{"id":73964,"date":"2019-05-08T13:32:40","date_gmt":"2019-05-08T11:32:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/?p=73964"},"modified":"2019-05-14T07:26:31","modified_gmt":"2019-05-14T05:26:31","slug":"ue-sibiu-agenda-progressista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/05\/ue-sibiu-agenda-progressista\/","title":{"rendered":"Ue: Sibiu, un&#8217;agenda progressista per la politica estera"},"content":{"rendered":"<p>Il <a href=\"https:\/\/www.romania2019.eu\/event\/informal-summit-of-heads-of-state-and-government-of-eu-member-states\/\">Vertice informale<\/a> di <strong>Sibiu<\/strong> in Romania di gioved\u00ec 9 maggio arriva in un momento cruciale per l\u2019<strong>Unione europea<\/strong>. Inizialmente pensato come l\u2019occasione per celebrare i successi della Commissione Juncker e per mostrare un\u2019Ue a 27 pi\u00f9 forte e coesa dopo la <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2019\/04\/ue-brexit-apologia-may\/\"><strong>Brexit<\/strong><\/a>, il Summit di Sibiu sar\u00e0 probabilmente qualcosa di molto diverso. Il Regno Unito non ha ancora lasciato l\u2019Unione e anzi ha ufficializzato che parteciper\u00e0 alle prossime <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/speciali\/parlamento-europeo-verso-le-elezioni\/\"><strong>elezioni europee<\/strong><\/a> del 26 maggio, mentre le difficolt\u00e0 delle istituzioni e i rischi di frammentazione legati al successo delle forze nazionaliste ed euroscettiche persistono, disegnando un quadro politico deteriorato rispetto a quando questa Commissione si insedi\u00f2 cinque anni fa.<\/p>\n<p><strong>Ambizioni di promozione dell&#8217;Ue dalla Strategia Globale all&#8217;Agenda strategica<\/strong><br \/>\nQuesto non significa che l\u2019incontro di Sibiu e i prossimi mesi fino al cambio della guardia ai vertici delle istituzioni europee non offrano importanti opportunit\u00e0 per il rilancio dell\u2019agenda dell&#8217;Ue. Se la bozza di agenda strategica 2019-2024 che i leader si apprestano ad \u201cadottare all&#8217;unanimit\u00e0\u201d al Summit di Sibiu offre delle indicazioni, queste vanno senz&#8217;altro nella direzione di un\u2019accresciuta ambizione nella promozione dell&#8217;Ue nel mondo. Le nuove priorit\u00e0 europee rompono un tab\u00f9 istituzionale durato a lungo e individuano in una politica estera pi\u00f9 efficace e coesa il fulcro delle risposte che i cittadini si aspettano da Bruxelles. Questo \u00e8 il risultato non soltanto del crescente intreccio tra quello che succede dentro e fuori i confini dell\u2019Unione, ma anche della consapevolezza che la politica estera ha smesso di essere il dominio privilegiato delle \u00e9lites europee, coinvolgendo le preoccupazioni e le attenzioni anche dei cittadini.<\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2015\/10\/la-riflessione-strategica-dellue-sulla-strategia-globale\/\"><strong>Strategia Globale<\/strong><\/a> dell\u2019Unione europea presentata dall\u2019alto rappresentante Federica Mogherini nel 2016 ha sicuramente contribuito a questa evoluzione. Lanciata pochi giorni dopo il referendum sulla Brexit, la Strategia si poneva l\u2019obiettivo di elevare l\u2019ambizione dell\u2019Unione a livello internazionale, sottolineando il carattere transnazionale e trasversale delle minacce che dobbiamo fronteggiare, ma presentando anche un piano strategico complessivo per la risposta europea.<\/p>\n<p>In particolare, la Strategia ha segnato un cambio di passo nell&#8217;approccio alla sicurezza, intesa sempre di pi\u00f9 come risultante di dinamiche interne ed esterne, ha incoraggiato un approccio integrato alle crisi e ai conflitti, centrato su accresciute capacit\u00e0 militari europee, ha insistito sulla necessit\u00e0 di proteggere ma anche di riformare il sistema multilaterale e la governance globale, ha promosso un maggiore coordinamento tra le politiche esterne dell\u2019Unione, dal commercio alla cooperazione allo sviluppo alla politica energetica, e dei suoi Stati membri. I risultati della sua attuazione sono stati parziali \u2013 e come avrebbe potuto essere altrimenti viste le sfide che l\u2019Unione ha dovuto fronteggiare in questi anni, dalla questione migratoria al terrorismo? \u2013, ma progressi significativi sono stati realizzati, soprattutto nel settore della sicurezza e della difesa.