{"id":73452,"date":"2019-03-22T08:44:55","date_gmt":"2019-03-22T07:44:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73452"},"modified":"2019-03-27T17:44:02","modified_gmt":"2019-03-27T16:44:02","slug":"ue-62-anniversario-chiaroscuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/ue-62-anniversario-chiaroscuro\/","title":{"rendered":"Ue: 62 e ne dimostra di pi\u00f9, un anniversario in chiaroscuro"},"content":{"rendered":"<p>I nostalgici e i difensori dello spirito europeo non lo dimenticheranno di certo. Ma difficilmente sentiremo molto parlare quest&#8217;anno dell&#8217;<strong>anniversario<\/strong>\u00a0della firma dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/03\/dalla-storia-percorsi-rilancio\/\"><strong>Trattati di Roma,<\/strong><\/a>\u00a0il <strong>25 marzo 1957<\/strong>. Non solo per il numero 62, poco celebrativo.\u00a0Il ricordo della firma destinata a fare da spartiacque nella storia europea arriva a due mesi dalle <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/elezioni-europee-ppe-fidesz-democrazia\/\">elezioni europee<\/a>, quando per la prima volta in oltre 60 anni, il progetto di pace e integrazione regionale pi\u00f9 riuscito della storia \u00e8 messo pericolosamente in discussione, minacciato all\u2019interno dei suoi stessi confini \u00a0e all\u2019esterno, da Est e Ovest.<\/p>\n<p>Solo due anni fa, in occasione del 60 anniversario di quel trattato che aveva portato i sei Paesi fondatori \u00a0a firmare per la<strong> Cee<\/strong>, i 27 capi di Stato e di governo si erano ritrovati nella sala dei Curiazi in Campidoglio \u2013 la stessa di 60 anni prima -, per celebrare e rilanciare il sogno europeo. \u201cL\u2019Europa \u00e8 il nostro futuro comune\u201d, cosi si concludeva la <a href=\"http:\/\/www.europarl.europa.eu\/news\/it\/headlines\/eu-affairs\/20170320STO67752\/anniversario-dei-trattati-di-roma-l-ue-compie-60-anni\"><strong>Dichiarazione finale<\/strong><\/a> della celebrazione, firmata dai 27 in una giornata di sole di inizio primavera.<\/p>\n<p><strong>I Trattati di Roma del 1957<br \/>\n<\/strong>60 anni prima, al contrario, pioveva su Roma il 25 marzo. La Ceca nata pochi anni prima aveva come solo scopo quello di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio, ma aveva rappresentato il primo embrione di unit\u00e0 europea. Un piccolo, necessario passo, verso la riconciliazione franco-tedesca a cui avevano aderito anche i Paesi del Benelux e l\u2019Italia che, pur non disponendo di miniere di carbone, aveva accolto l\u2019invito di Schuman.<\/p>\n<p>Il nostro premier, Alcide De Gasperi, europeista e uomo di frontiera, voleva riabilitare all&#8217;estero l\u2019Italia dopo l\u2019incubo fascista e assicurarle un ruolo di primo piano nel nuovo scenario regionale post bellico. \u201c<em>La nostra Patria Europa<\/em>\u201d, cos\u00ec l\u2019aveva chiamata nel suo celebre discorso alla Conferenza parlamentare europea del 1954.<\/p>\n<p>Con la firma della Ceca a Parigi, la strada verso l\u2019integrazione europea era stata\u00a0 finalmente avviata, ma bisognava andare oltre la produzione di carbone e acciaio e continuare sul terreno della cooperazione economica e politica. Fallita la Ced, furono gliSstati del Benelux, con un memorandum congiunto, a portare alla convocazione della Conferenza di Messina del 1955. A promuovere con insistenza la Comunit\u00e0 economica europea fu il ministro degli Esteri belga Paul Henri\u2019s Spaak.<\/p>\n<p>Per la firma, fu scelta Roma, \u201c<em>la pi\u00f9 augusta delle nostre citt\u00e0<\/em>\u201d. Un giorno straordinario \u2013 nonostante la pioggia -, per la capitale d\u2019Italia e per gli europei &#8211; ancora pochi &#8211; che avrebbero negli anni successivi beneficiato delle opportunit\u00e0 della Cee. Alla firma, per l\u2019Italia c\u2019era il presidente del Consiglio Antonio Segni.