{"id":73959,"date":"2019-05-08T14:40:13","date_gmt":"2019-05-08T12:40:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73959"},"modified":"2019-05-09T08:04:15","modified_gmt":"2019-05-09T06:04:15","slug":"ue-9-maggio-schuman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-9-maggio-schuman\/","title":{"rendered":"Ue: 9 maggio, da Schuman a oggi un tempo da ricordare"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>La pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi <\/em>[\u2026]\u201d. \u00c8 l\u2019incipit della Dichiarazione Schuman pronunciata al Quay d\u2019Orsay nella sala dell\u2019orologio dal ministro degli Esteri francese Robert <strong>Schuman<\/strong>: erano le 16 del 9 maggio 1950 e quella data, divenuta la Festa dell&#8217;Europa, \u00e8 considerata la data di nascita dell&#8217;integrazione europea.<\/p>\n<p><strong>Sforzi creativi al servizio della pace<\/strong><i><br \/>\n<\/i>A partire della Dichiarazione Schuman, con il senno di poi, possiamo affermare che ne sono serviti tanti, di sforzi creativi, in quasi 70 anni di storia del progetto europeo, messosi in cammino quel giorno di maggio in cui Schuman compiva, a nome della Francia, il primo decisivo passo verso gli altri Stati europei e tracciava la rotta dell&#8217;integrazione e della cooperazione europea.<\/p>\n<p>Qualche anno dopo, oltre agli sforzi creativi evocati da Schuman, serv\u00ec la lungimiranza dei Padri Fondatori che a Roma firmarono i Trattati Cee e la tenacia di Sicco Mansholt, l&#8217;ideatore della Politica agricola comune.<\/p>\n<p>Trent\u2019anni fa, a compiere un ulteriore sforzo creativo \u00e8 stato Jacques Delors, \u00a0riuscito a togliere l\u2019allora Comunit\u00e0 europea dalla tiepidezza in cui era piombata negli anni precedenti e a renderla &#8211; grazie all\u2019Atto Unico e al Trattato di Maastricht &#8211; il progetto di cooperazione regionale pi\u00f9 riuscito di sempre.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 pur se criticata e talvolta rinnegata, l\u2019Unione europea- che qui celebriamo, a due settimane da importantissime <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a> -, \u00e8 oggi necessaria, come 70 anni fa. E se adesso agire assieme e condividere la nostra sovranit\u00e0 nazionale \u00e8 vitale per rispondere alle sfide del mondo globalizzato, ieri, nei primi anni post-bellici, l\u2019integrazione europea fu lo strumento atto primariamente a \u201cservire la pace\u201d, come recita un altro passo della Dichiarazione Schuman. Quella pace data oggi per scontata nel Vecchio Continente, ma legata ad un filo sottilissimo negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><strong>Lo scenario post-bellico e la Dichiarazione Schuman<br \/>\n<\/strong>Terminato il secondo conflitto mondiale, la cortina di ferro era calata sull\u2019Europa. La Germania, divisa in due, costituiva un dilemma per le nazioni europee. Nel 1949 nella Germania Ovest si erano tenute nuove elezioni e il Paese riacquistava standard democratici e forza economica. L\u2019Europa si ritrov\u00f2 ad affrontare il problema del riarmo tedesco con inevitabili timori francesi.<\/p>\n<p>Furono gli Stati Uniti per primi a garantire agli altri Stati europei -che dai tedeschi avevano subito occupazioni &#8211; il loro impegno, auspicando per\u00f2 che la rinascita politica della Germania avvenisse in un quadro di cooperazione come era accaduto con l\u2019Oece, organizzazione che aveva coordinato gli aiuti del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piano_Marshall\">Piano Marshall<\/a>.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione politica, economica e soprattutto militare della Germania accelerarono le spinte di chi pensava che solo in uno scenario unitario e cooperativo \u00a0potevano essere garantite all\u2019Europa pace e un pieno recupero di tutte le nazioni, allontanando dal Vecchio Continente i pericoli derivanti dalla cortina di ferro e del riarmo tedesco. La Germania, infatti, dopo le elezioni che avevano eletto Konrad Adenauer cancelliere, pur se vietatole dal Trattato di pace, reclamava un esercito.