{"id":73484,"date":"2019-03-27T05:52:59","date_gmt":"2019-03-27T04:52:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73484"},"modified":"2019-04-02T11:19:33","modified_gmt":"2019-04-02T09:19:33","slug":"kazakhstan-era-nazarbayev-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/kazakhstan-era-nazarbayev-democrazia\/","title":{"rendered":"Kazakhstan: fine era Nazarbayev non porta la democrazia"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo leader sovietico \u00e8 in pensione da una settimana, ma ha gi\u00e0 una capitale che porta il suo nome. Accade in <strong>Kazakhstan<\/strong>, dove Nursultan <strong>Nazarbayev<\/strong> si \u00e8 dimesso da presidente il 19 marzo, affidando la guida del Paese al presidente del Senato, Kassim-Jomart <strong>Tokayev<\/strong>, che ha assunto la carica di presidente ad interim fino alle prossime elezioni previste per aprile 2020. La prima azione da presidente di Tokayev \u00e8 stata proprio l&#8217;annuncio del cambio di nome della capitale, da Astana a Nur-Sultan.<\/p>\n<p><strong>Da Astana a Nur-Sultan: l\u2019omaggio al Primo Presidente<\/strong><br \/>\nIl gesto di Tokayev rappresenta il culmine del culto della personalit\u00e0 di Nazarbayev, il padre della nazione. Astana, costruita negli Anni Novanta sulla cittadina sovietica di Tselinograd, \u00e8 una vera e propria cattedrale del deserto, con futuristici grattacieli che svettano nel nulla della steppa. Soprattutto, \u00e8 il simbolo di Nazarbayev e del livello di sviluppo raggiunto dal Kazakhstan, il Paese pi\u00f9 prosperoso dell\u2019<strong>Asia Centrale<\/strong>, durante i trent\u2019anni della sua presidenza.<\/p>\n<p>Nato da una famiglia poverissima nel 1940, Nazarbayev aveva scalato i vertici del partito comunista locale fino a essere nominato primo ministro della Repubblica Socialista Sovietica del Kazakhstan nel 1984 e poi presidente nel 1990. Fu riconfermato anche dopo l\u2019indipendenza del Paese, ottenendo uno schiacciante 98% dei voti alle elezioni del 1991.<\/p>\n<p>L&#8217;ipotesi che Nazarbayev, ormai 78enne, si dimettesse per lasciare campo a un successore a lui fedele e assicurare una continuit\u00e0 di governo era nell\u2019aria da tempo: se ne parlava dalla morte del presidente uzbeko Islam <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/10\/uzbekistan-lenigma-del-dopo-karimov\/\"><strong>Karimov<\/strong> <\/a>nel 2016. Ciononostante, la notizia ha comunque colpito il Kazakhstan, un Paese in cui il 40% della popolazione ha meno di 25 anni e non ha mai vissuto sotto un altro presidente.<\/p>\n<p><strong>Nazarbayev: la stabilit\u00e0 viene prima della democrazia<\/strong><br \/>\nSono per\u00f2 i pi\u00f9 anziani a provare timore e incertezza: ricordano bene la guerra civile e la povert\u00e0 estrema nel vicino Tajikistan negli Anni Novanta. Due problemi che Nazarbayev era riuscito a evitare, tenendo a bada le tensioni interetniche tra russi e kazaki e sfruttando le ingenti risorse petrolifere del Paese per facilitare il passaggio a un\u2019economia capitalista e assicurare al popolo un discreto livello di prosperit\u00e0, soprattutto rispetto ai Paesi vicini.<\/p>\n<p>Nazarbayev \u00e8 pure riuscito a mantenere un certo equilibrio nelle relazioni con le varie potenze regionali e mondiali. Si \u00e8 avvicinato a Mosca, entrando a far parte dell\u2019Unione economica eurasiatica, ma anche alla Cina, che ha coinvolto Astana nella <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\">Nuova Via della Seta.<\/a><\/strong> Il tutto mantenendo buone relazioni anche con l\u2019Occidente: nel 2015 fu firmato un accordo rafforzato di cooperazione e partenariato con l\u2019Ue, nonostante le continue violazioni dei diritti umani.