{"id":73513,"date":"2019-03-29T07:25:27","date_gmt":"2019-03-29T06:25:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73513"},"modified":"2019-03-29T07:26:40","modified_gmt":"2019-03-29T06:26:40","slug":"prosur-integrazione-america-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/prosur-integrazione-america-latina\/","title":{"rendered":"Prosur: nuovo modello di integrazione per l&#8217;America Latina"},"content":{"rendered":"<p>Il 22 marzo scorso nel palazzo presidenziale cileno della Moneda \u00e8 stata firmata la <strong>Dichiarazione di Santiago<\/strong> che ha sancito la nascita del <strong><em>Foro para el progreso de America del Sur<\/em><\/strong>, il <strong>Prosur<\/strong>. I Paesi fondatori del nuovo organismo sono <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/argentina-sopravvivere-vivere\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Argentina<\/a>, Cile, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/11\/brasile-bolsonaro-incertezza-futuro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Brasile<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/06\/colombia-elezioni-duque-presidente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Colombia<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/ecuador-metamorfosi-regione-volto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ecuador<\/a>, Per\u00f9, Paraguay e Guyana, i cui presidenti hanno aderito alla dichiarazione proposta nella capitale cilena. Il presidente cileno Sebastian Pi\u00f1era, che \u00e8 stato anfitrione in occasione della riunione costitutiva del Prosur, \u00e8 stato designato come primo presidente <em>pro tempore<\/em> dell&#8217;organizzazione. Alla prima presidenza &#8211; che durer\u00e0 dodici mesi &#8211; seguir\u00e0 quella paraguayana.<\/p>\n<p>Bolivia, Uruguay e Suriname, pur avendo partecipato alla redazione della Dichiarazione di Santiago, non hanno firmato il documento. I tre Paesi astenutisi sono intervenuti all&#8217;incontro rappresentati non dai rispettivi presidenti, ma da alti funzionari.<\/p>\n<p>Il presidente Pi\u00f1era ha dichiarato due dei principi fondamentali del nuovo organismo internazionale, la <strong>\u201cflessibilit\u00e0\u201d in termini strutturali<\/strong> e <strong>\u201cl&#8217;assenza di ideologia\u201d in termini politici<\/strong>. L&#8217;obiettivo \u00e8 quello di promuovere uno \u201cspazio regionale di coordinamento e cooperazione\u201d per creare <strong>un&#8217;integrazione pi\u00f9 forte in America del Sud<\/strong>. La stessa dichiarazione stilata il 22 marzo afferma la gradualit\u00e0 e la progressivit\u00e0 nello sviluppo del nuovo organismo, che si propone di garantire dei meccanismi decisionali agili e rapidi.<\/p>\n<p><strong>Uno spazio regionale per succedere all\u2019Unasur<\/strong><br \/>\nIl Prosur, nelle intenzioni dei membri fondatori dovrebbe sostituire l&#8217;Unione delle nazioni sudamericane, la <strong>Unasur<\/strong>, fondata nel maggio del 2008 su iniziativa degli allora presidenti di Venezuela e Argentina, Hugo Ch\u00e1vez e Nestor Kirchner. Il proposito non sar\u00e0 facile da realizzare, se si considera che la Unasur alla sua creazione era forte della partecipazione di dodici Stati fondatori, firmatari del Trattato costitutivo di Brasilia.<\/p>\n<p>Nello specifico, il Prosur si propone di munirsi di una struttura pi\u00f9 flessibile della Unasur. Quest&#8217;ultima infatti consta oltre che di un presidente in carica annualmente, anche di un Parlamento e di un segretario generale il cui mandato dura due anni e che rappresenta la figura esecutiva dell&#8217;Unione. In questa fase, la creazione del Prosur approfitta proprio della crisi che la Unasur sta soffrendo dal gennaio del 2017, dovuta alla mancanza di consenso sulla nomina del diplomatico argentino Jos\u00e9 Octavio Bord\u00f3n alla segreteria generale.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione delle nazioni sudamericane riunisce inoltre entrambe le organizzazioni doganali regionali, il <strong>Mercosur<\/strong> e la Comunit\u00e0 Andina (Can). E proprio la Dichiarazione di Santiago si propone di ridimensionare, o almeno di modificare, il mercato comune del Sudamerica (di cui sono parte tutti i Paesi promotori del Prosur meno la Guyana).