{"id":73831,"date":"2019-04-25T23:53:28","date_gmt":"2019-04-25T21:53:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73831"},"modified":"2019-04-25T23:53:28","modified_gmt":"2019-04-25T21:53:28","slug":"migranti-commissione-bilanci-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/migranti-commissione-bilanci-prospettive\/","title":{"rendered":"Migranti: Commissione europea, tempo di bilanci e prospettive"},"content":{"rendered":"<p>Con le elezioni europee alle porte \u00e8 tempo di bilanci per la Commissione, ormai prossima alla conclusione del proprio mandato. In una recente <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/home-affairs\/sites\/homeaffairs\/files\/what-we-do\/policies\/european-agenda-migration\/20190306_com-2019-126-report_en.pdf\">Comunicazione<\/a>, in particolare, l\u2019istituzione guidata da Juncker si \u00e8 soffermata sulle politiche migratorie, da un lato facendo il punto della situazione dei flussi, e cos\u00ec inquadrando lo scenario che verr\u00e0 \u2018lasciato in eredit\u00e0\u2019 dopo cinque anni di lavoro e, dall\u2019altro, delineando una bozza di agenda con una serie di azioni strategiche per il futuro.<\/p>\n<p><strong>La situazione alle frontiere e le risposte immediate<br \/>\n<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>Innanzitutto la Commissione \u2018fotografa\u2019 l\u2019attuale situazione dei flussi. Dopo l\u2019intensa pressione migratoria su Italia e Grecia degli anni passati, \u00e8 la rotta del Mediterraneo occidentale a destare la maggiore preoccupazione: la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/migranti-spagna-tema-campagna\/\"><strong>Spagna<\/strong> <\/a>rappresenta oggi il principale canale d\u2019ingresso irregolare nell&#8217;Unione (65.000 arrivi nel 2018: 131% in pi\u00f9 rispetto al 2017). Quale rimedio, la Commissione ritiene prioritario il rafforzamento della sorveglianza delle frontiere, in particolare tramite la cooperazione con il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/03\/mediterraneo-rebus-demografia-crescita\/\">Marocco<\/a> e l\u2019incremento del sostegno economico e tecnico-operativo in suo favore, cos\u00ec da sviluppare una &#8220;partnership pi\u00f9 stretta, profonda e ambiziosa&#8221; anche in materia di rimpatrio dei migranti, politica dei visti e canali di migrazione legale.<\/p>\n<p>Nel Mediterraneo centrale, il drastico calo degli sbarchi (meno 80% di arrivi in <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\"><strong>Italia<\/strong><\/a> nel 2018 rispetto al 2017) consente di concentrare l\u2019attenzione sulla <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/libia-haftar-sarraj-italia\/\">Libia<\/a> e sulle drammatiche condizioni dei centri di detenzione per i migranti. Per la Commissione la situazione va affrontata seguendo una duplice direzione: da un lato, puntando a una cooperazione internazionale allargata, tale da coinvolgere l\u2019Unhcr, l\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni, l\u2019Onu e l\u2019Unione africana; e, dall&#8217;altro, fornendo un consistente sostegno economico per l\u2019assistenza umanitaria e il supporto delle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>Quanto al Mediterraneo orientale, nonostante gli sforzi profusi (accordo <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2016\/04\/accordo-ue-turchia-rinuncia-ai-valori-europei\/\">Ue-Turchia<\/a>, sostegno economico, operazioni Frontex) non si placa la pressione migratoria sulle isole greche (nel 2019 pi\u00f9 30% di arrivi rispetto al 2018). Se la Commissione assicura il sostegno alla Grecia anche per il futuro, nel contempo richiama le autorit\u00e0 elleniche a sviluppare con urgenza un sistema di asilo credibile ed efficace, basato su un quadro normativo coerente e sostenuto da un adeguato apparato amministrativo.<\/p>\n<p>Infine, viene affrontato il tema della chiusura dei porti e dello sbarco di migranti dalle navi umanitarie. La Commissione sottolinea che gli episodi delle navi umanitarie bloccate nel Mediterraneo, con decine di persone (tra cui minori) lasciate a bordo per giorni a fronte del rimbalzo di responsabilit\u00e0 tra gli Stati membri, minano la coerenza e la credibilit\u00e0 del sistema europeo di asilo. Per il futuro, quindi, si propone di sviluppare un meccanismo europeo di assistenza e gestione degli sbarchi basato sulla solidariet\u00e0 tra Stati.<\/p>\n<p><strong>Quattro pilastri per una gestione efficace della migrazione<br \/>\n<\/strong>La Commissione si concentra poi su quattro \u2018pilastri\u2019 costituenti la base della futura strategia dell\u2019Ue in ambito migratorio, sostanzialmente riprendendo l\u2019impostazione a suo tempo adottata nell\u2019<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52015DC0240&amp;from=GA\">Agenda europea sulla migrazione<\/a> del 2015: riduzione degli incentivi alla migrazione irregolare; rafforzamento della sicurezza alle frontiere; miglioramento del sistema comune d\u2019asilo; migrazione legale.