{"id":73738,"date":"2019-04-16T12:07:33","date_gmt":"2019-04-16T10:07:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73738"},"modified":"2019-04-16T12:07:33","modified_gmt":"2019-04-16T10:07:33","slug":"donne-forze-armate-testimonianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/donne-forze-armate-testimonianza\/","title":{"rendered":"Donne e Forze Armate: vent&#8217;anni dopo, una testimonianza"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><strong>Vent\u2019anni fa<\/strong>, questi erano gli ultimi mesi del lungo travaglio che, il 29 ottobre 1999, ha portato al difficile parto della legge 380. Anche in <strong>Italia<\/strong> le <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Categoria:Forze_armate_italiane\"><strong>Forze Armate<\/strong> <\/a>potevano finalmente arruolare le <strong>donne<\/strong>. \u201cStiamo arrivando ultimi, ma dobbiamo fare meglio dei primi\u201d. Questa \u00e8 stata una costante del mio pensiero negli oltre dieci anni in cui, trovandomi in posizioni di responsabilit\u00e0 in Aeronautica prima ed alla Difesa poi, avevo maturato la convinzione che le nostre Forze Armate, senza le donne, erano in uno stato di palese inferiorit\u00e0 culturale rispetto a quelle con cui, nell\u2019ambito dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/nato-70-anni-successi-sfide\/\"><strong>Alleanza<\/strong><\/a> o per posizione geografica, eravamo soliti confrontarci.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Un aneddoto pu\u00f2 aiutare<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Nel 1985 (ero allora responsabile dei piani, operazioni e addestramento dell\u2019AM) nel corso di una visita ai nostri allievi piloti sulla base Nato di Sheppard, in Texas, mentre ero in volo con un T-38 sentivo in cuffia un rincorrersi voci femminili. Alcune provenivano dal centro di controllo del traffico, altre da allieve in volo di addestramento. Dopo l\u2019atterraggio, mi era capitato di parcheggiare accanto a una di quelle voci. Era un\u2019allieva olandese, al suo primo volo da solista su questo biposto supersonico.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">L\u2019ho nuovamente incontrata qualche anno dopo, nel 1991, sulla base di Leeuwarden. Lei era pilota da combattimento sulla linea F-16, ed io nuovo sottocapo dell\u2019Aeronautica. Mi ha subito riconosciuto e, accomiatandoci, mi ha chiesto se in Italia \u201ceravamo finalmente riusciti a risolvere il problema delle donne\u201d . Ricordo di aver dovuto ammettere, non senza imbarazzo, che \u201cil problema\u201d non era ancora risolto, ma che ci stavamo impegnando. Sorrisino\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Un percorso lungo e tormentato<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">In verit\u00e0 qualche progetto di legge, mai giunto sino alla discussione in aula o in commissione, era stato elaborato. Ma, in ogni caso, di ruoli operativi per le donne non se ne parlava affatto. Finalmente nel 1992, con un\u2019iniziativa dell\u2019Esercito che aveva impressionato positivamente l\u2019opinione pubblica e destato l\u2019interesse della politica, \u00e8 accaduto qualcosa di nuovo: a Roma, la caserma dei Lancieri di Montebello ospitava per un\u2019intera giornata 29 ragazze, che ora possiamo considerare le &#8216;pioniere&#8217;.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Inquadrate da fotografi e telecamere con anfibi, foulard, basco e mimetica, avevano persino effettuato un\u2019esercitazione di tiro con l\u2019arma individuale. Le immagini sono circolate per settimane, dalla Tv ai quotidiani e poi nelle riviste. Da allora, la marcia delle donne-soldato ha preso impulso, diventando inarrestabile.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Nel frattempo ero diventato capo dell\u2019Aeronautica, e oggi posso a ragion veduta sostenere che quest\u2019Arma, attraverso numerosissime iniziative, tra cui il supporto alle insostituibili attivit\u00e0 dell\u2019Anados (Associazione nazionale donne soldato, di Debora Corbi) e un memorabile convegno presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze, cui partecipava il presidente della Commissione Difesa della Camera Valdo Spini con esperti di settore e numerosi parlamentari, assicurava un fondamentale effetto propulsivo. Nonostante tutto ci\u00f2, il disegno di legge presentato dal ministro Beniamino Andreatta, questa volta completo e redatto con la collaborazione di tutte le parti &#8216;espertei in causa, Anados compresa, stentava a decollare.