{"id":73864,"date":"2019-04-29T18:32:18","date_gmt":"2019-04-29T16:32:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73864"},"modified":"2019-05-04T13:33:33","modified_gmt":"2019-05-04T11:33:33","slug":"francia-grand-debat-macron-savonarola-gilet-gialli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/francia-grand-debat-macron-savonarola-gilet-gialli\/","title":{"rendered":"Francia: Macron, Savonarola e i gilet gialli"},"content":{"rendered":"<p>Firenze, 1494. A seguito della spedizione militare in Italia di Carlo VIII, una rivolta popolare ispirata dal <strong>frate domenicano Girolamo Savonarola<\/strong> caccia dalla citt\u00e0 Piero de\u2019 Medici &#8211; accusato di non aver opposto resistenza alla discesa del re francese &#8211; ed instaura una repubblica teocratica. L\u2019esperimento repubblicano fu di breve durata: nel 1498, i nemici di Savonarola riuscirono a isolarlo e processarlo, anche a seguito della scomunica da parte di papa Alessandro VI, che accus\u00f2 il frate di eresia. Il 23 maggio 1498, Savonarola fu condannato a morte e arso sul rogo in Piazza della Signoria. Nell\u2019impossibilit\u00e0 per i Medici di recuperare il potere, il titolo di gonfaloniere fu allora affidato a Piero Soderini, che avrebbe guidato un governo pi\u00f9 moderato al fine di cercare conciliazione fra le diverse fazioni cittadine.<\/p>\n<p>L\u2019operato di Savonarola gioc\u00f2 un ruolo fondamentale nella creazione della Repubblica fiorentina. I seguaci del frate, detti \u201cpiagnoni\u201d, predicavano il ritorno ad una ferrea religiosit\u00e0 medievale, imponendo la necessit\u00e0 di fare penitenza e deplorando i vizi e la corruzione dei costumi. Si bruciavano allora libri ritenuti non in linea con l\u2019ordine morale cristiano. Savonarola e i piagnoni erano sostanzialmente dei fanatici, schierati assieme ad altre fazioni fiorentine (quali gli arrabbiati e i compagnacci) contro i Medici. Il loro successo fu dovuto alla solidariet\u00e0 nei confronti delle esigenze e sofferenze della parte pi\u00f9 povera della popolazione, che abbracci\u00f2 la rivolta del 1494.<\/p>\n<p>Parigi, 2017. <strong>Emmanuel Macron<\/strong> viene eletto presidente della Repubblica in <strong>Francia<\/strong>, grazie ad una strabiliante ascesa politica con la creazione del movimento <em>En Marche<\/em>. Il 7 maggio 2017, al secondo turno delle elezioni presidenziali, Macron ottiene circa il 66% dei voti, battendo la candidata del <em>Front National<\/em>, Marine Le Pen (ferma al 33%). La Francia diventa il baluardo del <strong>liberalismo sociale<\/strong> e dell\u2019<strong>europeismo<\/strong>, in un\u2019Europa assediata da movimenti populisti e sovranisti. Il nuovo presidente ha 39 anni, il pi\u00f9 giovane nella storia repubblicana. Ma la luna di miele con il popolo francese dura poco.<\/p>\n<p><strong>La rabbia e l\u2019orgoglio<\/strong><br \/>\nNell\u2019ottobre 2018, la proposta del governo di aumentare la <em>Taxe int\u00e9rieure de consommation sur les produits \u00e9nerg\u00e9tiques<\/em> (Ticpe) genera proteste, manifestazioni e blocchi stradali in tutta la Francia. I manifestanti si organizzano sui social media e utilizzano i <strong>giubbotti gialli di sicurezza<\/strong> come simbolo comune. Il primo atto del 17 novembre 2018, \u00e8 e rimarr\u00e0 quello con il pi\u00f9 alto numero di manifestanti (288.000 secondo le stime del ministero dell\u2019Interno). Ma il fenomeno <strong><em>gilets jaunes<\/em><\/strong> comincia presto a caratterizzarsi per regolarit\u00e0 (ogni sabato, senza eccezioni, salvo una breve pausa a seguito dell\u2019<strong>incendio di Notre Dame<\/strong> del 15 aprile 2019) e per gli episodi di violenza.