{"id":73909,"date":"2019-05-03T10:09:39","date_gmt":"2019-05-03T08:09:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73909"},"modified":"2019-05-08T14:04:41","modified_gmt":"2019-05-08T12:04:41","slug":"politica-estera-italiani-timori-speranze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/politica-estera-italiani-timori-speranze\/","title":{"rendered":"La politica estera vista dagli italiani: timori e speranze"},"content":{"rendered":"<p>Cosa accadr\u00e0 in autunno quando il <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/governo-conte-ue-politica-estera\/\">governo Conte<\/a> \u2013 ammesso che sia ancora in sella \u2013 dovr\u00e0 decidere se rispettare l\u2019impegno a riportare sotto controllo le finanze pubbliche o aprire un nuovo contenzioso con Bruxelles? Probabilmente non lo sanno neppure i due vice-premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, indiscussi protagonisti di perenni diatribe in seno all\u2019esecutivo. Entrambi farebbero bene, per\u00f2, a tenere conto di quel che pensa, al riguardo, la stragrande maggioranza degli italiani: \u00a0il 68%, quasi sette su 10, ritiene che il governo dovrebbe cercare un compromesso, evitando rotture traumatiche o prolungati bracci di ferro. \u00c8 uno dei dati significativi del <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\/node\/10298\">rapporto<\/a> curato dallo <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/it\"><strong>IAI<\/strong><\/a> e dal Laboratorio Analisi Politiche e Sociali (<a href=\"http:\/\/www.laps.unisi.it\/\"><strong>Laps<\/strong><\/a>) dell\u2019Universit\u00e0 di Siena sulle percezioni e gli orientamenti dell\u2019opinione pubblica in materia di politica estera. Il rapporto esamina i risultati di un\u2019indagine demoscopica realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana, mettendoli a confronto con quelli delle due precedenti inchieste IAI-Laps risalenti al 2013 e al 2017.<\/p>\n<p><strong>La tentazione di una nuova spallata<br \/>\n<\/strong>La prospettiva che la maggioranza giallo-verde, nel predisporre la nuova manovra di bilancio, possa prodursi in un nuovo tentativo di spallata alle regole comunitarie &#8211; come prov\u00f2 a fare l\u2019anno scorso, per poi venire a pi\u00f9 miti consigli \u2013 suscita scarsissimo entusiasmo nell&#8217;opinione pubblica italiana. Lo conferma il consenso quasi plebiscitario (80%), rilevato dall&#8217;indagine, per la scelta che allora comp\u00ec il governo, in nome dell\u2019intesa con Bruxelles, \u00a0di ridimensionare alcune parti del suo programma per non eccedere, o quasi, il limite del 2% del deficit (in rapporto al Pil).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, \u00e8 probabile che quest\u2019anno il limite del 2% sia ampiamente superato (lo stesso governo prevede il 2,4%) e il prossimo anno, con le pesanti clausole di salvaguardia che incombono, sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile far quadrare i conti. Il dilemma tra compromesso o scontro con le istituzioni Ue \u00e8 quindi destinato a riproporsi, in forma semmai pi\u00f9 acuta.<\/p>\n<p>Per tornare al sondaggio, il quesito \u00e8: sapranno le forze che compongono l\u2019attuale maggioranza prendere atto che c\u2019\u00e8 sempre meno spazio per atteggiamenti gladiatori sulle questioni di bilancio, non solo perch\u00e9 i margini sono obiettivamente ancora pi\u00f9 stretti, ma anche perch\u00e9 l\u2019esperienza dei primi mesi del governo, con i mercati in fibrillazione e lo spread fuori controllo, non \u00e8 restata senza eco in un\u2019opinione pubblica che vorrebbe, comprensibilmente, minore incertezza?<\/p>\n<p><strong>Catarsi elettorale<br \/>\n<\/strong>Movimento Cinque Stelle e Lega sperano per\u00f2 che le prossime elezioni europee cambino gli equilibri politici, consentendo un allentamento dei vincoli europei. Tuttavia, gran parte dei partiti sovranisti che si prevede accresceranno la loro presenza nell\u2019Assemblea di Strasburgo sono fortemente contrari a questa prospettiva. Vorrebbero semmai un ulteriore inasprimento delle regole e dei controlli. Inoltre, il problema principale, in caso di ulteriori sfondamenti del bilancio, non sarebbero, in ultima analisi, le reprimende europee, ma le crescenti difficolt\u00e0 nel rifinanziare il debito.<\/p>\n<p>Fatta salva la pi\u00f9 che legittima richiesta di maggiori margini di flessibilit\u00e0, il governo dovrebbe perci\u00f2 mettere da parte, una volta per tutte, la pretesa di sottrarsi unilateralmente a regole che possono certo essere riviste, ma che rimangono, per il momento, pilastri dell&#8217;eurozona. Dovrebbe piuttosto cercare di chiarire quali obiettivi concreti intende perseguire in ambito Ue e con quali alleanze.