<\/p>\n<p>Stabilit\u00e0 e ricchezza, infatti, hanno un prezzo; la libert\u00e0 di stampa \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente \u2013 Reporters without borders classifica il Kazakhstan al 158\u00b0 posto su 180 \u2013, le elezioni non sono libere e ogni espressione di dissenso viene duramente pagata: \u00e8 il caso di Maks <strong><a href=\"https:\/\/www.hrw.org\/news\/2016\/11\/28\/kazakhstan-2-activists-sentenced-5-years\">Bokayev<\/a><\/strong>, un attivista che sta scontando una pena di cinque anni per avere partecipato a proteste pacifiche, nonostante gli appelli delle organizzazioni internazionali per il suo rilascio.<\/p>\n<p>In questo contesto autoritario, la popolazione era diventata apatica e disinteressata alla politica. Almeno fino a che le dimissioni di Nazarbayev non hanno risvegliato un interesse nei pi\u00f9 giovani, che per la prima volta hanno l\u2019occasione di dibattere del futuro del Paese, anche attraverso i social media. Ed \u00e8 proprio sui social che alcuni hanno espresso la loro indignazione per la decisione di cambiare il nome della capitale; una decisione che &#8211; anche per chi non ha mai conosciuto un altro presidente &#8211; rappresenta un eccesso nel culto della personalit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il futuro: quale Kazakhstan dopo Nazarbayev?<\/strong><br \/>\nLe dimissioni di Nazarbayev porteranno a un sistema democratico nel Paese? E&#8217; legittimo pensare che siano state attentamente pianificate per preservare il sistema politico attuale e salvaguardare la stabilit\u00e0 tanto cara al Primo Presidente. La scelta di Tokayev come successore \u2013 ha alle spalle una lunga carriera diplomatica ed \u00e8 stato direttore generale dell\u2019ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra dal 2011 al 2013 \u2013 \u00e8 un modo per acquisire rispettabilit\u00e0 agli occhi del mondo, cos\u00ec come lo \u00e8 lo stretto rispetto della legge in questa successione.<\/p>\n<p>Secondo la costituzione, infatti, \u00e8 il presidente del Senato \u2013 la carica occupata precedentemente da Tokayev \u2013 ad assumere la guida del Paese in caso di dimissioni del presidente. E non a caso, una volta liberatasi la poltrona di Tokayev, al suo posto \u00e8 stata eletta all\u2019unanimit\u00e0 Dariga <strong>Nazarbayeva<\/strong>, figlia del presidente e da tempo considerata come la persona che pi\u00f9 probabilmente gli succeder\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cSe vogliamo che tutto rimanga com\u2019\u00e8, bisogna che tutto cambi\u201d \u00e8 un adagio perfettamente applicabile alla situazione in Kazakhstan, dove il cambio di leadership non ha significato maggiore tolleranza del dissenso. E infatti le persone che hanno manifestato ad Astana e ad Almaty il 21 e 22 marzo &#8211; in mezzo alle celebrazioni del Nauryz, il nuovo anno persiano -, protestando contro il cambio di nome della capitale e la corruzione endemica nel Paese, se ne sono immediatamente accorte. La polizia \u00e8 intervenuta\u00a0<a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/article\/us-kazakhstan-protests\/kazakh-police-disperse-protest-against-renaming-of-capital-idUSKCN1R20K0\">arrestando<\/a> i manifestanti e anche gente che, a dire degli agenti, avrebbe potuto prendere parte alle proteste. L\u2019era del post-Nazarbayev per ora pare identica ai trent\u2019anni precedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo leader sovietico \u00e8 in pensione da una settimana, ma ha gi\u00e0 una capitale che porta il suo nome. 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