<\/p>\n<p>La reazione delle autorit\u00e0 francesi \u00e8 schizofrenica. In un primo momento, Macron si rifiuta di cedere ai ricatti della piazza, chiarendo che il governo non far\u00e0 passi indietro sulla tassa sui carburanti. Ma il 4 dicembre, il premier Edouard Philippe annuncia una moratoria di 6 mesi sulla stessa tassa, a cui fa seguito l\u2019Eliseo il giorno successivo eliminandola dal progetto di bilancio per il 2019. Il 10 dicembre, all\u2019indomani del quarto week-end di protesta, Macron tiene un discorso alla nazione di 13 minuti, il pi\u00f9 importante del suo mandato. Un tentativo di evitare l\u2019atto V dei <em>gilets jaunes<\/em>, a fronte dell\u2019intensificarsi di manifestazioni violente a Parigi, Bordeaux e Tolosa. Il discorso di Macron, seguito da 23 milioni di persone, prevede misure importanti per il potere d\u2019acquisto, fra cui l\u2019aumento del salario minimo (Smic) di 100 euro al mese dal 2019, ed il congelamento della <em>contribution sociale generalis<\/em><em>\u00e9<\/em><em>e<\/em> (Cgs) per i pensionati pi\u00f9 poveri.<\/p>\n<figure id=\"attachment_73867\" aria-describedby=\"caption-attachment-73867\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-73867\" src=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron-300x200.jpeg\" alt=\"Macron - Eliseo\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron-300x200.jpeg 300w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron-768x512.jpeg 768w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron-1024x683.jpeg 1024w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron-125x83.jpeg 125w, https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/AIFalegGiletGialliMacron.jpeg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-73867\" class=\"wp-caption-text\"><strong>Il presidente Macron all&#8217;Eliseo<\/strong>(\u00a9 Julien Mattia\/Le Pictorium Agency via ZUMA Press)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Viene inoltre proposto un <strong>grande dibattito nazionale su alcuni temi chiave<\/strong> (transizione ecologica, fisco, servizi pubblici e democrazia) con sindaci e rappresentanti dei territori. Il <em>grand d<\/em><em>\u00e9<\/em><em>bat national<\/em> viene ufficialmente lanciato il 15 gennaio scorso. Molti critici parlano di una mossa opportunista, che garantisce al presidente della Repubblica una formidabile vetrina in vista delle <strong><a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elezioni europee<\/a> di maggio<\/strong>.<\/p>\n<p>Ma la piazza non si placa. Gli Champs Elys\u00e9es a Parigi diventano un campo di battaglia, teatro di una guerriglia urbana che non sembra fare sconti ai timidi tentativi dell\u2019esecutivo di giungere a una tregua. Il 17 marzo, l\u2019atto XVIII mette letteralmente a ferro e fuoco la capitale francese, mutilata e umiliata agli occhi del mondo. L\u2019opposizione e la societ\u00e0 civile denunciano l\u2019incompetenza dell\u2019esecutivo e chiedono misure di contenimento pi\u00f9 efficaci. A peggiorare la situazione, il gioco diabolico delle percezioni: mentre Parigi veniva saccheggiata, Macron stava trascorrendo un weekend sugli sci a La Mongie, sui Pirenei. Con la pressione che aumenta, il presidente \u00e8 costretto a cambiare approccio. Il conto, del resto, \u00e8 salato: <strong>i danni ammontano a 170 milioni di euro dall\u2019inizio delle proteste<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019urlo dei disperati, lo scetticismo della maggioranza<\/strong><br \/>\nLe manifestazioni in diversi quartieri delle citt\u00e0 francesi, fra cui gli Champs Elys\u00e9es, vengono proibite; il prefetto di Parigi viene sostituito; aumentano le multe per la partecipazioni a manifestazioni non autorizzate; le misure per il mantenimento dell\u2019ordine vengono rafforzate. Crea un dibattito acceso, e una valanga di critiche, la mobilitazione delle Forze armate per proteggere alcuni siti sensibili. \u00c8 la prima volta dal 1948 che i militari vengono dispiegati sul territorio francese, se si esclude l\u2019<em>Operation Sentinelle<\/em>, attivata nel 2015 per la lotta contro il terrorismo.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 qui che comincia a sgretolarsi la pace sociale francese. <strong>In piazza, il popolo dei dimenticati, delle classi lavoratrici e medie<\/strong> soffocate dalle riforme fiscali e dalle crisi economiche continua a scagliarsi contro il governo, esponendosi all\u2019infiltrazione di elementi violenti e radicali. Un movimento eterogeneo, incontrollabile, rivoluzionario, la cui ala politica, <em>Les Emergents<\/em>, fondata da Jacline Mouraud, stenta a decollare e non si presenter\u00e0 alle elezioni europee, rinviando la prima uscita alle elezioni municipali del 2020.