{"id":73678,"date":"2019-04-12T07:16:29","date_gmt":"2019-04-12T05:16:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73678"},"modified":"2019-04-12T07:16:29","modified_gmt":"2019-04-12T05:16:29","slug":"venezuela-guaido-cuba-brasile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/venezuela-guaido-cuba-brasile\/","title":{"rendered":"Venezuela: Guaid\u00f3, ruolo di Cuba ed effetti di Brasile e Messico"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;Avana, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/cuba-referendum-costituzionale\/\"><strong>Cuba<\/strong><\/a>: il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-presidenti-scacchiera-internazionale\/\"><strong>Venezuela<\/strong><\/a> visto da qui non ha certamente il volto di Juan <strong>Guaid\u00f3<\/strong>. Dopo oltre due mesi dalla sua auto-proclamazione a presidente ad interim, le condizioni di vantaggio createsi con l\u2019imponente sostegno mediatico e diplomatico esterno non appaiono pi\u00f9 cos\u00ec solide; anzi.<\/p>\n<p>Per Cuba, il Venezuela \u00e8 il primo partner politico e commerciale. Le due economie sociali e produttive sono praticamente legate in un rapporto sinallagmatico: progetti sociali in cambio di risorse naturali, con pi\u00f9 di ventimila cubani presenti in Venezuela nei diversi progetti tra cui &#8216;<em>Buen vivir del paciente diab\u00e9tico&#8217;<\/em>\u00a0(solo nel 2018, sono stati curati circa 11.000 bambini venezuelani utilizzando il farmaco cubano Heberprot-P) e le missioni &#8216;<em>Barrio Adentro&#8217;<\/em>\u00a0e &#8216;<em>Milagro&#8217;<\/em>\u00a0con oggetto cure di prossimit\u00e0 ed equit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>\u00c8 facile avvertire la preoccupazione a tutti i livelli; tutti ricordano quello che accadde nel 2002, nelle prime ore del colpo di stato di Pedro Carmona: l\u2019Ambasciata cubana a Caracas fu assalita e tutte le strutture della cooperazione furono oggetto di una ignominiosa caccia all&#8217;uomo, perch\u00e9 ritenute il simbolo della deviazione politica chavista.<\/p>\n<p><em>\u201cPedro el breve\u201d<\/em> dur\u00f2 meno di 48 ore: la mobilitazione de &#8216;<em>los barrios&#8217;<\/em>\u00a0riport\u00f2 Hugo Chavez al Palazzo Miraflores. Determinante fu l\u2019intervento di Fidel<strong> Castro<\/strong>, che diffuse da Cuba le dichiarazioni della figlia di Chavez, Gabriela, che denunciava il sequestro del padre e smentiva la sua rinuncia. Geniale fu l\u2019idea dell\u2019allora procuratore generale Isaias Rodriguez, costituzionalista e poi ambasciatrice del Venezuela in Italia, che, per aggirare la censura dei media, finse di dimettersi in una conferenza stampa, per poi denunciare il sequestro del presidente e fare un appello al rispetto della costituzione. Imprescindibile fu la reazione degli apparati fedeli a Chavez, che riscattarono il presidente e si unirono alla grande pressione popolare a suo favore.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 tutto diverso: non c\u2019\u00e8 n\u00e9 Fidel n\u00e9 Chavez; \u00e8 cambiato tutto il contesto geo-strategico. La progressiva marginalizzazione della visione integrazionista e la vittoria dell\u2019ultradestra di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/12\/brasile-le-mani-di-bolsonaro-su-ambiente-e-amazzonia\/\"><strong>Bolsonaro<\/strong><\/a> in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/venezuela-guaido-brasile-bolsonaro\/\"><strong>Brasile<\/strong><\/a> ha determinato, o ha dato un\u2019opportunit\u00e0, all&#8217;esperimento Guaid\u00f3.<\/p>\n<p><strong>Le due Amministrazioni<br \/>\n<\/strong>Non \u00e8 un mistero che tra le tante ipotesi sul tavolo dell\u2019Amministrazione Trump per arrivare a un superamento dell\u2019esperienza bolivariana in Venezuela ci fosse quella delle &#8216;due amministrazioni&#8217;: lo si sapeva, ma non sussistevano le condizioni;\u00a0 o, meglio, si stavano realizzando.<\/p>\n<p>Bolsonaro s&#8217;insedia ufficialmente in Brasile il primo gennaio 2019 con un tamtam nell&#8217;area gonfio di revisionismo e rigenerati sentimenti anti-integrazionisti. Il 5 gennaio, l\u2019Asamblea Nacional, dopo aver interrotto i negoziati condotti dall\u2019ex premier spagnolo Zapatero, ritenuto troppo vicino al governo Maduro, elegge suo presidente Juan Guaid\u00f3, 35 anni, fino ad allora letteralmente sconosciuto; il 23 gennaio,\u00a0Guaid\u00f3 si autoproclama presidente e immediatamente partono le legittimazioni internazionali.