{"id":7360,"date":"2008-02-18T00:00:00","date_gmt":"2008-02-17T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/mccain-la-politica-estera-di-un-falco-pragmatico\/"},"modified":"2017-11-03T15:41:00","modified_gmt":"2017-11-03T14:41:00","slug":"mccain-la-politica-estera-di-un-falco-pragmatico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/02\/mccain-la-politica-estera-di-un-falco-pragmatico\/","title":{"rendered":"McCain: la politica estera di un falco pragmatico"},"content":{"rendered":"<p>Cosa dovrebbero aspettarsi gli europei da una presidenza McCain? Ora che il senatore dell\u2019Arizona sembra inesorabilmente lanciato verso la <i>nomination <\/i>repubblicana l\u2019interrogativo sta acquisendo una crescente attualit\u00e0. Su alcune questioni di politica estera che hanno diviso Usa ed Europa, ad esempio la prigione di Guantanamo e il riscaldamento climatico, McCain ha preso posizioni che si discostano significativamente da quelle di Bush, ma su altre, come l\u2019atteggiamento verso l\u2019Iran o la Russia, ha un approccio da \u201cfalco\u201d che darebbe presumibilmente non pochi grattacapi agli europei.<\/p>\n<p><b>Il nodo dell\u2019Iraq<\/b><br \/>La posizione pi\u00f9 nota e controversa \u00e8 quella sull\u2019Iraq. McCain si dice convinto della necessit\u00e0 di stabilizzare il paese per evitare che una sua implosione getti nel caos la regione, rafforzi Iran e Siria e metta a rischio la sicurezza di Israele. Il candidato repubblicano si \u00e8 sempre opposto all\u2019ipotesi di ritirare le truppe americane. In un\u2019intervista a \u201c<a href= \"http:\/\/www.nytimes.com\/2007\/04\/14\/us\/politics\/15mccain-transcript.htm\" target= \"blank\"><b><u>The New York Times<\/u><\/b><\/a>\u201d dell\u2019aprile 2007, sosteneva che di fronte alla minaccia terrorista non \u00e8 possibile un ritiro dall\u2019Iraq come quello effettuato dal Vietnam, \u201cperch\u00e9 se ci ritiriamo, loro ci seguiranno, e avremo una nuova serie di pericoli per la sicurezza nazionale\u201d. Sin dal 2003 McCain ha anzi sostenuto la necessit\u00e0 di aumentare le truppe nel paese e di adottare una strategia di controguerriglia finalizzata al controllo del territorio, criticando duramente l\u2019amministrazione Bush per aver sottovalutato i rischi della fase successiva al rovesciamento di Saddam Hussein. Oggi che tale strategia \u2013 il cosiddetto \u201csurge\u201d attuato dal generale Petraeus \u2013 ha migliorato la situazione della sicurezza in Iraq (gennaio \u00e8 stato il mese che ha registrato meno vittime americane da due anni a questa parte), McCain insiste sul mantenimento della presenza militare, sull\u2019addestramento delle forze armate irachene, e sulla riconciliazione politica indispensabile per la stabilizzazione del paese.<\/p>\n<p>La posizione sull\u2019Iraq \u00e8 ovviamente<a href= \" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=729\" target= \"blank\"><b><u> la pi\u00f9 contestata dai democratici<\/u><\/b><\/a>, che invece hanno condiviso con il senatore repubblicano una linea su due importanti temi: la prigione di Guantanamo e l\u2019utilizzo da parte della Cia di metodi di interrogatorio assimilabili a tortura. McCain, che \u00e8 stato profondamente segnato dalla sua esperienza di prigioniero dei vietcong per cinque anni, ha recentemente affermato che il carcere cubano deve essere chiuso e i detenuti trasferiti in adeguate prigioni negli Stati Uniti e trattati in conformit\u00e0 alla Convenzione di Ginevra. Inoltre, nel 2005 ha promosso l\u2019approvazione bipartisan al Senato del \u201c<a href= \"http:\/\/jurist.law.pitt.edu\/gazette\/2005\/12\/detainee-treatment-act-of-2005-white.php\" target= \"blank\"><b><u>Detainee Treatment Act<\/u><\/b><\/a>\u201d, che proibisce \u201ctrattamenti e punizioni crudeli, inumani o degradanti\u201d e limita le tecniche di interrogatorio utilizzabili dalle agenzie americane alle diciannove elencate nell\u2019Army Manual Field.