\u00a0 Da un lato gi\u00e0 durante la riunione bilaterale tenutasi a gennaio a Brasilia i leader argentino e brasiliano Macri e Bolsonaro avevano deciso di lavorare insieme per modernizzare il Mercosur e promuovere la creazione di uno spazio d&#8217;integrazione regionale che fosse \u201cpi\u00f9 adatto alle sfide del ventunesimo secolo\u201d.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro, la presidenza boliviana ha comunicato, poco prima lo svolgimento della riunione di Santiago, che la Unasur continua ad essere vigente nonostante i problemi e che nel caso l&#8217;Ecuador valutasse un cambio della sede di Quito, la stessa Bolivia offrirebbe come sede del Parlamento dell&#8217;Unasur la citt\u00e0 di Cochabamba. <strong>La nuova organizzazione contribuisce dunque a determinare una sovrapposizione di organismi regionali<\/strong>. Con il tempo si vedr\u00e0 effettivamente quali saranno destinati a perdurare e a influire sul panorama politico-economico in America del sud.<\/p>\n<p><strong>Sullo sfondo, la disputa sul Venezuela<\/strong><br \/>\nNonostante la dichiarazione di neutralit\u00e0 ideologica affermata da Pi\u00f1era e ribadita dal presidente colombiano Iv\u00e1n Duque, \u00e8 molto difficile non vedere nella fondazione del Prosur un nuovo capitolo della disputa ideologica che attraversa l&#8217;America del Sud. Sette degli otto paesi firmatari la dichiarazione di Santiago fanno parte del <strong>Gruppo di Lima<\/strong>, che si \u00e8 apertamente dichiarato oppositore del governo di Nicol\u00e1s Maduro in <strong>Venezuela<\/strong> e che a febbraio ha accolto il governo dell&#8217;autoproclamato presidente dell\u2019Assemblea nazionale Juan Guaid\u00f3.<\/p>\n<p>Bolivia e Uruguay, che hanno partecipato alla redazione della Dichiarazione di Santiago ma si sono astenuti dal firmarla, non solo non fanno parte del Gruppo di Lima ma differiscono quanto alla linea da seguire in relazione alla crisi venezuelana. La Bolivia\u00a0 conserva una posizione favorevole a Maduro e l&#8217;Uruguay, insieme al Messico, ha sempre optato per una politica del dialogo nei confronti del governo di Caracas.<\/p>\n<p><strong>Un forum per la svolta a destra<\/strong><br \/>\nLa Dichiarazione di Santiago ripropone dunque la polarizzazione che si \u00e8 definita in relazione alla questione venezuelana. Lo stesso presidente Pi\u00f1era il 22 febbraio si era recato a <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/venezuela-guaido-concerto-cucuta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">C\u00facuta<\/a>, alla frontiera tra Colombia e Venezuela, per esprimere il proprio appoggio a Guaid\u00f3, dichiarando che Maduro aveva i giorni contati. Sembra improbabile, dunque, che fino a quando la crisi in Venezuela non si sar\u00e0 conclusa le relazioni internazionali in America Latina possano non avere una matrice politico-ideologica. Anche se la partecipazione di Uruguay e Bolivia alla riunione di Santiago del Cile rappresenta comunque un&#8217;apertura, probabilmente anche in previsione delle <strong>nuove sfide elettorali del 2019<\/strong>.<\/p>\n<p>La rinuncia a firmare la dichiarazione fondamentale del Prosur da parte di Bolivia ed Uruguay, almeno per il momento, va riconosciuta come una chiara decisione politica. La Bolivia di Evo Morales e l&#8217;Uruguay del <em>Frente Amplio<\/em> restano infatti gli ultimi due Paesi rappresentanti di quello che potremmo definire come il ciclo progressista di inizio ventunesimo secolo a resistere ancora. E proprio nei due Paesi, oltre che in Argentina, questo 2019 si svolgeranno le elezioni presidenziali che potrebbero cambiare almeno in parte la fisionomia geopolitica dell&#8217;America del Sud. Se la situazione politica dovesse restare la stessa a La Paz e Montevideo, e Macri dovesse perdere le elezioni a Buenos Aires, il Prosur rischierebbe di vedersi delegittimato dal mancato apporto di questi Paesi all&#8217;organizzazione. In caso contrario, potrebbe davvero trasformarsi in un importante strumento della diplomazia multilaterale dei governi di destra nella regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 22 marzo scorso nel palazzo presidenziale cileno della Moneda \u00e8 stata firmata la Dichiarazione di Santiago che ha sancito la nascita del Foro para el progreso de America del Sur, il Prosur. 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