{"id":73462,"date":"2019-03-25T15:39:13","date_gmt":"2019-03-25T14:39:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73462"},"modified":"2019-03-29T06:13:08","modified_gmt":"2019-03-29T05:13:08","slug":"cina-ue-trumpiana-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/cina-ue-trumpiana-italia\/","title":{"rendered":"Cina: l\u2019Ue diventa trumpiana, ma l\u2019Italia si smarca"},"content":{"rendered":"<p>\u201cQuando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare\u201d. La celebre frase di John Belushi nel film culto degli anni Ottanta <em>The Blues Brothers<\/em> ben si addice alla posizione adottata dall\u2019ultimo <strong>Consiglio europeo<\/strong> sulla <strong>Cina<\/strong>, accusata di una panoplia di irregolarit\u00e0 commerciali, a cominciare dalla chiusura del suo mercato alle imprese estere; di dare sussidi a pioggia alle sue industrie, distorcendo la competizione; e di non proteggere in maniera adeguata i diritti di propriet\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>E questo non \u00e8 che l\u2019assaggio di una lunga serie di lamentele verso le politiche commerciali di Pechino contenute nel <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/EN\/TXT\/?uri=CELEX:52019JC0005\">documento<\/a> preparato dalla Commissione europea e dal Servizio di azione esterna europeo (Seae) in vista del Consiglio europeo dello scorso 21-22 marzo.<\/p>\n<p><strong>Pechino come \u201crivale sistemico\u201d<\/strong><br \/>\nPer anni ci si \u00e8 lamentati che l\u2019Europa era incapace di rispondere in maniera adeguata all\u2019ascesa della potenza cinese e che anche quando una risposta comune veniva adottata, questa era solitamente debole e poco incisiva. Ora la risposta \u00e8 arrivata, e alquanto forte. Nel suo ultimo documento \u2013 che servir\u00e0 anche a preparare il <strong>Vertice Ue-Cina<\/strong> del 9 aprile \u2013 la Ue ha deciso di definire la Cina un \u201ccompetitore economico\u201d e \u201crivale sistemico\u201d. Sembrano finiti i tempi del partenariato strategico che ha caratterizzato le relazioni sino-europee degli ultimi 15 anni. Ora le parole d\u2019ordine sono \u201crivalit\u00e0\u201d e <em>Europe first<\/em>; prima le aziende e i produttori europei.<\/p>\n<p>In linea con questo approccio muscolare verso la Cina, il Consiglio europeo ha discusso la questione della creazione dei cosiddetti \u2018campioni nazionali\u2019, una proposta dell\u2019asso franco-tedesco fortemente sostenuta dalle \u00e9lites politiche e industriali dei due Paesi. Basti ricordare il <a href=\"https:\/\/www.elysee.fr\/emmanuel-macron\/2019\/03\/04\/for-european-renewal.en\">manifesto<\/a> nel quale il presidente francese Emmanuel Macron dice chiaramente che per competere con potenze quali gli Stati Uniti, la Cina e la Russia, l\u2019Europa deve dotarsi di politiche che difendano la sua sovranit\u00e0 tecnologica e creare industrie europee capaci di competere con le grandi imprese di Stato cinesi.<\/p>\n<p><strong>Difesa della sovranit\u00e0 tecnologica<\/strong><br \/>\nUn tassello fondamentale della sovranit\u00e0 tecnologica \u00e8 la difesa delle imprese europee dagli investimenti predatori. In tal senso, il Consiglio europeo ha dato il via libera al meccanismo di scrutinio degli investimenti esteri nella Ue \u2013 il cosiddetto <em>screening mechanism<\/em> \u2013 chiaramente indirizzato a impedire o quantomeno a rendere pi\u00f9 difficile alle grandi imprese di Stato cinesi di fare \u201cshopping tecnologico\u201d in Europa, che porterebbe con s\u00e9 il rischio di de-industrializzazione dell\u2019Europa nel medio-lungo periodo.