<\/p>\n<p>McCain ha per\u00f2 appoggiato nel 2006 il \u201c<a href= \" http:\/\/frwebgate.access.gpo.gov\/cgi-bin\/getdoc.cgi?dbname=109_cong_bills&#038;docid=f:s3930enr.txt.pdf\" target= \"blank\"><b><u>Military Commission Act<\/u><\/b><\/a>\u201d, che autorizza il presidente a permettere alla Cia l\u2019utilizzo di metodi di interrogatorio pi\u00f9 duri purch\u00e9 non violino la Convenzione di Ginevra. Il tema dell\u2019immagine americana nel mondo e dell\u2019equilibrio tra sicurezza nazionale e diritti umani \u00e8 tornato alla ribalta con la vicenda del \u201cwaterboarding\u201d, la tecnica di interrogatorio della Cia considerata dai democratici e da McCain illegale perch\u00e9 assimilabile a tortura. Lo scorso 14 febbraio la maggioranza democratica in Congresso ha approvato un provvedimento che vieta il waterboarding e altre dure tecniche di interrogatorio, ma in questa occasione il senatore dell\u2019Arizona ha votato contro accusando la legge di essere troppo restrittiva per l\u2019intelligence americana, e di indebolire cos\u00ec la sua capacit\u00e0 di reperire informazioni.<\/p>\n<p><b>Questione ambientale<\/b><br \/>Un altro tema che vede McCain discostarsi nettamente dalla linea dell\u2019amministrazione Bush \u00e8 il riscaldamento climatico. Partendo dal presupposto, in verit\u00e0 ancora controverso in America, che l\u2019aumento della temperatura mondiale sia una minaccia reale dovuta anche all\u2019emissione di gas serra, McCain si \u00e8 detto pronto a valutare la partecipazione degli Stati Uniti al protocollo di Kyoto a patto che vi partecipino anche i maggiori paesi produttori di emissioni come Cina e India. Nel 2007 ha inoltre appoggiato in Senato un <a href= \"http:\/\/thomas.loc.gov\/cgi-bin\/bdquery\/z?d110:s.00280:%0D\" target= \"blank\"><b><u> disegno di legge<\/u><\/b><\/a> volto a introdurre negli Stati Uniti un sistema obbligatorio di limitazione e commercio delle emissioni simile a quello europeo.<\/p>\n<p>Su altri grandi temi della politica estera americana l\u2019approccio del senatore \u00e8 quello realista della tradizione repubblicana, privo delle connotazioni ideologiche dei neo-conservatori. In merito alla questione del nucleare iraniano, la via maestra da seguire, secondo McCain, \u00e8 quella della pressione politica ed economica nei confronti di Teheran, attraverso sanzioni da adottare nel Consiglio di Sicurezza, o se ci\u00f2 non fosse possibile tramite un accordo con l\u2019Europa. L\u2019anno scorso il senatore dell\u2019Arizona ha sostenuto, assieme ad altri settanta colleghi repubblicani e democratici tra cui Hillary Clinton, un disegno di legge per inasprire le sanzioni economiche contro l\u2019Iran. In seguito ha anche appoggiato una <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/Oss_Transatlantico\/Ottobre_dicembre2007.pdf\" target= \"blank\"><b><u> risoluzione non vincolante<\/u><\/b><\/a>,votata anch\u2019essa da diversi democratici compresa la senatrice di New York, per chiedere al Dipartimento di Stato americano di includere le Guardie rivoluzionarie iraniane nella lista nera dei gruppi terroristici. <\/p>\n<p>McCain ha inoltre escluso una <a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=725\"><b><u>   trattativa ad alto livello<\/u><\/b><\/a> e senza pre-condizioni con l\u2019Iran, dichiarando per\u00f2 di voler mantenere aperti i canali di comunicazione con Teheran contemporaneamente all\u2019incremento della pressione internazionale. Secondo il senatore repubblicano, l\u2019uso della forza rimane l\u2019opzione estrema ma non pu\u00f2 essere esclusa a priori perch\u00e9, ha sottolineato pi\u00f9 volte, va in ogni caso impedito all\u2019Iran di dotarsi dell\u2019arma atomica.<\/p>\n<p>Rimanendo ancora nell\u2019ambito mediorientale, McCain sostiene sull\u2019Afghanistan una posizione <a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=692\"><b><u>   simile agli altri candidati alla Casa Bianca <\/u><\/b><\/a>: ha infatti chiesto agli alleati europei della Nato pi\u00f9 truppe e meno restrizioni al loro impiego, oltre a un maggiore impegno nell\u2019addestramento dell\u2019esercito afgano e nell\u2019assistenza alle istituzioni giudiziarie e di polizia. Il senatore dell\u2019Arizona ha pi\u00f9 volte ribadito che quella in Afghanistan \u00e8 una battaglia cruciale nella campagna contro Al Qaeda, e che una presenza militare permanente degli Stati Uniti nella regione \u00e8 vitale per la sicurezza nazionale americana.