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che molti esponenti della maggioranza e dello stesso governo continuano a manifestare riserve di fondo sul progetto europeo e a coltivare una scomposta retorica anti-Ue, che preclude, fra l\u2019altro, possibili convergenze con iniziative delle istituzioni europee in sintonia con gli interessi italiani.<\/p>\n<p>Beninteso, \u00a0l\u2019Europa dell\u2019austerit\u00e0 continua a non piacere agli italiani. Il sondaggio lo mostra con chiarezza. Solo la met\u00e0, fra l\u2019altro, considera la riduzione del debito una priorit\u00e0 e sarebbe disposta a fare nuovi sacrifici per conseguirla. Il 54% \u00e8 anche convinto che l\u2019Italia sia trattata ingiustamente dall\u2019Ue in materia di bilancio.<\/p>\n<p>Questa sensazione di essere discriminati rispetto agli altri Paesi membri sembra essersi fortemente radicata negli ultimi tempi. Inoltre il 42% degli italiani pensa che l\u2019aumento del debito pubblico italiano sia colpa dell\u2019euro: un dato da non sottovalutare, che indica una persistente tendenza a confondere responsabilit\u00e0 nazionali ed europee, alimentata da una classe dirigente che ha tutto l\u2019interesse a scaricare sull\u2019Ue annose questioni che non riesce a risolvere.<\/p>\n<p><strong>Disincanto pi\u00f9 che ripulsa<br \/>\n<\/strong>Ma questo non significa che gli italiani vedano con favore rapporti conflittuali con Bruxelles. Prevale invece, come notato, un atteggiamento pragmatico, alieno da posizioni radicali. Fra l\u2019altro solo l\u201911% giudica conveniente, anche alla luce dell\u2019esperienza della Brexit, un\u2019uscita dall\u2019Ue (anche se un altro 28% la auspicherebbe, ma la esclude solo perch\u00e9 troppo complicata). Rispetto alla precedente indagine IAI-Laps, che risale al 2017, si registra anche un aumento, pur limitato, della fiducia nelle prospettive dell\u2019integrazione europea. Gli scettici sul progetto europeo rimangono la maggioranza relativa, ma calano dal 45% al 38% (il 34% \u00e8 invece ottimista e il 28% dubbioso).<\/p>\n<p>Verso l\u2019Ue prevale quindi \u00a0un diffuso sentimento di disincanto e frustrazione, pi\u00f9 che di antagonismo o di ripulsa. E non mancano motivi di apprezzamento per quello che l\u2019Unione fa, o, pi\u00f9 spesso, potrebbe fare, in vari ambiti. Gli italiani chiedono soprattutto un\u2019Europa in grado di garantire maggiore protezione e sicurezza, ma anche di farsi valere quando sono i gioco i suoi valori fondanti. Ampie maggioranze vorrebbero che l\u2019Ue imponesse la redistribuzione dei <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/mover-migration-in-europe\/\">migranti<\/a> (89%), si dotasse di una sua guardia di frontiera (65%), sanzionasse chi viola i suoi principi (65%), e continuasse a svolgere un ruolo di primo piano nella gestione delle crisi bancarie (59%).<\/p>\n<p>Gli italiani non sono neppure disposti a rinunciare ad alcune fondamentali realizzazioni dell\u2019Ue, anche quando presentano aspetti problematici. Non sorprendentemente, una larga maggioranza (71%) \u00e8, ad esempio, per il mantenimento della libera circolazione delle persone regolata dal sistema di Schengen.<\/p>\n<p>Ad indurre gli italiani a una visione pragmatica della politica estera \u00e8 indubbiamente anche la percezione\u00a0 che il Paese conti poco o nulla sia sulla scena internazionale (79%) sia su quella europea (75%): si tratta di percentuali solo leggermente inferiori a quelle che si registravano due anni fa (82% in entrambi i casi).<\/p>\n<p><strong>La pagella del governo Conte<br \/>\n<\/strong>Inoltre, se il 39% \u00e8 dell\u2019opinione che il governo Conte abbia difeso gli interessi nazionali in Europa meglio che in passato (contro il 28% che ritiene, invece, che li abbia difesi peggio), il 36% pensa che oggi l\u2019Italia sia pi\u00f9 isolata all\u2019interno dell\u2019Ue (il 17% \u00e8 del parere opposto). C\u2019\u00e8 quindi la percezione che ci facciamo sentire di pi\u00f9, ma che fatichiamo a trovare sostegni ed alleanze.