<\/p>\n<p>Una tale proposta che mira a difendere l\u2019interesse nazionale degli Stati membri dovrebbe essere accolta con favore dalla coalizione di governo in Italia, formata da due partiti che hanno fatto della difesa della sovranit\u00e0 (e delle aziende nazionali) la loro bandiera. Eppure, Roma si \u00e8 smarcata. Il 5 marzo, durante il voto sulla bozza del testo che ora permette alla Commissione europea e ai Paesi membri di \u201cscrutinare\u201d gli investimenti cinesi nell\u2019Ue, l\u2019Italia si \u00e8 astenuta. Con lei solo la Gran Bretagna, che \u00e8 gi\u00e0 mezza fuori dall\u2019Unione e che ha gi\u00e0 fatto capire che una volta libera dai vincoli di Bruxelles perseguir\u00e0 una politica di apertura nei confronti degli investimenti cinesi, non a caso gi\u00e0 ora concentrati a Londra.<\/p>\n<p>Il nuovo provvedimento legislativo inerente gli investimenti cinesi \u00e8 parte dell\u2019armamentario che il Consiglio europeo ha adottato per rispondere al progetto cinese di una <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\">Nuova Via della Seta<\/a> (nota come Bri, acronimo inglese di <em>Belt and Road Initiative<\/em>).<\/p>\n<p><strong>L\u2019Europa e la Nuova Via della Seta <\/strong><br \/>\nUna risposta al progetto della Bri, l\u2019Ue l\u2019aveva data lo scorso settembre, con la pubblicazione del <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_MEMO-18-5804_en.htm\">documento<\/a> sulla <strong>Strategia per la connettivit\u00e0 euro-asiatica<\/strong>, che contiene norme e principi di ispirazione occidentale e ai quali spesso le aziende cinesi non si attengono.<\/p>\n<p>Diversi Paesi membri dell\u2019Ue hanno avuto parole molto dure riguardo il progetto infrastrutturale di Pechino. Anche qui, per\u00f2, l\u2019Italia si \u00e8 smarcata, aderendo al progetto cinese di Nuova Via della Seta durante la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-globalismo-cinese\/\">visita del presidente cinese <strong>Xi Jinping<\/strong><\/a> in Italia.<\/p>\n<p>Vero \u00e8 che il Memorandum d\u2019intesa che l\u2019Italia ha firmato con la Cina fa chiaro riferimento alla Strategia europea per la connettivit\u00e0 euro-asiatica e da questo punto di vista pu\u00f2 rappresentare un modello anche per altri Paesi avanzati. Non va per\u00f2 dimenticato che una tale strategia pu\u00f2 essere efficace nei confronti di Pechino solo se dietro si muove compatto l\u2019intero blocco europeo, altrimenti singoli Paesi \u2013 anche molto forti economicamente come la Germania \u2013 poco possono di fronte al gigante asiatico.<\/p>\n<p><strong>Sar\u00e0 la Cina a unire l\u2019Europa?<\/strong><br \/>\n\u00c8 proprio sui punti dove \u00e8 necessaria la coesione dei paesi Ue per promuovere gli interessi del continente verso Pechino \u2013 quali il meccanismo di scrutinio degli investimenti e regole certe sulla Nuova Via della Seta \u2013 che il governo italiano gioca da libero battitore, senza fare squadra. Cos\u00ec facendo, il <strong>governo Cinque Stelle\/Lega<\/strong> indebolisce il fronte europeo in un momento storico che vede l\u2019Ue, per la prima volta, affilare le armi nei confronti delle politiche commerciali del gigante asiatico. La decisione dell\u2019Italia di siglare il Memorandum sulla Nuova Via della Seta indebolisce anche il presidente Usa Donald Trump, impegnato in una guerra commerciale e per la superiorit\u00e0 tecnologica con Pechino.<\/p>\n<p>Xi termina il suo tour europeo in pareggio. Incassa la nuova Strategia europea molto critica verso la Cina, ma acquisisce un importante alleato nel sud dell\u2019Europa. Per Xi, l\u2019attuale divisione europea porta benefici immediati. Ma nel medio-lungo periodo, i leader cinesi hanno bisogno di un\u2019Europa forte e unita che collabori con Pechino per fare da contraltare alle politiche unilaterali degli Stati Uniti. Non ci dovrebbe sorprendere, pertanto, se sar\u00e0 proprio Xi \u2013 o il suo successore \u2013, quando ritorner\u00e0 in visita in Italia, a cercare di unire gli europei. Magari appoggiando, in un\u2019Italia ormai agganciata alla Nuova Via della Seta, un altro governo, meno sovranista e pi\u00f9 europeista.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare\u201d. 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