{"id":73590,"date":"2019-04-04T23:48:56","date_gmt":"2019-04-04T21:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73590"},"modified":"2019-04-08T22:41:38","modified_gmt":"2019-04-08T20:41:38","slug":"ue-cina-sovranita-tecnologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/ue-cina-sovranita-tecnologica\/","title":{"rendered":"Ue\/Cina: pi\u00f9 integrazione europea a difesa sovranit\u00e0 tecnologica"},"content":{"rendered":"<p>Un altro fantasma si aggira per l\u2019Europa, quello della sua <strong>sovranit\u00e0 tecnologica<\/strong>, a partire dal campo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/\">della <strong>difesa<\/strong> e della<strong> sicurezza<\/strong>,<\/a> ma \u00e8 rimasto fino ad ora sullo sfondo, con qualche rara e fugace apparizione soprattutto quando si affrontava il tema dell\u2019innovazione tecnologica. Per anni i suoi contorni sono stati poco chiari, confusi e mascherati dall&#8217;uso strumentale in chiave anti-americana: \u00e8 cos\u00ec sembrato che il termine \u201csovranit\u00e0\u201d fosse utilizzato solo per addolcire quello di \u201cautonomia\u201d.,<\/p>\n<p>In realt\u00e0 \u201csovranit\u00e0 tecnologica\u201d \u00e8 molto di pi\u00f9 di \u201cautonomia\u201d. Implica, infatti, non un generico controllo delle tecnologie di processo e di prodotto, ma la capacit\u00e0 di esercitarlo nelle<a href=\"https:\/\/eda.europa.eu\/docs\/default-source\/documents\/ksa-presentation.pdf\"> Ksa-Key Strategic Activities<\/a>, le attivit\u00e0 strategiche chiave attraverso cui un Paese o, nel caso europeo, un\u2019Unione di Paesi garantiscono la propria collocazione internazionale nel breve, medio e lungo periodo e, insieme, la propria difesa e sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Globalizzazione e rivoluzione tecnologica<br \/>\n<\/strong>In un mondo sempre pi\u00f9 globalizzato, il confronto non \u00e8 pi\u00f9 solo con il principale alleato americano e con il potenziale nemico russo, ma su scala mondiale, e l\u2019attenzione non \u00e8 solo sull&#8217;attuale posizionamento tecnologico, ma anche su quello prospettico. Qui il fattore determinante \u00e8 quello della velocit\u00e0 e intensit\u00e0 dell\u2019innovazione tecnologica, dove tutti corrono (vecchi e nuovi concorrenti) e cos\u00ec dovremmo fare noi europei al fine di mantenere e, se possibile, aumentare il nostro vantaggio tecnologico nei settori strategici.<\/p>\n<p>Per ogni paese non \u00e8 facile individuare le Ksa (anche perch\u00e9 bisogna farlo guardando avanti di decenni) e lo \u00e8 ancora meno per l\u2019Unione europea (data la forte competenza dei singoli Stati membri e la sua debolezza politica e istituzionale). Per i nostri competitori extra-europei \u00e8, infatti, chiara l\u2019identit\u00e0 nazionale e, quindi, sono individuabili i relativi interessi da tutelare, mentre per l\u2019Ue vale costantemente la commistione, spesso ambigua, fra identit\u00e0 dei singoli Stati membri e identit\u00e0 europea e la conseguente solo parziale sovrapposizione degli interessi nazionali ed europei.<\/p>\n<p>In questo contesto interviene anche la nuova rivoluzione industriale 4.0 che \u00e8 destinata a rafforzare la nuova gerarchia dello sviluppo tecnologico che si sta creando, consentendo forme di controllo e condizionamento tecnologico completamente sconosciute fino ad ora. La digitalizzazione di tutte le attivit\u00e0 ha soprattutto due aspetti che la collegano al tema della sovranit\u00e0 tecnologica: l\u2019interconnessione che tende ad abbattere i confini nazionali e la standardizzazione che, al di l\u00e0 delle barriere (regole, normative, tradizioni, cultura, lingua, ecc.), tende a favorire una maggiore globalizzazione del sistema industriale.<\/p>\n<p>Tutto questo coinvolge anche per il settore della difesa e sicurezza che non \u00e8 l\u2019unico a contenere le Ksa, ma che \u00e8 sicuramente il principale. E questo non \u00e8 secondario se si vuole comprendere le ragioni del nuovo impegno europeo nel sostenerne lo sviluppo tecnologico.