<\/p>\n<p>Nasceva una Comunit\u00e0 economica europea con obiettivi ambiziosi: l\u2019abolizione dei dazi doganali tra gli Stati, la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali e la creazione di un mercato comune. Oggi, con gli ancora attuali 28 membri, \u00e8 il pi\u00f9 ricco e grande mercato del mondo. Il Trattato Cee aveva anche un obiettivo pi\u00f9 politico, ovvero contribuire alla costruzione dell&#8217;Europa politica. I firmatari lo dichiarano nel preambolo: \u201c<em>Determinati a porre le fondamenta di un&#8217;unione sempre pi\u00f9 stretta fra i popoli europei&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><strong>Crisi dello spirito europeo<br \/>\n<\/strong>Quell\u2019Unione sempre pi\u00f9 stretta tra i popoli, come auspicato dai padri fondatori, nonostante tutto \u00e8 stata realizzata, almeno parzialmente, oltre 60 anni dopo. \u00c8 per\u00f2 innegabile che qualcosa, nel progetto che ha assicurato al vecchio continente 60 anni di pace, sembra essersi inceppato.<\/p>\n<p>L\u2019Unione europea affronta un periodo buio e una crisi, istituzionale e di valori, di difficile soluzione. Ma non \u00e8 la prima volta che il progetto comunitario affronta momenti difficili. I pi\u00f9 giovani non ricordano il fallimento della Ced nel 1954 o la famosa \u201ccrisi della sedia vuota\u201d degli Anni 60; pi\u00f9 recente \u00e8 il flop della Costituzione europea, fallita dopo i no \u00a0espressi dai cittadini francesi e olandesi nei referendum nazionali.<\/p>\n<p>Gli ultimi anni poi, coincidenti\u00a0 con il mandato della Commissione presieduta da Jean-Claude Juncker, hanno visto una serie di difficolt\u00e0 abbattersi sull\u2019Unione europea, dopo che la crisi economico-finanziaria aveva investito tra il 2009 e il 2012 i debiti sovrani di alcuni Paesi membri.<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, l\u2019apice della crisi \u00e8 stato raggiunto per l\u2019irrisolta \u00a0questione dei migranti e per la Brexit, la ferita pi\u00f9 profonda e dalle conseguenze ancora incerte. L\u2019Unione, trovatasi suo malgrado al centro di eventi e cambiamenti globali, si \u00e8 dimostrata impreparata ed immatura rispetto alle sfide a cui \u00e8 stata chiamata.<\/p>\n<p>Tuttavia, in questi ultimi tempi, ad essere messe in discussione non sono solo le politiche o l\u2019apparato burocratico di Bruxelles. Per la prima volta in oltre 60 anni a vacillare nella mente di una parte di opinione pubblica europea \u00e8 l\u2019ideale e la validit\u00e0 attuale del progetto europeo, quello \u00a0spirito comunitario che ha ispirato i Padri fondatori. Il tema della sovranit\u00e0 nazionale dei singoli Stati membri, rivendicata dai partiti e movimenti cosiddetti sovranisti e populisti, ne \u00e8 la rappresentazione pi\u00f9 chiara.<\/p>\n<p><strong>Sovranit\u00e0 condivisa<br \/>\n<\/strong>Ma chi nelle politiche monetarie o nel controllo dei propri confini reclama la propria sovranit\u00e0 nazionale &#8216;persa&#8217;, a discapito dell\u2019Unione, finge di non conoscere le dimensioni attuali del mondo e delle potenze &#8211; economiche e geopolitiche -, con cui gli stati europei devono competere sulla scena globale. I membri dell\u2019Ue uniscono e condividono su alcune politiche le loro sovranit\u00e0 nazionali &#8211; perdendola, chiaramente, a favore dell\u2019Unione, ma per acquisire una forza e un influenza che nessuno dei membri, anche i pi\u00f9 grandi e ricchi, potrebbe avere da solo.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante le proporzioni e i problemi del mondo globalizzato siano noti, si cerca di propinare l\u2019idea che solo da soli, solo autonomamente e solo potendo sfruttare a pieno la propria sovranit\u00e0 nazionale, s\u00ec \u00e8 pi\u00f9 forti e si riesce a fare il bene dei propri cittadini.<\/p>\n<p>Le prossime elezioni di maggio per il rinnovo del <strong>Parlamento europeo<\/strong> si inseriscono in questa delicata fase del cammino intrapreso dagli europei oltre 60 anni fa. Pi\u00f9 che destra e sinistra, pi\u00f9 che Popolari e Socialisti, questa volta a scontrarsi saranno due diversi modi di intendere l\u2019esercizio della sovranit\u00e0 in Europa: ossia l\u2019antitesi tra chi rivendica\u00a0 la propria sovranit\u00e0 nazionale e chi, al contrario, pensa che solo in Europa ci sia per ciascuno dei suoi popoli pi\u00f9 sovranit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nostalgici e i difensori dello spirito europeo non lo dimenticheranno di certo. Ma difficilmente sentiremo molto parlare quest&#8217;anno dell&#8217;anniversario\u00a0della firma dei Trattati di Roma,\u00a0il 25 marzo 1957. 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