{"id":73790,"date":"2019-04-23T00:14:04","date_gmt":"2019-04-22T22:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73790"},"modified":"2019-04-25T19:47:03","modified_gmt":"2019-04-25T17:47:03","slug":"difesa-italia-spese-allarme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/difesa-italia-spese-allarme\/","title":{"rendered":"Difesa: Italia, spese in gestione confusionale, allarme rosso"},"content":{"rendered":"<p>La gestione governativa delle spese per la <strong>difesa<\/strong> sembra essere ormai precipitata in uno stato confusionale. La brutta, ma limitata, <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">abitudine italiana<\/a> di non rispettare nessuna scadenza (e nessun impegno) si \u00e8 estesa e radicata al punto dal non provocare quasi nessuna reazione, nemmeno fisiologica.<\/p>\n<p>Il \u201c<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/missioni-internazionali-italia-fine-mese\/\"><strong>decreto missioni<\/strong><\/a>\u201d con cui si definiscono gli interventi militari all&#8217;estero \u00e8 scaduto a fine anno scorso e, quindi, tutte le attivit\u00e0 si svolgono formalmente in regime di proroga senza copertura finanziaria.<\/p>\n<p>Il \u201cdecreto per l\u2019industria aeronautica\u201d che determina i finanziamenti per la ricerca tecnologica civile previsti dalla legge 808\/85 \u00e8 stato annunciato dal ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio il 19 febbraio, ma se ne sono perse le tracce. Cos\u00ec come di quello per i programmi militari, preannunciato nella stessa occasione come prossimo all&#8217;emanazione.<\/p>\n<p>Il \u201cfondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese\u201d, istituito dalla legge di bilancio 2017 e finanziato nel 2018 con 36 miliardi di euro in sedici anni, sembra finito nel \u201cporto delle nebbie\u201d, insieme agli altri finanziamenti del Ministero dello Sviluppo economico con i quali si stanno acquistando i principali sistemi d\u2019arma delle Forze Armate (leggi 321\/96, 266\/97, 266\/05, 147\/13).<\/p>\n<p>Il \u201cDpp &#8211; documento programmatico pluriennale 2018-2020\u201d \u00e8 stato presentato dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta a ottobre e ha rappresentato un vero e proprio &#8216;libro dei sogni&#8217;, visto che non ha tenuto conto dei tagli preannunciati dal Governo fin dal suo insediamento e poi precisati nella legge di bilancio 2019 presentata contemporaneamente e poi approvata a fine anno. Teoricamente il nuovo Dpp 2019-2021 dovrebbe essere presentato alla fine di questo mese di aprile e l\u00e0, forse, si capir\u00e0 qualcosa di pi\u00f9 su cosa davvero vuole fare quest\u2019anno il Governo.<\/p>\n<p><strong>Il ritardo italiano<br \/>\n<\/strong>Nel frattempo, negli incontri internazionali (quelli bilaterali con il governo americano e quelli <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/nato-70-anni-successi-sfide\/\"><strong>Nato<\/strong><\/a>), si cerca di nascondere non solo i mancati passi avanti italiani verso l\u2019obiettivo del 2% del Pil per le spese di difesa entro il 2024, ma anche i passi indietro. Cos\u00ec il ministro della Difesa Trenta ha proposto di includervi anche le spese per la sicurezza cibernetica e per quella delle infrastrutture civili utilizzabili a fini militari.<\/p>\n<p>Con un duplice brillate risultato nell&#8217;improbabile caso venisse condiviso: dover alzare l\u2019asticella (annacquando, inoltre, le spese militari e svalutando la loro specificit\u00e0 ed essenzialit\u00e0) e mantenere, se non aumentare, il distacco italiano (perch\u00e9 di sicuro non siamo &#8216;virtuosi&#8217; nemmeno in questi campi).<\/p>\n<p>In ogni caso siamo riusciti a perdere un ulteriore pezzetto di credibilit\u00e0: chi non rispetta gli impegni ed \u00e8 rimasto alla casella di partenza non \u00e8 certamente nella migliore condizione per proporre nuove regole del gioco a met\u00e0 partita. Difficile non far pensare che si stia sollevando un po\u2019 di fumo per nascondere le proprie inadempienze. Se si pensa che dopo cinque anni dalla decisione assunta da tutti i Paesi Nato e a cinque dalla scadenza, le spese italiane per la difesa sono ufficialmente all\u20191,15% (ma in realt\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/pubblicazioni\/bilancio-della-difesa-italiano-una-chiave-di-lettura\">all\u20191,02%<\/a><em>)<\/em>, dovremmo quasi raddoppiarle, aumentandole in media del 15% all\u2019anno. Considerando la situazione economica e finanziaria italiana, questo obiettivo \u00e8 semplicemente ridicolo, a meno che, mantenendo costanti le spese e perseguendo la &#8216;decrescita felice&#8217;, si punti a far diminuire il denominatore invece che aumentare il numeratore.<\/p>\n<p><strong>I programmi di investimento<br \/>\n<\/strong>Il fatto che analoga confusione e incertezza coinvolga l\u2019intera attivit\u00e0 o inattivit\u00e0 governativa non consola. Forse in altri settori le conseguenze possono avere un impatto negativo pi\u00f9 limitato. Ma quando \u00e8 in gioco la difesa e la <strong>sicurezza<\/strong> e l\u2019immagine internazionale del nostro Paese, bisogna essere seriamente preoccupati.