<\/p>\n<p>In Europa, ma soprattutto nella Francia aggredita dai tedeschi tre volte nei 70 anni precedenti, era tornata la paura. E fu proprio la Francia, spaventata dalla Germania che rialzava la testa, a compiere il primo, storico passo. Nei giorni precedenti al 9 maggio, Schuman e il suo consigliere Jean Monnet avevano preparato la dichiarazione destinata a cambiare per sempre la storia del Vecchio Continente; il cancelliere tedesco Adenauer conosceva gi\u00e0 le intenzioni dei francesi e si era dimostrato subito concorde.<\/p>\n<p>Qual\u2019 era in sostanza la proposta di Schuman e Monnet che dava il via all&#8217;integrazione europea? Mettere in comune la produzione di carbone e acciaio franco tedesco &#8211; risorse vitali per l\u2019industria bellica -, sotto un\u2019Alta autorit\u00e0, in modo da rendere un qualsiasi conflitto tra francesi e tedeschi impossibile ed impensabile. Fare diventare quindi europeo l\u2019acciaio, questo \u00e8 il primo atto che, partito dal gesto distensivo di Schuman, pone le fondamenta alla pi\u00f9 grande Comunit\u00e0 della storia.<\/p>\n<p>Firmato a Parigi il 18 aprile del 1951 da Francia Germania Italia e Paesi del Benelux, \u00a0il Trattato Ceca dava vita a un organizzazione a carattere regionale con scopi puramente economici, ma apriva anche orizzonti ben pi\u00f9 ampi su altri settori, tra cui l\u2019integrazione politica e la difesa comune.<\/p>\n<p><strong>Dal dramma antico dell&#8217;Alsazia e Lorenza al Trattato di Aquisgrana<br \/>\n<\/strong>Ripensare agli scopi originari dell\u2019Europa unita non pu\u00f2 non farci riflettere sul\u00a0 calvario eterno dell\u2019Alsazia e della Lorena, terre ricche di carbone e ferro contese da Francia e Germania per secoli. Oggi, 70 anni dopo, coloro che si affrontavano per le preziose risorse sono innegabilmente alla guida dell\u2019agenda europea e sempre pi\u00f9 decisi a ridare slancio all\u2019Unione.<\/p>\n<p>Francia e Germania, i vecchi nemici, sono tornati a stringere alleanze strategiche e a firmare un nuovo Trattato bilaterale, dopo quello storico del 1963 concluso all\u2019Eliseo tra De Gaulle e Adenauer. 56 anni dopo c\u2019erano Angela Merkel ed Emmanuel Macron a sottoscrivere nel gennaio scorso ad <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/01\/francia-trattato-aquisgrana-quirinale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Aquisgrana<\/a> &#8211; che fu capitale del regno di Carlo Magno nel cuore d\u2019Europa &#8211; un nuovo trattato tra i due Paesi.<\/p>\n<p>Un trattato bilaterale non in contrasto con l\u2019Unione europea assicurano i contraenti ma che, indubbiamente, prevede rapporti bilaterali pi\u00f9 forti nei settori economici, della difesa, e della politica estera. Il trattato, nelle intenzioni dei firmatari, ha lo scopo di rilanciare l\u2019integrazione europea e fare da argine a populisti e nazionalisti che minacciano di indebolire l\u2019Unione a partire dalle elezioni del prossimo 26 maggio.<\/p>\n<p>Un\u2019Unione che -grazie alla spinta dei fondatori, memori dei drammi del passato &#8211; prova a rifondarsi. Ma anche un&#8217;Unione in cui un altro fondatore, l\u2019Italia, appare sempre pi\u00f9 isolato e rappresenta ormai l\u2019economia pi\u00f9 debole.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa pace mondiale non potr\u00e0 essere salvaguardata se non con sforzi creativi [\u2026]\u201d. \u00c8 l\u2019incipit della Dichiarazione Schuman pronunciata al Quay d\u2019Orsay nella sala dell\u2019orologio dal ministro degli Esteri francese Robert Schuman: erano le 16 del 9 maggio 1950 e quella data, divenuta la Festa dell&#8217;Europa, \u00e8 considerata la data di nascita dell&#8217;integrazione europea. Sforzi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":73961,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[1057,1639,432],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73959"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73959"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73959\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":73969,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73959\/revisions\/73969"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/73961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}