{"id":73537,"date":"2019-04-01T14:52:14","date_gmt":"2019-04-01T12:52:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73537"},"modified":"2019-04-02T13:00:42","modified_gmt":"2019-04-02T11:00:42","slug":"clima-italia-ue-greta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/clima-italia-ue-greta\/","title":{"rendered":"Clima: Ue e Italia, vicini a Greta, lontani dagli obiettivi"},"content":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/clima-finestra-stretta-ambizione-poca\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>clima<\/strong> <\/a>\u00e8 stato al centro del dibattito pubblico, trainato dagli scioperi globali guidati dalla svedese Greta <strong>Thunberg<\/strong>, con l\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/cambiamento-climatico-costi-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Italia<\/strong><\/a> tra i Paesi con il numero pi\u00f9 alto di eventi e oltre 400 mila presenze. Ma nonostante Greta e tutti i suoi compagni, i Governi europei sembrano immuni, nei fatti, a cambiare rotta in modo convincente.<\/p>\n<p>Per rispondere in maniera adeguata e sicura all\u2019emergenza climatica \u2013 ovvero limitare l\u2019innalzamento globale della temperatura media entro un grado e mezzo come richiesto dalla comunit\u00e0 scientifica internazionale \u2013, l\u2019Europa deve abbattere completamente le sue emissioni tra il 2040 e il 2050. Non \u00e8 solo una questione di sicurezza fisica ma anche di equit\u00e0 globale, per il fatto che storicamente abbiamo inquinato molto di pi\u00f9 dei Paesi in via di sviluppo, e di equit\u00e0 intergenerazionale come ci ricordano gli studenti rispondendo all&#8217;appello di Greta.<\/p>\n<p><strong>Le conclusioni del Consiglio europeo<\/strong><br \/>\nDurante il Consiglio europeo del 21-22 marzo sono passate inosservate, causa Brexit, Cina ma anche un diffuso <em>gap<\/em> mediatico in Italia sulle questioni europee inerenti al clima, le <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/media\/38789\/22-euco-final-conclusions-en.pdf?utm_source=dsms-auto&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=European+Council+conclusions%2c+22+March+2019\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">conclusioni<\/a> riguardanti il piano europeo di riduzione delle emissioni al 2050. I capi di Stato e di Governo dovevano indicare che direzione dovesse prendere la <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/sites\/clima\/files\/docs\/pages\/com_2018_733_en.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">proposta della Commissione<\/a> presentata a fine novembre 2018. La proposta e include diversi scenari dai quali emerge chiaramente come quelli che raggiungono livelli di emissioni zero nette entro il 2050 (e in linea con un grado e mezzo) rappresentano l\u2019opzione migliore per salvaguardare la sicurezza e il benessere del cittadini europei: l\u2019economia europea raddoppierebbe rispetto al 1990 e risparmieremmo dai 2 ai 3 mila miliardi di importazioni di combustibili fossili e 200 miliardi l\u2019anno in costi sanitari, prevenendo il 40% delle morti premature da inquinamento attuali (che ammontano a circa mezzo milione l\u2019anno, di cui 80 mila in Italia).<\/p>\n<p>Nonostante la spinta di Greta, per\u00f2, i leader europei non hanno preso alcuna decisione, rinviandola invece al prossimo Consiglio di giugno. I leader avranno modo di confrontarsi su questo anche il prossimo 9 maggio a Sibiu in Romania in occasione del Summit sul Futuro dell\u2019Europa. Quello che per\u00f2 emerge dai negoziati \u00e8 una situazione che non fa ben sperare. La Germania si \u00e8 allineata infatti alla posizione pi\u00f9 retrograda di Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Ungheria) bloccando le ambizioni. Anche l\u2019Italia ha giocato al ribasso, prendendo tempo e tradendo <a href=\"https:\/\/www.permanentrepresentations.nl\/documents\/publications\/2018\/11\/21\/joint-letter-on-climate-ambition-of-the-future-eu-long-term-strategy\">la firma del ministro dell\u2019Ambiente Sergio Costa<\/a> a una lettera che chiede esplicitamente che l\u2019Europa si impegni a raggiungere l\u2019obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Il premier Giuseppe Conte, durante il punto stampa a fine vertice prima di rientrare a Roma, si \u00e8 astenuto da prendere posizione non proferendo parola.<\/p>\n<p><strong>Lo sguardo al 2050, gli intoppi per il 2030<\/strong><br \/>\nNelle conclusioni emerge per\u00f2 l\u2019invito ai singoli Stati Membri a finalizzare la loro strategia nazionale al 2050 (l\u2019Accordo di Parigi ne richiede la presentazione entro il prossimo anno). Su questo la situazione in Italia sembra per\u00f2 in alto mare e al momento tutto bloccato. Nulla emerge inoltre dal <a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/index.php\/it\/per-i-media\/notizie\/it\/198-notizie-stampa\/2039458-di-maio-presenta-il-piano-energia-e-clima-2030\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lancio della consultazione pubblica del Piano Energia e Clima 2030<\/a>, il piano al 2030 richiesto dalla Commissione la cui versione finale deve essere inviata entro fine dicembre, presentato dai ministri Di Maio e Costa e dal sottosegretario Crippa.