{"id":73770,"date":"2019-04-19T05:44:07","date_gmt":"2019-04-19T03:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73770"},"modified":"2019-04-23T00:16:07","modified_gmt":"2019-04-22T22:16:07","slug":"sudan-attivista-esercito-bashir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/sudan-attivista-esercito-bashir\/","title":{"rendered":"Sudan: un&#8217;attivista, &#8220;S\u00ec militari nel governo, mai pi\u00f9 Bashir&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Il nostro obiettivo \u00e8 che tutto il sistema di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/11\/corte-penale-internazionale-gli-africani-che-vogliono-abbandonarla\/\"><strong>Bashir<\/strong><\/a> se ne vada. Su questo non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma vogliamo anche che Bashir, e tutti coloro che hanno agito insieme a lui, sia processato per tutto quello che ha fatto. L\u2019esercito ci ha dimostrato di essere dalla nostra parte. Ci ha protetto\u00bb. <a href=\"https:\/\/twitter.com\/lana_hago\">Lana <strong>Haroun<\/strong><\/a> \u00e8 una fotografa e attivista sudanese che vive a Karthoum. \u00a0L&#8217;8 aprile ha fotografato <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alaa_Salah\"><strong>Alaa Salah<\/strong><\/a>, una sudanese di 22 anni, mentre, vestita di bianco con orecchini d&#8217;oro a forma di luna, guidava i canti nelle proteste anti-governative nella capitale. La sua fotografia \u00e8 diventata virale e ha cambiato il volto delle proteste del <strong>Sudan<\/strong>. Oggi Alaa Salah, soprannominata &#8216;Kandaka&#8217;, ovvero regina nubiana, \u00e8 diventata il simbolo delle proteste.<\/p>\n<p>L\u201911 aprile Omar al-Bashir, il dittatore al potere da trent&#8217;anni, ricercato per genocidio dalla Corte penale internazionale per il suo ruolo nella conflitto del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2009\/09\/luce-alla-fine-del-tunnel-in-darfur\/\">Darfur,<\/a> \u00e8 stato deposto da un colpo di Stato militare: al potere s&#8217;\u00e8 insediato un Consiglio militare. Dopo essere stato agli arresti domiciliari per una settimana, Bashir \u00e8 stato trasferito in una prigione del Paese insieme ai suoi fratelli. I manifestanti per\u00f2 continuano a protestare e chiedono il passaggio dal Consiglio militare a un governo formato da civili. L\u2019Unione africana ha minacciato di espellere il Sudan se entro 15 giorni i militari non lasceranno il potere. Ma Egitto e Russia hanno invece riconosciuto il nuovo assetto di potere e l\u2019Uganda ha offerto asilo politico all\u2019ex dittatore.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ex presidente Omar al-Bashir \u00e8 stato deposto da un colpo di Stato militare l\u201911 aprile. Ma il sistema che ha permesso a Bashir di governare per trent\u2019anni \u00e8 ancora in piedi. Che cosa bisogna cambiare?<br \/>\n<\/strong>Il nostro obiettivo \u00e8 che tutto il sistema di Bashir se ne vada. Su questo non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma vogliamo anche che Bashir, e tutti coloro che hanno agito insieme a lui, siano processati per tutto quello che hanno fatto. E in primis Bashir per il genocidio di cui \u00e8 accusato in Darfur. La deposizione di Bashir non \u00e8 quindi sufficiente a garantire un Paese pi\u00f9 giusto. Molte figure dell\u2019ex regime sono ancora al potere e sono i responsabili del malessere del Sudan. Loro non hanno fatto altro che rubare mentre qui la gente soffre. La nostra economia \u00e8 a pezzi. Fino all&#8217;anno scorso un dollaro equivaleva a quattro pound sudanesi. Oggi equivale a 65 pound sudanesi. Non ci sono pi\u00f9 soldi, e quelli che prima avevano qualcosa in banca non possono ritirarli. Oggi \u00e8 diventato difficile comprare qualsiasi cosa: sia per i prezzi sia per la liquidit\u00e0. Che \u00e8 un problema enorme in un Paese dove ci sono pochi bancomat.<\/p>\n<p><strong>Con la deposizione di Bashir, il Consiglio militare ha preso le redini del Paese. Ma le manifestazioni continuano. Cosa vogliono i civili?<br \/>\n<\/strong>La situazione oggi in Sudan \u00e8 molto critica, soprattutto da un punto di vista economico. E nessuno per il momento sembra in grado di gestirla. Noi vogliamo qualcuno che sia in grado di farlo. E se questo qualcuno dovesse provenire dall&#8217;<strong>esercito<\/strong> a noi va bene, purch\u00e9 non abbia nulla a che vedere con il sistema di Bashir. L\u2019obiettivo finale \u00e8 un sistema democratico, ma le elezioni adesso sono premature. Adesso ci vorrebbe una sorta di governo tecnico, in grado di guidare la transizione e che nel giro di un anno o due porti il Paese alle elezioni. I sudanesi sanno i nomi di chi potrebbe farne parte, ma non li posso dire. Ma soprattutto, i sudanesi sono anche disposti ad accettare che all&#8217;interno di questo governo ci sia qualcuno dell\u2019esercito. L\u2019esercito ci serve per la nostra sicurezza.