{"id":73954,"date":"2019-05-08T14:01:45","date_gmt":"2019-05-08T12:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73954"},"modified":"2019-05-17T07:12:41","modified_gmt":"2019-05-17T05:12:41","slug":"nucleare-appello-accordo-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/nucleare-appello-accordo-iran\/","title":{"rendered":"Nucleare: appello europeo a Usa per salvare accordo con Iran"},"content":{"rendered":"<p>Un anno fa, l\u20198 maggio 2018, il presidente Donald <strong>Trump<\/strong> ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero cessato di rispettare il <a href=\"https:\/\/www.state.gov\/e\/eb\/tfs\/spi\/iran\/jcpoa\/\"><strong><em>Joint Comprehensive Plan of Action<\/em><\/strong><\/a> (Jcpoa), l\u2019accordo nucleare concluso nel luglio 2015 da <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/iran-scontro-usa-sanzioni\/\"><strong>Iran<\/strong><\/a> e Stati Uniti insieme a Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Unione europea.<\/p>\n<p>Trump sostiene che il Jcpoa non contiene misure sufficienti ad arrestare i progressi dell\u2019Iran verso una capacit\u00e0 nucleare militare, n\u00e9 fa nulla per limitare l\u2019arsenale missilistico dell\u2019Iran e contrastarne le attivit\u00e0 in Medio Oriente. Il presidente americano ritiene che una strategia di \u2018<strong>massima pressione<\/strong>\u2019 sia l\u2019unica strada e pertanto ha re-imposto tutte le sanzioni Usa che erano state sospese in base all&#8217;accordo, comprese quelle che colpiscono compagnie straniere che fanno affari con l\u2019Iran.<\/p>\n<p>Le critiche di Trump non sono senza fondamento. Tuttavia, \u00e8 molto difficile che ritirarsi dall&#8217;accordo possa servire a raggiungere i suoi obiettivi dichiarati. La realt\u00e0 \u00e8 che la sua decisione ha avuto gravi conseguenze.<\/p>\n<p><strong>Le gravi conseguenze del ritiro americano, in sei punti<\/strong><br \/>\nIn primo luogo, ha <strong>ostacolato la politica globale di non-proliferazione nucleare<\/strong>. Il Jcpoa limita significativamente la capacit\u00e0 dell\u2019Iran di sviluppare armi nucleari. Come certificato dall\u2019Agenzia internazionale per l\u2019energia atomica (Aiea) e riconosciuto pubblicamente dai vertici dell\u2019intelligence americana, l\u2019Iran ha continuato a rispettare l\u2019accordo. Tuttavia, come dimostra l\u2019annuncio del presidente Hassan Rouhani che l\u2019Iran riprender\u00e0 alcune attivit\u00e0 proibite dall&#8217;accordo, in seguito al ritiro degli Stati Uniti l\u2019Iran ha visto i benefici di restare nell&#8217;accordo in costante diminuzione.<\/p>\n<p>Se Teheran riattivasse l\u2019intero programma e limitasse i poteri di ispezione dell\u2019Aiea, verrebbero meno fondamentali strumenti per monitorare le attivit\u00e0 iraniane e verificare le informazioni contenute nell\u2019\u2018archivio nucleare\u2019 che Israele ha sottratto all\u2019Iran. L\u2019incertezza sui progressi nucleari dell\u2019Iran potrebbe spingere altri stati nella regione \u2013 specie l\u2019Arabia Saudita \u2013 a costruirsi un proprio arsenale.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la decisione di Trump ha <strong>sminuito il valore della diplomazia.<\/strong> Il Jcpoa \u00e8 un importante precedente di efficace cooperazione multilaterale, dal momento che coinvolge Paesi con orientamento di politica estera divergente come gli Stati Uniti e i loro alleati europei, la Russia e la Cina, l\u2019Iran stesso. La preferenza degli Stati Uniti per la \u2018massima pressione\u2019 in luogo di soluzioni di compromesso svaluta la diplomazia come mezzo efficace per risolvere dispute tra Stati rivali.<\/p>\n<p>In terzo luogo, Trump ha <strong>indebolito il diritto e le istituzioni internazionali<\/strong>. La legittimit\u00e0 del Jcpoa deriva dal Trattato di non-proliferazione nucleare, che proibisce all&#8217;Iran di dotarsi di armi atomiche, mentre la sua autorit\u00e0 discende dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che ha incorporato l\u2019accordo nella <a href=\"https:\/\/undocs.org\/S\/RES\/2231(2015)\"><strong>risoluzione 2231<\/strong><\/a>. Rinnegando i suoi impegni senza giustificazione, Washington ha mandato il segnale che gli obblighi internazionali possono essere infranti ad arbitrio.<\/p>\n<p>In quarto luogo, la decisione del presidente Usa ha <strong>indebolito la solidariet\u00e0 transatlantica<\/strong>. Il Jcpoa \u00e8 il risultato di pi\u00f9 di 13 anni di continuo coordinamento tra europei e americani. Uscendone e, peggio ancora, minacciando di punire le banche e compagnie europee per i loro affari in Iran, l\u2019Amministrazione Trump non ha mostrato alcun riguardo per gli interessi europei ed eroso la fiducia nell\u2019Alleanza transatlantica.<\/p>\n<p>In quinto luogo, ha <strong>contribuito a esacerbare le tensioni regionali<\/strong>. Il Jcpoa ha rimosso, almeno nel medio periodo, la prospettiva di un Iran armato di bombe atomiche da uno scenario regionale caratterizzato da forti tensioni geopolitiche. Sostituendovi la strategia di \u2018massima pressione\u2019, gli Stati Uniti hanno galvanizzato i rivali dell\u2019Iran e ridotto l\u2019appetito per soluzioni di compromesso a Teheran. Se l\u2019Iran dovesse lasciare l\u2019accordo, ci sarebbero poche opzioni diplomatiche per contenere il rischio di un\u2019escalation militare.