<\/p>\n<p>Quanto alla prima area d\u2019intervento, la Commissione sottolinea che l\u2019azione di contrasto ai flussi irregolari non pu\u00f2 prescindere da una cooperazione multilaterale e multisettoriale con i Paesi africani. Puntualizza quindi che, a partire dall&#8217;istituzione del fondo fiduciario per l\u2019Africa nel 2016, oltre 4.2 miliardi di euro sono stati messi a disposizione in progetti di dialogo e partnership e, per il futuro, auspica di estendere la collaborazione anche a settori che possono indirettamente influire sulla migrazione, come agricoltura, energia, sviluppo sostenibile, investimenti.<\/p>\n<p>Altro pilastro su cui la Commissione insiste \u00e8 il rafforzamento dei controlli alle frontiere. Per ottenere frontiere sicure, tecnologiche e ben sorvegliate \u00e8 necessario potenziare l\u2019Agenzia europea di frontiera e guardia costiera \u2013 nata nel 2016 in sostituzione di <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2018\/10\/migranti-ue-passi-frontex\/\">Frontex<\/a> \u2013 dotandola di proprie risorse umane e tecniche, nonch\u00e9 di maggiori poteri e pi\u00f9 ampia libert\u00e0 d\u2019azione.<\/p>\n<p>In questo senso, gli auspici della Commissione sembrano destinati a concretizzarsi, dal momento che, a seguito della proposta di riforma\u00a0 presentata nel settembre 2018, a fine marzo Parlamento europeo e Consiglio dei Ministri dell&#8217;Ue hanno raggiunto un <a href=\"https:\/\/www.consilium.europa.eu\/it\/press\/press-releases\/2019\/04\/01\/european-border-and-coast-guard-council-confirms-agreement-on-stronger-mandate\/\">accordo politico<\/a> per il rafforzamento dell\u2019agenzia. Punto chiave della riforma \u00e8 l\u2019istituzione di un corpo permanente di 10.000 guardie di frontiera entro il 2027, di cui l\u2019agenzia potr\u00e0 disporre in autonomia e con maggiori poteri esecutivi, cos\u00ec da sostenere gli Stati membri ogniqualvolta e ovunque necessario.<\/p>\n<p>Le energie politiche (ed economiche) investite in tale riforma, nonch\u00e9 le tempistiche dell\u2019iter di sua approvazione, dimostrano chiaramente la priorit\u00e0 del rafforzamento dei controlli di frontiera. Non altrettanto pu\u00f2 dirsi invece per il processo di riforma del sistema comune d\u2019asilo, avviato nel 2016 ma arenatosi su un binario morto. La Commissione, pur mostrandosi consapevole delle problematiche strutturali del sistema Dublino, come l\u2019insufficiente armonizzazione dei sistemi nazionali e la mancata attuazione del principio di solidariet\u00e0, si spoglia di ogni responsabilit\u00e0, sottolineando di aver avanzato tutte le proposte necessarie per superare le criticit\u00e0. Riformare Dublino, pertanto, sar\u00e0 compito della prossima Commissione.<\/p>\n<p>Infine, anche con riguardo all&#8217;ultimo \u2018pilastro\u2019 della migrazione legale, di fronte alla pochezza dei risultati raggiunti, la Commissione Juncker rivendica le proprie proposte di riforma (tra le altre, l\u2019istituzione di un <a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/PDF\/?uri=CELEX:52016PC0468&amp;from=IT\">quadro europeo di reinsediamento<\/a>), le quali, tuttavia, si sono scontrate ancora una volta con la mancanza di volont\u00e0 politica per la loro attuazione.<\/p>\n<p><strong>Bilancio e prospettive<br \/>\n<\/strong>L\u2019istituzione guidata da Juncker, in definitiva, difende il proprio operato e rivendica i successi ottenuti: la drastica riduzione dei flussi (150.000 arrivi nel 2018: 90% in meno rispetto al picco del 2015), la lotta al traffico di migranti, le ingenti risorse economiche messe a disposizione per aiuti umanitari e sostegno allo sviluppo nei Paesi africani. Di fronte a una pressione migratoria senza precedenti, negli ultimi anni l\u2019Europa ha affrontato sfide inedite e complesse, alla luce delle quali i risultati raggiunti dall\u2019Ue assumono ancor pi\u00f9 rilievo, sottolinea la Commissione.<\/p>\n<p>Tuttavia, nonostante il superamento del culmine della crisi e il netto calo nei numeri dei flussi dovuto alla \u2018securitizzazione\u2019 delle frontiere europee, serie e strutturali questioni restano aperte, come la riforma del protocollo di Dublino, la solidariet\u00e0 tra Stati membri e l\u2019assenza di un sistema organizzato di canali di accesso legale alla protezione internazionale nell&#8217;Ue: nodi che dovranno necessariamente essere affrontati dalle istituzioni europee che s\u2019insedieranno dopo le elezioni.<\/p>\n<p>La migrazione, infatti, \u00e8 destinata ad avere un peso predominante nell\u2019agenda politica dei prossimi anni. Ci\u00f2 sembra confermato dai risultati dell\u2019ultimo <a href=\"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-18-6896_it.htm\">Eurobarometro<\/a> (dicembre 2018), secondo il quale il 40% dei cittadini europei considera la migrazione come la principale questione da affrontare da parte dell\u2019Ue, nettamente pi\u00f9 del terrorismo (20%) e della situazione economica (18%).<\/p>\n<p>Per trovare soluzioni efficaci saranno necessari coesione, unit\u00e0 d\u2019intenti e, soprattutto, il superamento dell\u2019attuale approccio individualistico e emergenziale alle questioni migratorie, in favore di soluzioni strutturate, condivise e lungimiranti. Se ci\u00f2 sar\u00e0 possibile, lo diranno innanzitutto i cittadini europei nelle elezioni di maggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le elezioni europee alle porte \u00e8 tempo di bilanci per la Commissione, ormai prossima alla conclusione del proprio mandato. 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