<\/p>\n<p>Il Piano 2030 parte per\u00f2 gi\u00e0 con una gamba zoppa: agli Stati Membri \u00e8 infatti chiesto come intendono raggiungere il target europeo di riduzione delle emissioni fissato nel lontano 2014 (cio\u00e8 una riduzione di almeno il 40% delle emissioni al 2030 rispetto al 1990) che risulta per\u00f2 altamente inadeguato per raggiungere l\u2019obiettivo dell\u2019Accordo di Parigi di un grado e mezzo (fissato alla COP21 nel 2015). Uno <a href=\"https:\/\/europeanclimate.org\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/NZ2050-from-whether-to-how.pdf\">studio<\/a> recente mostra che un target adeguato di riduzione dovrebbe rientrare tra il 55% e il 65%. Perci\u00f2 pianificare misure su un target inadeguato genererebbe segnali fuorvianti e non consentirebbe di preparare l\u2019economia in modo adeguato. Su questo per\u00f2 i Ministri non hanno espresso alcun giudizio mentre la <a href=\"https:\/\/www.mise.gov.it\/images\/stories\/documenti\/Proposta_di_Piano_Nazionale_Integrato_per_Energia_e_il_Clima_Italiano.pdf\">bozza<\/a> del Piano, presentato a inizio gennaio, contiene misure e obiettivi insufficienti per rispettare l\u2019Accordo di Parigi.<\/p>\n<p>Anche se l\u2019orizzonte di riferimento di questo piano \u00e8 il 2030, le regole di compilazione indicano che dovr\u00e0 esprimere un giudizio sull\u2019orizzonte 2050. Questo perch\u00e9 senza una chiara visione e strategia di lungo termine \u00e8 molto difficile identificare il livello adeguato di investimenti necessari al 2030 e calcolare l\u2019effettivo bisogno di tecnologie e infrastrutture connesse.<\/p>\n<p><strong>La situazione dell&#8217;Italia&#8230;<\/strong><br \/>\nPer l\u2019Italia, un orizzonte chiaro di lungo periodo \u00e8 particolarmente rilevante per gestire in modo efficace la decarbonizzazione del gas, la fonte fossile da cui dipendiamo di pi\u00f9 per la produzione di elettricit\u00e0 e di calore. Per raggiungere l\u2019obiettivo di emissioni zero nette entro il 2050 occorre iniziare a pianificare ora il sistema elettrico e del calore che ci permetter\u00e0 di uscire dal gas fossile in tempo e in modo sicuro e conveniente.<\/p>\n<p>Per il settore elettrico <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/iai1825.pdf\">analisi<\/a> mostrano come, anche in un contesto di uscita dal carbone al 2025, non vi sarebbe bisogno di nuovi impianti a gas se saranno impiegate in misura maggiore tecnologie mature e gi\u00e0 competitive come rinnovabili, sistemi intelligenti di gestione della domanda, reti elettriche e sistemi di accumulo. Ci\u00f2 detto, la generazione a gas esistente pu\u00f2 giocare un ruolo di flessibilit\u00e0 a patto per\u00f2 di non limitare l\u2019impiego di opzioni pi\u00f9 pulite. Allo stesso tempo, <a href=\"https:\/\/www.energyunionchoices.eu\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/EUC_Report_Web.pdf\">analisi<\/a> mostrano come grazie all\u2019impiego di queste tecnologie mature e pulite nel settore elettrico, e ancor pi\u00f9 dell\u2019efficienza energetica e dell\u2019elettrificazione nel settore del calore, non vi sarebbe bisogno di nuovi gasdotti e rigassificatori per l\u2019importazione di gas la cui domanda continuer\u00e0 a calare.<\/p>\n<p><strong>&#8230; e quella dell&#8217;Unione europea<\/strong><br \/>\nQuesto vale non solo per l\u2019Italia ma anche per il resto d\u2019Europa. Un <a href=\"https:\/\/europeanclimate.org\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Towards-Fossil-Free-Energy-in-2050.pdf\">nuovo studio<\/a> commissionato dalla <em>European Climate Foundation<\/em> mostra come attraverso diverse combinazioni di tecnologie mature e competitive\u00a0\u00e8 possibile rinunciare completamente ai combustibili fossili in Europa entro il 2050. La chiave \u00e8 puntare sull\u2019efficienza energetica, attraverso le\u00a0ristrutturazioni edilizie, e sull&#8217;elettrificazione del trasporto e del calore. L\u2019utilizzo dell&#8217;idrogeno prodotto da rinnovabili pu\u00f2 giocare un ruolo importante ma solo per applicazioni specifiche in cui possa dare il massimo valore aggiunto, come lo stoccaggio stagionale e la gestione dei periodi di punta della domanda. Puntare troppo sull\u2019idrogeno, rispetto alla massimizzazione dell\u2019efficienza energetica e dell\u2019elettrificazione del calore, aumenterebbe le bollette e i costi del sistema energetico, con una spesa supplementare per le famiglie tra i 165 e 214 miliardi e costi infrastrutturali aggiuntivi fino al 36%.<\/p>\n<p>I vantaggi socioeconomici di abbandonare i combustibili fossili sarebbero consistenti rispetto a oggi: un incremento di 1,8 milioni di posti di lavoro (a patto di garantire che i lavoratori siano riqualificati e possano ottenere posti di lavoro di qualit\u00e0 nei nuovi settori), un risparmio sulla spesa energetica delle famiglie di 23 miliardi e un aumento del 2,1% del Pil europeo. La trasformazione invocata da Greta e dagli studenti di tutto il mondo \u00e8 possibile, sicura e conveniente. La politica non ha pi\u00f9 scuse: Greta e i suoi compagni attendono risultati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane il clima \u00e8 stato al centro del dibattito pubblico, trainato dagli scioperi globali guidati dalla svedese Greta Thunberg, con l\u2019Italia tra i Paesi con il numero pi\u00f9 alto di eventi e oltre 400 mila presenze. 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