<\/p>\n<p>Nel complesso, gli italiani sono critici sull\u2019azione del governo Conte in politica estera (anche se lo erano di pi\u00f9 verso il precedente governo Gentiloni, soprattutto in materia di immigrazione). In nessuno dei settori esaminati dal sondaggio l\u2019attuale esecutivo raggiunge la sufficienza. Su una scala da 0 a 5, il voto pi\u00f9 basso (4,5) \u00e8 proprio sui rapporti con l\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ampio \u00e8 il consenso per la politica migratoria (5,1); in particolare, il 59% approva la politica di chiusura dei porti. Tuttavia, gli italiani non sono insensibili alle critiche delle organizzazioni internazionali umanitarie alle scelte dell\u2019Italia in materia di immigrazione: quasi tre su quattro pensano che le si dovrebbe quanto meno prendere in considerazione. \u00a0Da notare peraltro che i timori per l\u2019immigrazione e il controllo dei confini, pur rimanendo elevati, si sono attenuati: oggi sono considerati la priorit\u00e0 numero uno della politica estera dal 43%, contro il 66% di due anni fa.<\/p>\n<p><strong>Salvini dominus della politica estera<br \/>\n<\/strong>In un contesto caratterizzato da forti contrasti tra i ministri su molteplici aspetti della politica estera \u2013 impiego delle forze armate, gestione della crisi libica, rapporti con la Francia, adesione alla via della seta cinese, Venezuela \u2013 e da una crescente cacofonia, che non contribuisce certo a migliorare la reputazione dell\u2019Italia, una netta maggioranza relativa degli italiani (42%) \u00e8 convinta che il principale artefice dell\u2019azione internazionale del Paese sia il ministro dell&#8217;Interno Salvini, seguito a grande distanza da personalit\u00e0 con pi\u00f9 dirette responsabilit\u00e0 per la politica estera: il premier Guseppe Conte (25%), il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (16%) e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi (7%).<\/p>\n<p>Il sondaggio registra significative convergenze tra gli elettorati del Movimento Cinque Stelle e della Lega su una serie di temi \u2013 Ue e politica di bilancio, giudizio sulla Brexit, rapporti con la Russia \u2013 ma anche differenze pi\u00f9 o meno marcate su altri dossier, come l\u2019immigrazione e il commercio. Per esempio il 69% dei pentastellati \u00e8 a favore di Schengen contro appena il 51% dei leghisti. Si conferma inoltre una forte polarizzazione tra l\u2019elettorato di centrosinistra e quelli dei due partiti al governo, in particolare sui temi europei e sull&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p><strong>Putin pi\u00f9 popolare di Trump e Macron<br \/>\n<\/strong>La grande maggioranza degli italiani respinge l\u2019unilateralismo del presidente americano Donald \u00a0Trump: la scelta protezionistica e il disimpegno degli Usa da una serie di importanti accordi internazionali vengono visti con preoccupazione. Trump \u00e8 peraltro molto poco popolare (3,3 su una scala da 0 a 10). Emerge da queste risposte una chiara preferenza per soluzioni multilaterali ai problemi mondiali.<\/p>\n<p>Riflettono l\u2019approccio tendenzialmente pragmatico di cui si \u00e8 detto anche le risposte sulle tensioni con la Francia: ne si attribuisce la responsabilit\u00e0\u00a0 soprattutto a Parigi e il presidente francese Emanuel Macron riscuote molto poche simpatie (3,4 su una scala da 0 a 10), ma il sostegno di Di Maio al movimento dei gilet gialli viene nettamente bocciato e il 58% \u00e8 favorevole a un trattato con la Francia che impegni i due Paesi a cooperare pi\u00f9 strettamente.<\/p>\n<p>Il presidente russo Vladimir Putin se la cava meglio, con un 4,4 di simpatie, poco meno di Angela Merkel (4,6). Gli italiani si dividono peraltro a met\u00e0 sul pericolo delle interferenze russe e sulle sanzioni in vigore contro Mosca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa accadr\u00e0 in autunno quando il governo Conte \u2013 ammesso che sia ancora in sella \u2013 dovr\u00e0 decidere se rispettare l\u2019impegno a riportare sotto controllo le finanze pubbliche o aprire un nuovo contenzioso con Bruxelles? Probabilmente non lo sanno neppure i due vice-premier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, indiscussi protagonisti di perenni diatribe in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73910,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[96,441,583,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73909"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73909"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73909\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73911,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73909\/revisions\/73911"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73910"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73909"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73909"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73909"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}