<\/p>\n<p><b>I rapporti con la Russia<\/b><br \/>Quanto al rapporto con la Russia McCain, che \u00e8 abbastanza in l\u00e0 con gli anni da ricordare bene i tempi della Guerra Fredda, sostiene una posizione estremamente dura nei confronti dell\u2019attuale leadership russa. In primo luogo, ha denunciato apertamente l\u2019uso politico da parte russa delle forniture energetiche all\u2019Europa e le restrizioni alle libert\u00e0 politiche attuate da quella che ha definito, senza mezzi termini, la \u201ccricca di ex agenti dei servizi segreti\u201d oggi al potere al Cremlino. Convinto che occorra un nuovo approccio occidentale al \u201crevanscismo russo\u201d, McCain si \u00e8 spinto sino a chiedere l\u2019esclusione di Mosca dal G8 &#8211; dove vorrebbe invece che fossero rappresentati Brasile e India &#8211; per restaurare l\u2019originaria natura democratica del vertice. Il senatore repubblicano, inoltre, si \u00e8 schierato con decisione a favore della costruzione dello scudo anti-missili balistici in Europa orientale, progetto fortemente avversato dai russi. Infine, in un <a href= \"http:\/\/www.foreignaffairs.org\/20071101faessay86602\/john-mccain\/an-enduring-peac e-built-on-freedom.html\" target= \"blank\"><b><u>recente articolo <\/u><\/b><\/a> su Foreign Affairs ha ribadito che la Nato deve restare aperta all\u2019ingresso di altri paesi impegnati nella difesa dei valori di libert\u00e0 e democrazia, con un chiaro riferimento all\u2019adesione di Ucraina e Georgia che Mosca vede con il fumo negli occhi. Una linea del genere, se McCain fosse eletto presidente, porterebbe probabilmente a una crisi delle relazioni con la Russia e metterebbe in seria difficolt\u00e0 i paesi europei, che cogenti ragioni geografiche ed economiche spingono alla cautela nei rapporti con Mosca.<\/p>\n<p><b>La Lega delle democrazie<\/b><br \/>Un\u2019altra posizione di McCain che potrebbe creare difficolt\u00e0 agli europei, ma anche spingerli ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 nell\u2019arena internazionale, \u00e8 quella relativa all\u2019Onu e alla cosiddetta \u201c<a href=\" https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/articolo.asp?ID=698\"><b><u>Lega delle democrazie<\/u><\/b><\/a>\u201d. Da un lato infatti il senatore repubblicano conferma che gli Stati Uniti devono mantenere il loro impegno politico, economico e militare nelle Nazioni Unite, dall\u2019altro pone l\u2019esigenza di un coordinamento delle democrazie del mondo per promuovere i valori comuni di libert\u00e0 e democrazia. In quest\u2019ottica lancia la proposta di una Lega delle democrazie, che sia complementare e non sostitutiva delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali esistenti: dovrebbe funzionare come un forum nel quale gli Stati democratici potrebbero ad esempio coordinare la pressione internazionale su dittature come quella birmana o gli aiuti alle forze democratiche serbe e ucraine. Coerentemente con tale impostazione, McCain chiede ai paesi europei un maggiore impegno nel mantenere la stabilit\u00e0 internazionale, e guarda con favore agli sforzi dell\u2019Unione Europea di parlare con una sola voce in politica estera. A proposito del rapporto transatlantico, infine, afferma che, per esercitare la propria leadership mondiale, gli Stati Uniti devono essere prima di tutto un buon alleato, cio\u00e8 \u201cdevono impegnarsi a convincere i paesi amici delle proprie ragioni ed essere disponibili ad essere convinti dalle loro\u201d: un atteggiamento che appare tendenzialmente pi\u00f9 aperto e cooperativo di quello dell\u2019amministrazione Bush e che potrebbe effettivamente rivelarsi pi\u00f9 efficace nel sollecitare gli europei a maggiori assunzioni di responsabilit\u00e0 sia al livello transatlantico che al livello globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa dovrebbero aspettarsi gli europei da una presidenza McCain? Ora che il senatore dell\u2019Arizona sembra inesorabilmente lanciato verso la nomination repubblicana l\u2019interrogativo sta acquisendo una crescente attualit\u00e0. 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