<\/p>\n<p>Nel resto del Paese, la maggioranza silenziosa, quella che non scende in piazza, si mostra perplessa ed insicura, scettica nei confronti di un presidente la cui visione liberale si contra con la dura realt\u00e0 politica: a poco serve difendere la transizione energetica, quando il <em>Rassemblement National<\/em> (nuova etichetta del <em>Front <\/em>lepenista) cresce nei sondaggi e la Francia \u00e8 messa a ferro e fuoco. In vista delle elezioni europee, la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/ue-macron-sorbona-manifesto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Renaissance<\/em><\/a> annunciata da Macron e dai militanti di <em>En Marche<\/em> sembra un miraggio: <strong>la Francia <\/strong><strong>\u00e8<\/strong><strong> in pieno medioevo<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Le misure annunciate dell\u2019Eliseo<\/strong><br \/>\nSi arriva cos\u00ec al 25 aprile. Macron presenta i risultati del <em>grand d<\/em><em>\u00e9<\/em><em>bat<\/em>, nella speranza di festeggiare presto la liberazione dai <em>gilets jaunes<\/em>. Si propone, in particolare, l\u2019inserimento del 20% di sistema proporzionale all\u2019Assemblea nazionale; l\u2019abbassamento a 1 milione di firme per indire il <em>referendum \u00e0 l\u2019initiative du people<\/em> (Rip); un nuovo atto di decentralizzazione e una profonda riorganizzazione della pubblica amministrazione, che il governo presenter\u00e0 a maggio, fra cui la soppressione dell\u2019<em>Ecole Nationale d\u2019Administration <\/em>(Ena), organismo elitario di formazione della classe dirigente francese \u2013 fra cui la stragrande maggioranza dei presidenti della Repubblica -; 5 miliardi di abbassamento della tassa sul reddito; riforma della patrimoniale entro il 2020; pensione minima a 1000 euro.<\/p>\n<p>E mentre i partner europei (tranne forse gli italiani) si mettono le mani nei capelli pensando al <strong>debito pubblico francese<\/strong>, arriva la stangata di Macron ai suoi concittadini: si chiede infatti di compensare l\u2019abbassamento delle tasse con un aumento delle ore di lavoro, riassunto nello slogan <em>travailler davantage<\/em>. Non \u00e8 la prima volta che la Francia rimette in discussione le 35 ore. D\u2019altronde, <strong>la pace sociale ha un costo<\/strong>: se non si possono alzare le tasse, ed assumendo dei vincoli di debito, le due strade sono l\u2019aumento del tempo di lavoro, o la riforma delle pensioni. Due argomenti esplosivi, praticamente come spegnere il fuoco con la benzina. Tutto questo avviene a meno di un mese dalle elezioni europee, nel Paese che viene considerato uno dei due motori del processo di integrazione europea.<\/p>\n<p>Che futuro attende la Francia? L\u2019esperienza della Repubblica di Savonarola ci insegna che la frustrazione popolare vuole cacciare il potere pi\u00f9 che vedere realizzate le proprie rivendicazioni; e che il potere si cede o si perde, ma forse si pu\u00f2, in certe condizioni, condividere? I Medici persero il potere per effetto della rivolta popolare, recuperandolo indirettamente attraverso la nomina del Soderini, uomo imparziale che agli occhi della popolazione avrebbe agito nell\u2019interesse di tutti, e non di una sola famiglia. Sono tempi difficili, ma in qualche modo bisogner\u00e0 pure uscirne, cercando di limitare i danni.<\/p>\n<p><em>Foto di copertina \u00a9 Louai Barakat\/IMAGESLIVE via ZUMA Wire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firenze, 1494. A seguito della spedizione militare in Italia di Carlo VIII, una rivolta popolare ispirata dal frate domenicano Girolamo Savonarola caccia dalla citt\u00e0 Piero de\u2019 Medici &#8211; accusato di non aver opposto resistenza alla discesa del re francese &#8211; ed instaura una repubblica teocratica. 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