<\/p>\n<p><strong>Una settimana prima la deposizione di Bashir, Abdelaziz <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/algeria-bouteflika-regime-successione\/\">Bouteflika<\/a>, presidente dell\u2019Algeria, aveva dato le sue dimissioni. In molti hanno tracciato dei paralleli tra le manifestazioni algerine e quelle sudanesi. In Sudan, come in Algeria, stupisce che, dopo che nel passato c&#8217;erano state molte ribellioni con gente armata, questa volta le manifestazioni sono del tutto pacifiche.<br \/>\n<\/strong>E io sono convinta che rimarranno pacifiche. L\u201911 aprile, quando Bashir \u00e8 stato deposto, la gente era molto spaventata. Quel giorno ero in strada. C\u2019erano molti spari per aria e molti lacrimogeni. Nessuno sapeva quello che sarebbe successo. Poi per\u00f2 le persone si sono radunate e hanno capito che questa volta il popolo \u00e8 unito. E forse \u00e8 anche merito dell\u2019esercito se le persone hanno capito che siamo tutti molto uniti. E io sono convinta che le manifestazioni rimarranno pacifiche. L\u2019esercito ci ha protetto e ci ha dimostrato che \u00e8 con i cittadini e non con Bashir.<\/p>\n<p><strong>Bashir \u00e8 rimasto al potere per trent\u2019anni. Cos\u2019\u00e8 cambiato questa volta e perch\u00e9 il popolo \u00e8 stato ascoltato?<br \/>\n<\/strong>Fino all&#8217;ultimo giorno nessuno se lo sarebbe mai immaginato. Anzi, lo stesso Bashir, qualche giorno prima, aveva dichiarato che avrebbe reagito con la forza e che non se ne sarebbe mai andato. Ma la gente non ha mollato. Fino al giorno della sua deposizione i sudanesi non hanno mai smesso di manifestare. Per trent&#8217;anni Bashir e il suo governo hanno fatto un lavaggio del cervello al popolo sudanese. Siamo un Paese musulmano e loro hanno sempre utilizzato il discorso religioso per legittimare il loro potere. In questo modo sono riusciti a tenere a bada la gente. In molti credevano in loro. Credevano che sarebbero stati in grado di migliorare il Paese. Ma col tempo, il regime di Bashir \u00e8 diventato un cancro per il Paese. In ogni casa c\u2019era qualcuno che lavorava per il regime. Ma dall&#8217;anno scorso la situazione \u00e8 diventata troppo critica per mollare. La gente non pu\u00f2 pi\u00f9 comprare i beni di prima necessit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>L\u20198 aprile, tre giorni prima che Bashir fosse deposto, lei ha scattato una fotografia che \u00e8 apparsa sui giornali di tutto il mondo. La sua fotografia ritraeva Alaah Salah, una giovane attivista di 22 anni, che vestita di bianco con orecchini d\u2019oro a forma di luna, guidava i canti delle manifestazioni. Salah \u00e8 diventata il volto delle proteste ma qual \u00e8 il ruolo delle donne sudanesi pi\u00f9 in generale?<br \/>\n<\/strong>Non mi sarei mai aspettata che la mia fotografia facesse il giro del mondo. Mentre ero l\u00ed che guardavo Salah tutti cercavano di starle il pi\u00f9 vicino possibile per fotografarle il viso. Io invece ho iniziato ad indietreggiare e a un certo punto i miei occhi hanno visto la fotografia perfetta. C\u2019era lei e tutti i manifestanti.<\/p>\n<p>Ma Salah \u00e8 solo un esempio di tutte le donne sudanesi che in questi giorni stanno manifestando. Nelle strade, la maggior parte delle persone sono donne. E questo per due motivi: il primo \u00e8 numerico. In Sudan ci sono molte pi\u00f9 donne. E il secondo \u00e8 perch\u00e9 siamo tra le prime vittime, sia da un punto di vista culturale sia della sicurezza. Noi non possiamo mai andare in giro la notte da sole.<\/p>\n<p>Ma questa volta le donne non si sono tirate indietro. E sono state fondamentali: non solo sono andate per strada, ma hanno anche aperto le loro case per dare da mangiare ai manifestanti e per dare rifugio alle persone che scappavano. Le donne sudanesi non hanno mai avuto nessuna intenzione di farsi indottrinare, solo che fino ad adesso nessuno lo sapeva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il nostro obiettivo \u00e8 che tutto il sistema di Bashir se ne vada. Su questo non c\u2019\u00e8 dubbio. Ma vogliamo anche che Bashir, e tutti coloro che hanno agito insieme a lui, sia processato per tutto quello che ha fatto. 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