{"id":73468,"date":"2019-03-25T15:40:16","date_gmt":"2019-03-25T14:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73468"},"modified":"2019-03-25T14:04:27","modified_gmt":"2019-03-25T13:04:27","slug":"crescita-occupazione-vertice-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/crescita-occupazione-vertice-europa\/","title":{"rendered":"Crescita e occupazione: Vertice, cosa ci chiede l\u2019Europa"},"content":{"rendered":"<p>Un punto importante dell&#8217;ordine del giorno del Consiglio europeo del 22 marzo ha riguardato il <strong>rafforzamento della base economica dell&#8217;Unione<\/strong>\u00a0<strong>europea<\/strong>, perseguendo il miglioramento dell\u2019\u201coccupazione, della crescita e della competitivit\u00e0\u201d. Si tratta evidentemente di un tema vasto nel trattare il quale non \u00e8 facile evitare la genericit\u00e0 e concentrarsi con decisioni concrete sugli aspetti pi\u00f9 urgenti. Il comunicato del Consiglio richiama l\u2019importanza di una <strong>strategia europea in tema di politica industriale e digitale<\/strong>, riduzione delle <strong>barriere commerciali<\/strong> e delle varie forme di distorsioni protezionistiche. Non pare per\u00f2 andar pi\u00f9 in l\u00e0 di deleghe alla Commissione affinch\u00e9, in merito, presenti entro un anno nuove proposte e piani di azione.<\/p>\n<p>Un punto pi\u00f9 preciso sono invece le priorit\u00e0 dell\u2019<a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/info\/publications\/2019-european-semester-annual-growth-survey_en\"><em>Annual Growth Survey <\/em><\/a>e le connesse <strong>Raccomandazioni di politica economica per l&#8217;Unione<\/strong>, formulate in gennaio, che il Consiglio ha approvato invitando i Paesi membri a rifletterle nei loro Piani nazionali di Riforma che dovranno essere presto presentati. Da queste priorit\u00e0 e raccomandazioni, dirette per ora all&#8217;insieme dell&#8217;Unione, nasceranno nelle prossime settimane quelle specificamente dirette a ogni Stato membro.<strong> Per l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">Italia<\/a> sar\u00e0 un delicato momento di verifica<\/strong> dei progetti di politica economica e finanziaria per i prossimi anni. Un momento che dovr\u00e0 accordarsi con i numeri del nuovo Ded e ottenere l\u2019approvazione della Commissione, dello stesso Consiglio e dei mercati finanziari.<\/p>\n<p><strong>Le Raccomandazioni approvate dal Consiglio europeo<\/strong><br \/>\nFra i punti di rilievo delle Raccomandazioni approvate dal Consiglio europeo vi \u00e8 <strong>l&#8217;attenzione per la dinamica salariale<\/strong> la cui accelerazione, soprattutto in alcuni settori, deve confermare la sostenibilit\u00e0 della ripresa e accordarsi con i progressi della produttivit\u00e0. <strong>In Italia andrebbe favorito il dialogo fra le parti sociali <\/strong>per realizzare forme di pi\u00f9 spinto decentramento della contrattazione che facilita la pi\u00f9 sollecita incorporazione degli aumenti di produttivit\u00e0 nelle retribuzioni.<\/p>\n<p><strong>In tema di finanza pubblica<\/strong> l&#8217;idea del Consiglio, nutrita dalle analisi della Commissione, \u00e8 di mirare al rispetto del Patto di Stabilit\u00e0 e Crescita, cio\u00e8 delle regole di disciplina dei deficit e dei debiti pubblici, ma di non insistere con ricette di austerit\u00e0 che mal si adattano a una fase in cui la ripresa ciclica rischia di frenare anche in seguito alle tensioni geopolitiche e ai pericoli del protezionismo. L&#8217;ideale sarebbero politiche di bilancio in grado di <strong>stimolare l\u2019economia non con l&#8217;entit\u00e0 del deficit ma con la qualit\u00e0 delle poste di entrata e uscita.<\/strong><\/p>\n<p>Le Raccomandazioni approvate insistono inoltre sulla <strong>riduzione dell&#8217;imposizione sul lavoro, <\/strong>sulle spese per<strong> istruzione e formazione, <\/strong>utili anche per facilitare le transizioni verso nuove occupazioni, sugli<strong> investimenti pubblici <\/strong>e sul miglioramento delle condizioni per<strong> l&#8217;accelerazione di quelli privati<\/strong>. Il tema degli investimenti \u00e8 particolarmente cruciale per l&#8217;Italia che in sede europea pu\u00f2 facilitare decisioni che mantengano e amplino il supporto di progetti e finanziamenti comunitari. Ovviamente ci\u00f2 ci richiede di dimostrare il rispetto degli accordi esistenti sui progetti infrastrutturali europei e il buon uso dei fondi gi\u00e0 disponibili.