<\/p>\n<p><b>Dieci raccomandazioni IAI\/Feps per un cambio di passo<\/b><br \/>\nMa ora, con la consultazione elettorale e la riconfigurazione istituzionale alle porte, \u00e8 importante non soltanto non perdere a Sibiu lo slancio di questi progressi, ma anche alzare ulteriormente l\u2019asticella. Questa non \u00e8 vana ambizione ma pura realpolitik, poich\u00e9 l\u2019Europa rischia non soltanto la marginalizzazione a livello internazionale, ma anche di perdere la capacit\u00e0 di avere un posto al tavolo dei negoziati, strangolata tra i nuovi giganti mondiali.<\/p>\n<p>Questo implica una serie di riforme per rilanciare l\u2019azione internazionale dell\u2019Ue. Ma quali? Un <a href=\"https:\/\/www.iai.it\/sites\/default\/files\/9782930769264.pdf\">paper<\/a> redatto congiuntamente dall\u2019Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma e dalla Foundation for European Progressive Studies (Feps) di Bruxelles offre dieci raccomandazioni per un cambio di passo e di approccio nella <strong>politica estera<\/strong> europea, in un\u2019ottica genuinamente progressista, per andare oltre il <em>business as usual<\/em> che troppo spesso caratterizza le dinamiche europee. A cominciare dall&#8217;adozione di nuovi meccanismi decisionali che permettano di superare l\u2019ostacolo dell\u2019unanimit\u00e0 e decidere a maggioranza qualificata anche nel settore della politica estera e di sicurezza.<\/p>\n<p>La riflessione in corso sull&#8217;autonomia strategica dell\u2019Unione non pu\u00f2 per\u00f2 limitarsi al settore della difesa e deve prendere in considerazione anche altre aree cruciali della sua azione esterna, da quella energetica a quelle commerciale ed economica. Anche l\u2019approccio al sistema multilaterale deve cambiare, con l\u2019Ue che diventa baluardo della governance globale e portavoce di riforme avanzate e lungimiranti, partendo dagli ambiti in cui l\u2019Europa \u00e8 un esempio da seguire come quelli climatico e digitale.<\/p>\n<p>L\u2019approccio integrato alla gestione dei conflitti nei Paesi vicini e meno vicini deve essere affiancato da un rafforzamento dell\u2019architettura della difesa europea. In particolare, bisogna lavorare per la creazione di un Consiglio dei Ministri della Difesa, presieduto dall\u2019alto rappresentante e supportato dall\u2019Agenzia europea della Difesa, con la Commissione europea che garantisca risorse finanziarie adeguate allo sviluppo delle capacit\u00e0 europee e una commissione ad hoc del Parlamento europeo che assicuri la legittimit\u00e0 democratica delle decisioni.<\/p>\n<p>Finanziare le ambizioni dell\u2019Ue significa anche destinare pi\u00f9 fondi del prossimo bilancio pluriennale 2020-2027 alle sue politiche esterne e alla cooperazione internazionale, resistendo alle tendenze di securitizzazione che interessano sia la cooperazione allo sviluppo che la gestione delle migrazioni. Nella proiezione globale dell\u2019Unione, l\u2019Africa deve diventare una priorit\u00e0 e trasformarsi da un vicino turbolento a un vero partner per la realizzazione di interessi strategici comuni, dalla democrazia all&#8217;educazione al commercio. In generale, l\u2019eredit\u00e0 della Strategia Globale va preservata nei suoi elementi costruttivi e innovativi, sollecitando il prossimo alto rappresentante \u2013 in collaborazione con le altre istituzioni e gli Stati membri \u2013 a condurre una riflessione simile e aggiornare la visione strategica dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Per tutto questo serve per\u00f2 prima di tutto maggiore unit\u00e0 interna, un maggiore coinvolgimento dei governi nazionali nella realizzazione dell\u2019agenda europea e strumenti politici e finanziari per convincere gli esecutivi pi\u00f9 reticenti, applicando la logica della condizionalit\u00e0 sul territorio europeo cos\u00ec come l\u2019Ue fa con i suoi partner.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vertice informale di Sibiu in Romania di gioved\u00ec 9 maggio arriva in un momento cruciale per l\u2019Unione europea. 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