{"id":73810,"date":"2019-04-23T00:31:49","date_gmt":"2019-04-22T22:31:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73810"},"modified":"2021-10-27T14:41:21","modified_gmt":"2021-10-27T12:41:21","slug":"clima-ventaglio-transizione-energetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/clima-ventaglio-transizione-energetica\/","title":{"rendered":"Clima: ventaglio soluzioni unica opzione transizione energetica"},"content":{"rendered":"<p>Mentre il Consiglio europeo prende tempo, scommettere su un ventaglio di soluzioni per la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/clima-italia-ue-greta\/\"><strong>sfida climatica<\/strong><\/a> \u00e8 l\u2019unica opzione nella<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2008\/11\/la-strategia-delleuropa-per-la-transizione-energetica\/\"><strong> transizione<\/strong><\/a> <strong>energetica<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Divergenze nazionali rallentano il Consiglio europeo<br \/>\n<\/strong>Il dibattito sulle ambizioni europee nella lotta al cambiamento climatico \u00e8 sempre molto vivo a Bruxelles. Anche il quarto rapporto sullo stato della Energy Union, rilasciato ad aprile dalla Commissione europea, ribadisce l\u2019importanza di parlare con una voce unica tra i membri dell\u2019Unione e fa riferimento all&#8217;ambiziosa <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/clima\/policies\/strategies\/2050_en\"><em>Strategia di Lungo termine<\/em> <\/a>lanciata lo scorso novembre su richiesta del Consiglio.<\/p>\n<p>In parallelo, ogni Stato membro sta elaborando un proprio piano Energia&amp;Clima per contribuire al raggiungimento dell\u2019obiettivo climatico comune. Eppure sembra difficile fare convergere tutte le capitali Ue su una stessa posizione. L\u2019ultimo Consiglio europeo, infatti, ha deluso chi sperava nella conferma, da parte degli Stati membri, dell\u2019obiettivo di decarbonizzazione Ue per il 2050. Le discussioni sui punti pi\u00f9 ostici sono state rimandate ed \u00e8 ancora silenzio sulle priorit\u00e0 nazionali e su un\u2019eventuale tabella di marcia da seguire per giungere alla neutralit\u00e0 climatica. Sono invece emersi approcci contrastanti, tra l\u2019ambizione di Francia, Olanda, Lussemburgo, Spagna, Danimarca e la cautela di Germania e Paesi dell\u2019Europa Centro-orientale.<\/p>\n<p>Tali divergenze tra Stati membri rafforzano la tesi secondo cui la risposta europea al cambiamento climatico rimane inesorabilmente condizionata dalle singole esigenze degli Stati membri, tra mix energetici e infrastrutture nazionali esistenti. Del resto quel che sembra facilmente raggiungibile in un Paese non necessariamente \u00e8 sostenibile (anche solo dal punto di vista economico) in un altro.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, esigenze e vincoli sono distinti anche tra settori industriali. Difficile dunque che vi sia un\u2019unica risposta al problema climatico. La futura domanda energetica mondiale non potr\u00e0 che essere soddisfatta da un ventaglio di soluzioni, da diverse tecnologie che devono poter competere tra loro in un mercato libero e globalizzato.<\/p>\n<p><strong>Possiamo fare a meno del petrolio nella transizione energetica?<br \/>\n<\/strong>Fino a qualche anno fa <a href=\"https:\/\/www.fuelseurope.eu\/wp-content\/uploads\/DEF_2018_V2050_Narratives_EN_digital.pdf\">tutto partiva<\/a> dal cosiddetto oro nero, il greggio, fattore fondamentale di sviluppo economico<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[1]<\/a>. Nell&#8217;industria di domani, invece, il petrolio sar\u00e0 solo una delle fonti di produzione, e si punta a sostituirlo gradualmente e sempre pi\u00f9 con biomasse, rifiuti, idrogeno&#8230; Diverse le possibili chiavi di volta. Tra queste rientra certamente l\u2019elettrificazione, su cui tanto si scommette.