{"id":73607,"date":"2019-04-07T23:42:53","date_gmt":"2019-04-07T21:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73607"},"modified":"2019-04-07T23:42:53","modified_gmt":"2019-04-07T21:42:53","slug":"italia-cina-mediterraneo-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/italia-cina-mediterraneo-europa\/","title":{"rendered":"Italia-Cina: le navi dei tesori, il Mediterraneo e l&#8217;Europa"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/cina-ue-trumpiana-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Memorandum d\u2019intesa<\/a> tra il governo di Roma e quello di Pechino \u00e8 stato firmato, e con esso l\u2019<strong>Italia<\/strong>, prima tra i Paesi del G7, \u00e8 ufficialmente nella \u201cBelt and Road Initiative\u201d, la <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/litalia-nella-nuova-via-della-seta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Nuova Via della Seta<\/a><\/strong> &#8211; seguita a ruota dal Lussemburgo &#8211; mentre la Repubblica popolare di<strong> Cina<\/strong>, quasi per incanto, \u00e8 assurta al centro delle discussioni politiche, economiche e strategiche nostrane, anche in vista del Vertice bilaterale Unione europea-Cina in programma a Bruxelles marted\u00ec 9 aprile.<\/p>\n<p>Tecnicamente, <strong>non \u00e8 stato firmato un trattato<\/strong>, ma \u00e8 stata apposta una firma ad uno strumento operativo, volto ad una <strong>cooperazione bilaterale<\/strong>, nel contesto di un <strong>partenariato strategico globale<\/strong> che riguarder\u00e0 scienza, tecnologia e innovazione, start-up e agenzie spaziali, televisioni e agenzie di stampa, con una grande attenzione ai beni culturali ed ai siti Unesco, con lo scopo di implementare l\u2019<em>e-commerce<\/em>, la collaborazione fiscale, sanitaria e le esportazioni di prodotti nostrani, simboli dello stile di vita italiano. Tante le imprese coinvolte (tra cui Eni, Cassa Depositi e Prestiti, Banca Intesa, Ansaldo Energia, Snam, Danieli) con l\u2019intento di creare sinergie ed opportunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Una rete terrestre, marittima e anche polare<\/strong><br \/>\nGli accordi costituiscono per l\u2019Italia un tentativo di agganciare le opportunit\u00e0 offerte dal faraonico progetto annunciato dal presidente cinese nel 2013, che coinvolge gi\u00e0 70 Paesi, di cui 13 europei, in un grande <strong>spazio economico eurasiatico integrato<\/strong>. Questa rete \u00e8 articolata in <strong>sei corridoi terrestri<\/strong> &#8211; la <em>Silk Road Economic Belt<\/em> (Sreb) &#8211; che si ramificano dall\u2019Asia fino all\u2019Europa, cui si \u00e8 aggiunta la Via della Seta polare, lungo tre rotte attraverso l\u2019Artico: un passaggio a nord-est in Russia, uno centrale e uno a nord-ovest che dovrebbe raggiungere il Canada, grazie alla nuova percorribilit\u00e0 resa possibile dal riscaldamento globale. Il 21 aprile 2016, un treno di 41 container, partito da Wuhan il 6 aprile, arrivava alla periferia di Lione, dopo aver percorso 11.500 km: la Nuova Via della Seta \u00e8 fatta di strade, ferrovie, vie sotterranee di gasdotti ed oleodotti.<\/p>\n<p>A questo fascio di percorsi terrestri fa da corona la <em>XXI Century Maritime Silk Road<\/em> (Msr), i <em>blue economic passages<\/em> che dalle coste del Fujian, tra Cina e Taiwan, passano per il Mar cinese meridionale e, attraverso lo Stretto di Malacca, raggiungono l\u2019Oceano Indiano, risalendo il Mar Rosso fino al Canale di Suez per immettersi cos\u00ec nel Mediterraneo e, attraversato l\u2019Adriatico, approdare sulle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2017\/05\/nuova-via-della-seta-italia-fra-porti-investimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">coste italiane<\/a><\/strong>, per agganciarsi alla Via della Seta terrestre.<\/p>\n<p>Queste arterie, che tradizionalmente partivano da Yumen, la Porta di Giada, eretta nel 121 a. C., finiscono a <strong>Venezia<\/strong>, porta millenaria tra Oriente ed Occidente, che oggi si dilata verso i sistemi portuali di <strong>Genova-Savona<\/strong>, sbocco dell\u2019area pi\u00f9 industrializzata d\u2019Europa e di <strong>Trieste e Monfalcone<\/strong>, rivolti alla Mitteleuropa, che collegano il Mediterraneo al Nord Europa e ai Paesi orientali. A questi si \u00e8 aggiunto, dopo la visita di Xi, il porto di <strong>Palermo<\/strong>, cuore pulsante del <em>Mare Nostrum<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Retaggi storici e nuove epopee<\/strong><br \/>\nMa quali rischi e quali speranze possono celarsi dietro tutto questo? La <em>Belt and Road Initiative<\/em> risponde alla necessit\u00e0 di dare certezza e compattezza al popolo cinese che cerca, come da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/cina-luna-incognite-terra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">millenaria tradizione<\/a>, nel proprio passato gli strumenti per forgiare il futuro. E cos\u00ec il Partito comunista cinese ha ripescato la fitta rete logistico-economico-commerciale rappresentata dalla variegata rete di percorsi, battezzata nel 1877 come Seidenstra\u00dfe, Via della Seta, dal barone Ferdinand von Richthofen, che oggi tesse una rete di connettivit\u00e0 tra passato e futuro, per una nuova <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/03\/xi-roma-globalismo-cinese\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">visione di globalizzazione<\/a>.