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">C\u2019era, \u00e8 vero, un generale consenso di facciata, ma vi si annidavano ancora numerose resistenze trasversali, non facili da individuare e combattere. Alcune erano di natura politica, altre di origine prettamente tecnica, visto che anche in ambito militare il consenso era graduato attraverso un\u2019ampia gamma di distinguo. Quelle politiche erano di contenuto sopratutto ideologico (le donne devono procreare, non uccidere; per loro natura sono pacifiste, ecc.) e sono continuate fino all\u2019approvazione della legge &#8211; e anche dopo -. Quelle tecniche riflettevano invece i differenti punti di vista in seno alle Forze Armate ed ai Corpi, spaziando dalle obiezioni pi\u00f9 banali (difficolt\u00e0 logistiche, i pericoli della promiscuit\u00e0, i costi della trasformazione delle strutture, ecc). Tutti problemi che, a posteriori, si sono rivelati risolvibili. Di questo, con ammirazione, si deve dare atto soprattutto all\u2019Esercito, che ha assorbito in tempi brevi l\u2019impatto maggiore. <\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Verso il successo, con le ultime resistenze<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Erano trascorsi quattro anni ed ora ero capo della Difesa. Ricordo quanto e come sia stato necessario insistere non solo in ambito politico, ma anche all\u2019interno della compagine militare, per preservare i concetti di \u201cparit\u00e0 dei diritti e dei doveri\u201d e di \u201cparit\u00e0 nell\u2019assegnazione dei ruoli operativi e di combattimento\u201d, che sin dall\u2019inizio erano stati i cavalli di battaglia delle forze maggiormente innovatrici. Battaglia gi\u00e0 iniziata dal mio predecessore, l\u2019ammiraglio Guido Venturoni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Concetti che le forze pi\u00f9 conservatrici (curiosamente, nello schieramento politico erano tutte all\u2019estrema sinistra) hanno tentato di contrastare ed erodere fino al momento dell\u2019approvazione. E anche dopo. Il capo del reparto personale era il generale Marinelli, un alpino tutto d\u2019un pezzo, encomiabile e combattivo, il cui impegno \u00e8 stato determinante. Incredibilmente, mentre qualcuno ancora nicchiava, ricordo come, grazie alla disponibilit\u00e0 dell\u2019Esercito e ad uno scambio di lettere tra il presidente della Commissione Difesa, l&#8217;onorevole Spini, e l&#8217;allora ministro Sergio Mattarella, sia stato addirittura possibile anticipare di due anni l\u2019arruolamento delle volontarie di truppa.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Parit\u00e0 in tutto, ed i timori si dissolvono<br \/>\n<\/b><\/span><span class=\"s1\">Gran parte dei timori che inizialmente avevano generato qualche perplessit\u00e0 di carattere etico-funzionale si sono, con l\u2019esperienza, dimostrati di poco conto. Pu\u00f2 darsi che, a venti anni di distanza il salto di mentalit\u00e0, almeno qui in Italia, non sia ancora completato del tutto. Ma, a detta di alcuni colleghi che hanno ancora la fortuna di vestire l\u2019uniforme, sembrerebbe che in diverse circostanze non siano le donne ad essere in imbarazzo, ma che il fenomeno colpisca in maggior misura gli uomini.<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\">Parit\u00e0 ovunque, e quindi anche nelle carriere. All\u2019inizio del 2001, quando gi\u00e0 stavo lasciando il servizio attivo, \u00e8 capitato che una ragazza in uniforme mi chiedesse se e quando sarebbe potuta diventare generale o, magari, capo di Stato Maggiore. Ricordo di averle risposto che io, per diventare capo dell\u2019Aeronautica, ci avevo messo trentotto anni, e quarantadue per capo della Difesa. Attorno al 2030, beato chi ci sar\u00e0, potremo cominciare a parlarne. Parit\u00e0 in tutto, quindi, e senza discussioni. A parte i colpi di mano, sempre in agguato.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vent\u2019anni fa, questi erano gli ultimi mesi del lungo travaglio che, il 29 ottobre 1999, ha portato al difficile parto della legge 380. Anche in Italia le Forze Armate potevano finalmente arruolare le donne. \u201cStiamo arrivando ultimi, ma dobbiamo fare meglio dei primi\u201d. 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