<\/p>\n<p>Eppure, la stessa Iea, <em>l\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia<\/em>, prevede una crescente domanda petrolifera mondiale almeno fino al 2040<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[2],\u00a0<\/a>visto il consumo atteso nelle aree in cui la densit\u00e0 energetica dei carburanti liquidi rimane insostituibile. In settori come l\u2019aviazione, il marittimo o la petrochimica, l\u2019elettrificazione non consente, ad esempio, di stoccare la massima quantit\u00e0 di energia nel minor volume e peso possibile<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>In questo contesto diversi manifesti per il clima sollecitano un cambio di abitudini, scambi commerciali, legami industriali. Eppure non siamo forse schiavi del progresso fin qui raggiunto, delle nostre comode quanto preziose abitudini? Nei Paesi sviluppati e dai ritmi frenetici, l\u2019uomo del XXI secolo considera ormai tutto alla propria portata, vede raggiungibile il luogo pi\u00f9 remoto, ama e desidera vivere ogni occasione poich\u00e9 tutto, o quasi, sembra diventato possibile. Come chiedere a un cittadino di trascorrere otto ore in treno anzich\u00e9 una in volo, di trovare alternative pi\u00f9 onerose almeno dal punto di vista del tempo, l\u2019oro di oggi? \u201c<em>Mai prima d\u2019ora abbiamo avuto cos\u00ec poco tempo per fare cos\u00ec tanto<\/em>\u201d, diceva del resto gi\u00e0 F. D. Roosevelt.<\/p>\n<p>Secondo la visione dei raffinatori, i prodotti liquidi a basso contenuto di carbonio, quali biocarburanti o carburanti sintetici, possono rappresentare un\u2019alternativa fondamentale per quei settori il cui ruolo \u00e8 fondamentale nell&#8217;economia nazionale ma che rimangono difficili da conformare ai dettami dell\u2019accordo di Parigi. Molti progetti su fonti liquide a basso contenuto di carbonio sono gi\u00e0 in corso di realizzazione e sono sviluppabili utilizzando o riadattando infrastrutture gi\u00e0 esistenti (depositi, oleodotti, stazioni di servizio&#8230;). Inoltre e sempre pi\u00f9, a Bruxelles \u2013 come incoraggia la Commissione nella Strategia \u2013 si punta all&#8217;integrazione intra-settoriale per la condivisione di strutture e costi.<\/p>\n<p><strong>Certezza e stabilit\u00e0 del quadro regolatorio: fattori chiave per il cambiamento<br \/>\n<\/strong>Tuttavia, per far fronte alla sfida climatica servono investimenti onerosi e l\u2019investitore deve potere contare su un mercato aperto e scalabile. Progetti altamente innovativi verranno sviluppati solo se il quadro regolatorio fornir\u00e0 certezza e stabilit\u00e0. Ad oggi, ad esempio, non si ragiona in modo olistico, sono in vigore atti dedicati al settore energivoro, altri al settore automobilistico, altri ancora ai soli carburanti, senza considerare le interrelazioni tra i vari ambiti.<\/p>\n<p>Molto rimane dunque ancora da fare a livello Ue. In questo quadro, il Consiglio merita forse di essere considerato lento e retorico, o sta invece puntando a proteggere la competitivit\u00e0 europea? E quali saranno le priorit\u00e0 da seguire per raggiungere la neutralit\u00e0 climatica? Sembra che il successo europeo non possa prescindere dalle visioni nazionali, n\u00e9 dalla collaborazione industriale.<\/p>\n<p>Aspettando passi avanti a livello politico occorre creare il contesto giusto per potere contare su pi\u00f9 cavalli di battaglia (tecnologici), al fine di consentire a tutti gli Stati membri di perseguire la stessa sfida, assicurando una transizione energetica giusta, inclusiva e adeguata alle esigenze ambientali di tutti, nella tutela della competitivit\u00e0. Ancora una volta dunque, l\u2019Ue deve puntare sul dialogo e sul confronto, su un approccio realistico e variegato, permettendo a diverse risposte di concorrere e contribuire per far fronte alle emergenze comuni di oggi e di domani.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[1]<\/a> L\u2019analisi \u201cEU Refining Fitness Check 2016\u201d condotta dalla Commissione europea, ha concluso che l\u2019industria della raffinazione europea ha direttamente contribuito per circa l\u20191.2% al valore aggiunto lordo proveniente dall\u2019industria manifatturiera.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[2]<\/a> IEA, World Energy Outlook 2018<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[3]<\/a> Nel <em>New Policy Scenario<\/em> del Weo 2018 della Iea il minore uso di petrolio da parte dei veicoli per passeggeri e dalle applicazioni residenziali verr\u00e0 compensato dalla domanda di prodotti per il petrolchimico, per l\u2019aviazione, navali e per i veicoli commerciali pesanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre il Consiglio europeo prende tempo, scommettere su un ventaglio di soluzioni per la sfida climatica \u00e8 l\u2019unica opzione nella transizione energetica. 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