<\/p>\n<p>La spallata &#8216;tipo Ucraina&#8217; non riesce, ma la partita internazionale sulla codificazione del multilateralismo o, meglio, sulla preservazione dell\u2019ordine unipolare si sposta nel quadrante sudamericano, riproponendo il medesimo schema asimmetrico medio-orientale in salsa creola. Da una parte gli Stati Uniti e tutto il blocco conservatore sudamericano e dall&#8217;altra Russia, Cina, Cuba e le potenze regionali Messico, Turchia e Iran; l\u2019Europa va in ordine sparso, con Regno Unito, Francia, Spagna e Portogallo che spingono per riconoscere\u00a0Guaid\u00f3 e l\u2019Italia a sostenere una soluzione concordata e pacifica.<\/p>\n<p><strong>L\u2019effetto Bolsonaro<br \/>\n<\/strong>La vittoria dell\u2019ultradestra di Bolsonaro in Brasile cambia radicalmente gli equilibri politici nel continente. Il tratto originale di Bolsonaro sta nella sua capacit\u00e0 di mettere a sistema le diverse destre latino-americane, diverse per cultura e formazione sociale.<\/p>\n<p>Il mix di retorica anti-marxista, populismo, predilezione divina e liberismo economico avvicina, conferendo unit\u00e0 politica a processi politici nazionali, come le destre tecnocratiche di Cile e Per\u00f9 e la destra &#8216;uribista&#8217; colombiana, isolazionista per definizione.<\/p>\n<p>Questo nuovo allineamento culturale che va dagli Stati Uniti al Cile, ovvero da Trump a Pi\u00f1era passando per Bolsonaro, non \u00e8 tuttavia solidissimo come si palesa o come pretende di mostrarsi.<\/p>\n<p><strong>Il Messico di Lopez Obrador<br \/>\n<\/strong>Il neo-presidente messicano Andr\u00e9s Manuel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/07\/messico-lopez-obrador-presidente\/\"><strong>L\u00f3pez Obrador<\/strong><\/a> (Amlo) ha immediatamente posto una condizione di principio al tentativo di riconoscimento internazionale di Guaid\u00f3: <em>&#8220;La nostra politica \u00e8 di rispetto per i governi e i popoli del mondo. Una politica di amicizia, neutralit\u00e0, autodeterminazione, non intervento, cooperazione per lo sviluppo&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Assieme al presidente uruguaiano Tabar\u00e9 V\u00e1zquez, che agli inizi tentennava, si \u00e8 rifiutato di riconoscere la legittimit\u00e0 di Guaid\u00f3, ritenuto un usurpatore, ma ha contestualmente richiamato le parti a una soluzione non violenta e dialogante, ottenendo numerosi dividendi politici.<\/p>\n<p>Non ha esautorato il ruolo del Gruppo di Lima sulla crisi venezuelana, stigmatizzando le numerose criticit\u00e0 del governo Maduro, e allo stesso tempo non si \u00e8 conformato all\u2019asse Trump-Bolsonaro, aprendo un ampio spazio politico e di azione.<\/p>\n<p>Strategico per storia e geografia, Il nuovo respiro messicano diventa centrale in un processo di mediazione: proposta che\u00a0Guaid\u00f3 ha seccamente rifiutato e che incontra la forte attenzione del Vaticano, in prima linea nella ricerca di una soluzione negoziata, e di Russia e Cina, che, giocando di sponda con il Messico, possono gestire i fortissimi interessi in Venezuela non in prima linea. La partita \u00e8 aperta: nessuno forza perch\u00e9 sbagliare, anche una sola mossa, significherebbe compromettere la contesa, quindi perdere.<\/p>\n<p><strong>Gli scenari possono cambiare<br \/>\n<\/strong>Il &#8216;cambio&#8217; in Messico testimonia la condizione di liquidit\u00e0 nei rapporti di forza nell&#8217;area. Se il governo Maduro resiste (finora l\u2019impianto bolivariano nella sua dimensione civico-militare \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 intatto), da qui a breve si presenter\u00e0 l\u2019incognita Argentina: in ottobre si vota per le presidenziali in un clima di malcontento tra svalutazione del peso, inflazione e produzione agricola in forte tensione, con il &#8216;macrism&#8217; in bilico e un possibile, mai sottovalutato, ritorno dell\u2019ex presidente Cristina Fern\u00e1ndez de Kirchner.<\/p>\n<p>In Brasile, Bolsonaro deve passare dagli slogan ai fatti;\u00a0 la crisi economica e sociale \u00e8 inquietante, con il nord che ha votato per Lula, che, nonostante il carcere, conserva un consenso e un fascino importante. Tutto questo porta al 2020 e alle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Forse alla fine ci accorgeremo di quanta poca strada il deputato presidente\u00a0Guaid\u00f3 avr\u00e0 fatto; non sar\u00e0 &#8216;<em>el breve&#8217;<\/em>, per\u00f2, ad oggi, rispetto a tutto quello che si muove, discutendo con Leyde Ernesto <strong>Rodr\u00edguez<\/strong> (vice rettore dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.ecured.cu\/Instituto_Superior_de_Relaciones_Internacionales_Ra%C3%BAl_Roa_Garc%C3%ADa\">Istituto Superiore di Relazioni Internazionali &#8216;Raul Garcia&#8217; dell\u2019Avana<\/a>), rischia di essere &#8216;<em>l\u2019effimero&#8217;.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Avana, Cuba: il Venezuela visto da qui non ha certamente il volto di Juan Guaid\u00f3. 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