<\/p>\n<p>Sulla scia di questi traffici millenari, che coinvolsero beni, uomini ed idee da epoche remote, l\u2019amministrazione cinese ha ripercorso la propria storia, rievocando le missioni diplomatiche di <strong>Zhang Qian,<\/strong> nel II secolo a. C., che avviarono scambi economici, culturali e politici in un\u2019ottica di rafforzamento strategico delle posizioni acquisite dalla dinastia Han, ed anche le gesta di un ammiraglio musulmano<strong>, Zheng He<\/strong>. Questo eroe, con un\u2019immane flotta\u00a0 (le colossali <strong>navi dei tesori<\/strong>, imponenti come un\u2019attuale portaerei), si spinse nel 1405 oltre il Mar cinese raggiungendo l\u2019Oceano Indiano, il Golfo Persico e il Mar Rosso (fino a La Mecca) per arrivare sulle coste orientale dell\u2019Africa, tra Somalia e Kenya.\u00a0 L\u2019epopea fin\u00ec dopo pochi anni a causa di una politica ottusa che abbandon\u00f2 ogni pretesa mercantile. Questa <strong>abdicazione<\/strong> probabilmente contribu\u00ec alla dissoluzione dell\u2019Impero Celeste e alle successive umiliazioni che oggi il Dragone vuole cancellare, proponendo un modello economico diverso, alternativo a quello Occidentale, che possa rendere la Cina un\u2019indiscussa protagonista della globalizzazione, in grado di decidere i destini del mondo e di guidarne l\u2019economia.<\/p>\n<p><strong>Equilibri geostrategici e ruolo italiano<\/strong><br \/>\nIl sogno di dominio dei mari \u00e8 diventato cos\u00ec parte integrante del sogno cinese ed ha trovato una configurazione giuridica con l\u2019inserimento della Nuova Via della Seta nella Carta costituzionale della Repubblica popolare, con un emendamento del 2018. La fitta rete di relazioni diplomatiche che Pechino sta tessendo \u00e8 funzionale alla realizzazione delle grandi opere infrastrutturali &#8211; finanziate attraverso l\u2019<em>Asian Infrastructure Investment Bank<\/em> (Aiib), dotata di un capitale pari a 100 miliardi di dollari americani -, divenute strumento precipuo della politica economica e militare cinese e garanzia della sua sicurezza energetica.<\/p>\n<p>Il disegno strategico cinese ha come scopo ultimo quello di accreditarsi, attraverso la gestione a livello globale delle relazioni internazionali, come <strong>grande potenza<\/strong> il cui progetto egemonico \u00e8 indissolubilmente legato alla tenuta del modello del capitalismo comunista con caratteristiche cinesi, finalizzato alla costruzione di una societ\u00e0 moderatamente prospera.<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce il nostro Paese, che potrebbe trarre dei considerevoli vantaggi dalla crescita dei flussi commerciali in un contesto aperto, inclusivo e bilanciato, ma che, d\u2019altro canto, difficilmente riesce a smarcarsi da una politica frammentata, incoerente e instabile, forse segnata anche da grosse ingenuit\u00e0 per la pesante ombra dell\u2019asimmetria dei rapporti con la Cina.<\/p>\n<p>L\u2019epilogo europeo del viaggio del presidente Xi Jinping, le polemiche col governo francese e con quello tedesco, ci richiamano comunque alla <strong>nuova centralit\u00e0 del Mediterraneo<\/strong>, da molti evocata, e ad una rivisitazione delle istituzioni europee. L\u2019<strong>Unione europea<\/strong>, per assurgere ad un nuovo, determinante ruolo deve perci\u00f2 fare un ulteriore, grande \u201c<strong>sforzo creativo<\/strong>\u201d che attinga all\u2019idea elaborata dai padri fondatori, un\u2019Europa di popoli e non di governi e di finanza, terra di pace, sicurezza, inclusivit\u00e0 e stabilit\u00e0, che sappia ridare nuova spinta a quel motore dello sviluppo che l\u2019antica progettualit\u00e0 della Via della Seta sta avviando e che l\u2019Italia della Cappella Palatina, delle ancora modernissime <em>Constitutiones Melphitanae<\/em>, pu\u00f2 degnamente alimentare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Memorandum d\u2019intesa tra il governo di Roma e quello di Pechino \u00e8 stato firmato, e con esso l\u2019Italia, prima tra i Paesi del G7, \u00e8 ufficialmente nella \u201cBelt and Road Initiative\u201d, la Nuova Via della Seta &#8211; seguita a ruota dal Lussemburgo &#8211; mentre la Repubblica popolare di Cina, quasi per incanto, \u00e8 assurta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":73608,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[77,96,125,450,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73607"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73607"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73609,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73607\/revisions\/73609"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}