<\/p>\n<p><strong>I temi relativi all\u2019eurozona e all\u2019Unione bancaria e dei Mercati dei Capitali<\/strong><br \/>\nRimangono poi urgenti i temi relativi <strong>all\u2019eurozona e all\u2019Unione bancaria e dei Mercati dei Capitali<\/strong>. Si tratta dei canali di circolazione del sangue nel corpo del mercato unico: senza ridurre la segmentazione dei mercati monetari e creditizi lungo i confini nazionali, la profondit\u00e0 e l&#8217;efficienza dei mercati dei beni e dei servizi vengono ostacolate e la politica monetaria centralizzata finisce per avere effetti perversamente diversi fra Paese e Paese. <strong>L\u2019Italia \u00e8 particolarmente interessata ai progressi su questo fronte: <\/strong>ad esempio, le condizioni attuali dei nostri mercati creditizi risultano meno fluide ed espansive di quanto potrebbe risultare dalle politiche adottate dalla Bce<strong>. <\/strong><\/p>\n<p>Ma per integrare bene i mercati bancari e finanziari occorrono meccanismi di centralizzazione delle decisioni e di speciale solidariet\u00e0 per le quali \u00e8 indispensabile la fiducia reciproca fra gli Stati membri. Le tensioni e i problemi di alcuni sistemi bancari nazionali, fra i quali il nostro, richiedono almeno due decisioni urgenti sulle quali per\u00f2, ancora una volta, il Consiglio non ha fatto sostanziali progressi: il rafforzamento delle <strong>garanzie europee al fondo di risoluzione bancario<\/strong>, per metterlo in grado di gestire con forza e agilit\u00e0 eventuali crisi di singoli istituti creditizi (e perci\u00f2 stesso rendere tali crisi meno probabili), e l&#8217;avanzamento verso la costituzione <strong>dell\u2019assicurazione europea dei depositi bancari. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Il contributo dell&#8217;Italia alla formazione del consenso<\/strong><br \/>\nIl nostro Paese pu\u00f2 contribuire alla formazione del consenso politico per questi passi fondamentali per la stabilit\u00e0 e l&#8217;efficienza finanziarie. Dovremmo soprattutto continuare col notevole miglioramento in corso nel <strong>liberare le banche dai crediti in sofferenza<\/strong> e dovremmo avviare la <strong>riduzione dell&#8217;ammontare di titoli di Stato nell&#8217;attivo dei nostri istituti di credito<\/strong>. Si osserva invece che questi ultimi hanno ripreso ad accumulare debito pubblico nazionale, sottraendo risorse ai crediti alle imprese e peggiorando circolo vizioso fra rischio Paese e rischio bancario.<\/p>\n<p><strong>La gestione della disoccupazione<\/strong> \u00e8 uno dei temi principali per il progresso della base economica dell&#8217;Unione. Su di esso negli anni scorsi i nostri governi hanno insistito in sede europea anche con proposte articolate e apprezzate. Ha la firma italiana, ad esempio, il progetto di una speciale <strong>assicurazione europea contro forme di disoccupazione ciclica <\/strong>che colpiscano un Paese in forme e con intensit\u00e0 significativamente diverse dal resto dell\u2019Ue. Anche su questo fronte occorrono forme nuove di collaborazione e solidariet\u00e0. Dovremmo metterci in grado di sospingere prossimamente questo tema fra le priorit\u00e0 del Consiglio fra le quali non pare avere una presenza adeguata.<\/p>\n<p><em>Questo articolo \u00e8 stato realizzato nell&#8217;ambito dell&#8217;Osservatorio ISPI-IAI sulla politica estera italiana<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un punto importante dell&#8217;ordine del giorno del Consiglio europeo del 22 marzo ha riguardato il rafforzamento della base economica dell&#8217;Unione\u00a0europea, perseguendo il miglioramento dell\u2019\u201coccupazione, della crescita e della competitivit\u00e0\u201d. Si tratta evidentemente di un tema vasto nel trattare il quale non \u00e8 facile evitare la genericit\u00e0 e concentrarsi con decisioni concrete sugli aspetti pi\u00f9 urgenti. 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