<\/p>\n<p><strong>Le decisioni europee<br \/>\n<\/strong>L\u2019Unione europea deve dare un\u2019efficace risposta all&#8217;esigenza di controllare autonomamente le tecnologie chiave che condizionano la crescita nei settori pi\u00f9 avanzati. Controllarle significa possederle o svilupparle e poi mantenerle nel tempo: da una parte, quindi, devono essere rese disponibili, dall&#8217;altra devono essere preservate.<\/p>\n<p>Il varo dell\u2019Edf (<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-regole-difesa-europea\/\">European Defence Fund<\/a>), con i suoi <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/edf-ue-italia-sfide\/\">13 miliardi di euro dal 2021 al 2027<\/a>, rappresenta un elemento importante della nuova strategia di rafforzamento dell\u2019innovazione tecnologica nel campo della difesa (sempre che, ovviamente, si punti sulle Ksa).<\/p>\n<p>Tutelare meglio la sovranit\u00e0 tecnologica significa, per\u00f2, anche affrontare la questione dei trasferimenti tecnologici verso i Paesi terzi clienti che chiedono crescentemente di essere coinvolti sul piano tecnologico e industriale. Fino ad ora il tema \u00e8 stato affrontato solo nella dimensione nazionale o multinazionale per i programmi di collaborazione nel campo della difesa. Ma se si vuole rafforzare la sovranit\u00e0 tecnologica in chiave europea, dovr\u00e0 essere considerato anche nei programmi finanziati con fondi europei, garantendo meglio che i trasferimenti di tecnologia non minaccino dall&#8217;interno la sovranit\u00e0 tecnologica europea.<\/p>\n<p><strong>Il fattore cinese<br \/>\n<\/strong>Ci ha pensato in queste settimane il dragone cinese a far rientrare in scena il fantasma della sovranit\u00e0 tecnologica e a richiamare l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di una strategia comune europea per garantirla. \u00c8 avvenuto su tre terreni particolarmente delicati: finanziario, trasferimenti tecnologici e comunicazioni.<\/p>\n<p>Sul primo si dovr\u00e0 affrontare con opportuni accordi politici e strumenti normativi un duplice rischio: un eccessivo indebitamento dei singoli Stati membri verso Pechino per evitare che questo sia poi eccessivamente \u201cinfluenzabile\u201d e l\u2019acquisizione del controllo di imprese ritenute strategiche in chiave europea (un primo passo per costruire una posizione comune \u00e8 stato compiuto con il documento della Commissione europea del 13 marzo sugli investimenti stranieri diretti nell\u2019Ue).<\/p>\n<p>Anche sul secondo fronte, serve un accordo politico e una strumentazione di controllo per evitare trasferimenti di Ksa in un quadro di competizione inter-europea che rafforzerebbero il competitore cinese e comprometterebbero il vantaggio tecnologico europeo.<\/p>\n<p>Sul terzo, si dovrebbe mitigare a livello europeo la dipendenza da fornitori cinesi. Va tenuto, infatti, presente che le comunicazioni sono per definizione uno dei settori pi\u00f9 integrati e sensibili (una caratteristica non limitabile alle comunicazioni militari o istituzionali, perch\u00e9 bisogna includervi quelle finanziarie, economiche, industriali e tecnologiche). Oltre ad uno stretto controllo sulla loro attivit\u00e0, bisogna domandarsi se l\u2019Unione europea non dovrebbe in questo specifico caso favorire la costituzione di alternative europee, sul modello di quanto nel 1987 si fece nel campo dei semiconduttori.<\/p>\n<p>La risposta, quindi, non pu\u00f2 che essere a livello europeo sia per evitare che attraverso le relazioni bilaterali si finisca con il rafforzare il potere contrattuale cinese (i 27 nani di fronte al gigante), sia perch\u00e9, dato il livello di integrazione europea, gli interessi nazionali nel campo della sovranit\u00e0 tecnologica non sono separabili da quelli europei.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un altro fantasma si aggira per l\u2019Europa, quello della sua sovranit\u00e0 tecnologica, a partire dal campo della difesa e della sicurezza, ma \u00e8 rimasto fino ad ora sullo sfondo, con qualche rara e fugace apparizione soprattutto quando si affrontava il tema dell\u2019innovazione tecnologica. 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