<\/p>\n<p>In sesto luogo, la decisione di Trump ha <strong>inflitto gravi danni alla popolazione iraniana<\/strong>, che pure lui dice di sostenere. Riadottando sanzioni con effetto extraterritoriale, gli Stati Uniti hanno di fatto forzato un embargo sull\u2019Iran. La combinazione di inflazione, importazioni pi\u00f9 care, scarsit\u00e0 di beni (medicinali e cibo compresi), e l\u2019impossibilit\u00e0 di completare transazioni iniziate prima della re-imposizione delle sanzioni ha prodotto un significativo calo del tenore di vita degli iraniani.<\/p>\n<p><strong>Garantire la sopravvivenza del Jcpoa<\/strong><br \/>\nIl Jcpoa \u00e8 troppo importante per lasciarlo morire. Eppure, nonostante le altre parti dell\u2019accordo insistano che per loro resta valido, non hanno fatto a sufficienza per garantire la sopravvivenza dell&#8217;accordo con l&#8217;Iran sul nucleare.<\/p>\n<p>Gli europei vanno lodati per la creazione di un meccanismo di facilitazione del commercio in beni umanitari, chiamato <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/iran-europa-tempo-accordo\/\"><strong>Instex<\/strong><\/a>. Tuttavia, \u00e8 necessario che i termini di partecipazione ad Instex siano chiariti al pi\u00f9 presto perch\u00e9 le compagnie private si decidano a usarlo. Gli europei devono anche creare un altro meccanismo simile che permetta le <strong>importazioni petrolifere dall&#8217;Iran<\/strong>\u00a0e aprirne la partecipazione a Paesi terzi. Gli europei devono infine intensificare il dialogo con l\u2019Iran su una serie di questioni regionali. Fondamentale \u00e8 infine che i sostenitori del Jcpoa si coordino per evitare che le sanzioni Usa complichino la <strong>cooperazione tecnica necessaria<\/strong> all&#8217;Iran per continuare a rispettare l\u2019accordo.<\/p>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante tuttavia \u00e8 promuovere negli Stati Uniti \u2013 dall&#8217;Amministrazione al Congresso fino alla comunit\u00e0 di esperti e i media \u2013 i meriti dell\u2019accordo. Il ritorno degli Stati Uniti nel Jcpoa \u00e8 non solo funzionale a contenere le conseguenze negative menzionate sopra. \u00c8 anche necessario a ricreare una <strong>pi\u00f9 coesa coalizione internazionale<\/strong> che prema sull&#8217;Iran perch\u00e9 limiti il programma balistico e il sostegno ai suoi alleati nella regione. A ci\u00f2 si deve accompagnare un\u2019iniziativa diplomatica che ponga le basi per la <strong>distensione regionale<\/strong>.<\/p>\n<p>Gli europei sono stati decisivi nell&#8217;avviare il processo che ha portato al Jcpoa e possono pertanto aprire la via a un nuovo e pi\u00f9 ampio confronto diplomatico con l\u2019Iran. Ma perch\u00e9 il multilateralismo sia efficace, \u00e8 necessario che gli Stati Uniti rispettino diritto e accordi internazionali.<\/p>\n<p><em>L&#8217;appello \u00e8 firmato da Nathalie Tocci, direttore IAI, Esfandyar Batmanghelidj, fondatore Bourse&amp;Bazaar, Ian Bond, direttore di Politica estera Cer, Thanos Dokos, direttore generale Eliamep, Thomas Gomart, Direttore Ifri, Mark Leonard, co-fondatore Ecfr, Robin Niblett, direttore Chatham House, Laura Rockwood, direttore esecutivo Vcdnp, Andris Spruds, direttore Liia, Des Browne, presidente Eln, Adam Thomson, direttore Eln, Steven Blockmans, direttore di Politica estera Ue Ceps, Andrej Ditrych, direttore Iir, Michel Duclos, consigliere speciale Institut Montaigne, Charles Grant, direttore Cer, Pol Morillas, direttore Cidob, Charles Powell, direttore Real Instituto Elcano, Daniela Schwarzer, direttore Dgap, Teija Tiilikainen, direttore Fiia.\u00a0 L&#8217;iniziativa \u00e8 stata coordinata da Riccardo Alcaro e Shatabhisha Shetty.\u00a0<\/em><em>I firmatari hanno firmato l\u2019Appello congiunto su base personale. Le opinioni espresse nel testo non riflettono la posizione delle loro istituzioni di affiliazione.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un anno fa, l\u20198 maggio 2018, il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti avrebbero cessato di rispettare il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l\u2019accordo nucleare concluso nel luglio 2015 da Iran e Stati Uniti insieme a Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Unione europea. Trump sostiene che il Jcpoa non [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73956,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1410,93,1119,101,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73954"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73954"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73954\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73960,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73954\/revisions\/73960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73954"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73954"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73954"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}