<\/p>\n<p>I programmi per sviluppare e acquisire nuovi pi\u00f9 moderni ed efficienti equipaggiamenti militari hanno una vita media di venti anni (e di altrettanti per il mantenimento e l\u2019aggiornamento). Questo vuol dire che i &#8216;salti generazionali&#8217; dei sistemi d\u2019arma lo sono anche per quanti li dovranno utilizzare. Le scelte di oggi riguardano soprattutto i giovani cittadini e militari di oggi: i decisori di oggi hanno devono chiarire se vogliono lasciar loro in eredit\u00e0 un Paese pi\u00f9 sicuro o no. E non lo sar\u00e0 se alleati e potenziali avversari avranno a disposizione mezzi tecnologicamente superiori.<\/p>\n<p>Oltre che preoccuparsi per la &#8216;sovranit\u00e0&#8217; sul piano politico, ci si dovrebbe preoccupare anche per quella sul piano tecnologico. Non ci pu\u00f2 essere nemmeno un minimo di autonomia se si dipende completamente dagli altri Paesi pi\u00f9 avanzati. L\u2019Italia ha fino ad ora mantenuto solo alcune capacit\u00e0 tecnologiche e industriali nei settori avanzati, fra cui alcune parti dell\u2019aerospazio, sicurezza e difesa. Se non si garantisce la stabilit\u00e0 e la visibilit\u00e0 dei finanziamenti, rischiamo di perderle.<\/p>\n<p>Tanto pi\u00f9 quando, come ormai avviene in quasi tutti i programmi militari pi\u00f9 importanti, possiamo portarli avanti solo attraverso collaborazioni internazionali: il potere prendere impegni e saperli mantenere \u00e8 una condizione indispensabile. I programmi in fase di avvio a livello europeo, grazie ai co-finanziamenti dell\u2019Unione Europea, richiedono la messa a disposizione di nuovi fondi nazionali nel quadro di una chiara politica industriale nel campo della difesa. Se no, si resta <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/difesa-spesa-italiana-fuoco\/\">inevitabilmente fuori<\/a>. Quando poi non si rispettano nemmeno gli impegni gi\u00e0 presi e si rimettono in discussione i programmi internazionali avviati (come continua ad avvenire per il velivolo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/difesa-germania-caccia-f35\/\">F35<\/a> e per il sistema missilistico Camm-Er), la frittata \u00e8 completa.<\/p>\n<p>E cos\u00ec si rischia di compromettere anche il futuro di migliaia di giovani ingegneri e tecnici che, invece, potrebbero contribuire a mantenere l\u2019Italia fra i Paesi tecnologicamente e industrialmente avanzati.<\/p>\n<p>Tutto questo, oltre tutto, in contrasto con l\u2019apparente volont\u00e0 del Governo di rilanciare gli investimenti per porre riparo all&#8217;evidente raffreddamento dello sviluppo, se non alla crisi. Non si vede come le imprese del settore possano realizzare nuovi investimenti ed assunzioni senza avere la minima certezza sui programmi della Difesa. Altro che legge sessennale per gli investimenti della Difesa: qui non abbiamo nemmeno una programmazione semestrale.<\/p>\n<p><strong>La trasparenza<br \/>\n<\/strong>Un\u2019ultima osservazione va fatta sulla sempre maggiore mancanza di trasparenza dei dati sulla spesa militare italiana e, in particolare, sugli investimenti. A quattro mesi dall&#8217;inizio dell\u2019anno nessuno sembra sapere, o, nel caso peggiore, dire quanto spenderemo realmente nel 2019 e come saranno ripartite le spese.<\/p>\n<p>A rileggere le critiche mosse in passato da alcuni degli attuali esponenti governativi sull&#8217;opacit\u00e0 delle spese per la difesa viene da sorridere. Nessuno sembra in grado di rispondere alle pi\u00f9 semplici domande sull&#8217;impiego delle risorse pubbliche: quanto, dove, quando, come?<\/p>\n<p>Sarebbe bene che le Commissioni Difesa ribadiscano che un compito primario e costituzionale del Parlamento \u00e8 quello di controllare l\u2019azione del Governo. Sarebbe, quindi, auspicabile che venissero convocati i ministri responsabili perch\u00e9 chiariscano e spieghino al Parlamento e all&#8217;opinione pubblica cosa sta succedendo e cosa stanno combinando.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La gestione governativa delle spese per la difesa sembra essere ormai precipitata in uno stato confusionale. La brutta, ma limitata, abitudine italiana di non rispettare nessuna scadenza (e nessun impegno) si \u00e8 estesa e radicata al punto dal non provocare quasi nessuna reazione, nemmeno fisiologica. Il \u201cdecreto missioni\u201d con cui si definiscono gli interventi militari [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73791,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[82,96,116,100,533,1520],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73790"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73790"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73792,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73790\/revisions\/73792"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73791"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}