibile, il traffico di migranti verso la frontiera nord.<\/p>\n<p>Questi gruppi si definiscono cartelli pur non essendolo realmente, per una questione di puro prestigio: ne \u00e8 un esempio il Cartello di Santa Rosa de Lima, balzato all&#8217;attenzione della cronaca messicana, che \u00e8 in realt\u00e0 una gang di ladri di benzina.<\/p>\n<p><strong>Verso una nuova strategia?<br \/>\n<\/strong>A fine gennaio il presidente L\u00f3pez Obrador aveva detto che il compito principale del governo non \u00e8 arrestare i boss criminali ma diminuire i livelli di violenza. Il discorso esprimeva forse l\u2019intenzione di cambiare approccio, accantonando la strategia di \u2018decapitazione\u2019 (<em>kingpin strategy<\/em>) al fine di evitare ulteriore destabilizzazione nel Paese.<\/p>\n<p>Ma la <em>kingpin strategy<\/em> \u00e8 una priorit\u00e0 assoluta per gli Stati Uniti, che collaborano a stretto contatto con il Messico per contrastare il traffico di droghe, specialmente a partire dal 2008 con l\u2019avvio dell\u2019Iniziativa M\u00e9rida. \u00c8 ancora presto per\u00f2 per capire le intenzioni di L\u00f3pez Obrador. Uno scollamento totale da Washington non sembra probabile, vista l\u2019importanza dei legami tra i due Paesi. Significativo per\u00f2 sembra essere il <a href=\"https:\/\/www.animalpolitico.com\/2019\/03\/amlo-pena-nieto-gasto-ejercito\/\">taglio<\/a> del 18 per cento al budget per la Marina, la forza armata che in Messico \u00e8 pi\u00f9 incline alla collaborazione con gli Usa, e che da questi \u00e8 ritenuta la pi\u00f9 affidabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Decidendo di porre il veto contro il Congresso per assicurarsi il proseguimento dello stato di emergenza nazionale, il presidente Usa Donald Trump ha inasprito la battaglia politica sul confine meridionale degli Stati Uniti, dove ha promesso di costruire un grande muro. 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