{"id":73923,"date":"2019-05-06T15:47:21","date_gmt":"2019-05-06T13:47:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73923"},"modified":"2019-05-06T15:47:21","modified_gmt":"2019-05-06T13:47:21","slug":"disarmo-att-trump-firma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/disarmo-att-trump-firma\/","title":{"rendered":"Disarmo: Att, la decisione di Trump e il valore di una firma"},"content":{"rendered":"<p>Il 26 aprile, parlando ad Indianapolis di fronte alla National Rifle Association, la <a href=\"https:\/\/home.nra.org\/\">Nra<\/a>, la la lobby delle armi, il presidente degli Stati Uniti Donald<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/blogpost\/bullo-ok-corral-alla-casa-bianca\/\"><strong> Trump<\/strong> <\/a>ha affermato testualmente che le Nazioni Unite riceveranno presto una nota formale\u00a0 di rigetto da parte degli Usa del Trattato sul commercio delle armi (Att, nell\u2019acronimo inglese).<\/p>\n<p>L&#8217;affermazione si colloca nel quadro di una \u201cpolicy\u201d intrapresa dall\u2019Amministrazione Trump, con lo svincolo dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/iran-europa-tempo-accordo\/\"><strong>accordo sul nucleare iraniano<\/strong><\/a>, la denuncia del <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/02\/disarmo-inf-usa-russia\/\"><strong>Trattato Inf<\/strong><\/a> e l\u2019assenza di una decisione finale sul rinnovo del New Start, che scade nel 2021. Si direbbe che il<strong> disarmo<\/strong> stia entrando in una transizione non felice.<\/p>\n<p>Ma di questo non intendiamo parlare. Vogliamo invece soffermarci sugli aspetti tecnico-formali della decisione di non ratificare l\u2019Att (quelli sostanziali sono gi\u00e0 stati affrontati da Carlo <strong>Trezza<\/strong> nel <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/disarmo-trump-marcia-indietro-att\/\">suo articolo su questo webzine<\/a>).<\/p>\n<p><strong>Lo stato del Trattato<br \/>\n<\/strong>L\u2019Att, concluso nel 2013, \u00e8 entrato in vigore nel 2014, ed ha gi\u00e0 ottenuto 101 ratifiche, tra cui quelle degli Stati dell\u2019Unione europea. Gli Stati Uniti lo hanno solo firmato, ma non ratificato. Cina e Russia non l\u2019hanno neppure firmato.<\/p>\n<p>L\u2019Att non \u00e8 quindi uno strumento obbligatorio per gli Stati Uniti e pertanto si dice cosa imprecisa quando si afferma che essi, dopo l\u2019annuncio di Trump, intendono recedere dall\u2019Att. Il recesso, infatti, si esercita nei confronti di un trattato in vigore per lo Stato che intende effettuarlo.<\/p>\n<p><strong>Il valore della firma<br \/>\n<\/strong>Trump ha quindi fatto un\u2019affermazione di solo valore politico-mediatico? No! La statuizione del presidente americano ha anche effetti giuridici. Infatti, l\u2019apposizione della firma non obbliga lo Stato ad osservare il trattato, ma un effetto lo produce: l\u2019obbligo del firmatario di astenersi dal compiere atti che priverebbero il trattato del suo oggetto e scopo. Ad esempio, porre in essere una condotta che renderebbe impossibile o pi\u00f9 difficile l\u2019adempimento degli obblighi del trattato, una volta entrato in vigore per lo Stato.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile per uno Stato privare di effetti giuridici la firma? Semplicemente dichiarando che non intende ratificare il trattato.\u00a0 A tal fine \u00e8 necessaria una formale notifica al depositario del trattato (nel caso dell\u2019Att il segretariato generale delle Nazioni Unite). Si possono citare un paio di precedenti.<\/p>\n<p>Negli ultimi giorni di presidenza, Clinton firm\u00f2 il Trattato relativo allo statuto della Corte penale internazionale. L\u2019Amministrazione Bush, che era intenzionata a concludere accordi per impedire la consegna di cittadini americani alla Corte, notific\u00f2 al depositario che gli Stati Uniti non avrebbero ratificato lo statuto: un atto necessario perch\u00e9 la stipulazione di accordi del genere sarebbe stata contraria all&#8217;obbligo di privare lo statuto del suo oggetto e scopo gravante sullo Stato firmatario.<\/p>\n<p>Anche la Russia, recentemente, ha notificato al depositario che non avrebbe ratificato lo statuto, citando espressamente la disposizione della Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati che attribuisce tale facolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Il destino della firma<br \/>\n<\/strong>Una volta apposta, la firma non viene \u201ccancellata\u201d o \u201critirata\u201d. Il depositario si limita ad inserire accanto alla firma la dichiarazione dello Stato che non intende ratificare il trattato. Tale dichiarazione appare pertanto nella tavola delle ratifiche, firme e riserve curata dal depositario. Tra l\u2019altro questi non si pu\u00f2 opporre alla dichiarazione dello Stato. Il depositario ha solo un compito notarile e dovr\u00e0 limitarsi a fare circolare la dichiarazione tra gli Stati parti o semplicemente firmatari.<\/p>\n<p><strong>Conclusione<br \/>\n<\/strong>Il Regno Unito, dopo il discorso di Trump, si \u00e8 espresso per un ripensamento degli Stati Uniti, essendo un passo che mette a rischio l\u2019universalit\u00e0 dell\u2019Att. Simile augurio \u00e8 stato formulato dall\u2019ambasciatore lettone J. Karklins, presidente della quinta Conferenza degli Stati parti dell\u2019Att, che avr\u00e0 luogo a Ginevra dal 26 al 30 agosto 2019.<\/p>\n<p>Anche l\u2019Unione europea, tramite Federica Mogherini, alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune, ha espresso un profondo disappunto per la decisione del presidente americano. Come si \u00e8 detto, l\u2019Att conta attualmente 101 ratifiche e 34 firme (59 Stati non l\u2019anno neppure firmato). E\u2019 per\u00f2 difficile pensare che l\u2019attuale Amministrazione americana colga l\u2019auspicio e torni indietro.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che, quantunque non esistano precedenti,\u00a0 la ratifica dell\u2019Att sia giuridicamente possibile, qualora in futuro gli Usa intendessero compiere tale passo, annullando la precedente dichiarazione di non divenire uno Stato parte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 26 aprile, parlando ad Indianapolis di fronte alla National Rifle Association, la Nra, la la lobby delle armi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato testualmente che le Nazioni Unite riceveranno presto una nota formale\u00a0 di rigetto da parte degli Usa del Trattato sul commercio delle armi (Att, nell\u2019acronimo inglese). 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